Strumenti e sfide contro la povertà

EMPOWERMENT FEMMINILE E GENDER TEAM IMPEGNO DELLA FIDAPA/BPW INTERNATIONAL

Nel 1992 le Nazioni Unite proclamano la Giornata Mondiale contro la povertà che rappresenta una violazione dei diritti fondamentali degli individui e va sdradicata. L’11 novembre la BPW Italy-FIDAPA a Palazzo Valentini presenta il convegno dal titolo: “Impegno Internazionale e Strumenti contro la Povertà”.

mdeLa giornata propone una disamina delle realtà internazionali, nazionali e locali in materia di contrasto alla povertà e alle nuove povertà. L’apertura dei lavori è affidata alla Presidente Nazionale della BPW Italy-FIDAPA, Pia Petrucci. La Petrucci sostiene che uomini e donne non sono poveri allo stesso modo e il fenomeno non prescindere dall’analisi di genere. In Italia sono un milione e 582 mila le famiglie in condizione di povertà assoluta. A dirlo è l’ISTAT che a luglio 2016 ha pubblicato l’ultimo Rapporto sulla Povertà. pro-camIl dato è destinato a crescere e si conferma il peggiore dal 2005. La tendenza si estende anche tra le famiglie residenti nell’area Centro Metropolitana. L’incidenza è passata dal 5,3% del 2014 al 7,2% del 2015. Un fenomeno che colpisce in modo trasversale famiglie composte di 4 componenti formate da coppie con due figli. E’ necessario comprendere la delicatezza del tema che abbraccia il concetto della discriminazione e dell’emarginazione femminile in particolare. Le ingiustizie che le donne vivono sulla loro “pelle”, sono ingiustizie che hanno origine dalla fase della recessione economica e sociale che negli ultimi anni induce a parlare di una vera crisi sistemica. Una crisi sistemica dove le donne soffrono più degli uomini, per il lavoro che manca, per il lavoro perso dopo la nascita di un primo figlio e un secondo figlio. In un quadro complesso e con poche risorse a disposizione, garantire e tutelare i diritti delle donne sono una sfida difficile ma rappresenta uno stimolo per lavorare con maggiore tenacia e sinergia.mde

La BPW International fa parte della Business Professional Women International presso la FAO e negli anni ha esteso i suoi orizzonti, le competenze, aumentato i diritti e le opportunità. Trasmette informazioni in tutto il mondo e gode dello stato consultivo presso il Consiglio Economico delle Nazioni Unite, UNESCO, ILO, FAO, IFAD e Consiglio d’Europa. Fiorella Nibali–Presidente del Distretto Centro BPW-Italy/Fidapa, dichiara che nella lotta alla povertà è necessario porsi degli obiettivi. La povertà non è solo privazione dei beni, è umiliazione, è perdita di dignità, è emarginazione. La Federazione s’impegna in un lavoro di disseminazione perseguendo i principi dell’empowerment che non riguardano solo il genere femminile, ma la creazione di team nazionali multidisciplinari per valorizzare le capacità delle donne. Le donne, con le loro azioni, promuovono i processi di pace e favoriscono i cambiamenti sociali.

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A livello internazionale la BPW ha creato una piattaforma informatica nata negli anni 70-80 per affiancare la disseminazione dei programmi della FAO nell’ambito dell’impegno assunto verso l’ONU. La FAO da anni cerca di affermare il principio secondo cui non vi è sicurezza alimentare senza l’impegno delle donne rurali. S’impegna ad ascoltare i rappresentanti delle società civili, le organizzazioni femminili per raggiungere l’uguaglianza di genere, sconfiggere la malnutrizione, creare i processi di appoggio alla produzione, all’accesso al credito o al ritorno ai finanziamenti. Nel 2015 dopo EXPO, la BPW International ha sottoscritto la CARTA di MILANO insieme all’azione coordinata di gruppi di lavoro portatori d’interessi del mondo civile e sostenuto dalle agenzie del sistema ONU. I nove obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’AGENDA 2030 si basano su quattro pilastri fondamentali: Economia, Società, Ambiente e Pace. Gli obiettivi riguardano la riduzione della povertà, l’uguaglianza di genere e la partnership. Nelle aree urbane, dove gli individui hanno bassi livelli d’istruzione, fornire alle donne strumenti idonei per elevare la propria condizione sociale ed economica, generano nel breve e medio periodo un moltiplicatore per tutta la famiglia. I figli sono nutriti meglio, hanno la possibilità di andare a scuola, migliorano in generale l’attività produttiva e le prospettive future di tutta la comunità. Silvia Sperandini specializzata nell’empowerment femminile e nella lotta alla povertà e nel Gender Team dell’IFAD, afferma che l’agenzia offre prestiti a tassi agevolati ma anche donazioni destinate ad attività in ambito rurale. Le disuguaglianze vanno a impattare sul reddito della famiglia. Il prezzo non lo paga solo la donna, sono soprattutto i figli e la crescita del nucleo familiare. Il Gender Team dell’IFAD porta avanti progetti innovativi e inclusivi in favore delle donne. La specificità dei progetti è generare incremento nella produzione da un punto di vista tecnico, migliorare l’accesso al mercato, ai servizi, promuovere le pari opportunità e la partecipazione di tutti, inclusi i giovani. Il Gender Team riveste un ruolo prioritario nel targetting social inclusion . Nelle aree rurali la donna assume un ruolo centrale, un motore economico che produce input positivi anche nelle aree adiacenti. Al contrario la disuguaglianza distrugge le potenzialità di sviluppo per la negazione all’accesso delle risorse e al credito. L’IFAD sostiene progetti a tassi agevolati in favore delle donne, esercita un’opera di lobbying tra i governi che adottano politiche socio-culturali diverse dai loro, com’è impegnata nel rendere più equa la distribuzione dei carichi di lavoro per permettere alla donna di dedicarsi con impegno alle attività economiche e imprenditoriali.

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Secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale oggi esistono circa 900 milioni di poveri. Queste popolazioni sono concentrate in prevalenza nei PVS soprattutto nelle aree dell’Africa Sub-Sahariana, Asia Meridionale, Africa Occidentale e appartengono alla fascia dei piccoli produttori e produttrici a conduzione familiare. Le donne e gli uomini sono i maggiori investitori in agricoltura, tanto che secondo gli obiettivi dell’AGENDA 2030 i target da raggiungere sono raddoppiare la produttività e i redditi delle famiglie. Anna Amati-Capo della task Force Nazionale sull’imprenditoria e membro del Consiglio Direttivo dell’Italia Startup, afferma che prima di parlare di disuguaglianze e gender gap, bisogna cambiare la filosofia:  “Non è importante dare da mangiare tutti i giorni alle persone, ma dare gli strumenti per procurarsi il cibo tutti i giorni”. In Italia assistiamo a un lento e graduale impoverimento soprattutto nelle aree periferiche di Roma come in tanti clusters nel mondo. Lo strumento che FIDAPA/BPW Italy ha pensato, è sensibilizzare le persone, soprattutto le donne, a uscire dal tunnel della povertà con la trasmissione di una “cassetta degli attrezzi”, tools che possano essere implementati nel tempo: offrire strumenti e capacità alle donne per potercela fare da sole.

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L’associazione propone di incrementare le conoscenze delle donne, diminuire il gap tecnologico, avvicinarle ai temi dello sviluppo economico che sono alla base del benessere e dello sviluppo collettivo. Di recente ha lanciato la competizione Creativity Camp. Una competizione aperta a tutte le donne, senza limiti di età né territorio con scadenza 28 febbraio 2017. La Creativity Camp è un percorso che permette da una parte alle aspiranti imprenditrici di acquisire una mentalità e un insieme di strumenti efficaci per rendere concreta una idea, dall’altra alle donne imprenditrici di acquisire delle capacità per sviluppare nuove strategie e connessioni per la crescita del loro business. Gli obiettivi sono sostenere lo sviluppo continuo dell’imprenditorialità femminile, attraverso una competizione che vada a premiare storie e idee di successo quali esempi per altre donne imprenditrici. Stimolare le imprenditrici esistenti nel valorizzare il proprio business grazie alla forza del networking e le connessioni della FIDAPA BPW Italy. Alle vincitrici nazionali sarà riconosciuto un percorso di accompagnamento di 80 ore erogato da socie esperte FIDAPA. Il Bando di concorso Creativity Camp e la documentazione nel link . mde

Le conclusioni della conferenza sono affidate a Luciana Delfini, docente di Governance dell’ambiente all’Università degli Studi di Tor Vergata e Delegata alla FAO presso ILO per l’International Federation on Women in Legal Career. Le Organizzazioni non Governative con vocazione femminile, nascono per contribuire ad avere una società più equa. Nell’ultimo rapporto Women Business Low, la FAO denuncia che non esiste uguaglianza a livello legale tra uomini e donne. Su 173 economie esaminate, 153 pongono barriere legali alle donne sull’occupazione, alla tutela dei diritti, all’accesso del credito, alle terre e all’eredità. Nel ranking dell’imprenditoria femminile si attestano agli ultimi posti pur essendo le maggiori portatrici di reddito nell’economia familiare. Solo con l’ausilio dello strumento legislativo è possibile conoscere le disparità di genere e abbattere le barriere di accesso in entrata alle donne. Pia Petrucci, Presidente Nazionale BPW-Italy/FIDAPA richiama al valore della partnership con le organizzazioni per raggiungere obiettivi comuni. Con la sottoscrizione della CARTA DI MILANO si afferma l’impegno di mettere al centro il valore della donna come empowerment, portatrice e trasmissione di valori alla famiglia, ruolo cruciale per una rinascita economica e culturale. L’emancipazione non diventa inclusione se mancano le condizioni, se manca un lavoro che consenta alla donna di poter esercitare il proprio diritto di essere cittadina. La povertà è un elemento di esclusione. Includere significa rendere possibile l’esercizio della cittadinanza e della propria dignità

Leggi l’articolo completo sulla testata giornalistica nazionale “Donna In Affari”. Giornale online incentrato sui temi del lavoro, della formazione e dell’imprenditoria femminile. 

Cristina Montagni