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Codeway Expo 2026
Dedicata alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile, Codeway Expo 2026, in programma dal 13 al 15 maggio si svolgerà presso la Fiera Roma per focalizzare l’importanza del settore privato quale motore di crescita e innovazione. Quest’anno la manifestazione giunge alla settima edizione e segna un passaggio cruciale verso un settore orientato all’integrazione tra risorse pubbliche e capacità imprenditoriali.

Il tema guida dell’edizione 2026 – “Il settore privato al centro di crescita e sviluppo” – riflette un cambio di prospettiva strutturale: le imprese non sono semplici esecutori o partner marginali, ma attori chiave nella costruzione di progetti sostenibili, scalabili e finanziabili.
In questi ultimi anni, l’aiuto pubblico allo sviluppo ha mostrato segni di tensione per la riallocazione delle risorse verso la sicurezza, per i bilanci nazionali sotto pressione e nuove priorità interne ai Paesi donatori. Questo scenario segna una fase nuova, in cui la cooperazione rappresenta uno spazio di convergenza tra interessi pubblici e capacità imprenditoriali. Codeway si afferma perciò una piattaforma operativa dove imprese, istituzioni e organizzazioni internazionali possono confrontarsi su modelli e opportunità concrete.

Nei tre giorni di incontri saranno presenti 100 relatori e 30 panel e le sessioni si confronteranno con imprese, istituzioni e organizzazioni internazionali con particolare attenzione agli strumenti, finanziamenti e opportunità nei mercati della cooperazione. Tra i temi più rilevanti: il mercato degli appalti ONU da oltre 25 miliardi di dollari; il rapporto tra emergenza, sicurezza e sviluppo nelle crisi complesse; il ruolo dell’innovazione e delle imprese nei progetti di cooperazione; l’agricoltura sostenibile e i sistemi alimentari verso il Food Systems Summit 2027.
Durante la manifestazione, le aziende potranno accedere a un ecosistema articolato di strumenti e interlocutori: dalla finanza pubblica, dedicata ai meccanismi di procurement delle grandi organizzazioni internazionali, fino alle opportunità offerte dai programmi multilaterali nei settori strategici, dalla salute globale all’energia.
Un ruolo centrale sarà svolto dagli strumenti del Sistema Italia – da CDP a ICE, da SACE a SIMEST – insieme alle più importanti istituzioni nazionali e internazionali, tra cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e diverse agenzie delle Nazioni Unite.
Codeway si conferma un luogo di incontro: un programma strutturato di appuntamenti B2B e B2G che favorirà il dialogo tra imprese, istituzioni, investitori e partner internazionali con lo scopo di trasformare le relazioni in progetti. In un contesto globale così complesso, la cooperazione torna al centro non solo come responsabilità, ma come leva strategica condivisa. Codeway 2026 si propone oggi come uno dei luoghi in cui questo cambiamento si materializza.
Marco Riccardo Rusconi, Direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), ha dichiarato: “La cooperazione internazionale sta evolvendo verso un modello in cui il settore privato non è più un attore accessorio, ma un partner strategico per generare sviluppo sostenibile. Come Agenzia lavoriamo per costruire ecosistemi in cui risorse pubbliche e capacità imprenditoriali si integrino, dando vita a progetti concreti, sostenibili e scalabili nei Paesi partner”
Codeway Expo 2026 è organizzato da Fiera Roma in collaborazione con Internationalia, con il supporto di Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Sviluppo e Territorio. L’evento si svolge sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di Roma Capitale, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, della Croce Rossa Italiana e della Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa.
Cristina Montagni
Lavoro domestico: criticità e opinioni degli italiani sulla percezione futura del settore
Il lavoro domestico è necessario per l’80% degli italiani e per l’89% contribuisce in modo significativo al benessere della società. Questi, alcuni dati contenuti nel 1° Paper del Rapporto 2026 Family (Net) Work: “La social reputation nel lavoro domestico. Dalla percezione sociale alla situazione contrattuale”, presentato il 19 marzo scorso a Roma, realizzato dal Censis e promosso da Assindatcolf Lavoro domestico.

Analisi e visione di un settore fragile
L’indagine – condotta dal Censis su un campione rappresentativo della popolazione – sostiene l’importanza del lavoro domestico, tuttavia emerge una fragile reputazione sociale; il 72% degli italiani pensa sia poco o per nulla stimato e il 54,4% non vorrebbe che un figlio o una figlia lo svolgesse. 9 persone su 10 ritengono sia essenziale per il benessere della società, il 52,3% pensa di non avere alternative e tra coloro che si dichiarano contrari, pesano le condizioni economiche e le prospettive professionali (il 43,8% degli intervistati ritiene ci siano scarse possibilità di crescita e il 42% pensa sia male retribuito). Il 17,2% considera questa scelta libera e il 22,8% lo interpreta come un lavoro temporaneo in attesa di opportunità migliori. Quanto alle tutele, il 57,3% degli italiani sostiene che il lavoro domestico non è tutelato dallo Stato, mentre lo è in parte per il 28,7%, solo il 7,8% ritiene sia adeguatamente protetto. L’illecita occupazione di questi lavoratori pesa sulla reputazione del settore; incide per il 34,5% degli italiani, abbastanza per il 44,3%, mentre il 14,8% pensa incida poco o per niente. L’indagine si concentra anche sulle responsabilità del lavoro nero. Infatti, il 49,5% del campione pensa che le responsabilità siano condivise tra lavoratori e famiglie; il 40% le attribuisce alle famiglie, mentre il 6,5% ai lavoratori domestici. Solo il 4% pensa che il fenomeno non dipenda né dagli uni né dagli altri.
Lavoro dignitoso e aspettative dei figli
Il 54,4% degli italiani non vorrebbe che un figlio o una figlia svolgesse un lavoro domestico, mentre il 15% si dice indifferente e il 30,5% afferma che sarebbe molto o abbastanza contento di questa scelta. Tra chi vede positiva questa possibilità, prevale il riconoscimento della dignità del lavoro: il 59,6% lo considera un lavoro dignitoso, mentre il 33,4% richiama al sentimento dell’assistenza e cura delle persone. Il 15,8% del campione si appella al tema del prestigio sociale, infatti, secondo gli italiani per aumentare la reputazione del lavoro domestico sarebbero necessari incentivi alla regolarizzazione contrattuale (47,6%) e un incremento delle retribuzioni (45,3%).
Andrea Zini, Presidente di Assindatcolf, ha spiegato: “Questa è la prima indagine in Italia dedicata alla social reputation del lavoro domestico e mette in luce un paradosso: è un lavoro riconosciuto come indispensabile, ma ancora poco considerato. In più emerge che negli ultimi dieci anni la reputazione del settore è rimasta sostanzialmente ferma: per il 52,2% degli italiani non è cambiata, mentre solo il 22,9% ritiene sia migliorata e il 18,9% sia peggiorata. In un Paese che affronta un inverno demografico senza precedenti non possiamo permetterci che resti un settore di serie B: chiediamo alle istituzioni di investire per valorizzarlo”.
Cristina Montagni
Macfrut 2026. Impegno della Cooperazione italiana per l’agricoltura sostenibile
Dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre, l’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo parteciperà a Macfrut 2026, fiera internazionale di riferimento per la filiera ortofrutticola. Per l’occasione si prevede la presenza di dieci Sedi estere dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), delegazioni istituzionali, oltre a numerosi produttori provenienti dai Paesi partner.

Lo stand, con una superficie di circa 300 metri quadrati avrà in programma incontri ad hoc suddivisi in tre panel tematici: agroecologia, sviluppo rurale e strumenti finanziari per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo della manifestazione è rafforzare il dialogo tra Cooperazione, filiere agroalimentari e Sistema Italia, per valorizzare le esperienze legate a programmi realizzati in Medio Oriente, Africa, America Latina e Asia.
Partecipanti al Rimini Expo Centre
Lo spazio espositivo della Cooperazione ospiterà dieci Sedi estere dell’Agenzia: Tirana, Bogotà, San Salvador, L’Avana, Tunisi, Gerusalemme, Beirut, Maputo, Kampala, Hanoi e saranno dedicati due speciali focus all’America Latina e all’Albania con il Ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo di Tirana quale co-organizzatore dello stand.

Durante la manifestazione verranno proposti tre panel tematici riferiti all’agroecologia rispetto alle esperienze di sviluppo rurale in America centrale e al ruolo degli strumenti finanziari legati a programmi del Piano Mattei come “Green Cities” e “CAAM” (Centro Agroalimentare di Manica, in Mozambico). All’interno dello stand sono previsti incontri B2B, approfondimenti e degustazioni di prodotti provenienti dalle filiere sostenute dalla Cooperazione, tra i quali caffè, cacao, vaniglia, frutta disidratata, infusi alla moringa e derivati della cassava.
Dichiarazioni del direttore di AICS e del Presidente di Macfrut
Marco Riccardo Rusconi, direttore di AICS, ha definito così Macfrut 2026: “non è solo una fiera di settore, ma una piattaforma dove si incontrano cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione del Sistema Italia. Questa alleanza contribuisce allo sviluppo delle filiere agricole nei Paesi partner, valorizzazione dei territori e creazione di opportunità economiche per le comunità rurali”. “L’agricoltura” ha continuato “oggi è al centro di grandi sfide globali, dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico fino alla gestione sostenibile delle risorse naturali. Su questi temi la Cooperazione italiana lavora costantemente sul campo, accompagnando produttori, istituzioni e territori nella trasformazione dei sistemi agroalimentari”
“Macfrut si distingue per la sua vocazione globale, accogliendo espositori provenienti da cinque continenti” ha aggiunto Patrizio Neri. “In questo scenario, la partnership con la Cooperazione italiana riveste un ruolo strategico. Da cinque edizioni condividiamo un percorso volto all’internazionalizzazione delle filiere e alla cooperazione allo sviluppo. La nostra fiera, si contraddistingue come hub di opportunità e conoscenza, un luogo dove scoprire le più recenti innovazioni del settore e confrontarsi con i principali buyer ed esperti a livello mondiale: elementi chiave nei programmi di cooperazione che riguardano il comparto agrifood”
Cristina Montagni
UNICEF Italia. Proposte per tutelare i diritti delle bambine e dei bambini
L’UNICEF Italia il 19 marzo ha proposto alcune raccomandazioni per rafforzare un modello di paternità vicino ad una cultura della cura condivisa e tutelare i diritti degli adolescenti. L’organizzazione ha ricordato che una paternità accudente è una dimensione fondamentale per costruire una società più equa, attenta al benessere di ogni bambino e bambina.

Il modello, pensato per creare un ambiente sereno e alleggerire i carichi di cura delle madri, è articolato in quattro punti essenziali:
• Estendere la durata e l’accessibilità del congedo di paternità oltre gli standard normativi, per garantire un futuro di parità e condivisione della responsabilità educativa e di cura, nonché incentivare la fruizione del congedo parentale.
• Avviare un processo virtuoso per le aziende e organizzazioni che decidono di adottare politiche di lavoro family-friendly, volte alla conciliazione vita-lavoro e al rafforzamento di nuovi modelli culturali di paternità responsiva.
• Aumentare i programmi di formazione per il personale sanitario per aiutare i padri nel loro ruolo accudente sin dai primi mille giorni di vita del neonato.
• Sostenere percorsi di sensibilizzazione, all’interno dei servizi territoriali, che promuovano l’importanza della partecipazione attiva dei padri.
“La paternità – ha commentato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia – “rappresenta un potente strumento di trasformazione sociale. Per questo l’UNICEF raccomanda ai decisori politici e al settore privato di adottare strumenti adeguati fin dai primi giorni di vita delle bambine e dei bambini”. “Il sostegno dei padri ha concluso “è determinante per l’allattamento, poiché contribuisce a creare un ambiente sereno e la condivisione dei carichi di cura alleggerisce la pressione sulle madri. Promuovere una paternità coinvolgente significa investire in una società più equa e paritaria ma soprattutto costruisce un sistema più attento ai diritti dei più piccoli”.
Cristina Montagni
Premio Eccellenza Donna 2026
Resilienza, coraggio, tenacia e merito, questi i codici della VI edizione del Premio Eccellenza Donna 2026, organizzata il 6 marzo nella Sala Capitolare del Senato. Sul palco hanno sfilato donne che con le loro testimonianze hanno raccontato frammenti di storie di vita, artefici di un cambiamento per un’Italia più equa. Il premio è stato suddiviso in varie sezioni: dal sociale all’arte, dalla scienza alla tecnologia, dalla medicina allo sport per arrivare alle politiche di genere.
Il riconoscimento ha affermato l’impegno, la perseveranza, il talento, la determinazione e soprattutto ha valorizzato le grandi sfide femminili nel mondo del lavoro per giungere alle pari opportunità, un esempio virtuoso per l’intera società.

La Senatrice Cinzia Pellegrino, artefice e promotrice dell’iniziativa, nonché membro delle pari opportunità della Commissione Europea, ha svelato queste esperienze anche a fronte di un disagio segnato dalle loro esistenze. Sin dal principio – ha detto – di non volere celebrare l’8 marzo nei modi abituali, ma sua intenzione comunicare un sentimento inedito: rivelare percorsi per una nuova leadership, basata sulla collaborazione ed empatia. Durante le testimonianze si è resa conto che di fronte all’annosa questione della violenza femminile dentro e fuori le mura domestiche, ci sono donne in grado di abbattere le barriere socioculturali del nostro tempo, attraverso la costante formazione professionale.
Alla Kermesse hanno sfilato donne note al pubblico: Maria Grazia Cucinotta, attrice e testimonial per il sociale e alcune lontane dai riflettori, eccellenze provenienti da diversi mondi: medicina, sport, danza, arte, moda e giornalismo, al fine di valorizzare la parità di genere nell’ambito della vita sociale, civile e professionale. Obiettivo della giornata era tracciare percorsi di successo: cultura, imprenditoria, politica, ricerca scientifica, fino all’arte e alla tecnologia. Un gruppo di professioniste che oltre ad essere portatrici di competenze, sono messaggere di armonia e autentica bellezza; costruttrici di forza nelle azioni per giungere dritte al cuore delle giovani generazioni.
Premio eccellenza donna 2026
Il premio è andato alla vicedirettrice del TG2 Maria Antonietta Spadorcia per l’impegno nel giornalismo politico e aver saputo raggiungere traguardi importanti di carriera, e a Donatella Gimigliano, presidente del Consorzio Humanitas e IntegrArte Onlus che con dedizione ha impiegato la sua vita in favore di donne che hanno subito violenza e a quelle affette da cancro al seno.
Sezione imprenditoria ed eventi internazionali
Tra le eccellenze in grado di coordinare eventi iconici e attrarre istituzioni e celebrità internazionali, Elvia Venosa, considerata tra le più influenti firme del “Destination Wedding” in Italia, è inserita in prestigiose riviste di settore, ed è tra le 10 migliori wedding planner in Italia. Venosa è inoltre ideatrice di grandi eventi internazionali di successo, tra cui il famoso Gran Ballo Viennese di Roma.
Sezione arte
Federica Virgili, artista autodidatta, di formazione umanistica, successivamente imprenditrice, ha intrapreso il percorso pittorico sin da giovane per approdare al mondo espositivo. Virgili vanta numerose esposizioni in Italia e all’estero e per aver sviluppato una tecnica fondata sull’interazione tra colore, luce e vibrazione emotiva, traducendo la dimensione interiore del dolore in opere di intensa forza espressiva. Per resilienza e spettacolo, Erica Occhionero, ballerina di danza aerea, dopo l’infortunio stradale, ha trasformato la sua vita in una nuova forma espressiva, grazie alla conoscenza della fisica. Nel percorso di rinascita ha compreso l’essenza di essere donna e ha raccontato che la resilienza non è forza eroica, ma una forza silenziosa che aiuta a trasformare una difficoltà in nuovi obiettivi.
Sezione sport
Alessia Zecchini, apneista italiana, pluriprimatista mondiale in sei discipline dell’immersione in apnea, 18 volte campionessa del mondo nelle discipline indoor e outdoor, è un connubio tra passione viscerale per il mare, dedizione estrema all’allenamento fisico e mentale e una costante ricerca del superamento dei propri limiti.
Sezione ricerca ambientale
Annamaria Nocita, ittiologa e ricercatrice, ha raggiunto risultati eccellenti senza rinunciare alla propria identità. Dal lato internazionale rappresenta una figura chiave nel dialogo globale sull’uguaglianza di genere e si è distinta per aver saputo valorizzare il patrimonio culturale e biologico, in un settore – ancora oggi – prevalentemente maschile.
Sezione diplomazia e politiche di genere
Elvira Marasco, presidente della fondazione women20, e delegata italiana dell’engagement del gruppo delle donne, dal 2018 si occupa di parità di genere nelle relazioni esterne su progetti europei a loro dedicati. Marasco ha spiegato che al principio la strada è stata tortuosa, successivamente con la partecipazione al G20 (principale forum internazionale), il gruppo ha acquistato rilevanza, dove erano presenti donne rappresentanti di ogni nazionalità. L’obiettivo era fare sintesi per aiutare le popolazioni più fragili e porre la parità di genere al centro degli sforzi di emergenza e ripresa.
Sezione medicina e ricerca scientifica
Nel settore della medicina avanzata, la cardiochirurga Flavia Belloni, specialista in cardiologia interventistica percutanea coronarica, ha operato al Santo Spirito di Roma nei laboratori di emodinamica trattando patologie cardiache con tecniche mininvasive e tecnologie all’avanguardia. Mentre Maria Alessandra Calegari si è distinta per studi innovativi sul tumore del colon-retto e lo sviluppo di terapie personalizzate, contribuendo al progresso della medicina oncologica.
Sezione comunicazione e prevenzione sanitaria
Monica Ramaioli, capo della comunicazione della Fondazione Umberto Veronesi, oggi, direttore generale, coordina un settore cruciale nella ricerca scientifica e di prevenzione. Ramaioli ha ricordato il maestro Umberto Veronesi descrivendolo un faro, un uomo che ha saputo illuminare i suoi collaboratori con passione ed energia. Le donne – ha detto – devono ancora oggi dimostrare di essere più preparate dei colleghi maschi, ma solo attraverso una solida preparazione possono raggiungere traguardi straordinari.
Sezione cyber crime e cyber security
Selene Giupponi, una delle prime donne ad occuparsi di crimini informatici, ha portato in Italia la cyber intelligence. Esperta di Digital Forensics e Managing Director Europa di Resecurity Inc., ha svelato i segreti del Dark Web per combattere il cybercrime ai massimi livelli. Giupponi è segretario generale di Women4Cyber Italia, partner strategico della Polizia Postale. Sul fronte europeo promuove il gender gap nella cyber security con l’intento di spiegare alle nuove generazioni che questo settore non è più appannaggio di soli uomini.
Sezione musica e cultura
Daria Masiero, artista di fama internazionale, con la sua voce da soprano è considerata tra le interpreti più raffinate della sua generazione, calcando i palcoscenici più prestigiosi al mondo; dal Teatro alla Scala, alla Sydney Opera House.
Sezione innovazione e tecnologia
Considerata una eccellenza nel campo dell’ingegneria meccanica, Adele Trombetta viene citata da Forbes tra le 100 imprenditrici più potenti del 2025, oggi vicepresidente di EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) guida la trasformazione digitale in una delle aree geografiche più complesse del mondo.
Sezione sociale
Cristina Mazzavillani Muti, regista, fondatrice e direttrice artistica del Ravenna Festival, si è definita “impaginatrice di anime” coinvolgendo negli anni nuovi talenti nella sua terra di origine. Infine, con il progetto Sparruccati, Sofia Crescenzo ha raccontato che dopo la diagnosi di linfoma di hodgkin, ha affrontato pesanti cure per arrivare alla guarigione. Da quì nasce il progetto che trae ispirazione dal suo vissuto per affrontare in modo diverso la malattia, grazie all’allestimento di un set cinematografico, dove lo staff ha ideato spazi per truccatori, fashion stylist e costumisti che si occupano di curare il look della persona. La parrucca torna ad essere uno strumento di eleganza, dove al di là del trucco, tutte le persone sono uguali. Un simbolo potente di rinascita e un modo di vedersi con occhi diversi.
Cristina Montagni
GIORNO DELLA MEMORIA 2026
In occasione della Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, il 27 gennaio presso l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, sono stati ricordati i deportati e le vittime dei campi di sterminio nazisti con una visita al Museo della Shoah cui ha fatto seguito un momento di riflessione presso la sede di Roma Esperienza Europa – David Sassoli. In collegamento dalla plenaria, alle 12 da Bruxelles, sono stati trasmessi gli interventi della Presidente Roberta Metsola e della sopravvissuta Tatiana Bucci.

Insieme all’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED), Fondazione Museo della Shoah, Lega Nazionale Dilettanti – FIGC e Figurine Forever, il Parlamento europeo in Italia ha organizzato di momenti di scambio attraverso le testimonianze di chi è sopravvissuto ai campi di sterminio, per dialogare con i ragazzi e promuovere i valori di inclusione e rispetto.
La commemorazione è iniziata alle 9 al Museo della Shoah, successivamente nella sede a Esperienza Europa – David Sassoli di Roma. L’evento è stato aperto dai saluti di Carlo Corazza, Direttore del Parlamento europeo in Italia, è seguito con gli interventi istituzionali delle Vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno, con delega per la Giornata della Memoria e la lotta all’antisemitismo (in collegamento da Bruxelles), e Antonella Sberna (in videomessaggio) e le testimonianze di Nando Tagliacozzo, vittima delle deportazioni nel quartiere ebraico di Roma del 16 ottobre 1943.
Poi è stato presentato il progetto “Figurine della Memoria” dalla Lega Nazionale Dilettanti – FIGC e da Figurine Forever, le figurine commemorative dedicate ai calciatori deportati che hanno raccontato le loro storie come monito contro l’indifferenza e la “banalità del male”, come la definì la storica e filosofa Hannah Arendt.
Sempre dalla sede Esperienza Europa – David Sassoli, è stato proiettato il cortometraggio Coscine di Pollo di Federico Paolini, presentato dal regista insieme alla sceneggiatrice Claudia Genolini e al produttore Carlo Cozzi.
L’iniziativa era principalmente rivolta alle classi degli istituti superiori, tra cui le Scuole Ambasciatrici del Parlamento europeo, e a giovani calciatori e calciatrici.
Cristina Montagni
I Tesori dei Faraoni tra storia e immaginario
Per la prima volta dal Cairo sbarca a Roma un evento unico al mondo, la mostra più grande di tutti i tempi: i Tesori dei Faraoni. Un viaggio in una delle civiltà più antiche, iconiche e potenti della Storia, nato sulle rive del Nilo attorno al 3200 a.C., visitabile alle Scuderie del Quirinale dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026.

La mostra, curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino.
Grazie alla selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, vengono esposti fuori dal paese tesori dall’immenso valore simbolico. Il coinvolgimento è totale. Si rimane immersi nella civiltà dei grandi faraoni che si distinsero per talento e capacità nel campo della medicina, astronomia, arte, architettura, letteratura e magia.



Il cuore della mostra è nella narrazione della vita sociale dei faraoni: il concetto di regalità, la costruzione dello Stato, organizzazione politica e amministrativa, dettagli sugli aspetti della vita quotidiana dei sovrani che controllavano la coltivazione delle terre, costruivano piramidi, templi e obelischi. I reperti esposti mostrano quanto i faraoni amassero la vita e come credevano un’esistenza eterna nell’aldilà, preparandosi alla morte in modo che la loro presenza vivesse per sempre.
L’itinerario parte dalla vita oltre la morte e dal viaggio nell’aldilà, per proseguire con i riti religiosi dei faraoni e la devozione degli dèi e le dee che influenzavano quotidianamente la loro vita. La mostra offre l’opportunità di ammirare una speciale collezione proveniente dalla cosiddetta Città d’Oro, una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni. Il percorso descrive un ritratto rivelatore della società dell’antico Egitto, dalla classe dominante ‒ composta da principi e principesse, nobili e alti funzionari ‒ al popolo, cui facevano parte i servitori.
La mostra si articola in 3 nuclei distinti tra loro:
• Sapienza Egizia, frutto della collaborazione con il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni Arte e Spettacolo della Sapienza Università di Roma. La fusione tra diverse istituzioni culturali è in sintonia con il sapere accademico e le Scuderie del Quirinale che offrono al pubblico opere dal grande impatto visivo ed artistico insieme ad un dibattito scientifico legato all’evoluzione degli studi. Con il supporto di accademici ed egittologi vengono affrontati temi di grande rilevanza: il mondo divino caratterizzato da figure e miti, la lingua e la scrittura e l’arte orafa, di cui alcuni capolavori sono esposti in mostra.
• Con le Lezioni Magistrali vengono proposte lezioni tenute da un esperto in un ambito specifico. Questo evento acquista importanza per la competenza del relatore, e del curatore della mostra, Tarek el Awady, che propone al pubblico il racconto di questa mostra sul mondo degli antichi egizi. Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torno, condurrà nell’attualità i nuovi scavi e le scoperte che confermano quanto la conoscenza del mondo dell’antico Egitto sia tutt’altro che immobile. Infine, Gianluca Miniaci, Professore in Archeologia, Lingua e Storia dell’Antico Egitto, ci immergerà tra uno dei più grandi tesori dell’antico Egitto, quello appartenuto alla coraggiosa regina Ahhotep, di cui vengono proposti alcuni reperti in mostra.
• Con il nucleo Egittomania si entra nel rinnovato interesse di europei e americani per l’antico Egitto, che raggiunse il suo apice durante il XIX secolo, a seguito della campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte. Questo fenomeno culturale era avvenuto secoli prima, infatti la terra dei faraoni ebbe per i Romani un fascino irresistibile per la sua storia millenaria e per la grandiosità dei monumenti. Ciò produsse una grande concentrazione a Roma di reperti egizi. Ciò ha permesso, prima ai grandi artisti del Rinascimento, di confrontarsi con le idee e le loro forme, e poi nuovamente nella Roma pontificia. L’Egittomania percorse il mondo delle arti e del gusto, ma influenzò il mondo musicale e, fin dal suo inizio, il cinema. Infine, con il fenomeno oltre la vita, si svilupparono arte e riti di questa antica civiltà, fonte di studio anche nei secoli a venire della percezione collettiva e individuale della morte.

Sul sito www.scuderiequirinale.it è possibile acquistare il biglietto alla mostra e scaricare gratuitamente le audioguide. Sempre sul sito è disponibile il programma completo di laboratori didattici e visite guidate nonché l’elenco degli eventi collaterali in programma. Inoltre sul sito è possibile prenotare visite guidate in esclusiva per i gruppi scolastici e i tempi e modalità di visita sono adattati all’età e alla classe frequentata dagli studenti.
Cristina Montagni









