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Macfrut 2026. Impegno della Cooperazione italiana per l’agricoltura sostenibile
Dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre, l’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo parteciperà a Macfrut 2026, fiera internazionale di riferimento per la filiera ortofrutticola. Per l’occasione si prevede la presenza di dieci Sedi estere dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), delegazioni istituzionali, oltre a numerosi produttori provenienti dai Paesi partner.

Lo stand, con una superficie di circa 300 metri quadrati avrà in programma incontri ad hoc suddivisi in tre panel tematici: agroecologia, sviluppo rurale e strumenti finanziari per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo della manifestazione è rafforzare il dialogo tra Cooperazione, filiere agroalimentari e Sistema Italia, per valorizzare le esperienze legate a programmi realizzati in Medio Oriente, Africa, America Latina e Asia.
Partecipanti al Rimini Expo Centre
Lo spazio espositivo della Cooperazione ospiterà dieci Sedi estere dell’Agenzia: Tirana, Bogotà, San Salvador, L’Avana, Tunisi, Gerusalemme, Beirut, Maputo, Kampala, Hanoi e saranno dedicati due speciali focus all’America Latina e all’Albania con il Ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo di Tirana quale co-organizzatore dello stand.

Durante la manifestazione verranno proposti tre panel tematici riferiti all’agroecologia rispetto alle esperienze di sviluppo rurale in America centrale e al ruolo degli strumenti finanziari legati a programmi del Piano Mattei come “Green Cities” e “CAAM” (Centro Agroalimentare di Manica, in Mozambico). All’interno dello stand sono previsti incontri B2B, approfondimenti e degustazioni di prodotti provenienti dalle filiere sostenute dalla Cooperazione, tra i quali caffè, cacao, vaniglia, frutta disidratata, infusi alla moringa e derivati della cassava.
Dichiarazioni del direttore di AICS e del Presidente di Macfrut
Marco Riccardo Rusconi, direttore di AICS, ha definito così Macfrut 2026: “non è solo una fiera di settore, ma una piattaforma dove si incontrano cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione del Sistema Italia. Questa alleanza contribuisce allo sviluppo delle filiere agricole nei Paesi partner, valorizzazione dei territori e creazione di opportunità economiche per le comunità rurali”. “L’agricoltura” ha continuato “oggi è al centro di grandi sfide globali, dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico fino alla gestione sostenibile delle risorse naturali. Su questi temi la Cooperazione italiana lavora costantemente sul campo, accompagnando produttori, istituzioni e territori nella trasformazione dei sistemi agroalimentari”
“Macfrut si distingue per la sua vocazione globale, accogliendo espositori provenienti da cinque continenti” ha aggiunto Patrizio Neri. “In questo scenario, la partnership con la Cooperazione italiana riveste un ruolo strategico. Da cinque edizioni condividiamo un percorso volto all’internazionalizzazione delle filiere e alla cooperazione allo sviluppo. La nostra fiera, si contraddistingue come hub di opportunità e conoscenza, un luogo dove scoprire le più recenti innovazioni del settore e confrontarsi con i principali buyer ed esperti a livello mondiale: elementi chiave nei programmi di cooperazione che riguardano il comparto agrifood”
Cristina Montagni
UNICEF Italia. Proposte per tutelare i diritti delle bambine e dei bambini
L’UNICEF Italia il 19 marzo ha proposto alcune raccomandazioni per rafforzare un modello di paternità vicino ad una cultura della cura condivisa e tutelare i diritti degli adolescenti. L’organizzazione ha ricordato che una paternità accudente è una dimensione fondamentale per costruire una società più equa, attenta al benessere di ogni bambino e bambina.

Il modello, pensato per creare un ambiente sereno e alleggerire i carichi di cura delle madri, è articolato in quattro punti essenziali:
• Estendere la durata e l’accessibilità del congedo di paternità oltre gli standard normativi, per garantire un futuro di parità e condivisione della responsabilità educativa e di cura, nonché incentivare la fruizione del congedo parentale.
• Avviare un processo virtuoso per le aziende e organizzazioni che decidono di adottare politiche di lavoro family-friendly, volte alla conciliazione vita-lavoro e al rafforzamento di nuovi modelli culturali di paternità responsiva.
• Aumentare i programmi di formazione per il personale sanitario per aiutare i padri nel loro ruolo accudente sin dai primi mille giorni di vita del neonato.
• Sostenere percorsi di sensibilizzazione, all’interno dei servizi territoriali, che promuovano l’importanza della partecipazione attiva dei padri.
“La paternità – ha commentato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia – “rappresenta un potente strumento di trasformazione sociale. Per questo l’UNICEF raccomanda ai decisori politici e al settore privato di adottare strumenti adeguati fin dai primi giorni di vita delle bambine e dei bambini”. “Il sostegno dei padri ha concluso “è determinante per l’allattamento, poiché contribuisce a creare un ambiente sereno e la condivisione dei carichi di cura alleggerisce la pressione sulle madri. Promuovere una paternità coinvolgente significa investire in una società più equa e paritaria ma soprattutto costruisce un sistema più attento ai diritti dei più piccoli”.
Cristina Montagni
Premio Eccellenza Donna 2026
Resilienza, coraggio, tenacia e merito, questi i codici della VI edizione del Premio Eccellenza Donna 2026, organizzata il 6 marzo nella Sala Capitolare del Senato. Sul palco hanno sfilato donne che con le loro testimonianze hanno raccontato frammenti di storie di vita, artefici di un cambiamento per un’Italia più equa. Il premio è stato suddiviso in varie sezioni: dal sociale all’arte, dalla scienza alla tecnologia, dalla medicina allo sport per arrivare alle politiche di genere.
Il riconoscimento ha affermato l’impegno, la perseveranza, il talento, la determinazione e soprattutto ha valorizzato le grandi sfide femminili nel mondo del lavoro per giungere alle pari opportunità, un esempio virtuoso per l’intera società.

La Senatrice Cinzia Pellegrino, artefice e promotrice dell’iniziativa, nonché membro delle pari opportunità della Commissione Europea, ha svelato queste esperienze anche a fronte di un disagio segnato dalle loro esistenze. Sin dal principio – ha detto – di non volere celebrare l’8 marzo nei modi abituali, ma sua intenzione comunicare un sentimento inedito: rivelare percorsi per una nuova leadership, basata sulla collaborazione ed empatia. Durante le testimonianze si è resa conto che di fronte all’annosa questione della violenza femminile dentro e fuori le mura domestiche, ci sono donne in grado di abbattere le barriere socioculturali del nostro tempo, attraverso la costante formazione professionale.
Alla Kermesse hanno sfilato donne note al pubblico: Maria Grazia Cucinotta, attrice e testimonial per il sociale e alcune lontane dai riflettori, eccellenze provenienti da diversi mondi: medicina, sport, danza, arte, moda e giornalismo, al fine di valorizzare la parità di genere nell’ambito della vita sociale, civile e professionale. Obiettivo della giornata era tracciare percorsi di successo: cultura, imprenditoria, politica, ricerca scientifica, fino all’arte e alla tecnologia. Un gruppo di professioniste che oltre ad essere portatrici di competenze, sono messaggere di armonia e autentica bellezza; costruttrici di forza nelle azioni per giungere dritte al cuore delle giovani generazioni.
Premio eccellenza donna 2026
Il premio è andato alla vicedirettrice del TG2 Maria Antonietta Spadorcia per l’impegno nel giornalismo politico e aver saputo raggiungere traguardi importanti di carriera, e a Donatella Gimigliano, presidente del Consorzio Humanitas e IntegrArte Onlus che con dedizione ha impiegato la sua vita in favore di donne che hanno subito violenza e a quelle affette da cancro al seno.
Sezione imprenditoria ed eventi internazionali
Tra le eccellenze in grado di coordinare eventi iconici e attrarre istituzioni e celebrità internazionali, Elvia Venosa, considerata tra le più influenti firme del “Destination Wedding” in Italia, è inserita in prestigiose riviste di settore, ed è tra le 10 migliori wedding planner in Italia. Venosa è inoltre ideatrice di grandi eventi internazionali di successo, tra cui il famoso Gran Ballo Viennese di Roma.
Sezione arte
Federica Virgili, artista autodidatta, di formazione umanistica, successivamente imprenditrice, ha intrapreso il percorso pittorico sin da giovane per approdare al mondo espositivo. Virgili vanta numerose esposizioni in Italia e all’estero e per aver sviluppato una tecnica fondata sull’interazione tra colore, luce e vibrazione emotiva, traducendo la dimensione interiore del dolore in opere di intensa forza espressiva. Per resilienza e spettacolo, Erica Occhionero, ballerina di danza aerea, dopo l’infortunio stradale, ha trasformato la sua vita in una nuova forma espressiva, grazie alla conoscenza della fisica. Nel percorso di rinascita ha compreso l’essenza di essere donna e ha raccontato che la resilienza non è forza eroica, ma una forza silenziosa che aiuta a trasformare una difficoltà in nuovi obiettivi.
Sezione sport
Alessia Zecchini, apneista italiana, pluriprimatista mondiale in sei discipline dell’immersione in apnea, 18 volte campionessa del mondo nelle discipline indoor e outdoor, è un connubio tra passione viscerale per il mare, dedizione estrema all’allenamento fisico e mentale e una costante ricerca del superamento dei propri limiti.
Sezione ricerca ambientale
Annamaria Nocita, ittiologa e ricercatrice, ha raggiunto risultati eccellenti senza rinunciare alla propria identità. Dal lato internazionale rappresenta una figura chiave nel dialogo globale sull’uguaglianza di genere e si è distinta per aver saputo valorizzare il patrimonio culturale e biologico, in un settore – ancora oggi – prevalentemente maschile.
Sezione diplomazia e politiche di genere
Elvira Marasco, presidente della fondazione women20, e delegata italiana dell’engagement del gruppo delle donne, dal 2018 si occupa di parità di genere nelle relazioni esterne su progetti europei a loro dedicati. Marasco ha spiegato che al principio la strada è stata tortuosa, successivamente con la partecipazione al G20 (principale forum internazionale), il gruppo ha acquistato rilevanza, dove erano presenti donne rappresentanti di ogni nazionalità. L’obiettivo era fare sintesi per aiutare le popolazioni più fragili e porre la parità di genere al centro degli sforzi di emergenza e ripresa.
Sezione medicina e ricerca scientifica
Nel settore della medicina avanzata, la cardiochirurga Flavia Belloni, specialista in cardiologia interventistica percutanea coronarica, ha operato al Santo Spirito di Roma nei laboratori di emodinamica trattando patologie cardiache con tecniche mininvasive e tecnologie all’avanguardia. Mentre Maria Alessandra Calegari si è distinta per studi innovativi sul tumore del colon-retto e lo sviluppo di terapie personalizzate, contribuendo al progresso della medicina oncologica.
Sezione comunicazione e prevenzione sanitaria
Monica Ramaioli, capo della comunicazione della Fondazione Umberto Veronesi, oggi, direttore generale, coordina un settore cruciale nella ricerca scientifica e di prevenzione. Ramaioli ha ricordato il maestro Umberto Veronesi descrivendolo un faro, un uomo che ha saputo illuminare i suoi collaboratori con passione ed energia. Le donne – ha detto – devono ancora oggi dimostrare di essere più preparate dei colleghi maschi, ma solo attraverso una solida preparazione possono raggiungere traguardi straordinari.
Sezione cyber crime e cyber security
Selene Giupponi, una delle prime donne ad occuparsi di crimini informatici, ha portato in Italia la cyber intelligence. Esperta di Digital Forensics e Managing Director Europa di Resecurity Inc., ha svelato i segreti del Dark Web per combattere il cybercrime ai massimi livelli. Giupponi è segretario generale di Women4Cyber Italia, partner strategico della Polizia Postale. Sul fronte europeo promuove il gender gap nella cyber security con l’intento di spiegare alle nuove generazioni che questo settore non è più appannaggio di soli uomini.
Sezione musica e cultura
Daria Masiero, artista di fama internazionale, con la sua voce da soprano è considerata tra le interpreti più raffinate della sua generazione, calcando i palcoscenici più prestigiosi al mondo; dal Teatro alla Scala, alla Sydney Opera House.
Sezione innovazione e tecnologia
Considerata una eccellenza nel campo dell’ingegneria meccanica, Adele Trombetta viene citata da Forbes tra le 100 imprenditrici più potenti del 2025, oggi vicepresidente di EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) guida la trasformazione digitale in una delle aree geografiche più complesse del mondo.
Sezione sociale
Cristina Mazzavillani Muti, regista, fondatrice e direttrice artistica del Ravenna Festival, si è definita “impaginatrice di anime” coinvolgendo negli anni nuovi talenti nella sua terra di origine. Infine, con il progetto Sparruccati, Sofia Crescenzo ha raccontato che dopo la diagnosi di linfoma di hodgkin, ha affrontato pesanti cure per arrivare alla guarigione. Da quì nasce il progetto che trae ispirazione dal suo vissuto per affrontare in modo diverso la malattia, grazie all’allestimento di un set cinematografico, dove lo staff ha ideato spazi per truccatori, fashion stylist e costumisti che si occupano di curare il look della persona. La parrucca torna ad essere uno strumento di eleganza, dove al di là del trucco, tutte le persone sono uguali. Un simbolo potente di rinascita e un modo di vedersi con occhi diversi.
Cristina Montagni
GIORNO DELLA MEMORIA 2026
In occasione della Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, il 27 gennaio presso l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, sono stati ricordati i deportati e le vittime dei campi di sterminio nazisti con una visita al Museo della Shoah cui ha fatto seguito un momento di riflessione presso la sede di Roma Esperienza Europa – David Sassoli. In collegamento dalla plenaria, alle 12 da Bruxelles, sono stati trasmessi gli interventi della Presidente Roberta Metsola e della sopravvissuta Tatiana Bucci.

Insieme all’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti (ANED), Fondazione Museo della Shoah, Lega Nazionale Dilettanti – FIGC e Figurine Forever, il Parlamento europeo in Italia ha organizzato di momenti di scambio attraverso le testimonianze di chi è sopravvissuto ai campi di sterminio, per dialogare con i ragazzi e promuovere i valori di inclusione e rispetto.
La commemorazione è iniziata alle 9 al Museo della Shoah, successivamente nella sede a Esperienza Europa – David Sassoli di Roma. L’evento è stato aperto dai saluti di Carlo Corazza, Direttore del Parlamento europeo in Italia, è seguito con gli interventi istituzionali delle Vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno, con delega per la Giornata della Memoria e la lotta all’antisemitismo (in collegamento da Bruxelles), e Antonella Sberna (in videomessaggio) e le testimonianze di Nando Tagliacozzo, vittima delle deportazioni nel quartiere ebraico di Roma del 16 ottobre 1943.
Poi è stato presentato il progetto “Figurine della Memoria” dalla Lega Nazionale Dilettanti – FIGC e da Figurine Forever, le figurine commemorative dedicate ai calciatori deportati che hanno raccontato le loro storie come monito contro l’indifferenza e la “banalità del male”, come la definì la storica e filosofa Hannah Arendt.
Sempre dalla sede Esperienza Europa – David Sassoli, è stato proiettato il cortometraggio Coscine di Pollo di Federico Paolini, presentato dal regista insieme alla sceneggiatrice Claudia Genolini e al produttore Carlo Cozzi.
L’iniziativa era principalmente rivolta alle classi degli istituti superiori, tra cui le Scuole Ambasciatrici del Parlamento europeo, e a giovani calciatori e calciatrici.
Cristina Montagni
I Tesori dei Faraoni tra storia e immaginario
Per la prima volta dal Cairo sbarca a Roma un evento unico al mondo, la mostra più grande di tutti i tempi: i Tesori dei Faraoni. Un viaggio in una delle civiltà più antiche, iconiche e potenti della Storia, nato sulle rive del Nilo attorno al 3200 a.C., visitabile alle Scuderie del Quirinale dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026.

La mostra, curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino.
Grazie alla selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, vengono esposti fuori dal paese tesori dall’immenso valore simbolico. Il coinvolgimento è totale. Si rimane immersi nella civiltà dei grandi faraoni che si distinsero per talento e capacità nel campo della medicina, astronomia, arte, architettura, letteratura e magia.



Il cuore della mostra è nella narrazione della vita sociale dei faraoni: il concetto di regalità, la costruzione dello Stato, organizzazione politica e amministrativa, dettagli sugli aspetti della vita quotidiana dei sovrani che controllavano la coltivazione delle terre, costruivano piramidi, templi e obelischi. I reperti esposti mostrano quanto i faraoni amassero la vita e come credevano un’esistenza eterna nell’aldilà, preparandosi alla morte in modo che la loro presenza vivesse per sempre.
L’itinerario parte dalla vita oltre la morte e dal viaggio nell’aldilà, per proseguire con i riti religiosi dei faraoni e la devozione degli dèi e le dee che influenzavano quotidianamente la loro vita. La mostra offre l’opportunità di ammirare una speciale collezione proveniente dalla cosiddetta Città d’Oro, una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni. Il percorso descrive un ritratto rivelatore della società dell’antico Egitto, dalla classe dominante ‒ composta da principi e principesse, nobili e alti funzionari ‒ al popolo, cui facevano parte i servitori.
La mostra si articola in 3 nuclei distinti tra loro:
• Sapienza Egizia, frutto della collaborazione con il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni Arte e Spettacolo della Sapienza Università di Roma. La fusione tra diverse istituzioni culturali è in sintonia con il sapere accademico e le Scuderie del Quirinale che offrono al pubblico opere dal grande impatto visivo ed artistico insieme ad un dibattito scientifico legato all’evoluzione degli studi. Con il supporto di accademici ed egittologi vengono affrontati temi di grande rilevanza: il mondo divino caratterizzato da figure e miti, la lingua e la scrittura e l’arte orafa, di cui alcuni capolavori sono esposti in mostra.
• Con le Lezioni Magistrali vengono proposte lezioni tenute da un esperto in un ambito specifico. Questo evento acquista importanza per la competenza del relatore, e del curatore della mostra, Tarek el Awady, che propone al pubblico il racconto di questa mostra sul mondo degli antichi egizi. Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torno, condurrà nell’attualità i nuovi scavi e le scoperte che confermano quanto la conoscenza del mondo dell’antico Egitto sia tutt’altro che immobile. Infine, Gianluca Miniaci, Professore in Archeologia, Lingua e Storia dell’Antico Egitto, ci immergerà tra uno dei più grandi tesori dell’antico Egitto, quello appartenuto alla coraggiosa regina Ahhotep, di cui vengono proposti alcuni reperti in mostra.
• Con il nucleo Egittomania si entra nel rinnovato interesse di europei e americani per l’antico Egitto, che raggiunse il suo apice durante il XIX secolo, a seguito della campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte. Questo fenomeno culturale era avvenuto secoli prima, infatti la terra dei faraoni ebbe per i Romani un fascino irresistibile per la sua storia millenaria e per la grandiosità dei monumenti. Ciò produsse una grande concentrazione a Roma di reperti egizi. Ciò ha permesso, prima ai grandi artisti del Rinascimento, di confrontarsi con le idee e le loro forme, e poi nuovamente nella Roma pontificia. L’Egittomania percorse il mondo delle arti e del gusto, ma influenzò il mondo musicale e, fin dal suo inizio, il cinema. Infine, con il fenomeno oltre la vita, si svilupparono arte e riti di questa antica civiltà, fonte di studio anche nei secoli a venire della percezione collettiva e individuale della morte.

Sul sito www.scuderiequirinale.it è possibile acquistare il biglietto alla mostra e scaricare gratuitamente le audioguide. Sempre sul sito è disponibile il programma completo di laboratori didattici e visite guidate nonché l’elenco degli eventi collaterali in programma. Inoltre sul sito è possibile prenotare visite guidate in esclusiva per i gruppi scolastici e i tempi e modalità di visita sono adattati all’età e alla classe frequentata dagli studenti.
Cristina Montagni
Allarme alla Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento per lo Sviluppo: blocco di 420 miliardi di dollari per la parità di genere nei paesi in via di sviluppo

420 miliardi di dollari bloccano la parità di genere nei paesi in via di sviluppo, la carenza dei finanziamenti, gli scarsi sistemi di tracciamento e le cattive norme finanziarie stanno rallentando i progressi sulla parità di genere. UN Women intervenendo alla Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento per lo Sviluppo, ha chiesto investimenti urgenti per colmare il divario e rispettare gli impegni in materia di parità.
Ogni anno si stima che i paesi in via di sviluppo non riceveranno i finanziamenti per raggiungere la parità nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Alla Conferenza Internazionale dal 30 giugno al 3 luglio 2015 in Spagna, UN Women ha adottato il Compromesso di Siviglia che riafferma l’impegno condiviso degli Stati membri per uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Nonostante il contesto globale sia complicato, l’accordo rappresenta un passo verso il riconoscimento del ruolo della parità di genere nelle strategie di finanziamento. Il Fondo per lo Sviluppo rappresenta un’importante opportunità per dare impulso alla parità di genere, riconosciuta essenziale per lo sviluppo sostenibile e per economie forti e inclusive. Quello che occorre sono investimenti costanti e mirati, sbloccare le opportunità e garantire che nessuno venga lasciato indietro.
ONU sostiene un bilancio attento alla questioni di genere

L’ONU sollecita governi e istituzioni finanziarie ad investimenti duraturi che aiutino le donne e le ragazze bisognose. L’attuale gap mostra la carenza di risorse per i diritti e i servizi delle donne e segnala l’urgenza che governi e istituzioni riallochino le risorse di conseguenza. Una parte importante dei finanziamenti globali ignora i Paesi poveri, dove vive la maggioranza delle donne a basso reddito e dove questi investimenti sono più urgenti. Nonostante si registri la crescente diffusione di un bilancio attento alle questioni di genere, solo un paese su quattro dispone di sistemi per monitorare che i fondi pubblici vengano distribuiti per la parità di genere. Senza queste informazioni, è impossibile pianificare, redigere un bilancio e raggiungere gli obiettivi di sviluppo nazionale.
“Non possiamo colmare il divario di genere con bilanci che non riflettono la reale situazione finanziaria”, ha affermato Nyaradzayi Gumbonzvanda, Vicedirettrice Esecutiva di UN Women. “I governi devono sostenere gli impegni con investimenti concreti, monitorare come vengono spesi i fondi e valutare i risultati. La parità deve passare dai bilanci al cuore delle politiche pubbliche. Sono necessarie riforme e una leadership che consideri le donne non un costo, ma un investimento futuro“.
Raccomandazioni UN WOMEN al rispetto dell’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile

- Espandere e potenziare l’uso di un bilancio attento alle questioni di genere per garantire che le priorità nazionali siano in linea con gli obiettivi di parità di genere. Ciò garantisce che i finanziamenti siano destinati per soddisfare i bisogni e i diritti di donne e ragazze in tutti i settori. I paesi devono rafforzare le proprie istituzioni e avere la volontà politica per attuare e monitorare questi bilanci;
- Implementare l’alleggerimento del debito, regole di finanziamento globale eque e una riforma fiscale progressista, attenta alle questioni di genere. Queste misure sono necessarie per porre fine all’austerità e ottenere entrate necessarie per gli investimenti pubblici in servizi essenziali come sanità, istruzione e assistenza.
- Riequilibrare la spesa pubblica per rispondere agli obiettivi di sviluppo umano a lungo termine, tra cui l’uguaglianza di genere, la costruzione della pace e lo sviluppo sociale inclusivo.
- Investire in sistemi di assistenza pubblica come l’assistenza all’infanzia e agli anziani, infrastrutture essenziali che consentono piena partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e nella società. Investire il 10% del reddito nazionale nei servizi di assistenza ridurrebbe la povertà, aumenterebbe il reddito familiare e creerebbe milioni di posti di lavoro dignitosi.
UN Women sottolinea infine che la continua carenza di investimenti sta rallentando i progressi in materia di parità, la realizzazione dei diritti, l’emancipazione di donne e ragazze dell’Agenda 2030 e della Piattaforma d’azione di Pechino. Alla 4 Conferenza Internazionale l’Ente delle Nazioni Unite esorta i leader mondiali a coniugare gli impegni politici con i finanziamenti duraturi, trasparenti e responsabili necessari per colmare il gap di 420 miliardi di dollari e mantenere le promesse fatte a metà della popolazione mondiale.
Cristina Montagni
Martina Rogato: intervista alla Presidente di Human Rights International Corner (HRIC)

Docente all’LUMSA, 24h Business School, Temple University e co-fondatrice di Young Women Network è impegnata nella Due Diligence sui Diritti Umani, Diversità e Sostenibilità. Per Start Up Italia è una delle 100 donne che stanno cambiando l’Italia, nel 2020 è tra le 1000 change-maker internazionali scelte da Papa Francesco per ridisegnare una nuova economia sostenibile.
Presidente di Human Rights International Corner, Martina Rogato dal 2019 è membro di Women20 Italia, gruppo ufficiale del G20 sulla parità di genere. Nel 2020 è nominata Sherpa e portavoce per la presidenza italiana del G20, e dal 2022 è Gender Advisor di Women7 (G7). Nel 2023 viene nominata Co-Presidente per la presidenza italiana del G7 2024.
Mentre si è chiuso il 17 giugno 2025 in Canada il vertice dei leader del G7, le Women’s 7 (W7) hanno espresso delusione per la mancanza di progressi su priorità chiave individuate in difesa dei diritti, democrazia e pace.

Abbiamo intervistato Martina Rogato per approfondire questioni legate alla capacità dell’ONU di rafforzare la propria indipendenza economico-finanziaria, unitamente al potere della società civile di incidere all’interno del sistema mondiale. Quale membro del gruppo G20 sulla parità di genere, abbiamo raccolto alcune riflessioni sui temi del lavoro, clima, giustizia sociale e ambientale, insieme alla necessità di potenziare l’impegno dei gruppi women7 per fornire raccomandazioni ai leader e ai funzionari del G7.
Quali implicazioni derivano dal recente taglio dei fondi al clima, alle pari opportunità, alla diversity e cosa succederà alle agenzie attive nei progetti di sviluppo?
Tagliare fondi a clima e pari opportunità vuol dire lasciare indietro le persone più vulnerabili. Le agenzie che lavorano nei contesti più fragili, spesso già sottoposte a mille vincoli burocratici, rischiano la paralisi. E se si fermano loro, si ferma lo sviluppo sostenibile. Serve una risposta politica forte, un investimento europeo e multilaterale che protegga i pilastri dell’Agenda 2030.
L’ONU oggi sembra essere depotenziato. Qual è la sua opinione in merito e quale strategia sarebbe opportuna per rivitalizzarlo?
Se vogliamo un sistema multilaterale capace di incidere, è essenziale superare il diritto di veto al Consiglio di Sicurezza, oggi spesso ostacolo all’azione internazionale nei contesti di crisi. Allo stesso tempo, occorre rafforzare il ruolo di “attori” regionali come l’Unione Europea e l’Unione Africana, e garantire all’ONU un’indipendenza finanziaria solida, che ne preservi l’autonomia e la capacità di intervenire senza condizionamenti.
La società civile ha un peso all’interno di questo complesso sistema mondiale?
Sì, e va rafforzato. La società civile è spesso l’unica voce che rappresenta chi non ha voce: attiviste, comunità locali, popoli indigeni. Ma perché pesi davvero, servono spazi stabili di partecipazione, finanziamenti adeguati e protezione per chi difende i diritti. Serve anche sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della criminalizzazione di chi si occupa di eco-attivismo. Oggi chi difende i diritti è sotto attacco, e invece il dissenso pacifico dovrebbe essere sempre tutelato.
All’interno del G7 esiste un modo per monitorare e controllare le decisioni politiche degli Stati?
I gruppi ufficiali di engagement come il Women7 o il Civil7 svolgono un ruolo importante di pressione e proposta per i Leader G7, ma non hanno strumenti vincolanti. Quello che serve è introdurre meccanismi di accountability permanente, pubblicare report indipendenti, e rafforzare il ruolo di monitoraggio della società civile. Altrimenti i vertici rischiano di restare autoreferenziali.
L’Unione Europea quale postura dovrebbe assumere rispetto al tema di giustizia sociale e sostenibilità ambientale?

L’Europa può e deve fare la scelta più difficile: rilanciare una leadership responsabile e visionaria, capace di puntare sul dialogo, il multilateralismo, la pace e la democrazia. Serve una postura chiara e coraggiosa, che metta al centro la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale, non come comparti separati, ma come pilastri inscindibili di una transizione giusta. L’UE deve investire in diplomazia climatica, costruire un’alleanza verde e sociale tra Stati progressisti, difendere la propria autonomia strategica senza chiudersi in sé stessa. Sostenere le imprese che innovano è fondamentale, ma occorre anche chiedere conto a chi viola diritti e ambiente: questi ultimi non possono essere merce di scambio. Serve coraggio politico. Serve rimettere i diritti umani al centro della politica estera europea, non come una postilla, ma come bussola.
Se parliamo di democrazia e giustizia, non possiamo ignorare i temi del lavoro svolto dalle aziende rispetto all’estrazione di minerali in diverse aree del mondo. Esiste un rapporto tra violazione dei diritti umani e giustizia riparatrice delle persone?
Assolutamente sì. I danni causati dalle filiere non etiche non si cancellano con un report di sostenibilità. Serve giustizia riparativa, accesso ai rimedi, responsabilità diretta delle imprese. La Direttiva europea sulla Due Diligence è un passo importante. Ma senza l’obbligo per le imprese di prevenire e rimediare concretamente alle violazioni, parliamo solo di buone intenzioni. E intanto le comunità continuano a pagarne il prezzo.
Cristina Montagni










