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HeForShe, Lui per Lei

Campagna di sensibilizzazione HeForShe, insieme verso la parità di genere

“HeForShe: insieme verso la parità di genere” è il convegno organizzato il 13 dicembre al Senato della Repubblica che giunge alla sua seconda edizione. L’appuntamento si inserisce all’interno dell’omonima campagna di sensibilizzazione lanciata nel 2014 dalle Nazioni Unite UNWOMEN per coinvolgere gli uomini nell’impegno globale per raggiungere l’uguaglianza di genere. Un progetto largamente condiviso dalle Università Italiane, dalla Ministra Valeria Fedeli insieme alla Presidente di UN Women Italia per portare HeforShe anche nel nostro Paese.
Alla campagna HeForShe aderiscono quasi un milione di uomini e si contano figure come il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, il Segretario Generale dello NATO Jens Stoltenberg, Capi di Stato e di Governo tra cui Barak Obama, atleti del livello di Usain Bolt, attori come Tom Hanks etc. In Italia il Presidente del Senato Pietro Grasso, rappresentanti del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport e diciannove Rettori di Università italiane con la presenza di Carrefour, Ferrovie dello Stato, Federmeccanica, Deutsche Bank, Legacoop, Sodexo, Vodafone, Telecom Italia, Facebook, Enel, Barclay’s Italia, Pubblicità Progresso.

Il Presidente del Senato Pietro Grasso, in apertura nel suo discorso ha detto che la battaglia sulla parità di genere non può essere condotta dalle sole donne, ma deve rappresentare un obiettivo comune, una consapevolezza trasversale che incide sul piano normativo e comportamentale. La parità dei generi è una meta di civiltà, frutto di una progressiva maturazione delle coscienze che vada oltre le regole, che superi cioè il concetto di quote di genere previsto dall’attuale normativa.
Le iniziative nate intorno alla campagna offrono spazi proficui per rinnovare l’impegno a mobilitare l’opinione pubblica – ha precisato Grasso – ma tutto dipenderà dalla capacità di diffondere questa cultura e trasmetterla alle nuove generazioni: “molto è stato fatto, si pensi alla ratifica della convenzione di Istanbul, molto resta ancora da fare”. Ogni donna di ogni parte del mondo deve vedere riconosciuti i propri diritti: diritto di vivere libera dalla violenza, diritto all’istruzione, alla partecipazione del processo decisionale, alla pari retribuzione.

Leggi l’articolo completo sulla rivista nazionale di impresa, formazione ed imprenditoria in “DONNA IN AFFARI

Cristina Montagni

 mde

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