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Tag Archives: Cristina Montagni

Svantaggi sociali del “TELE-DUMPING”

Uno svantaggio del telelavoro consiste nel fatto che spesso i datori di lavoro fanno pressione sui lavoratori affinché abbandonino lo status di dipendenti per divenire lavoratori autonomi, vulnerabili, quindi, da un punto di vista di protezione sociale. 

Nel processo di mondializzazione economica, il telelavoro è destinato ad un florido avvenire, tanto risponde bene alle esigenze di una accresciuta flessibilità sia dello spazio che dei costi poiché costituisce un buon mezzo per contenere i costi salariali impiegando lavoratori, a bassi livelli salariali, sia su scala nazionale che internazionale. Il telelavoro, tuttavia, rischia di accrescere il dualismo tra i paesi che hanno accesso alla tecnologia e quelli che non la possiedono potenziando il gap nell’utilizzo delle conoscenze tecnologico – informatiche. Nel secondo caso, sono le donne a risentirne per prime poiché hanno meno accesso degli uomini alla educazione e ad una formazione tecnico-scientifica adeguata agli standard oggi richiesti.

Cristina Montagni

L’altra metà del Sole

VIOLENZA ALLE DONNE? UNA QUESTIONE CULTURALE

Il 9 maggio a Palazzo Chigi, la Ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi presenta per la prima volta la cabina di regia interistituzionale contro la violenza di genere. Il governo dichiara nella riunione lo sblocco dei fondi per i centri antiviolenza. Un problema spinoso che da tempo grava a quei centri che lavorano a livello locale per aiutare le donne vittime di violenza che senza fondi rischiano di chiudere i battenti sia a Roma che nel Sud Italia. L’insediamento delcabina-regia-meb-1la Cabina di regia è un reale impegno sul tema della lotta alla violenza. E’ il primo organismo governativo di coordinamento politico che sia mai stato istituito a livello nazionale sui temi della violenza sessuale e di genere. Alla riunione hanno partecipato i Ministri Giannini e Costa, il Vice Ministro Bubbico, i Sottosegretari Sesa Amici, Della Vedova, Chiavaroli, De Micheli e Lucia Annibali, consulente del Dipartimento delle Pari opportunità. L’organismo rappresenterà un luogo di confronto politico, strategico e funzionale tra le Regioni, Enti locali ed Amministrazioni statali. Lo scopo è quello di offrire una maggiore coerenza tra le attività di contrasto alla violenza sul territorio nazionale. Nella Cabina regia sono emerse anche la necessità di una sempre maggiore trasparenza, ed efficacia sull’utilizzo delle risorse e l’esigenza di individuare percorsi innovativi che consentano di realizzare pienamente tutte le finalità del Piano, per proseguire l’impegno italiano a dare attuazione alle indicazioni della Convenzione di Istanbul. Si ritiene utile una programmazione attenta delle risorse ed un coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e sfruttare appieno le sinergie tra le azioni a livello centrale e locale. Infatti molto spesso le violenze avvengono nell’ambito familiare e l’assenza di un’autonomia economica rappresenta spesso un ostacolo alle denunce. E’ necessario quindi rafforzare e tutelare le donne anche attraverso misure che favoriscano l’autonomia finanziaria e l’inserimento sociale. In particolare l’impegno non è solo il contrasto ma anche la prevenzione e la diffusione della cultura del rispetto, attraverso un lavoro sul linguaggio e campagne di comunicazione mirate contro gli stereotipi.

Cristina Montagni

Status Women’s Work 2015

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L’Italia si caratterizza per una partecipazione molto bassa della forza lavoro femminile. Questa realtà incide in maniera rilevante tra le donne nel sud Italia. In un certo senso, l’ampio settore informale compensa tale situazione, ma non completamente. Il tasso di partecipazione delle donne alla forza lavoro è uno tra i più bassi dell’OCSE: 54,4% a fronte di una media OCSE del 62.6% nel 2013. Le tradizioni sociali costituiscono uno tra i fattori determinanti secondo le quali la responsabilità della cura dei figli e dei membri più anziani della famiglia deve essere sostenuta dalla donna. In Italia poi l’offerta di servizi di assistenza all’infanzia è molto scarsa. Solo il 24% dei bambini italiani fino ai tre anni di età è iscritto in strutture formali di assistenza all’infanzia, a fronte di una media OCSE del 33%, e circa l’8% delle donne lascia il lavoro per prendersi cura della famiglia e dei figli. Il tasso di natalità è uno dei più bassi in Europa, per cui l’offerta di servizi di assistenza all’infanzia dovrebbe avere un minore impatto sull’occupazione femminile che altrove, ma il ruolo tradizionale della donna nell’assistenza dei genitori anziani è probabilmente altrettanto importante. Il Governo si sta impegnando, attraverso manovre economiche ad hoc per incoraggiare la partecipazione delle donne all’occupazione aumentando l’offerta di servizi per l’infanzia introducendo un credito d’imposta per le famiglie a reddito medio-basso con figli.

Cristina Montagni

OMS: nel mondo 303 mila donne muoiono durante la gravidanza e il parto

Ogni anno nel mondo muoiono per gravidanza e parto circa 303 mila donne, mentre 2,7 milioni di bambini muoiono nei primi 28 giorni di vita e 2,6 milioni nascono morti. La demografia ci insegna che tali morti nella maggior parte dei casi si sarebbero potuti evitare con cure di qualità e con l’intervento di medicina prenatale. Questa è la notizia scioccante che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) scrive sul suo sito.
Quasi tutti i bambini nati morti e la metà di tutte le morti neonatali non sono registrate con un certificato di nascita o morte, quindi non sono mai state rilevate e analizzate nel sistema sanitario. Spesso i paesi non sono a conoscenza del numero reale dei decessi né delle cause che hanno provocato le morti, quindi non è possibile adottare provvedimenti efficaci e tempestivi per prevenire il fenomeno. I rapporti ufficiali sottostimano la reale portata della mortalità materna fino al 30% nel Front covermondo e del 70% in alcuni paesi. A questo scopo per rinnovare l’interesse al problema, l’Oms ha rilasciato 3 documenti come linee guida da seguire per tutti i paesi, allo scopo di quantificare e migliorare gli standard di qualità delle donne in gravidanza e durante il parto. Tre documenti per aiutare i paesi a migliorare la raccolta dei dati sulle morti materne e neonatali. Il primo intitolato “Who application of the International classification of disease-10 to deaths during the perinatal periodapprofondisce sui sistema standard di classificazione, in modo ad esempio da collegare le condizioni della donna incinta, come diabete e ipertensione, alle morti durante il parto. Il secondo rapporto chiamato “Making every baby coBook cover image.unt: audit and review of stillbirths and neonatal deaths è una guida su come analizzare le morti individuali, per implementare possibili soluzioni. Il terzo Book cover image.documento definito “Time to respond: a reporton the global implementation of maternal death surveillance and response è finalizzato a rinforzare i processi di revisione della mortalità materna in ospedali e cliniche.

Cristina Montagni

Pregiudizi e sospetti, visioni distorte della femminilità

Troppe volte le donne vivono nella “condizione della scartata”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso della catechesi durante l’udienza generale in piazza San Pietro tenutasi il 31 di agosto presso la Città del Vaticano. Riflettendo sull’episodio raccontato dai Vangeli della donna affetta da perdite di sangue, il Pontefice ha ricordato che questa era in una condizione di emarginazione per la cultura e la legge: una “scartata” dalla società e dalla religione del tempo. “Questo caso fa riflettere su come la donna sia spesso percepita e rappresentata. Tutti siamo messi in guardia, anche le comunità cristiane, da visioni della femminilità inficiate da pregiudizi e sospetti lesivi della sua intangibile dignità. In tal senso sono proprio i Vangeli a ripristinare la verità e a ricondurre ad un punto di vista liberatorio”. Eppure Gesù, al quale la donna si è rivolto per trovare salvezza, “ha ammirato la fede di questa donna che tutti evitavano e ha trasformato la sua speranza in salvezza. Non sappiamo il suo nome, ma le poche righe con cui i Vangeli descrivono il suo incontro con Gesù delineano un itinerario di fede capace di ristabilire la verità e la grandezza della dignità di ogni persona. Nell’incontro con Cristo si apre per tutti, uomini e donne di ogni luogo e di ogni tempo, la via della liberazione e della salvezza“.

Cristina Montagni
Udienza del 31 agosto, dedicata alla dignità della donna e di tutti coloro che vengono “scartati” a causa dei pregiudizi.

Premio Nazionale Donna e Lavoro Startup 2016

E’ giunto alla sua sesta edizione il Premio nazionale Donna e Lavoro Startup, organizzato da Eurointerim Spa Agenzia. L’evento presentato a Roma, ha come obiettivo quello di dare visibilità e sostenere i migliori Progetti di Impresa al femminile, perché le idee possano crescere nel sistema produttivo italiano.
Scopo del Premio è incentivare la nascita e lo sviluppo di nuove idee e/o imprese per l’introduzione nel mondo del lavoro. Aiutare i giovani imprenditori e le loro idee di business innovative, verso l’autonomia. Questo è ciò che ci si aspetta dalle giovani imprenditrici. Il fine è dare rilievo ed importanza a progetti di impresa al femminile per sostenere lo sviluppo delle donne sin dalla nascita di questo nuovo sistema imprenditoriale.

Partecipazione

Il Premio non pone limiti d’età, è aperto a tutti coloro che intendano realizzare un progetto di impresa o startup a tema Donna e Lavoro. Possono presentare un progetto sia soggetti privati intenzionati alla costituzione di un’impresa, sia imprese già costituite. I documenti dovranno essere spediti via mail a concorso@eurointerim.it entro venerdì 30 settembre 2016. La premiazione avrà luogo venerdì 16 dicembre 2016 in una location che ancora non definita. La migliore idea verrà premiata da Eurointerim Spa con euro 2.000. Il secondo e il terzo classificato verranno premiati rispettivamente con euro 1.500 e 1.000. Eurointerim sosterrà direttamente l’idea, tramite accompagnamento e avvio della Startup: finanziamenti diretti, facilitazioni nell’accesso al credito, consulenze specialistiche e una serie di servizi di accelerazione (spazio di lavoro arredato gratuito, presenza sul sito Eurointerim, eventi ad hoc, etc).

Cristina Montagni

Dalle Ragazze del ’46 alle Ragazze di oggi: La SALA DELLE DONNE

Inaugurata il 14 Luglio 2016 nei corridoi di Montecitorio la “Sala delle Donne“. Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha presentato a Palazzo Montecitorio il nuovo spazio adiacente alla Sala della Regina che rappresenta un riconoscimento ed un tributo alle donne che hanno contribuito a fondare la nostra Repubblica: 21 ritratti delle costituenti. Le prime dieci sindache elette nel corso delle elezioni amministrative del ’46; la prima Presidente della Camera, Nilde Iotti; la prima Ministra, Tina Anselmi; la prima Presidente di Regione, Anna Nenna D’Antonio. In una quarta parete, infine, sono appesi tre specchi che guardano al futuro e che indicano le tre cariche non ancora ricoperte da una donna nel nostro Paese: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente del Consiglio dei ministri. A margine degli specchi appare la scritta “potresti essere tu la prima“. Frase questa che lancia un pensiero ed una esortazione ad impegnarsi nel lavoro rivolta a tutte le donne che visiteranno Palazzo Montecitorio.

Cristina Montagni