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La storia è fatta. Ngozi Okonjo-Iweala è il primo Direttore generale della WTO
Dopo Kamala Harris, prima donna vice presidente di colore negli Stati Uniti, la storia oggi riscrive anche la governance della WTO (Organizzazione mondiale del commercio) eleggendo la Dottoressa Ngozi Okonjo-Iweala della Nigeria, settimo direttore generale dell’organizzazione.
Il 15 febbraio i membri dell’OMC hanno fatto la storia quando il Consiglio generale ha deciso all’unanimità di nominare Ngozi Okonjo-Iweala prima donna di potere e settimo direttore generale della WTO. Ngozi Okonjo-Iweala, è così la prima africana a ricoprire questa posizione apicale di prestigio ed entrerà in carica il 1° marzo 2021. Economista, con un lungo trascorso presso la Banca Mondiale, è stata per due mandati ministro delle Finanze della Nigeria. L’ex ministra delle Finanze sarà in carica fino ad agosto 2025. “Questo è un momento storico importante per l’OMC” ha dichiarato il Presidente del Consiglio David Walker della Nuova Zelanda che insieme ai vertici dell’Honduras e dell’Islanda ha guidato il processo di selezione per la direzione generale dell’organizzazione.
Durante la conferenza stampa, Okonjo-Iweala ha affermato che una delle priorità sarà lavorare con tutti i membri dell’organizzazione per affrontare soprattutto le conseguenze economiche e sanitarie causate dalla pandemia COVID-19. “Un WTO forte e vitale è l’unica strada da percorrere se vogliamo riprenderci completamente e rapidamente dalla devastazione causata dalla pandemia”. “Non vedo l’ora di lavorare con tutti i membri WTO per rispondere alle risposte politiche di cui abbiamo bisogno per far ripartire l’economia globale”. “L’organizzazione” ha concluso “deve affrontare molte sfide, ma lavorando insieme possiamo rendere l’OMC più forte, più agile e più adatto alle realtà quotidiane”.
Tra il “coro” degli auguri, si è unita la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che ha commentato: “questo è un momento storico per il mondo intero e sono felice di vedere una donna dall’Africa a capo del WTO. L’Europa sosterrà con forza le riforme per proteggere il sistema commerciale multilaterale per il bene della popolazione mondiale”.
Cristina Montagni
Guzzetti a Draghi. Faccia un Ministero della Comunità Educante

La formazione dei ragazzi è universalmente riconosciuta una delle priorità per consentire al Paese di ripartire e non può essere delegata solo al pubblico. I dati mostrano che la condizione sociale si trasmette di generazione in generazione.
Nascere in una famiglia con meno opportunità da offrire significa partire svantaggiati anche sui banchi di scuola. In aggiunta dalle analisi sull’abbandono scolastico, emerge che due terzi dei figli con entrambi i genitori senza diploma, non si diplomano a loro volta. Il livello di istruzione, competenze e conoscenze, è strettamente collegato alle possibilità di sviluppo dei diversi territori. E tutti i test alfabetici confermano che i profondi divari territoriali tra gli adolescenti italiani, sembra legarsi alla quota di famiglie in disagio nelle città.

Giuseppe Guzzetti chiede a Draghi scelte centrali per il futuro dei giovani
L’ideatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, Giuseppe Guzzetti – già presidente di Acri e Fondazione Cariplo – l’11 febbraio ha spiegato che solo attraverso una comunità sensibile ed educante è possibile offrire maggiori occasioni di riscatto a partire dall’oltre milione e mezzo di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di povertà. “È certo” afferma convintamente Guzzetti “che solo attivando le “agenzie educative” del Paese – scuola, terzo settore, enti locali, università, fondazioni di origine bancaria, famiglie e studenti – si può contribuire a favorire lo sviluppo e la crescita intellettuale dei minori”. Queste, in sintesi, le dichiarazioni che Guzzetti ha consegnato al Presidente del Consiglio incaricato, prof. Mario Draghi. Guzzetti auspica che Mario Draghi nell’accingersi a formare il nuovo governo, abbia una visione ampia e coraggiosa trasformando il Ministero dell’Istruzione in Ministero della Comunità Educante. “Ciò” spiega Guzzetti “darebbe al Paese un segnale di grande ottimismo e lungimiranza perché significherebbe porre al centro il futuro dei giovani cittadini anche sul fronte dell’educazione, in linea con i principi di sussidiarietà della nostra Costituzione”. Infine, rivolgendosi a Draghi, l’ex di Acri conferma piena disponibilità a proporre linee e suggerimenti specifici, augurandogli pieno successo all’azione di Governo che si accinge ad intraprendere.
Cristina Montagni
“Amare Dal Ridere”. Il metodo Smile Style per ritrovare la felicità

Per tutte le persone che amano ritrovare la via della felicità e raggiungere il benessere emozionale, il 10 dicembre è uscito il libro di Stefania Soldati “Amare Dal Ridere” edito da Bruno Editore.
In tempi record l’opera ha ottenuto numerosi riconoscimenti: bollino come Bestseller ASSOLUTO, primo nella categoria Self-help, salute e benessere e nella sezione Psicologia e Famiglia. Nel volume l’autrice descrive in modo efficace il metodo per raggiungere il piacere e la gioia attraverso “la modalità sorriso”. Ma per farlo occorre allenarsi e vivere al massimo le proprie emozioni: dallo stupore, alla meraviglia, alla gioia, alle risate, alla gratitudine e soprattutto all’amore assoluto, gratuito e incondizionato. La poliedrica scrittrice analizza in dettaglio le fasi della salute emozionale e come ritrovare la felicità con il Metodo Smile Style. Il libro – a carattere formativo – oltre a descrivere il vissuto personale è costruito su esperienze dirette in un percorso proprio e in divenire. Un manuale di stile, bellezza ed eleganza, ma soprattutto di amore senza condizioni dove è possibile trovare esercizi di fitness felice in cui viene svelata la chiave per raggiungere gli obiettivi e l’equilibrio interiore, planando con leggerezza sulle situazioni.
“Solo così si sconfigge la tristezza, il rancore, la rabbia e i risentimenti, con un atteggiamento positivo in grado di fare la differenza nella vita di tutti i giorni”
Già dalle prime pagine, il libro incoraggia ad abbracciare un percorso interiore esplorativo – ricco di spunti – in cui la scrittrice svela gli ingredienti per entrare con semplicità ad un positive mood dai superpoteri per poi rivelare i segreti per tenere alto l’umore e vivere quotidianamente una vita felice e appagata. È lei che indica il cammino del cambiamento verso un “noi” flessibile e resiliente fino a svelare la via per aprire il proprio cuore senza paura alla meraviglia delle cose inaspettate.
“E’ possibile raggiungere il successo, riscoprire la bellezza della semplicità e lo stupore di chi guarda il mondo con gli occhi di un bambino”
–Stefania Soldati
“Amare dal Ridere” ci “costringe” a ribaltare la prospettiva della vita interpellando prima il cuore con la forza della gratitudine anticipata. “Il sorriso” afferma la scrittrice “è la chiave che alimenta i buoni sentimenti e rende l’anima dolce sino a diventare parte del proprio DNA. Sorridere è aprirsi, essere disponibili, generosi e positivi”.

“Nel mio libro è presente non solo la parte di me stessa più vera, solare e combattiva, ma anche le mie numerose cadute” afferma Stefania Soldati, autrice del libro. “Solo quando ho deciso di rialzarmi ho capito che dentro a quelle sventure si nascondevano delle occasioni di crescita che mai avrei potuto sperimentare diversamente. Per scardinare quelle stesse paure che circondavano la mia vita, ho fatto ricorso alla forza delle risate e del buonumore. Il risultato? Una carica di energia e fiducia così potente da rendermi assolutamente impavida e invincibile”
Attualmente il libro è donato in formato gratuito come eBook ed è disponibile su piattaforma Amazon a questo indirizzo: https://amzn.to/3l812Zb

Bio dell’autrice
Stefania Soldati è musicista e musicologa. Pianista, ricercatrice storico-musicale, scrittrice, giornalista, regista. Si occupa da sempre di cultura e spettacolo, sia a livello di produzione che di comunicazione. Da qui prende origine la sua passione per la formazione. Life coach esperta in PNL, crescita personale e scienze olistiche, ama spaziare dall’arte alla fisica quantistica, all’insegna del benessere dell’anima e della felicità interiore. Sostenitrice del pensiero positivo, si impegna particolarmente a diffondere i benefici della risata terapeutica.
Cristina Montagni
Integrare la diversità nei luoghi di lavoro è una scelta di valore

Integrare la diversità è un valore se viene adottata nei luoghi di lavoro. La Fondazione Sodalitas nata in Italia nel 1995 da imprese e manager volontari, è diventata un’organizzazione che promuovere la responsabilità sociale d’impresa, la cultura delle partnership orientata a costruire un futuro di crescita, sostenibilità, inclusione, coesione e sviluppo per la comunità.
Questi i temi trattati a novembre scorso nel corso del virtual meeting promosso da Fondazione Sodalitas a cui hanno partecipato Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità, Francesca Puglisi, Sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Falck, Presidente della Fondazione Sodalitas, Szabolcs Schmidt, Head of Unit Non-Discrimination and Roma Co-ordination of European Commission, Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di parità, Claudia Strasserra, Chief Reputation Officer and Sustainability Manager di Bureau Veritas e Alessandro Beda, Consigliere delegato di Fondazione Sodalitas.
Così Sodalitas propone la Carta per le Pari Opportunità, una dichiarazione sottoscritta volontariamente dalle imprese per diffondere in azienda politiche rivolte alle risorse umane inclusive – libere da discriminazioni e pregiudizi – in grado di valorizzare i talenti in tutta la loro diversità.

Piattaforma Europa 
Carta Pari Opportunità adesione Paesi
La Carta fa parte della Piattaforma Europea delle Diversity Charters, promossa dalla Commissione Europea per combattere le diseguaglianze nei luoghi di lavoro. Attualmente è costituita da 26 Diversity Charters degli Stati membri: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. La delegazione italiana è costituita da Fondazione Sodalitas insieme alle imprese aderenti alla Carta.
Sentimento della Carta per le Pari Opportunità
In considerazione della situazione del mercato di lavoro italiano per quanto riguarda la parità di genere – siamo ancora al 76° posto su 135, secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum – Fondazione Sodalitas ha deciso di lanciare nel 2009 la Carta per le Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro, con un focus specifico su questo tema. In questi anni la Carta è stata sottoscritta da oltre 800 imprese tra organizzazioni non profit e pubbliche amministrazioni di cui il 59% imprese, il 23% enti pubblici e il 18% da enti del Terzo settore che impiegano oltre 700.000 lavoratori. La Fondazione crede che la valorizzazione del pluralismo e le pratiche inclusive nel mondo del lavoro contribuisca al successo e alla competitività delle stesse. Una scelta vincente date le evidenze internazionali ormai consolidate.
Il manifesto della Carta e il dialogo con la Commissione Europea

La Commissione Europea riconoscendo il ruolo strategico delle Carte della Diversità si riunisce periodicamente per favorire lo scambio di buone prassi tra le organizzazioni promotrici per sviluppare iniziative sinergiche. Si è visto che le imprese con politiche efficaci di pari opportunità ed inclusione hanno il 60% di probabilità di migliorare profitti e produttività, oltre a godere di una migliore reputazione, capacità di attrarre i talenti e maggiore creatività e innovazione. Inoltre, le aziende in grado di fare diversity management hanno una migliore propensione all’innovazione, a conferma che i fatturati sono in misura maggiore generati da prodotti e servizi di nuova concezione. È con questo sentiment che Sodalitas – insieme alla Commissione Europea e la Consigliera Nazionale di Parità e il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – ha sviluppato la Carta quale strumento per realizzare un ambiente di lavoro che assicuri pari opportunità e riconoscimento delle competenze individuali. Adottando la Carta, l’impresa contribuisce alla lotta contro tutte le forme di discriminazione sul luogo di lavoro – genere, età, disabilità, etnia, fede religiosa, orientamento sessuale – impegnandosi a valorizzare le diversità all’interno dell’organizzazione aziendale, con riguardo alle pari opportunità tra uomo e donna. La Carta fornisce poi un decalogo di azioni concrete per guidare nella sua applicazione le imprese aderenti di ogni dimensione.
Necessario un cambiamento culturale e strategico

“Il cambiamento è possibile e il nostro Paese è pronto”, ha detto Elena Bonetti. “Promuovere la parità di genere nei luoghi di lavoro e far sì che diventi realtà è una delle sfide in questo tempo. Strumenti come la Carta per le Pari Opportunità e l’uguaglianza sul lavoro possono accompagnare quel percorso necessario da compiere per far ripartire il Paese nella sua interezza e costruire un futuro in cui diversità e inclusione siano riconosciuti come valore, per le imprese e per le nostre comunità”. Anche Francesca Puglisi ribadisce l’importanza dello strumento specificando che “la pandemia ha aggravato il divario di genere che esisteva prima del Covid”. “Per cambiare in modo strutturale i divari di genere” ha continuato “occorre un mix di interventi su cui stiamo lavorando in vista della legge di bilancio e del Recovery Plan: condivisione del lavoro di cura con l’aumento dei congedi parentali obbligatori ai padri, aumento della rete dei servizi per la prima infanzia e incentivi alle assunzioni”. “Infine chi investe in diversità ed inclusione fa un’operazione non solo sociale ma anche economica” ha concluso la sottosegretaria al Ministero del Lavoro.
“Il sostegno delle istituzioni italiane ed europee è fondamentale per coinvolgere le imprese del nostro paese in una vera e propria “alleanza per le Pari Opportunità” ha commentato Falck, presidente di Sodalitas. Per farlo, occorre diffondere tra le imprese la consapevolezza che investire in diversità e inclusione significa investire nella competitività e nelle prospettive di sviluppo dell’impresa stessa”. “È importante”, ha concluso Falck, “portare questi temi al centro dell’attenzione, soprattutto oggi che siamo impegnati nella sfida di costruire una ripresa che ci permetta di uscire dalla crisi economica e sociale più forte della nostra storia recente”.
COME ADERIRE ALLA CARTA
L’adesione può essere effettuata:
– compilando ogni parte del modulo disponibile a questo link ed inviandolo all’indirizzo mail cartapariopportunita@sodalitas.it
– restituendo firmata la copia della CARTA personalizzata ricevuta a seguito dell’invio del modulo.
La CARTA firmata dovrà essere inviata a: Segreteria Organizzativa della Carta per le Pari Opportunità presso Fondazione Sodalitas Via Pantano 2, 20122 Milano (MI)
Cristina Montagni
GAP III UE per uguaglianza di genere 2021-2025
Nella giornata mondiale contro la violenza di genere, la Commissione europea e l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri hanno presentato i Piani per promuovere la parità di genere e l’emancipazione femminile nell’Unione europea.
È noto che sebbene alcuni progressi siano stati raggiunti per quanto riguarda la promozione dei diritti delle donne e delle ragazze, nessun paese del mondo è sulla buona strada per raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare le donne e le ragazze entro il 2030. Lo dimostra il fatto che buona parte delle donne sono perlopiù occupate in lavori informali e in settori vulnerabili con una perdita di posti di lavoro di 1,8 superiore a quella degli uomini e un tasso di povertà che potrebbe aumentare del 9,1%.
GAP III – Gender Action Plan
Per affrontare la questione di genere, il nuovo piano d’azione UE sulla parità di genere e l’emancipazione femminile nell’azione 2021-2025 (GAP III – Gender Action Plan) si propone di accelerare i progressi nell’emancipazione delle donne e delle ragazze e consolidare i risultati ottenuti durante i 25 anni successivi all’adozione della dichiarazione di Pechino. La Commissaria per i partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha spiegato che è fondamentale un maggiore impegno nella parità di genere per una ripresa sostenibile dalla crisi COVID-19 a livello mondiale e per la costruzione di società eque, inclusive e prospere.
“Le donne e le ragazze sono in prima linea di fronte alla pandemia e devono rappresentare il timone della ripresa a livello globale” ha affermato la Commissaria Urpilainen. Il nostro auspicio” ha concluso “è che si realizzi una collaborazione stretta con gli Stati membri e con tutti i partner per costruire un mondo garante per la parità di genere.”
Pilastri per la parità di genere dell’UE nel 2021-2025
Il piano d’azione sulla parità di genere III definisce un quadro politico distinto in cinque pilastri d’azione per accelerare i progressi verso l’adempimento degli impegni internazionali e verso un mondo in cui tutti abbiano le stesse possibilità di realizzarsi.
I cinque pilastri d’azione



1) L’85% delle azioni dovranno contribuire a determinare parità di genere e emancipazione femminile entro il 2025. Il GAP III introduce quindi norme rigorose per l’applicazione e il monitoraggio dell’integrazione della dimensione di genere in tutti i settori. Ogni settore produttivo dalle infrastrutture al digitale, dall’energia all’agricoltura e ai fondi per finanziamenti misti, dovranno tenere conto e sostenere la parità di genere.
2) Il GAP III sollecita allo sviluppo di un approccio comune con l’UE a livello nazionale con un’attenzione specifica alle questioni di genere condivisa tra Stati membri, partner a livello regionale, nazionale e multilaterale.
3) Il piano invita inoltre a concentrarsi su principali aree tematiche tra cui la lotta contro la violenza di genere e la promozione dell’emancipazione economica, sociale e politica delle donne e delle ragazze. Ancora una volta pone l’accento sull’accesso universale all’assistenza sanitaria, salute sessuale e riproduttiva, sulla parità di genere nell’istruzione e sulla promozione della parità alla leadership. In aggiunta integra il quadro politico UE in materia di donne, pace e sicurezza e introduce la prospettiva di genere in nuovi settori strategici, quali la transizione verde e la trasformazione digitale.
4) Il piano d’azione invita l’UE a dare il buon esempio, istituendo a tutti i livelli una leadership equilibrata, attenta al profilo del genere.
5) Il GAP adotta un approccio in merito al monitoraggio, alla valutazione e all’apprendimento, con la misurazione dei risultati. L’UE istituirà quindi un sistema di monitoraggio quantitativo, qualitativo e inclusivo per aumentare la responsabilità pubblica, garantire trasparenza e accesso alle informazioni sul sostegno alla parità di genere in tutto il mondo. Ogni anno la Commissione avrà il compito di monitorare con apposite commissioni i progressi conseguiti nell’attuazione al GAP III.
Staremo a vedere se ciò si avvererà!!!
Cristina Montagni
SETTIMANA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Ciclo di eventi in diretta streaming
Nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, la Regione Lazio dal 23 al 27 novembre ha messo in campo diverse iniziative di grande valore simbolico.
In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, la Regione Lazio ha organizzato un ricco programma di iniziative ed eventi di sensibilizzazione in modalità virtuale. Dal premio al ricordo di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, vittime del caso del Circeo, avvenuto nel 1975, all’iniziativa “Salute in rosa” per offrire un sostegno alle donne vittime di violenza nei pronto soccorso e negli ospedali del Lazio e altro ancora. Vista l’importanza dell’evento – dal 23 novembre sera al 27 novembre – per la prima volta il palazzo della Regione Lazio si tingerà di rosso per simboleggiare l’impegno per il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Alla kermesse seguiranno testimonianze delle donne imprenditrici nel Lazio ed illustri interventi in videoconferenza. I saluti istituzionali saranno aperti da Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari Opportunità della Regione Lazio.
PROGRAMMA
Diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
Lunedì 23 novembre
Ore: 11.00
Conferenza stampa in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
SAVE
Servizio nazionale di prevenzione, raccolta dati e sostegno, psicologico e legale, per vittime di violenza e abusi nel mondo sportivo
Progetto di Assist Associazione Nazionale Atlete e Differenza Donna Ong promosso dalla Regione Lazio.
Programma
Elisa Ercoli – Presidente Differenza Donna Ong
Luisa Rizzitelli – Presidente Assist Associazione Nazionale Atlete
Giovanna Pugliese – Assessora al Turismo e alle Pari opportunità Regione Lazio
Saluto delle Campionesse Olimpiche – Antonella Bellutti, Martina Caironi e Josefa Idem
Martedì 24 novembre
Ore 11.00
Iniziativa rivolta alle scuole del Lazio che hanno aderito al PROGETTO IO NON ODIO
FATTI D’ODIO
Dove “fatti” sta per assuefatti e per le azioni che si compiono in nome di quell’assuefazione.
Maura Gancitano e Andrea Colamedici – TLON intervisteranno alcuni personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo per approfondire con loro cosa genera odio, dove affondano le radici del peggiore dei sentimenti e cosa si può fare per contrastarlo.
Saluti istituzionali
Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari Opportunità, Regione Lazio
Interventi:
Eleonora Mattia, Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Lazio
Milena Monteiro Duarte, sorella di Willy, 21enne ucciso lo scorso settembre a Colleferro
Fatti d’odio
Lorenzo Baglioni, musicista
Irene Facheris, parità in pillole
Emanuela Fanelli, attrice
Elena Favilli, scrittrice
Chiara Francini, attrice
Cathy La Torre, avvocata e attivista
Giacomo Mazzariol, scrittore, con Stefano Cipani, regista
Nicole Rossi, influencer
Paolo Ruffini, attore
Ore: 15.00
Conferenza stampa in diretta streaming su webtv.senato.it
“DALLA PARTE DELLE DONNE: IL RUOLO FONDAMENTALE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA”
Iniziativa organizzata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere
Videomessaggio Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica
Introduce
Valeria Valente, Presidente Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere
Intervengono in videoconferenza
Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei ministri
Elena Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia
Collegamento con le sedi dei centri Antiviolenza:
“Maree” gestito dalla cooperativa Befree con la presenza dell’Assessora al Turismo e alle Pari opportunità della Regione Lazio, Giovanna Pugliese
“Casa internazionale dei diritti umani delle donne” gestito da Telefono Rosa con la presenza di una rappresentante del Comune di Roma e con le rappresentanti delle Reti dei centri antiviolenza: D.i.Re – Donne in rete contro la violenza; Casa internazionale delle donne di Roma; Differenza Donna; Pangea Rete Reama; UDI – Unione donne in Italia
Mercoledì 25 novembre
Per la prima volta il palazzo della Regione Lazio si tingerà di rosso, dal 23 novembre sera al 27 novembre, per simboleggiare l’impegno quotidiano per il contrasto della violenza maschile sulle donne.
Ore: 11.00
Conferenza stampa in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
Giovanna Pugliese, Assessora al Turismo e alle Pari Opportunità, Regione Lazio
Eleonora Mattia, Presidente Commissione consiliare Pari Opportunità
Letture a cura di Eleonora Fanelli
Antonio Galletti, Presidente Ordine degli avvocati (in collegamento)
Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio
A seguire
Alice Pasquini, artista
INAUGURAZIONE PANCHINA ROSSA contro la violenza sulle donne personalizzata dall’artista Alice Pasquini. La panchina sarà intitolata a Donatella Colasanti e Rosaria Lopez e a tutte le donne vittime di violenza maschile
Giovedì 26 novembre
Ore: 11.00
Incontro in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
DONNA E IMPRESA
Libera di fare. Libera di essere. Riflessioni sull’imprenditorialità come strumento per superare situazioni di difficoltà in collaborazione con Global Thinking Foundation.
Modera Ilaria Corsi, Lazio Innova
Intervengono
Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari opportunità, Regione Lazio
Paolo Orneli, Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Regione Lazio
Cecilia D’Elia, Presidente Cabina di Regia per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne
Marietta Tidei, Presidente Commissione Sviluppo economico e attività produttive Regione Lazio
Roberta Lombardi, Consigliera regionale Lazio
Maria Angela Ilari, Lazio Innova – Presentazione del progetto “Scelgo di essere. Libera!”
Claudia Segre, Presidente Global Thinking Foundation, partner del progetto “Scelgo di essere. Libera!”
Testimonianze delle donne imprenditrici nel Lazio e in Europa
Ginevra Bentivoglio, GB EditoriA
Ivana Pagliara, Promotuscia
Sonia Mascioli, Casa delle donne di Amatrice
Priscilla Contesini, Mensura
Linda De Luca, Imems Technology
Lisa Lang, ELEKTROCOUTURE (Portogallo)
Magda Rull, KYO FILMS (Spagna)
Odile Ehrbar, VAPODIL (Francia)
Ore: 17.00
Conferenza stampa in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
APERTURA CASA RIFUGIO NEL FRUSINATE
Intervengono
Enzo Salera, Sindaco di Cassino
Maria Concetta Tamburrini, Assessora Pubblica Istruzione, Turismo, Sport e Pari opportunità Comune di Cassino
Mauro Buschini, Presidente Consiglio regionale del Lazio
Sara Battisti, Consigliera regionale
Elisa Viscogliosi, Presidente Associazione Risorse Donna
Marta Bonafoni, Consigliera regionale
Una testimonianza
Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza, la Legalità e la Lotta alla Corruzione della Regione Lazio
Fiorenza Taricone, Consigliera provinciale di parità
Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari Opportunità Regione Lazio
Venerdì 27 novembre
Ore: 11.00
Incontro in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
CUCINA, UN’IMPRESA AL FEMMINILE
Modera
Luca Polizzano – Responsabile Spazio Attivo di Bracciano
Saluti istituzionali
Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari opportunità Regione Lazio
Enrica Onorati, Assessora Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali Regione Lazio
Intervengono
Camilla Monteduro – Food concept designer, TV presenter
Iside De Cesare – Chef La Parolina ristorante stellato (Trevinano – VT)
Testimonianza femminile delle ragazze dell’Istituto Alberghiero di Vittorio di Ladispoli
Ricette proposte:
Iside – Coregone marinato con panna acida e salsa verde
Camilla -Pane con ricotta e glassa al miele nocciole e scarola
Iside e Camilla – Millefrolle
Ore: 17.00
Incontro in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
CON MARIA
In cammino con l’Arte, la Bellezza e la Cultura nel Lazio
Terza tappa del progetto speciale CON MARIA che mette in relazione tre percorsi, il primo di tipo spirituale, sulle tracce delle Madonne del Lazio, il secondo sulla parità di genere e sul ruolo delle donne nella società e infine un terzo sulla salute delle donne.
Presenta:
Serena Dandini
Saluti istituzionali
Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari Opportunità Regione Lazio
Alessandra Sartore, Assessora alla Programmazione economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio Regione Lazio
Interventi
Sport
Antonella Bellutti, Campionessa olimpica
Attualità Covid
Maria Rosaria Capobianchi, Direttore Laboratorio di virologia – IRCCS Spallanzani
Arte
Francesca Cappelletti, Direttrice Galleria Borghese a Roma
Volontariato
Angela Caprio, Consigliera nazionale “La Misericordie”
Medicina di genere
Mariavita Ciccarone, Associazione Gemme Dormienti Onlus
Libri
Alicia Giménez Bartlett, scrittrice
Giustizia
Maria Monteleone, Sostituto procuratore a Roma e coordinatrice del pool che si occupa dei diritti dei minori
Università
Antonella Polimeni, Magnifica Rettrice dell’Università La Sapienza di Roma
Musica
Marina Rei
Teatro
Adel Tirant Imprenditoria culturale
Gemma Trevisani, Responsabile narrativa italiana Rizzoli
Da lunedì 23 a venerdì 27 dalle ore 16 alle ore 17
Talk in diretta streaming sulla pagina Facebook della Regione Lazio
LE DONNE SI RACCONTANO
Talk in collaborazione con Wired, condotto da Chiara Oltolini, con 20 storie di donne che ogni giorno, attraverso il proprio impegno e la propria professione, si confrontano con la complessità dei nostri tempi e combattono la violenza maschile sulle donne, le discriminazioni e il gender gap
LUNEDÌ 23
Giovanna Pugliese, Assessora Turismo e Pari Opportunità Regione Lazio
Cathy La Torre, Attivista, avvocata specializzata in diritto antidiscriminatorio
Antonella Baccaro, Giornalista
Silvia Cutrera, Componente del direttivo AVI onlus (past-president Agenzia per la Vita Indipendente di Roma) componente della segreteria DPI (Disabled people International) e vice Presidente FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap)
MARTEDÌ 24
Tiziana Ronzio, Operatrice sanitaria, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, fondatrice dell’associazione “Tor Più Bella” dedita alla riqualificazione strutturale e sociale del quartiere di Tor Bella Monaca a Roma
Paola Di Nicola, Magistrata e scrittrice
Eva Giovannini, Giornalista e inviata Rai
MERCOLEDÌ 25
Musica e parole contro la violenza sulle donne
GIOVEDÌ 26
Valentina Cardinali, Consigliera regionale di Parità
Valeria Giunta, Responsabile Federculture CGIL Roma e Lazio
Start up femminili – Scienza della Vita
Start up femminili – Moda
Giorgia Pontetti, Ferrari Farm
VENERDÌ 27
Donatella Di Pietrantonio, Scrittrice
Francesca Innocenti, Presidente Ass. Donna Lilith contro la violenza sulle donne
Flori Degrassi, Direttore Generale ASL Roma2
Arcangela Galluzzo Dirigente Area Pari Opportunità Regione Lazio
Cristina Montagni
Due paesi su tre donne e bambini esclusi da una vita dignitosa. WeWorld 2020 analizza 172 Paesi nel mondo compresa l’Italia
In 110 Paesi del mondo su 172 donne e bambini sono ad esclusione sociale. La pandemia da Covid-19 ha ridotto drasticamente i diritti fondamentali di donne e bambini nel mondo generando un impatto negativo sull’accesso all’istruzione in tutti i Paesi.
Questi alcuni dei temi affrontati in occasione del convegno svolto il 18 novembre a Milano da WeWorld dove è stato presentato il rapporto WeWorld Index 2020. Al dibattito hanno preso parte Marco Chiesara, presidente di WeWorld, Mathieu Brossard, responsabile educazione dell’ufficio di ricerca Unicef-Innocenti, Tiziana Clerico, coordinatore in Libia del settore protezione UNHCR, Refaat Sabbah, presidente della Global Campaign for Education di Ramallah ed Emanuela Del Re, vice ministra agli Affari Esteri e cooperazione internazionale di Roma.
Risultati della decima edizione del rapporto WeWorld
Il rapporto annuale WeWorld ha valutato il livello di inclusione di donne e bambini in 172 Paesi nel mondo utilizzando 34 indicatori con lo scopo di difendere i diritti di donne e bambini in 27 paesi compresa l’Italia. La decima edizione descrive il mondo ai tempi del Covid-19 con l’aggiunta di 3 nuovi indicatori che misurano l’impatto sulla salute, educazione ed economia. Dal rapporto emerge che 2 paesi su 3 non riesce a garantire una vita dignitosa alle fasce più deboli e, in questo contesto, prolifica violenza, minor accesso all’istruzione, scarso accesso alle cure mediche e mancanza di un ambiente sano in cui crescere. Stando ai dati 2020, sono aumentati del 5% i paesi con bassi livelli di inclusione, ciò significa che se il ritmo rimane costante entro il 2030 si potrebbero aggiungere altri 26 paesi non in grado di assicurare l’inclusione per donne e bambini. “Nel lungo periodo l’impatto della pandemia sarà più forte nei paesi con economie a basso reddito che rischiano di ampliare le condizioni già instabili per l’inclusione di donne e bambini”, ha detto Marco Chiesara, presidente di WeWorld. Ha aggiunto che l’impatto del Covid – come moltiplicatore di disuguaglianze – è presente in molti settori, basti pensare che con l’introduzione dello smart working e la didattica a distanza, solo il 55% delle famiglie ha avuto accesso ad una connessione internet. A questo occorre aggiungere altri 11 milioni di bambine che dopo la crisi Covid non rientreranno più a scuola, mettendole a rischio di gravidanza precoce, abusi e matrimonio forzato. Il rapporto stima inoltre che a fine 2020 si aggiungeranno altri 117 milioni di bambini che vivranno in condizioni di povertà estrema, senza contare che UN Women ha denunciato che 243 milioni di donne nel mondo sono state vittime di violenza fisica e/o sessuale negli ultimi mesi.
L’Italia per WeWord
In Italia circa il 70% dei giovani con cui WeWorld lavora nelle periferie non ha né pc/tablet né una connessione internet a casa. Per garantire supporto a questi giovani, l’organizzazione ha utilizzato altre forme di supporto digitale (WhatsApp, telefonate), attivato una linea telefonica di supporto per bambini e famiglie e continuato a coinvolgere tutti gli educatori (insegnanti, genitori, etc.). A tale proposito dobbiamo dire che la posizione italiana è peggiorata dal primo anno di pubblicazione del WeWorld Index, regredendo di 11 posizioni, in particolare per quanto riguarda la condizione dei bambini il cui capitale economico e educativo si è deteriorato a causa della pandemia. Inoltre, la condizione delle donne ha dato segni preoccupanti per quanto riguarda occupazione e reddito.
Educazione in Italia e rischi di disoccupazione femminile

Nel nostro paese la spesa per l’educazione è tra le più basse in Europa. Secondo WeWorld siamo al 92esimo posto su 137 paesi e si colloca alla 52 esima posizione su 149 paesi per tassi d’iscrizione alla primaria anche per la carenza di asili nido. La mancata inclusione dei bambini si riflette sulle donne e sulla possibilità di rimanere sul mercato del lavoro. Secondo gli ultimi dati Istat, circa il 20% delle madri interrompe il lavoro per sostenere i figli e con l’arrivo della didattica a distanza si corre il rischio di andare incontro ad un inasprimento delle condizioni di disuguaglianza preesistenti: in Italia il 23,9% delle famiglie non ha internet e il 12,3% dei bambini tra i 6 e i 17 anni non ha computer o tablet a casa. L’Italia registra poi tassi di disoccupazione elevati (136ª posizione su 176 paesi) mentre performance migliori si registrano per la salute (il tasso di mortalità infantile si attesta al 3 per 1000, 12ª su 176 paesi). Le diseguaglianze aumentano se si passa anche alla dimensione economica, qui il nostro paese è posizionato alla 131ª posizione su 175 per tassi di disoccupazione femminile ed è al 91º posto su 145 per differenziali di reddito rispetto agli uomini. Ciò si traduce in un divario salariale, dove l’Italia si colloca al 76esimo posto su 153 Paesi.
Del Re. Con pandemia necessarie azioni globali per proteggere donne e bambini

La vice ministra degli esteri, Emanuela del Re ha ribadito che la mancanza di accesso all’istruzione colpisce di più le ragazze adolescenti, ma in generale la pandemia ha contribuito ad avere un effetto devastante sulle donne – non solo nei paesi in via di sviluppo – per il grave incremento dei casi di violenza domestica. La Del Re ha assicurato che la Cooperazione italiana è impegnata ad incrementare gli sforzi per prevenire e proteggere le donne e le ragazze da tutte le forme di discriminazione e violenza e proteggere i diritti delle donne, dei bambini e dei gruppi vulnerabili, contribuendo a garantire la loro sicurezza, salute fisica e mentale, benessere, sicurezza economica e uguaglianza. “Il contesto attuale presenta sfide pressanti”, ha concluso la Del Re. “Sono necessarie azioni a livello globale per proteggere questi gruppi, impedire che la crisi sanitaria si trasformi in una crisi dell’istruzione e di genere, e costruire un modello di sviluppo sostenibile, consentendo ai bambini, ai giovani e alle donne di affrontare il mondo di domani nelle loro migliori condizioni”.
Cristina Montagni
La crisi dell’occupazione femminile e gli effetti prodotti dal Covid-19
I dati divulgati a settembre dall’Istat confermano la paura diffusa fin dalle prime settimane dell’emergenza Covid-19 e cioè che, con la crisi, a rimetterci, sarebbero state soprattutto le donne
Ancora una volta le donne sono le più penalizzate durante la pandemia. Gli effetti prodotti dal Covid-19 sul mercato del lavoro registra tra il secondo trimestre 2019 e lo stesso periodo del 2020, 470 mila occupate in meno, un calo del 4,7%. Su 100 posti di lavoro perduti, 841 mila in totale, quelli riguardati la componente femminile rappresentano il 55,9%, mentre quella maschile ha mostrato una tenuta registrando una diminuzione del 2,7% (371 mila occupati). È quanto emerge dall’ultimo focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che vede nelle donne una preziosa risorsa per l’intera tenuta del sistema Italia. La Fondazione lancia un allarme per l’occupazione femminile soprattutto a fronte della nuova ondata di contagi e delle chiusure territoriali che potrebbero portare altre donne ad abbandonare definitivamente il proprio lavoro.
Contrazione settoriale del lavoro femminile
La maggiore contrazione del lavoro femminile si registra nell’occupazione a tempo determinato (-327 mila lavoratrici, un calo del 22,7%), nel lavoro autonomo (- 5,1%), nel part-time (-7,4%) e nel settore dei servizi, soprattutto ricettivi e ristorativi dove le donne rappresentano il 50,6% del totale e assistenza domestica, qui la componente femminile rappresentata l’88,1%.
Esperienza delle donne durante il lockdown e l’home working

Durante il lockdown primaverile le donne hanno gestito un carico di lavoro senza precedenti. Da un lato, sono state impegnate più degli uomini nell’attività lavorativa (il 74% ha continuato a lavorare rispetto al 66% degli uomini), garantendo i servizi essenziali in settori a forte vocazione femminile: scuola, sanità, pubblica amministrazione. Dall’altro con la chiusura delle scuole, hanno garantito la presenza al lavoro e accompagnato i figli nella didattica a distanza, con un livello di stress elevato per circa 3 milioni di lavoratrici con un figlio a carico con meno di 15 anni (30% delle occupate). In aggiunta l’home working – unito alla scarsa flessibilità organizzativa di molte realtà lavorative e alla difficile conciliazione vita-lavoro – ha acuito il malessere del genere femminile. Occorre rammentare che nell’ultimo anno la tendenza ad allontanarsi dal lavoro è cresciuto sensibilmente, facendo registrare tra giugno 2019 e 2020 un incremento di 707 mila inattive (+8,5%), soprattutto nelle fasce giovanili.
Le donne e il loro contributo all’occupazione qualificata

Il presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro Rosario De Luca, ha dichiarato che il 54% delle professioni intellettuali è donna. “Per questo è necessario attuare un mix di politiche, dal potenziamento dell’offerta e dell’accessibilità dei servizi che favoriscono la conciliazione vita-lavoro, a percorsi formativi spendibili nel mercato del lavoro che sostengano l’occupabilità delle donne, arginando il rischio che possano chiamarsi fuori dal circuito lavorativo”. L’innovazione dell’organizzazione del lavoro rappresenta un obiettivo prioritario per consentire un adeguato ricorso allo smart working in questa seconda fase critica della pandemia. È necessario quindi incrementare la qualità del lavoro, dotare le aziende di strumenti in grado di valorizzare il lavoro da casa senza che diventi lavoro di serie b, sostenere la fiducia femminile nelle proprie risorse e potenzialità per aiutare le donne in una fase di passaggio epocale rischiosa, ma al tempo stesso ricca di nuove sfide e opportunità. La crisi sanitaria – ha concluso – può essere un’opportunità per molte aziende per rivedere i modelli organizzativi e renderli più flessibili alle esigenze delle donne, così da poter superare quelle contraddizioni che caratterizzano il lavoro femminile nel nostro Paese”.
Cristina Montagni








