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Alleanza Italia – Stati Uniti sulla sostenibilità urbana nel quadro degli eventi organizzati dalla Nobel Foundation
L’Italia – come già anticipato in un mio precedente articolo – presiede il Summit del G20 a Roma il 30 ottobre e sarà impegnata su tre focus primari: “People, Planet, Prosperity”. È sul tema “Pianeta” che si intreccia il nostro futuro, un filo che lega le persone con la prosperità.
Per concentrarsi sulle persone e garantire prosperità, abbiamo bisogno di prenderci cura del pianeta, sviluppare attività per un mondo sicuro, sostenibile ed inclusivo. Raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile è fondamentale e la cooperazione globale sulla sostenibilità urbana è un tema più che mai rilevante. Infine, ricordo che l’Italia oltre alla presidenza del G20 sarà anche co-presidente nella COP26, momento unico per collaborare con i principali partner, promuovere l’agenda sui cambiamenti climatici e protezione ambientale.
Nel quadro di queste ambizione aspettative, l’Ambasciata d’Italia a Washington, insieme alla Nobel Foundation e alla National Academy of Sciences, il 28 aprile ha ospitato il webinar “Smart Cities and New Green Solutions“, dedicato allo sviluppo di città intelligenti, rivolte all’individuo, con l’obiettivo di migliorare nel tempo la salute dei sistemi umani ed ecologici del pianeta. L’evento coincide inoltre con il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche fra Italia e Stati Uniti, la co-presidenza italiana della COP26, nonché la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo. L’incontro online è stato dibattuto da esperti di alto spessore intellettuale e scientifico che hanno illustrato ognuno le proprie ricerche, condividere raccomandazioni e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Il seminario è stato aperto dalla dott.ssa Marcia McNutt, presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, dalla dott.ssa Maria Cristina Messa, ministra dell’università e della ricerca, dall’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio e ospite d’onore il Dr. Stanley Whittingham, direttore del NorthEast Center for Chemical Energy Storage della Binghamton University, vincitore del Premio Nobel 2019 per la Chimica.

La ministra Messa ha sottolineato che la presenza di migliaia di ricercatori italiani nei centri di ricerca degli Stati Uniti è un principio importante per rafforzare il processo di internazionalizzazione del nostro Paese. Aggiunge che occorre lavorare in maniera serrata per favorire collaborazioni – che da una parte valorizzino e supportino coloro che rappresentano l’Italia all’estero e dall’altra consentano a coloro che sono impegnati in progetti di ricerca in Italia avere condizioni migliori – per essere competitivi in settori innovativi come la transizione digitale ed ecologica. “Partecipare al Nobel Prize Summit con un evento italiano sulle Smart Cities verdi” ha detto “è un segno della volontà e capacità del nostro Paese di condividere idee e portare soluzioni utili per affrontare insieme la sfida della sostenibilità a livello globale”.

Il nostro Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio, ha spiegato che la cooperazione scientifica e tecnologica è sempre stata un punto di forza nell’alleanza strategica tra Italia – Stati Uniti ed occorre continuare questa sinergia in tutti i campi, comprese le tecnologie emergenti per il clima, grazie agli oltre 15 mila ricercatori italiani presenti negli USA. Nelle parole del Primo Ministro Mario Draghi al recente Climate Summit – ha proseguito Varricchio – “gli impegni sul clima che prendiamo nel 2021 possono diventare determinanti per affrontare il cambiamento climatico nel prossimo decennio e oltre. Vogliamo agire ora, per non pentircene dopo”.

La tavola rotonda è stata moderata da Alexander Kaufman, senior reporter sul clima all’HuffPost. Tra gli esperti sono intervenuti: Dr. Chris Greer, Senior Executive for Cyber-Physical Systems, National Institute of Standards and Technology, Department of Commerce, Dr. Debra Lam, Managing Director for Smart Cities and Inclusive Innovation, Institute for People and Technology, Georgia Tech’s Institute, Dr. Carlo Ratti, Director of Senseable City Lab, MIT. Dr. Paola Malanotte-Rizzoli, Professor of Physical Oceanography, MIT.
Cristina Montagni
HPV BOARD il progetto presentato al CNEL per un futuro senza Papilloma Virus
Il virus HPV Papilloma Umano è responsabile di numerosi tumori, fra cui il tumore della cervice uterina, pene, ano, vagina, vulva, cavità orale – lingua, bocca, tonsille e orofaringe. Oggi con la prevenzione è possibile combattere l’insorgenza del Papilloma attraverso il vaccino per ragazze e ragazzi e con la diagnosi precoce. Tutta la comunità scientifica sta divulgando il messaggio per aumentare l’adesione e l’informazione da parte della popolazione.
Il 22 aprile a Roma si è svolta al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) la presentazione del progetto “Hpv board: un futuro senza papilloma virus”, sostenuto da Francesco Riva, consigliere CNEL alla presenza di studiosi e numerose società scientifiche.
I dati raccolti dalla comunità scientifica mostrano che solo il 60% delle giovani donne esegue il Pap-test o HPV-DNA Test e aderisce a programmi di screening organizzati dalle diverse regioni. È poi pressoché inesistente l’informazione e la conoscenza dei tumori HPV correlati al distretto testa-collo e le visite periodiche per una diagnosi precoce in campo odontostomatologico e otorinolaringoiatrico. La letteratura a questo proposito restituisce dati poco confortanti, infatti, in Italia ogni anno vengono diagnosticati più di 6mila casi di tumori associati al Papilloma Virus e patologie HPV correlate con evidenti costi che pesano alla collettività per oltre 500 milioni di euro. Il dato sull’insorgenza delle patologie potrebbe essere sottostimato con il rischio di un ulteriore crescita dovuto al ritardo diagnostico e il calo delle immunizzazioni a causa della pandemia da COVID 19.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed ECCO (European Cancer Organisation) nel 2020 hanno invitato a sostenere azioni mirate per eliminare il cancro della cervice uterina e tutti gli altri HPV correlati entro il 2030. Gli scienziati avranno quindi il compito di sviluppare attività condivise in sinergia con altri specialisti per costruire una rete in grado di aumentare l’informazione tra la popolazione, diffondere in modo capillare controlli e test mirati e aumentare la collaborazione diagnostico-terapeutica fra gli specialisti.
HPV BOARD
“Il progetto ha un alto valore sociale ed economico” ha detto il presidente del Cnel Tiziano Treu “punta alla prevenzione della diffusione di patologie che hanno ripercussioni sul sistema Sanitario nazionale con costi elevati per la collettività e la pandemia da Covid ha fatto emergere l’importanza per il sistema Paese l’efficienza del sistema socio-sanitario”. “La campagna “HPV BOARD” nasce quindi per fornire strumenti rapidi nella pratica clinica della visita odontoiatrica o otorinolaringoiatrica. “Una rivoluzione che può contribuire a far scendere la curva delle diagnosi di tumori HPV correlati e in futuro cancellarli completamente” ha spiegato Francesco Riva.
Infine, Gaetano Paludetti, Presidente della Società italiana di otorinolaringoiatria ha ribadito che “l’approccio multidisciplinare è fondamentale per arrivare ad una diagnosi precoce per il trattamento di tutte le neoplasie maligne della testa e collo. Il quadro epidemiologico negli ultimi 20 anni è cambiato nei paesi occidentali per la diffusione del Papillomavirus generando un incremento dell’incidenza dei carcinomi dell’orofaringe. La consapevolezza dei pazienti e la vaccinazione saranno fondamentali per ridurre l’incidenza dei carcinomi HPV indotti e per trattarli nella maniera più appropriata”. “Il progetto” conclude Paludetti “darà la possibilità di alzare la soglia di attenzione per tutti cittadini e clinici”.
Cristina Montagni
Le ragioni della violenza e i condizionamenti psicologici nel nostro tempo
Per violenza si intende un atto commesso contro l’altrui volontà che si esprime in vari modi (abuso di potere, controllo, sopruso fisico-sessuale, psicologico, economico, plagio, minacce, umiliazione ed altro).
In Italia il 70% dei delitti commessi in famiglia coinvolgono la donna all’interno delle mura domestiche che subisce violenza fisica ed economica. Tuttavia, non sono solo le donne a patire soprusi e violenze, esiste una realtà poco narrata che attiene ai maltrattamenti nei confronti dei minori di genere maschile.

Di recente l’ISTAT ha comunicato che il 69% delle donne che si rivolge al numero verde 1522, dichiara di avere figli minori, di questi il 62% ha assistito alla violenza e il 18% sostiene di averla subita in prima persona. In generale il 97% delle violenze vengono commesse da uomini, contro l’85,4% dei casi di violenza maschile. Secondo i dati la molestia più diffusa è quella verbale, seguita da pedinamenti e molestie fisiche. L’ambiente domestico è poi il luogo in cui si svolgono la maggior parte dei maltrattamenti perlopiù ad opera di uomini che sfogano la rabbia fisicamente, mentre le donne tendono ad agire sulla psiche.

Contesto sociale di appartenenza
Nel nostro contesto sociale la violenza affettiva ed emotiva è spesso nascosta, risiede nella relazione tra genitori e figli, nella vita domestica, nel lavoro, tra i due generi e può essere economica, ideologica ed etnica. La violenza non solo uccide l’altro ma si manifesta quando si usano parole mordaci, quando si compie un gesto per allontanare una persona, quando si obbedisce per paura. Come afferma il filosofo Jiddu Krishnamurti, la violenza non è solo strage organizzata in nome di Dio, della società o della patria, è più sottile e profonda. Odio e violenza, sostiene Andrea Zirilli, sono scelte facili perché fomentate da una rabbia difficile da domare. Chi è in errore, compensa con la violenza ciò che manca (Johann Wolfgang Goethe) ed è un metodo di lotta inferiore, brutale ed illusorio, fonte di debolezza in ragione di effimeri trionfi (Filippo Turati). La violenza, frutto della nostra epoca, può uccidere colui che stai odiando, ma non uccide l’odio (Martin Luther King).
Le radici della violenza
Le radici della violenza secondo Mahatma Gandhi sono la ricchezza senza lavoro, il piacere senza coscienza, la conoscenza senza carattere, il commercio senza etica, la scienza senza umanità, la politica senza principi. Ma è anche paura delle idee altrui e poca fiducia nelle proprie (Filippo Turati), è sintomo di impotenza (Anais Nin). Nella violenza dimentichiamo chi siamo (Mary McCarthy) e le persone sono indotte a credere che il dolore derivi dagli altri, quindi gli altri meritano di essere puniti (Marshall Rosenberg). “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi” disse Martin Luther King “è l’indifferenza dei buoni perché è il rifugio dell’incompetente e dell’incapace (Isaac Asimov) e mai può creare qualcosa di buono bensì solo distruzione (Benedetto Croce).
Rabbia e paura. Le connessioni cerebrali della violenza
La violenza è una patologia che danneggia coloro che ne fanno uso indipendentemente dalla causa, e se non viene compresa sfocia in guerra o follia (Sam Peckinpah). La rabbia e la paura sono presenti sia nell’aggressore che nella vittima con modalità diverse attivate dalle connessioni cerebrali. I circuiti neurali si attivano per proteggerci dalle minacce con l’attacco (rabbia), la fuga (paura), il freezing (panico) e perdurano nei secoli; di conseguenza il nostro cervello utilizza gli stessi circuiti neurali per processare le minacce fisiche, psicologiche, emotive e sociali. Recenti studi sulla neurobiologia e neuroscienze confermano che il cervello è motore dell’apprendimento sociale dell’uomo, possiede energia, plasticità ed è in grado di modificare nel tempo la funzionalità delle sue parti in quanto dalla nascita è predisposto per poter funzionare. Le esperienze vissute attraverso l’ambiente attivano le funzionalità grazie alle connessioni neurali che a loro volta determinano comportamenti nella relazione e nella comunicazione con il mondo esterno. I comportamenti sociali che si apprendono come imitazione-modellamento – localizzati nel lobo frontale inferiore sinistro della corteccia anteriore ed in alcune aree del lobo frontale – sono responsabili del controllo delle emozioni e dei comportamenti aggressivi.
In conclusione, tra tutte le emozioni vissute dall’uomo, rabbia e paura sono quelle che si alternano più facilmente come la felicità, tristezza, gioia e dolore.
Maria Zampiron
Psicologa-Psicoterapeuta
Ordine degli Psicologi della Regione Lazio
Fondazione Onda e l’Open Week salute donna
In occasione della VI Giornata nazionale della salute della donna, la Fondazione Onda dedica dal 19 al 25 aprile una settimana gratuita di prevenzione e cura al femminile. L’obiettivo è promuovere una sana informazione sulle patologie più diffuse a livello epidemiologico nella popolazione (quali sono, come prevenirle, come riconoscerle e affrontarle).

Alimentare la conoscenza, sviluppare consapevolezza è un passo fondamentale per tutelare la propria salute e compiere scelte adeguate a preservarla. La buona informazione genera scelte migliori anche in ambito sanitario in termini di diagnosi e cura. In questa occasione non manca il progetto “UNA SETTIMANA PER LA SALUTE DELLA DONNA NEGLI OSPEDALI CON I BOLLINI ROSA”.

Gli ospedali con i Bollini Rosa che hanno aderito all’iniziativa, saranno offerti gratuitamente servizi clinici, diagnostici e informativi (in presenza e a distanza) nelle aree specialistiche di cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia e malattie del metabolismo, geriatria, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia, violenza sulla donna. Un appuntamento per sottolineare l’importanza della prevenzione primaria, della diagnosi precoce, dell’aderenza terapeutica e facilitare l’accessibilità ai servizi, ancor più a fronte del protrarsi dell’emergenza sanitaria da pandemia Covid-19.
Per conoscere orari, date e modalità di accesso ai servizi, basta cliccare sul banner in home page e scoprire i servizi offerti. Seleziona la Regione e la Provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali e il nome della struttura per consultare il/i servizio/i offerto/i.
Tutte le prestazioni sono consultabili dal 6 aprile 2021 a questo link H-Open Week sulla Salute della Donna (bollinirosa.it)
Cristina Montagni
Welfare aziendale e lavoro. Una delicata ripartenza post Covid-19
Il welfare aziendale può giocare un ruolo significativo e le nuove modalità di lavoro se non bilanciate possono generare disparità fra i lavoratori con il rischio di far emergere fragilità in una fase di alta competizione nei mercati. È evidente il bisogno di motivazione e appartenenza che metta a fuoco le prossime sfide per aziende e lavoratori. Questi alcuni temi esposti il 24 marzo a seguito della presentazione del 4° Rapporto Censis-Eudaimon con il contributo di Credem, Edison e Michelin.
Sentimento dei lavoratori

Tre italiani su quattro impiegati nel privato sono impauriti per il loro futuro e temono di ritrovarsi presto disoccupati. In particolare, questo sentimento appartiene a 4,6 milioni di lavoratori che pensano di dover accettare tagli sulle retribuzioni, 4,4 milioni di restare disoccupati, 3,6 milioni di cambiare lavoro e 4,5 milioni di lavorare di più. Lo stato d’ansia coinvolge 9,4 milioni di lavoratori nonostante sia stato stabilito per decreto il blocco dei licenziamenti.
Ottimismo delle aziende
L’ottimismo delle aziende per una ripresa a seguito della pandemia si contrappone all’oscuro sentimento dei lavoratori. L’87% dei responsabili aziendali intervistati dal Censis guarda con fiducia al futuro e lo dimostra con gli stati d’animo prevalenti: voglia di fare (62,2%), speranza (33,7%) e coesione interna (30,1%). Un futuro possibile orientato al recupero di fatturato e quote di mercato (76%) e alla sfida della transizione digitale (36,2%). La fiducia delle aziende stupisce ancora di più poiché il 68,7% di esse ha registrato notevoli perdite di fatturato dopo il lockdown della scorsa primavera.
La doppia faccia del lavoro agile
Il lavoro da casa – nonostante sia oggetto di valutazione soggettiva – è apprezzato da chi lo pratica e temuto da chi non può permetterselo. È apprezzato dal 52,4% di chi lo pratica ma è una minaccia per il 64,4% di chi lavora in presenza. Così i timori sul futuro sono diversificati: il 33,5% dei lavoratori teme di dover tornare a lavorare sempre e solo in presenza, il 18,2% di lavorare di più in smart working. Numeri che confermano un rapporto soggettivo con il lavoro a distanza che imporrà il ricorso a modelli ibridi bilanciati tra le due modalità e soprattutto ritagliati in base alle specifiche necessità dei lavoratori. Il 31,6% dei lavoratori ha sperimentato il lavoro da remoto: il 51,5% dei dirigenti, il 34,3% degli impiegati e il 12,3% degli operai. Per il lavoro a distanza vengono espressi giudizi controversi, infatti il 52,4% degli smartworker lo apprezza e vorrebbe che restasse in futuro, mentre il 64,4% di chi lavora in presenza lo teme. Per il 37% degli smartworker il lavoro è rimasto uguale, mentre per il 35,5% è peggiorato e per il 27,5% è migliorato. Tuttavia, per 4 lavoratori su 10 il lavoro da casa genera forti disuguaglianze e divisioni all’interno dell’azienda. In concreto lo scenario futuro nel mondo del lavoro sarà contrassegnato da resistenze culturali, nuove modalità imposte dal digitale e dicotomia tra aziende proiettate verso obiettivi di mercato e lavoratori ripiegati su paure e richieste di nuove certezze.
Il potenziale economico del welfare aziendale
Il welfare aziendale se fosse adottato da tutte le imprese del settore privato, il valore economico potrebbe raggiungere 53 miliardi di euro. I benefici aziendali sarebbero pari a 34 miliardi, tra vantaggi fiscali e possibili incrementi di produttività. Per ogni lavoratore il beneficio sarebbe pari a una mensilità in più all’anno, per un totale di 19 miliardi. Per l’87,2% delle aziende il welfare aziendale sarà decisivo in futuro, infatti per il 52% migliorerebbe la coesione interna dei lavoratori sempre più diversificati nelle modalità di lavoro e per il 35,2% renderebbe disponibili servizi di welfare utili e strumenti di formazione per trasferire nuove competenze ai lavoratori. In definitiva aziende e lavoratori si trovano d’accordo nel welfare aziendale: il 77,4% di loro vorrebbe sia potenziato in azienda, il dato tocca l’83,1% tra i dirigenti, all’82,1% tra gli impiegati e scende al 61% tra gli operai.
Rapporto Censis-Eudaimon
Il Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale è stato commentato da Francesco Maietta, responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis, da Alberto Perfumo, Amministratore Delegato di Eudaimon, Claudio Durigon, Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Luigi Sbarra, Segretario Generale della Cisl, Debora Serracchiani, Presidente della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei deputati, e Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis.
Cristina Montagni
L’Italia ospita il Pre-Vertice a Roma sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite 2021
L’Italia dal 19 al 21 luglio darà il via ai lavori pre-Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari 2021. La manifestazione che si svolgerà a Roma, annunciata il 17 marzo dalle Nazioni Unite e dal Governo italiano, sarà un’occasione per realizzare nuovi obiettivi in considerazione che l’Italia presiederà a novembre il G20 e ospiterà la Conferenza delle parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26, Climate Change Conference of the Parties).

Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres
Sotto la guida del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, l’evento contribuirà a riunire gli sforzi di un processo globale che ambisca alla trasformazione dei sistemi alimentari. La tre giorni che ospiterà giovani, piccoli agricoltori, popolazioni indigene, ricercatori, settore privato, leader politici e ministri dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute e delle finanze, mira a fornire un approccio scientifico basato sulle buone pratiche provenienti da tutto il mondo e lanciare azioni condivise per mobilitare finanziamenti e nuove alleanze. Il Vertice finale sui sistemi alimentari si svolgerà poi a settembre durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

“Il pre-vertice in Italia” ha spiegato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres “sarà fondamentale per mobilitare gli ambiziosi impegni di cui abbiamo bisogno per costruire sistemi alimentari sostenibili che siano di aiuto alle popolazioni, al pianeta e alla prosperità”. “Queste azioni” ha aggiunto “daranno la possibilità di ricostruire il mondo post COVID-19, combattere la fame crescente ed affrontare la crisi climatica”.
Sulla stessa linea il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato “mi aspetto che tutti si uniscano a noi in uno sforzo globale per proteggere l’ambiente con azioni significative”. “L’Italia” ha poi aggiunto “è pronta ad accogliere il Vertice sui sistemi alimentari a Roma per affrontare il tema della sicurezza alimentare all’interno del programma come Presidenza del G20. Infine, ha ricordato che con le Nazioni Unite e le agenzie con sede a Roma, l’Italia si impegnerà a promuovere un’agricoltura migliore, filiere produttive sostenibili e stili di vita salutari.
Svolgimento dei lavori nel Pre-Vertice a Roma
Il pre-vertice si svolgerà in modalità virtuale per tre giorni, durante i quali molti parteciperanno di persona presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite e dalla sede FAO di Roma, mentre altri si collegheranno da ogni parte del mondo attraverso un’imponente piattaforma virtuale. Durante le conferenze i principali leader mondiali saranno chiamati a proporre strategie, soluzioni ed alleanze per “ricostruire meglio” dopo il Covid-19. Allo stesso modo i leader di tutto il mondo saranno interpellati sul come raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals), ognuno dei quali fa riferimento ai sistemi alimentari, alla nutrizione, alla sostenibilità e all’equità.
Ulteriori informazioni sul Vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite del 2021 sono disponibili online: www.un.org/en/food-systems-summit
Cristina Montagni
















