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Il PE nella Giornata internazionale della donna: Emancipazione, leadership e trasparenza salariale

Un parterre d‘eccezione per ricordare la Giornata internazionale della donna durante la plenaria del PE l’8 marzo scorso. Sono intervenute alla commissione la Prima ministra neozelandese Ardern, la Vicepresidente americana Harris, il Presidente Sassoli e la Presidente von der Leyen per omaggiare le donne in prima linea contro il COVID-19. Il Parlamento europeo ha celebrato la Giornata Internazionale delle donne, ricordando l’importanza dell’emancipazione e della leadership femminile durante la pandemia.

Sassoli, Ardern, Harris e von der Leyen hanno reso omaggio alle donne in prima linea nella crisi del COVID-19 © Unione Europea 2021

In occasione della plenaria del Parlamento Europeoche ricordiamo si svolge dall’8 all’11 marzo a Bruxelles – il Presidente David Sassoli ha dichiarato: “La pandemia rischia di cancellare decenni di conquiste delle battaglie delle donne europee sul diritto al lavoro, alla condivisione del lavoro di cura, all’autonomia nelle relazioni, al rispetto e al diritto delle proprie scelte nelle relazioni affettive”. Ha poi sottolineato quanto il divario salariale di genere ha raggiunto traguardi inaccettabili: ”le donne in Europa guadagnano in media il 14,1% in meno degli uomini e questa disparità non è più accettabile”. “La proposta” ha detto Sassoli “è mettere al centro dell’agenda della Commissione Europea misure vincolanti per la trasparenza salariale.” Ha poi esortato tutti i Paesi dell’Unione a ratificare la Convenzione di Istanbul, e l’UE a considerare in maniera definitiva la violenza contro le donne reato a livello comunitario.

Index score for European Union 2020. Indicator that measures the complex concept of gender equality and based on the EU policy framework (EU 28 and some countries including Italy)

In un videomessaggio la prima ministra della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, ha sottolineato come il COVID-19 abbia accentuato le disuguaglianze tra donne e uomini affermando che “solo attraverso una piena inclusione delle donne a tutti i livelli di leadership è possibile garantire che le risposte alla pandemia soddisfino i bisogni di tutti”. Ritiene inoltre fondamentale sostenere le imprese guidate da donne, considerandole parte della strategia di ripresa dal COVID-19, cosicché possano accedere con maggiore facilità ai vantaggi nel commercio e servizi”.

La Vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, ha parlato delle tante sfide che le donne hanno affrontato durante la crisi sottolineando che “dobbiamo garantire la sicurezza delle donne a casa e in ogni comunità, trattarle con dignità sul posto di lavoro sostenendo piani e condizioni favorevoli affinché possano prendersi cura delle famiglie ed eccellere sul posto di lavoro”. Ha poi aggiunto che “è tempo di offrire alle donne ruoli paritari nei processi decisionali, necessari per garantire democrazie libere e giuste”. “Non è solo un atto di buona volontà” ha commentato Harris “è una dimostrazione di forza. Se costruiamo un mondo a “misura” per le donne, le nazioni saranno più sicure, più forti e più prospere”. A fine conferenza Harris ha commentato sul futuro delle relazioni UE e Stati Uniti: “Il Presidente Biden e io non vediamo l’ora di lavorare con i membri del Parlamento europeo per consolidare l’alleanza transatlantica”. E conclude ”è essenziale lavorare insieme per portare avanti quei principi che rafforzano le democrazie: responsabilità e trasparenza, Stato di diritto e diritti umani. Non sprechiamo l’opportunità che abbiamo davanti a noi”.

La celebrazione della Giornata internazionale della donna si è conclusa con il discorso della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha sottolineato: “troppe donne in Europa non hanno l’opportunità di lavorare e guadagnarsi da vivere. Oggi, il tasso di occupazione femminile è al 67% contro il 78% degli uomini, questo divario è inaccettabile”. “La scorsa settimana” ha ricordato “abbiamo fissato un nuovo obiettivo per l’Europa: dimezzare il divario occupazionale di genere e il traguardo del 78% entro la fine del decennio deve essere uguale per uomini e donne. Non sarà facile, ma faremo di tutto per raggiungere questo traguardo”. Infine, ha tenuto a precisare che la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri che le donne siano al centro dei piani economici di ripresa dalla pandemia, solo così si può parlare di crescita per tutti.

Cristina Montagni

Stime Istat: “Record di povertà assoluta in Italia oltre 1 milione in più nel 2020”

La povertà assoluta in Italia cresce e tocca il valore più elevato dal 2005. L’istantanea, presentata a marzo dall’Ufficio Centrale di Statistica – ISTAT, ha restituito il volto di un Paese impoverito, avvolto nel disagio sociale ed economico dove la pandemia da Covid19 ha prodotto nell’anno passato conseguenze devastanti nel tessuto sociale italiano incidendo sulla spesa e sui consumi delle famiglie.

Dalle prime stime 2020, l’Istat ha colto lo smarrimento delle persone che hanno visto azzerare le proprie risorse economiche e deteriorare parte del sistema produttivo. Da qui l’ente ha fotografato una crescita esponenziale dell’incidenza della povertà assoluta per famiglie e singoli individui rispetto alla ripartizione Nord, Centro e Sud Italia.

Una povertà trasversale che nell’anno della pandemia ha visto vanificare i miglioramenti registrati nel 2019. In termini familiari gli indicatori e l’incidenza della povertà dal 2019 ad oggi sono aumentati dell’1,3%, passando dal 6,4% al 7,7%, coinvolgendo oltre 2 milioni di famiglie. Il divario aumenta se si considera il peso in termini individuali che dal 7,7% è passato al 9,4%, con un incremento di oltre 1 milione di persone attestandosi a quota 5,6 milioni di individui.

Distribuzione della povertà in Italia

Nel 2020 la povertà assoluta aumenta nel Nord Italia di oltre 218 mila famiglie in più rispetto all’anno precedente con un’incidenza dal 5,8% al 7,6% a livello familiare per passare dal 6,8% al 9,4% in termini individuali. Il Mezzogiorno va oltre questa incidenza portandosi dal 9,3% per le famiglie all’11,1% per gli individui e nel Centro Italia, sono in povertà quasi 53 mila famiglie e 128 mila individui in più rispetto al 2019.

In breve, nell’anno della pandemia e dopo quattro anni di valori positivi dei principali indicatori che avevano registrato un decremento di famiglie e individui in povertà assoluta, nel 2020 l’Italia inverte la rotta per collocarsi a valori negativi, più elevati rispetto al 2005. La conferma dello stato di necessità arriva anche dai centri di ascolto della Caritas che segnalano quanto la percentuale dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%. Infatti, oggi circa una persona su due che si rivolge alla Caritas, lo fa per la prima volta. Aumenta anche la quota delle famiglie con minori, donne, giovani e persone in età da lavoro che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno).

Cristina Montagni

Stereotipi di genere in condizioni di stress sociale e individuale: Italia e Turchia a confronto

Il Consiglio Nazionale delle ricerche tra marzo e luglio 2020 ha condotto due importanti indagini nazionali tra Italia e Turchia per cogliere le differenti reazioni indotte dagli stereotipi di genere in condizioni di stress sociale e individuale. Lo studio – presentato il 25 febbraio scorso e pubblicato sulla rivista European Review for Medical and Pharmacological Sciences – ha evidenziato come l’impatto da lockdown per il COVID19 sia strettamente correlato al contesto sociale e culturale di riferimento in cui vive una popolazione.

Indagine psicosociale tra gli stereotipi di genere Italia – Turchia

L’analisi statistica, effettuata dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR in collaborazione con l’università Süleyman Demirel di Isparta (Turchia), ha analizzato con un approccio psicosociale gli stereotipi di genere tra Italia e Turchia. Uno degli autori della ricerca, Antonio Tintori del Cnr-Irpps, ha spiegato che in Turchia là dove l’adesione agli stereotipi di genere sono più radicati rispetto all’Italia, durante il lockdown sono stati chiari gli effetti positivi sul benessere individuale in risposta alla crisi da COVID19. Inoltre, l’autore sottolinea che le emozioni negative quali rabbia, disgusto, paura, ansia e tristezza sono più controllate. Al contrario in Italia, dove la subordinazione sociale delle donne è da tempo in discussione, l’adesione a tali condizionamenti sociali appare più un fattore di rischio individuale, con la tendenza ad accrescere le emozioni primarie negative incrinando maggiormente il benessere e la serenità del nucleo familiare.

Differenze socio – culturali tra le donne italiane e turche

L’analisi parallela Italia – Turchia sottolinea come la differenza nella diffusione degli stereotipi di genere sia strettamente connessa a caratteristiche sociali, religiose, storiche e politiche tipiche dei due Paesi. Tintori precisa, infatti, che il 68% degli intervistati turchi relega il ruolo della donna a madre e moglie, contro il 32% delle donne italiane. In entrambi i Paesi, l’adesione agli stereotipi risulta più frequente a chi possiede un basso livello di studio, e tra i credenti in Turchia l’86% e in Italia il 55%. In concreto, maggiore è la diffusione degli stereotipi, minori sono le differenze in termini di genere, età e condizione occupazionale. In Italia, infatti, dove donne e giovani sono meno condizionati, la percentuale di soggetti stereotipati ammonta rispettivamente al 26% e al 21%.

Conseguenze psicologiche e contraccolpi sulla famiglia a seguito del lockdown

Secondo il report le attività quotidiane delle donne turche non hanno avuto particolari contraccolpi, considerata la condizione sociale del paese, proprio perché la ripartizione delle attività domestiche nel corso del lockdown hanno seguito una rigida routine di genere correlata all’adesione di tali stereotipi. L’impatto sul clima familiare è stato assorbito in positivo, infatti gli intervistati hanno risposto di vivere un clima familiare pacifico, affettuoso e collaborativo. Sulla “scorta” delle precedenti osservazioni, anche il rischio di violenza domestica durante il confinamento è stata inferiore tra le donne che aderiscono agli stereotipi sessisti; solo il 28,7% delle donne turche contro il 45% di quelle che non vi aderiscono. In Italia, questa percezione è stata riscontrata dal 12% delle donne che aderiscono agli stereotipi di genere, contro il 21,8% di quelle che non vi aderiscono.

Dal lato psicologico, l’influenza degli stereotipi sul benessere individuale presenta risultati contrapposti rispetto ai due Paesi. “Complessivamente durante il lockdown, le donne più degli uomini hanno percepito emozioni negative. Chi subisce importanti pressioni agli stereotipi di genere – come la Turchia – presenta bassi livelli emozionali, mentre in Italia le emozioni negative sono maggiori tra chi aderisce a questi stereotipi. “Si deduce” conclude Tintori “che questo stato d’animo dipende soprattutto dall’aumento del processo di emancipazione culturale rispetto al sessismo che in Italia è in atto da anni, mentre in Turchia è solo agli esordi”.

Cristina Montagni

Terzo Settore. La nuova guida giuridica gratuita è online nel “Il Cantiere”

La nuova riforma sul Terzo Settore è on line sul sito cantiere Terzo settore per offrire gratuitamente importanti novità sul registro unico nazionale che entrerà in vigore in primavera. La guida corredata di schede di orientamento, video, documenti e focus tematici, si arricchisce di importanti contenuti per chi lavora ed impiega risorse nel settore della solidarietà.

Un grande progetto di comunicazione che si avvale della partecipazione del CSVnet, associazione dei Centri di servizio per il volontariato e del Forum Nazionale del Terzo settore che da sempre investono per rendere accessibile la normativa alle associazioni che operano nel no profit. L’obiettivo è aiutare enti e professionisti del Terzo settore che nei prossimi mesi saranno alle prese con l’attivazione del registro unico nazionale del Terzo settore. Tra le novità emerge l’eliminazione degli strumenti di registrazione territoriali così da rendere trasparente l’attività di enti che rappresentano oltre 350mila organizzazioni non profit in Italia. E non solo. Infatti, la guida sarà un’utile strumento per funzionari della pubblica amministrazione e professionisti che supportano commercialisti, avvocati e notai. La scelta di renderla gratuita sta nella convinzione che possa orientare gli operatori che non hanno dimestichezza con il linguaggio tecnico-giuridico.

“Il “Cantiere” spiega Stefano Tabò, presidente del CSVnet “rafforza il ruolo dei volontari, enti e professionisti con strumenti per favorire la corretta applicazione delle norme e informazioni aggiornate. Fare cultura della riforma significa mettere tutti nella condizione di comprenderla”. I contenuti si rivolgo ad un vasto pubblico e sono spiegati in 12 video che offrono un orientamento di base anche ai meno esperti e più di 80 schede aggiornate con gli ultimi atti normativi.

La portavoce del Forum nazionale Terzo settore, Claudia Fiaschi, ha sottolineato che “adeguarsi alla riforma sarà un percorso complesso per i soggetti meno strutturati”. “Per questo motivo” ha spiegato “uno strumento come Cantiere Terzo settore è in grado di dare informazioni puntuali e aggiornate, quindi prezioso per enti, associazioni e professionisti che operano in questo ambito”.

I contenuti normativi si aggiungono ad un notiziario dedicato ai decreti in uscita, alle note del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ai documenti ufficiali per una corretta applicazione della legge, con approfondimenti e riflessioni sui provvedimenti che interessano il non profit oltre la riforma. Il sito, quindi, rappresenterà un cantiere aperto che si arricchirà di materiali multimediali, podcast, infografiche, interviste, agenda con gli eventi, scadenze e una “cassetta degli attrezzi” per chi ci lavora. In breve, una “voce” giuridico-legislativa composta da esperti delle due reti nazionali (CSVnet e Forum Nazionale del Terzo settore).

Cristina Montagni

Draghi incassa la fiducia ora al via il piano per un’Italia migliore

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ottenuta la fiducia in Parlamento, dovrà mettere in atto il programma di rilancio dell’Italia presentato il 17 febbraio alle Camere. In un discorso di 50 minuti, scandisce gli interventi che porteranno alla rinascita del Paese.

Prof. Mario Draghi – Presidente del Consiglio

Speranza, futuro, ripresa e resilienza, le priorità del suo mandato per ricostruire un Italia lacerata dalla pandemia e dalla recessione economica come mai dal dopoguerra. Il Governo poggerà su solide radici seguendo gli assi dell’innovazione, digitalizzazione, competitività, cultura, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile, formazione e ricerca, equità sociale e di genere, salute e filiera produttiva. Centrale sarà la politica estera, europeismo, atlantismo e multilateralismo fondata sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite senza dimenticare i diritti umani.

Responsabilità nazionale, europeismo, vita dei cittadini

Il suo pensiero va alla responsabilità nazionale e al dovere di combattere la pandemia per salvaguardare la vita dei cittadini. “Una trincea” dice “dove combattiamo tutti insieme: il virus è nemico di tutti, ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno” ha dichiarato. Poi aggiunge “whatever it takes” per promuovere il capitale umano, formazione, scuola, università e cultura. Dare risposte ai giovani costretti ad emigrare per lavoro e realizzare un’effettiva parità di genere. “Il Governo” ha ribadito Draghi “nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea e come protagonista dell’Alleanza atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali a difesa d’irrinunciabili principi e valori”. “Sostenere il Governo” ha specificato “significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro e la prospettiva di un’Unione europea più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune, in grado di sostenere i Paesi nei periodi di recessione.

Infine, conclude “senza l’Italia non c’è l’Europa, ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine”.

Povertà, disuguaglianza e disoccupazione selettiva

Draghi ha ricordato che da quando è esplosa l’epidemia l’aspettativa di vita è diminuita: fino a quattro o cinque anni nelle zone di maggior contagio e di un anno e mezzo o due per tutta la popolazione italiana. “Il virus” ha detto “ha comportato gravissime conseguenze nel tessuto economico e sociale del nostro Paese con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente nei giovani e nelle donne: un fenomeno destinato ad aggravarsi quando finirà il divieto di licenziamento”. In aggiunta si è acuita la povertà e i dati Caritas mostrano che l’incidenza di nuovi poveri sono passati dal 31 al 45 per cento. Una persona su due oggi si rivolge alla Caritas e lo fa per la prima volta. Ma tra i nuovi poveri aumenta il peso delle famiglie con minori, donne, giovani, che rappresentano la maggioranza rispetto allo scorso anno. La cassa integrazione da aprile a dicembre 2020 supera i quattro milioni e gli occupati nel 2020 sono diminuiti di 444 mila unità. Un calo concentrato sui contratti a termine, sui lavoratori autonomi e soprattutto su giovani e donne. Questa ha sottolineato “è una disoccupazione selettiva” che potrebbe travolgere anche lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

Scuola da riformare  

Il Covid ha provocato ferite sul piano sanitario, economico, culturale ed educativo. Ragazze e ragazzi hanno avuto un servizio scolastico frammentato che ha creato disagi e provocato diseguaglianze soprattutto nel digital divide. “Per la scuola, occorre tornare a un orario scolastico normale e recuperare le ore di didattica in presenza soprattutto nelle Regioni del Mezzogiorno. È necessario investire in una transizione culturale e ridisegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, attingendo al panorama europeo, con l’inserimento di nuove materie, coniugando le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche del multilinguismo. Investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni con particolare attenzione agli istituti tecnici nell’area digitale e ambientale”. La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno cambiando il mercato del lavoro e richiedono adeguamenti anche nella formazione universitaria. Occorre investire di più nella ricerca, riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce nuova conoscenza e su nuovi modelli in tutti i campi scientifici.

Piano vaccinale e riforma della sanità

La prima sfida di Draghi sarà ottenere dosi sufficienti di vaccino per distribuirlo rapidamente alla popolazione. “Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie, ricorrendo alla Protezione civile, alle Forze armate e ai volontari. Quanto alla distribuzione deve essere disponibile in tutte le strutture pubbliche e private, imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo di quantità di vaccini adeguate. Sulla scorta dei mesi scorsi sarà necessario attuare una riforma della sanità italiana, ridisegnando quella territoriale, realizzando una rete di servizi di base: case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria. Draghi parla anche di livelli essenziali di assistenza e aggiunge che la casa è il principale luogo di cura grazie alla telemedicina e l’assistenza domiciliare integrata.

Ambiente e clima

L’ambiente va protetto conciliando il progresso con il benessere sociale per giungere ad un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra. In Italia alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Il turismo che prima del Covid rappresentava il 14 per cento del totale delle attività economiche, va aiutato ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. La risposta della politica economica al cambiamento climatico dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, politiche finanziarie agili che facilitino l’accesso delle imprese a crescere, politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per nuove attività sostenibili.

Lavoro

Il Governo, afferma Draghi, dovrà proteggere tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore aiutare tutte le attività economiche, alcune dovranno necessariamente trasformarsi. 7 milioni di lavoratori hanno fruito di strumenti di integrazione salariale e a pagare il prezzo più alto sono stati proprio i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. “È a loro che bisogna pensare” commenta “quando si affronta una strategia di sostegno alle imprese e al lavoro, sul credito e sul capitale. Centrali saranno le politiche attive sul lavoro, ma affinché siano operative è necessario rafforzare gli strumenti esistenti; assegno di riallocazione, politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati”.

Parità di genere

Per rilanciare il Paese non si può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nell’occupazione rimane in Italia tra i più alti in Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. “Una vera parità di genere” dice Draghi “non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge, richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. Il Governo intende lavorare in questo senso, puntando ad un riequilibrio del gap salariale e a un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro. “Garantire parità di condizioni” specifica Draghi “significa assicurare eguale accesso alla formazione e competenze digitali, tecnologiche e ambientali che permettano di fare più carriera. Infine, dice che l’aumento dell’occupazione femminile è un obiettivo imprescindibile nel Mezzogiorno.

Programma nazionale di ripresa e resilienza

“Per riuscire a spendere i fondi del Programma nazionale di ripresa e resilienza nel Mezzogiorno occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando all’esperienza passata che spesso ha deluso le speranze”. Quanto alle infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare e accelerare gli investimenti in tempi e costi certi in linea con quanto indicato nel Programma spingendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e tecnologie digitali.

Next generation EU

La strategia per i progetti del Next generation EU deve essere sinergica, in grado di incidere su più settori in maniera coordinata. Avremo a disposizione circa 210 miliardi in sei anni e queste risorse dovranno essere spese per migliorare la crescita della nostra economia.

Altri obiettivi di Draghi

Nelle prossime settimane il Governo rafforzerà le strategie del programma, in particolare riguardo agli obiettivi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G. Compito dello Stato sarà utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, istruzione, formazione, regolamentazione, incentivazione e tassazione. Sulla base di questa visione, il Programma indicherà gli obiettivi per il prossimo decennio con una tappa intermedia per l’anno finale del Next generation Eu, il 2026. Quindi nei progetti sarà necessario dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo tra 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione europea intende arrivare a zero emissioni di CO2 e gas clima-alteranti. Infine, sarà cruciale il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma nazionale. Quanto alla riforma del fisco, Draghi dice che sarebbe opportuno seguire l’esempio della Danimarca. Una revisione dell’Irpef, per ridurre il carico fiscale, preservare la progressività e contrastare l’evasione fiscale. Poi parla di riforma della pubblica amministrazione che nonostante abbia dimostrato capacità di adattamento e resilienza, ha fatto emergere fragilità che devono essere affrontate. Sul fronte della giustizia, la Commissione esorta ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro.

Prof. Mario Draghi

Politica estera

Negli ultimi anni c’è stata una spinta alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. La pandemia ha accelerato lo scambio con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. L’Italia dovrà rafforzare il rapporto strategico con Francia e Germania, ma occorrerà pure consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria (Spagna, Grecia, Malta e Cipro). Cruciale sarà la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati. Infine, con la nuova presidenza Biden si prospetta un cambiamento di metodo più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali.

Presidenza dell’Italia al G20

Da dicembre scorso e per tutto il 2021 l’Italia presidierà per la prima volta il G20. Il programma ruoterà intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. In questo lasso di tempo l’Italia avrà la responsabilità di guidare il gruppo verso l’uscita dalla pandemia e rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. “Si tratterà per noi, di ricostruire e ricostruire meglio” ha commentato Draghi. “Insieme al Regno Unito, continua “punteremo sulla sostenibilità e la transizione verde nella prospettiva della prossima Conferenza sul cambiamento climatico, coinvolgendo attivamente le giovani generazioni attraverso l’evento Youth4Climate”.

Cristina Montagni

La storia è fatta. Ngozi Okonjo-Iweala è il primo Direttore generale della WTO

Dopo Kamala Harris, prima donna vice presidente di colore negli Stati Uniti, la storia oggi riscrive anche la governance della WTO (Organizzazione mondiale del commercio) eleggendo la Dottoressa Ngozi Okonjo-Iweala della Nigeria, settimo direttore generale dell’organizzazione.

Il 15 febbraio i membri dell’OMC hanno fatto la storia quando il Consiglio generale ha deciso all’unanimità di nominare Ngozi Okonjo-Iweala prima donna di potere e settimo direttore generale della WTO. Ngozi Okonjo-Iweala, è così la prima africana a ricoprire questa posizione apicale di prestigio ed entrerà in carica il 1° marzo 2021. Economista, con un lungo trascorso presso la Banca Mondiale, è stata per due mandati ministro delle Finanze della Nigeria. L’ex ministra delle Finanze sarà in carica fino ad agosto 2025. “Questo è un momento storico importante per l’OMC” ha dichiarato il Presidente del Consiglio David Walker della Nuova Zelanda che insieme ai vertici dell’Honduras e dell’Islanda ha guidato il processo di selezione per la direzione generale dell’organizzazione.

Durante la conferenza stampa, Okonjo-Iweala ha affermato che una delle priorità sarà lavorare con tutti i membri dell’organizzazione per affrontare soprattutto le conseguenze economiche e sanitarie causate dalla pandemia COVID-19. “Un WTO forte e vitale è l’unica strada da percorrere se vogliamo riprenderci completamente e rapidamente dalla devastazione causata dalla pandemia”. “Non vedo l’ora di lavorare con tutti i membri WTO per rispondere alle risposte politiche di cui abbiamo bisogno per far ripartire l’economia globale”. “L’organizzazione” ha concluso “deve affrontare molte sfide, ma lavorando insieme possiamo rendere l’OMC più forte, più agile e più adatto alle realtà quotidiane”.

Tra il “coro” degli auguri, si è unita la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che ha commentato: “questo è un momento storico per il mondo intero e sono felice di vedere una donna dall’Africa a capo del WTO. L’Europa sosterrà con forza le riforme per proteggere il sistema commerciale multilaterale per il bene della popolazione mondiale”.

Cristina Montagni

Guzzetti a Draghi. Faccia un Ministero della Comunità Educante

La formazione dei ragazzi è universalmente riconosciuta una delle priorità per consentire al Paese di ripartire e non può essere delegata solo al pubblico. I dati mostrano che la condizione sociale si trasmette di generazione in generazione.

Nascere in una famiglia con meno opportunità da offrire significa partire svantaggiati anche sui banchi di scuola. In aggiunta dalle analisi sull’abbandono scolastico, emerge che due terzi dei figli con entrambi i genitori senza diploma, non si diplomano a loro volta. Il livello di istruzione, competenze e conoscenze, è strettamente collegato alle possibilità di sviluppo dei diversi territori. E tutti i test alfabetici confermano che i profondi divari territoriali tra gli adolescenti italiani, sembra legarsi alla quota di famiglie in disagio nelle città.

Sondaggio povertà educativa-Demopolis

Giuseppe Guzzetti chiede a Draghi scelte centrali per il futuro dei giovani

L’ideatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, Giuseppe Guzzetti – già presidente di Acri e Fondazione Cariplo – l’11 febbraio ha spiegato che solo attraverso una comunità sensibile ed educante è possibile offrire maggiori occasioni di riscatto a partire dall’oltre milione e mezzo di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di povertà. “È certo” afferma convintamente Guzzetti “che solo attivando le “agenzie educative” del Paese – scuola, terzo settore, enti locali, università, fondazioni di origine bancaria, famiglie e studenti – si può contribuire a favorire lo sviluppo e la crescita intellettuale dei minori”. Queste, in sintesi, le dichiarazioni che Guzzetti ha consegnato al Presidente del Consiglio incaricato, prof. Mario Draghi. Guzzetti auspica che Mario Draghi nell’accingersi a formare il nuovo governo, abbia una visione ampia e coraggiosa trasformando il Ministero dell’Istruzione in Ministero della Comunità Educante. “Ciò” spiega Guzzetti “darebbe al Paese un segnale di grande ottimismo e lungimiranza perché significherebbe porre al centro il futuro dei giovani cittadini anche sul fronte dell’educazione, in linea con i principi di sussidiarietà della nostra Costituzione”. Infine, rivolgendosi a Draghi, l’ex di Acri conferma piena disponibilità a proporre linee e suggerimenti specifici, augurandogli pieno successo all’azione di Governo che si accinge ad intraprendere.

Cristina Montagni

“Amare Dal Ridere”. Il metodo Smile Style per ritrovare la felicità

Amare Dal Ridere di Stefania Soldati

Per tutte le persone che amano ritrovare la via della felicità e raggiungere il benessere emozionale, il 10 dicembre è uscito il libro di Stefania Soldati “Amare Dal Ridere” edito da Bruno Editore.

In tempi record l’opera ha ottenuto numerosi riconoscimenti: bollino come Bestseller ASSOLUTO, primo nella categoria Self-help, salute e benessere e nella sezione Psicologia e Famiglia. Nel volume l’autrice descrive in modo efficace il metodo per raggiungere il piacere e la gioia attraverso “la modalità sorriso”. Ma per farlo occorre allenarsi e vivere al massimo le proprie emozioni: dallo stupore, alla meraviglia, alla gioia, alle risate, alla gratitudine e soprattutto all’amore assoluto, gratuito e incondizionato. La poliedrica scrittrice analizza in dettaglio le fasi della salute emozionale e come ritrovare la felicità con il Metodo Smile Style. Il libro – a carattere formativo – oltre a descrivere il vissuto personale è costruito su esperienze dirette in un percorso proprio e in divenire. Un manuale di stile, bellezza ed eleganza, ma soprattutto di amore senza condizioni dove è possibile trovare esercizi di fitness felice in cui viene svelata la chiave per raggiungere gli obiettivi e l’equilibrio interiore, planando con leggerezza sulle situazioni.

“Solo così si sconfigge la tristezza, il rancore, la rabbia e i risentimenti, con un atteggiamento positivo in grado di fare la differenza nella vita di tutti i giorni”

Già dalle prime pagine, il libro incoraggia ad abbracciare un percorso interiore esplorativo – ricco di spunti – in cui la scrittrice svela gli ingredienti per entrare con semplicità ad un positive mood dai superpoteri per poi rivelare i segreti per tenere alto l’umore e vivere quotidianamente una vita felice e appagata. È lei che indica il cammino del cambiamento verso un “noi” flessibile e resiliente fino a svelare la via per aprire il proprio cuore senza paura alla meraviglia delle cose inaspettate.

“E’ possibile raggiungere il successo, riscoprire la bellezza della semplicità e lo stupore di chi guarda il mondo con gli occhi di un bambino”

–Stefania Soldati

“Amare dal Ridere” ci “costringe” a ribaltare la prospettiva della vita interpellando prima il cuore con la forza della gratitudine anticipata. “Il sorriso” afferma la scrittrice “è la chiave che alimenta i buoni sentimenti e rende l’anima dolce sino a diventare parte del proprio DNA. Sorridere è aprirsi, essere disponibili, generosi e positivi”.

“Nel mio libro è presente non solo la parte di me stessa più vera, solare e combattiva, ma anche le mie numerose cadute” afferma Stefania Soldati, autrice del libro. “Solo quando ho deciso di rialzarmi ho capito che dentro a quelle sventure si nascondevano delle occasioni di crescita che mai avrei potuto sperimentare diversamente. Per scardinare quelle stesse paure che circondavano la mia vita, ho fatto ricorso alla forza delle risate e del buonumore. Il risultato? Una carica di energia e fiducia così potente da rendermi assolutamente impavida e invincibile”

Attualmente il libro è donato in formato gratuito come eBook ed è disponibile su piattaforma Amazon a questo indirizzo: https://amzn.to/3l812Zb

Bio dell’autrice

Stefania Soldati è musicista e musicologa. Pianista, ricercatrice storico-musicale, scrittrice, giornalista, regista. Si occupa da sempre di cultura e spettacolo, sia a livello di produzione che di comunicazione. Da qui prende origine la sua passione per la formazione. Life coach esperta in PNL, crescita personale e scienze olistiche, ama spaziare dall’arte alla fisica quantistica, all’insegna del benessere dell’anima e della felicità interiore. Sostenitrice del pensiero positivo, si impegna particolarmente a diffondere i benefici della risata terapeutica.

Cristina Montagni