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Premio “La Donna dell’Anno” 2019

Tre donne simbolo della resilienza al Premio internazionale “La Donna dell’Anno” 2019. Le finaliste Cacilda Massango, Aminetou Ely e Francesca Faedi alla conferenza “Resilienza, virtù femminili. Una nuova energia per andare avanti di fronte alla tempesta del cambiamento” presso il Senato della Repubblica, hanno testimoniato con le loro storie che è possibile trasformarsi per rinascere nonostante i difficili momenti vissuti. I premi assegnati alle finaliste, avranno lo scopo di finanziare i progetti nei loro ambiti di attività.
Giunto alla XXI edizione, il premio promosso dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta con il patrocinio del Senato della Repubblica, del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Cooperazione Internazionale, in collaborazione con Soroptimist International Club Valle d’Aosta, è stato introdotto dalla senatrice Tiziana Nisini e dal consigliere dell’ufficio di presidenza della Valle d’Aosta, Claudio Restano.
Premi delle finaliste “resilienti”

La Donna dell’Anno 2019 è Aminetou Ely, 62 anni, Mauritana costretta a sposarsi a 13 anni, torturata, arrestata ed esiliata, ha raccontato le radici profonde che l’hanno portata alla militanza in una società profondamente feudale. Nonostante le condizioni sociali in cui ha vissuto nel suo Paese, ha sempre combattuto per i diritti delle donne, contro le violenze domestiche e sessuali, la mutilazione genitale, il lavoro domestico delle minorenni, il razzismo, l’esclusione, la tratta, il matrimonio precoce e la povertà. In Mauritania ha fondato l’associazione Donne Capi Famiglia (AFCF) che oltre ad assistere legalmente le donne vittime di violenza, si impegna per l’alfabetizzazione delle ragazze finanziando piccoli progetti per integrarle nel mondo del lavoro. Ma Ely si batte anche per l’accesso delle donne nei luoghi decisionali del suo paese, infatti oggi le donne ministre sono 10. Il 20% delle parlamentari è donna ed il 35% delle amministratrici nei comuni è donna. Il premio promosso dal Consiglio regionale e dal Soroptmist club del valore di 20 mila euro, sarà utilizzato in difesa dei diritti umani delle donne mauritane. In particolare, con questo premio Ely vuole aprire una fabbrica di scarpe per far imparare un lavoro alle vittime di stupro che nella società musulmana sono vietate.
Premio Popolarità
Il Premio popolarità, con l’82% delle preferenze, è stato aggiudicato a Cacilda Massango, 41 anni, mozambicana, che dopo essersi scoperta sieropositiva e madre di una bambina malata, è diventata attivista del programma “Eu Dream”, un movimento in difesa del diritto alla salute e all’accesso gratuito alle cure per i malati di Aids. Con la sua intraprendenza è riuscita a sostenere centinaia di donne sieropositive aiutandole a ritrovare un ruolo centrale nella famiglia e nella società, promuovendo il diritto alle cure per i bambini, spesso dimenticati. Dopo aver ripreso gli studi, laureandosi in filosofia, si è impegnata a diffondere la cultura e la crescita della donna in un contesto difficile come quello della società mozambicana dove forte è lo stigma e la discriminazione verso la malattia. Oggi sono tante le ragazze che la imitano riprendendo gli studi e acquisendo competenze scientifiche anche ad alto livello. Il premio del valore di 15 mila euro sarà utilizzato per finanziare attività di sensibilizzazione e prevenzione relative a HIV e AIDS e per valorizzare la donna nella società mozambicana.
Premio Soroptimist 2019
Il premio Soroptimist 2019 di 3mila euro è andato a Elisabetta Iannelli, avvocato e vicepresidente di AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro parenti e amici). Colpita da un cancro al seno a 25 anni, lotta da anni per cambiare la qualità della vita dei malati oncologici e delle loro famiglie. Dopo la diagnosi di tumore e diverse terapie sperimentali subendo tre interventi chirurgici, chemio, radio e terapie mirate, si è sposata ed è diventata avvocato civilista il cui unico obbiettivo è stato quello della tutela dei diritti del malato. Con il suo contributo, è riuscita a far approvare una norma sul part-time per i malati oncologici in tutti i settori del pubblico impiego che prevede la possibilità di assentarsi dal lavoro nei giorni di ricovero per chemioterapia senza perdere la retribuzione e senza rinunciare ai giorni di malattia. È tra i fondatori della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), ed ha inoltre collaborato alla stesura della norma che riduce a 15 giorni i tempi di accertamento d’invalidità civile e di disabilità per i malati di cancro.
Terza finalista
Francesca Faedi, 42 anni, astrofisica marchigiana si è sempre dedicata all’esplorazione spaziale e allo studio di pianeti extrasolari (gli esopianeti) rivoluzionando la ricerca scientifica. Grazie al suo contributo ha scoperto pianeti di dimensioni minori, oggi svolge la sua attività come volontaria nella formazione che consiste nella divulgazione scientifica all’estero e in Italia. La Faedi è impegnata nelle scuole per sensibilizzare le giovani donne allo studio di materie scientifiche per far sì che accedano a percorsi scientifici. L’astrofisica ha sostenuto che lo studio delle STEM tra le ragazze oltre ad essere un potente agente di cambiamento, riequilibra la distribuzione del potere nelle società. A lei è stato consegnato il premio di 10 mila euro per continuare la sua opera come divulgatrice scientifica.
Cristina Montagni
Festival dell’Economia 2019
Il Festival dell’economia a Trento quest’anno va dritto al punto. Giunto alla 14a edizione e sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento, l’evento si svolgerà dal 30 maggio al 2 giugno per discutere sulle trasformazioni intervenute negli ultimi anni a livello globale che avranno come architrave il tema della “Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza”. La maratona economica prevede oltre sessanta incontri, tra lecture, dialoghi, proiezioni cinematografiche e dibattiti a partire dai libri pubblicati negli ultimi mesi per raccontare al pubblico cosa significa globalizzazione, cioè riduzione delle distanze tra i Paesi per una maggiore circolazione di beni e persone. Ad illustrare il programma nella sede romana della casa editrice Laterza, il 16 aprile erano presenti Giuseppe Laterza, i rappresentanti della Provincia di Trento, università e Tito Boeri, direttore scientifico del Festival, che ne ha spiegato il sentiment nel rispetto delle regole del pluralismo e del libero confronto.
“Il Festival non sarà una rassegna dedicata alla politica” ha detto Giuseppe Laterza “ma una manifestazione trasversale, non gerarchica per attirare una platea popolare nel senso più nobile del termine”. “La kermesse oltre ad intercettare economisti, intellettuali ed esperti” ha spiegato Boeri “si rapporterà sui temi che stanno a cuore alle persone con esponenti del mondo della cultura, società civile, politica nazionale ed internazionale”.
Globalizzazione per ridurre le differenze
“Questo Festival, rispetto alla passata edizione (Festival dell’economia 2018) è il più globale delle edizioni passate” ha commentato Tito Boeri. “La globalizzazione” ha ricordato “è un fenomeno in corso che oltre ad aver ridotto le distanze fra i popoli, ha reso facile la circolazione dei beni, capitali e persone permettendo il trasferimento di idee e culture, si pensi ad alcune religioni che nel tempo sono state “spazzate via” per effetto del sistema globalizzato”. “A seguito di queste trasformazioni” ha proseguito “sono sorte reazioni nazionaliste generando nei paesi spinte al protezionismo, innalzando barriere commerciali fino a chiudere le frontiere all’immigrazione”. Il terzo termine è rappresentanza. “Negli ultimi anni” ha spiegato Boeri “alcuni paesi hanno visto l’affermazione di partiti che si sono opposti al popolo ed una élite che ha invocato il ripristino della sovranità nazionale generando uno sconvolgimento della classe dirigente e delle rappresentanze politiche. “Interessante” ha concluso “sarà il contributo di scienziati ed economisti che dialogheranno sul bilanciamento del potere e sul ruolo dei corpi intermedi necessari per evitare l’eccessiva concentrazione di potere delle maggioranze politiche che possono minare la stessa democrazia”.
Programma del Festival
Un’anteprima del programma sarà presentata il 23 maggio a Roma presso l’Associazione della Stampa Estera dove l’economista Guido Tabellini commenterà i risultati di una ricerca volta a capire quanto siano distanti le opinioni degli europei fornendo informazioni per interpretare il voto europeo di maggio.
Il 30 maggio dopo l’inaugurazione del Festival, l’economista e politologo James Robinson, terrà una lecture per rispondere alla domanda Cosa si può fare del populismo? Alberto Alesina, dell’Harvard University, rifletterà sul rapporto fra immigrazione e stato sociale comparando i fatti con le percezioni più diffuse. Sabino Cassese commenterà sul rapporto fra istituzioni politiche nazionali, macchina dello Stato e mercato globale. Per non dimenticare poi l’attentato a Strasburgo dell’11 dicembre 2018 in cui rimase vittima il giovane giornalista trentino Antonio Megalizi, la sera del 31 sarà dedicata al suo progetto Europhonica e a ciò che a lui stava a cuore: cioè un’Europa non solo burocratica, ma vicina alla vita delle persone e piena di opportunità. Il 1° giugno, Elhanan Helpman parlerà del rapporto fra globalizzazione e disuguaglianze, mentre Filippo Grandi, Alto commissario delle nazioni Unite per i rifugiati, fornirà una testimonianza sulle conseguenze del recente conflitto in Libia. Tra i prestigiosi relatori molto atteso sarà l’intervento di John Bercow, speaker della Camera dei Comuni inglese e del premio Nobel Michael Spence che discuterà sull’integrità delle competenze.
Il Festival nelle piazze e nelle vie di Trento
Il Festival non vive solo nelle sedi ma coinvolge le piazze del centro storico con attività apprezzate dal popolo dello Scoiattolo. In Piazza Duomo, oltre alla libreria del Festival, sarà istallato un maxi schermo che permetterà di seguire in diretta i principali eventi. Nel cortile del Palazzo Thun ci saranno laboratori creativi per i più piccoli, mentre Piazza Lodron ospiterà il Bicigrill, in cui sarà possibile noleggiare gratuitamente una bicicletta per tutta la manifestazione. In piazza Santa Maria Maggiore, la fondazione Demarchi proporrà laboratori culturali per valorizzare un’economia attenta ai temi sociali e ambientali, mentre nella galleria Civica sarà allestita una mostra fotografica per presentare i fenomeni sociali, politici ed economici di attualità.
Cristina Montagni
Codice Rosso, il pacchetto violenza sulle donne passa al Senato

Il 3 aprile la Camera dei Deputati ha approvato il pacchetto di misure che inaspriscono le pene in materia di violenza sulle donne. Si promette un iter veloce nelle indagini riguardanti i reati di violenza domestica e di genere e prevede che la vittima dovrà essere ascoltata entro poche ore dalla violenza per applicare la misura cautelare nei confronti dell’indagato per evitare che le violenze sfocino in omicidi. Il decreto battezzato “Codice Rosso” voluto dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede e dal ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, passerà al Senato ad eccezione della norma sulla castrazione chimica che sarà presentato successivamente. Codice Rosso contempla quindi una serie di misure tra cui il revenge porn di cui abbiamo parlato in un precedente articolo (Revenge Porn) e di estendere l’uso del braccialetto elettronico a tutte le misure a tutela delle vittime di violenza (es. ordine di allontanamento e divieto di avvicinamento alla vittima).
Analizziamo in dettaglio il pacchetto Codice Rosso
Processi veloci – si introduce una corsia preferenziale per le denunce e le indagini per i reati sessuali. Si prevede che la comunicazione del reato viene data immediatamente anche in forma orale a cui segue quella scritta con le indicazioni e la documentazione prevista. Il pubblico ministero avrà tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato per raccogliere le informazioni, ad eccezione solo se la vittima è un minore. Altra novità è l’allungamento dei tempi per sporgere la denuncia: la vittima avrà 12 mesi e non più 6 per sporgere denuncia dal momento della violenza sessuale.
Stalking – la reclusione passa da un minimo di 1 anno fino a 6 anni e 6 mesi
Revenge porn e sexting – l’emendamento approvato introduce un nuovo articolo nel codice penale, il 613 ter. Il reato è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 mila a 15 mila euro. La stessa pena è applicata a chi ha ricevuto, acquisito immagini o video e li pubblica o li diffonde senza il consenso della persona interessata al fine di recare un danno di immagine. La pena aumenta se i fatti sono commessi dal coniuge, anche se separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva con la persona offesa anche attraverso strumenti informatici o telematici. La pena aumenta da un terzo alla metà se i reati sono commessi a danno di una persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o di una donna in stato di gravidanza. (leggi il mio articolo)
Violenza sessuale e abusi nei confronti di minori – La violenza assume un peso rilevante in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui è stato promesso denaro o qualsiasi altra cosa utile.
La pena sarà aumentata di 1/3 nelle ipotesi più gravi, cioè:
se commesso a genitori, nonni o parenti stretti a prescindere dall’età della vittima;
se commesso nei confronti di chi non ha compiuto ancora 18 anni;
se la vittima non ha ancora compiuto 14 anni;
se la vittima non ha compiuto ancora 10 anni la pena si raddoppia;
se la violenza sessuale è di gruppo, le pene vanno da 8 a 14, anziché da 6 a 12.
Comunicazione tra gli uffici dei tribunali in caso di procedimenti su minori
Nel processo il minore verrà sempre considerato persona vulnerabile e quindi da tutelare di più se deve essere testimone in un processo sempre fino a che non compie 18 anni.
Maltrattamenti in famiglia o conviventi – il carcere passa da 3 a 7 anni, anziché da 2 a 6 anni. Se i maltrattamenti avvengono di fronte ad un minore o di una donna incinta o di un diversamente abile, la pena arriva fino a 10 anni e mezzo di carcere. Per il reato di maltrattamenti e lo stalking sarà possibile applicare misure di controllo e prevenzione come la “sorveglianza speciale” di pubblica sicurezza.
Sfregio del viso – La deformazione del volto con l’acido o un qualsiasi altro sfregio permanente di una donna sarà considerato reato e verrà punito col carcere da 8 a 14 anni. Inoltre, se la vittima della deformazione viene uccisa, si applicherà la pena dell’ergastolo.
Estensione della pena fino all’applicazione dell’ergastolo
In caso di omicidio, si applicherà l’ergastolo sia se il colpevole conviveva con la vittima, sia se aveva una relazione stabile senza convivere sotto lo stesso tetto. Inoltre, l’omicidio in questi casi sarà considerato aggravato anche se il rapporto con la vittima era già terminato. In questo caso si applicherà il carcere da 24 a 30 anni.

Matrimonio forzato e orfani di femminicidio – con l’emendamento approvato dalla Camera il 12 marzo scorso (costrizione matrimoniale e matrimonio precoce) si punisce chi induce un altro a sposarsi usando violenza, minacce o approfittando di una infermità psico-fisica o per precetti religiosi. La pena va da 2-6 anni se coinvolge un minorenne ed è aggravata della metà se danneggia chi non ha compiuto 14 anni al momento del fatto. Si può quindi arrivare fino a 10 anni e mezzo di carcere.
Formazione Forze dell’ordine – per contrastare tutte queste fattispecie verranno istituiti corsi di formazione destinati al personale che esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, sia per la prevenzione che sul perseguimento dei reati.
Cristina Montagni
Violenza sulle donne. La Camera dei Deputati approva all’unanimità il reato di Revenge Porn
La Camera dei Deputati il 2 aprile nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante “Modifiche al codice penale, in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere (C. 1455-A)”, ha approvato l’emendamento sul revenge porn o porno vendetta.
L’Italia ancora non aveva una legge in tal senso mentre è riconosciuto come reato in Germania, Israele e Regno Unito e in trentaquattro Stati degli Usa. Il fenomeno nel nostro paese ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni dove episodi di vendetta pornografica hanno assunto contorni drammatici, come il suicidio delle vittime esasperate a seguito della diffusione di video o scatti privati.
Il testo approvato prevede all’art. 612-bis la seguente disposizione:
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno. La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona o se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.

Cos’è il revenge porn
Il revenge porn può essere identificato nella pubblicazione, o minaccia di pubblicazione (anche a scopo di estorsione), di fotografie o video che mostrano persone impegnate in attività sessuali o ritratte in pose sessualmente esplicite, senza che ne sia stato dato il consenso dal diretto interessato, ovvero la persona o una delle persone coinvolte. La cronaca ha dimostrato che a perpetrare il ricatto sessuale siano soprattutto persone legate alla vittima da un rapporto sentimentale (coniugi, compagni/e, fidanzati/e) che agiscono in seguito alla fine di una relazione per “punire”, umiliare o provare a controllare gli ex facendo uso di immagini o video in loro possesso. Può trattarsi di selfie scattati dalla stessa vittima e inviati all’ex partner, oppure di video e fotografie scattate in intimità con l’idea che dovessero rimanere nella sfera privata oppure, di scatti e riprese avvenuti di nascosto, senza che una delle parti ne fosse consapevole. La condivisione di tali immagini può avvenire in rete, o attraverso e-mail e cellulari che conduce umiliazione, lesione della propria immagine e della propria dignità, condizionamenti nei rapporti sociali e nella ricerca di un impiego.
Cristina Montagni
Congresso Mondiale delle Famiglie 2019
[Un attacco ai diritti civili, alle conquiste fatte da donne e uomini che credono nei valori della libertà come primo fondamento per una società senza discriminazioni. Tutti dovremmo preoccuparci, il mondo politico e la società civile per evitare che avanzi un tentativo di divisione nelle società tutte] (n.d.r).
Dal 29 al 31 marzo a Verona si terrà il Congresso Mondiale delle Famiglie. L’evento di portata internazionale ha l’obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per ribadire e affermare che la famiglia naturale è l’unica e sola unità stabile e fondamentale per la società. Al congresso parteciperà un gruppo di relatori statunitensi fortemente conservatore del WCF (World Congress of Families) il cui fondatore afferma che la crisi demografica occidentale è causata dalla rivoluzione sessuale e femminista.
Profilo dei relatori
Vediamo chi sono i relatori al convegno, le loro valutazioni sulla famiglia, sul divorzio, sui diritti delle donne e della comunità.
Dimitrij Smirnov esponente importante della Chiesa ortodossa russa sull’aborto ha affermato: “aspettarsi qualsiasi tipo di vita felice dopo l’infanticidio è semplicemente ridicolo. Una persona non può trovare la felicità se è l’assassino dei suoi figli. Se vogliamo essere salvati, questi cannibali devono essere spazzati via dalla faccia della terra”. Per Smirnov l’uomo e la donna non sono uguali e ha aggiunto che la propaganda ha “spinto la donna fuori casa instillando in lei pensieri nocivi”.
L’attivista nigeriana Theresa Okafor che si oppone alle rivendicazioni della comunità omosessuale è una sostenitrice convinta della legge che ha vietato i matrimoni gay. E’ a favore di qualsiasi norma che lotti contro le derive delle unioni omosessuali e condanna la contraccezione e i rapporti sessuali protetti, perché dice “l’aspetto di unione e procreazione del sesso non deve cambiare altrimenti porterà a promiscuità e omosessualità”.
Brian Brown, presidente dell’organizzazione internazionale della famiglia, in America da anni lotta contro i diritti degli omosessuali e sta raccogliendo le firme per combattere i piani degli estremisti. Di recente ha affermato: “Quando si abbattono i pilastri della società come il matrimonio e poi si definiscono “bigotte” posizioni bibliche sulla famiglia, ci saranno conseguenze e una di queste potrebbe essere la normalizzazione della pedofilia”. Per Brown ogni bambino dovrebbe avere genitori normali: una madre e un padre.
Alexey Komov esponente dell’associazione internazionale pro-vita di CitizenGo, ha affermato che l’aborto è la prima causa di femminicidio. Komov, uno dei promotori della legge russa contro la “campagna omosessuale”, ha affermato che lo stile di vita omosessuale non è salutare perché ci sono diverse statistiche che mostrano che il tasso di mortalità tra le persone omosessuali è 20 volte più elevato.
A completare questo quadro inquietante, per l’Italia si uniranno gli interventi dei Ministri Salvini e Fontana, oltre a Zaia e Sboarina senza contare che al convegno parteciperà anche Pillon, promotore del contestatissimo DDL in tema di separazione e affidamento dei figli. Lo scorso anno ha dichiarato “non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull’aborto, ma anche noi ci arriveremo, come è successo in Argentina”. “L’Argentina” ha aggiunto Pillon “è uno dei paesi nei quali abortire legalmente è impossibile e anche quando è consentito (nei casi di gravidanza conseguente a stupro) la pratica viene ostacolata.
Di fronte a questo panel, cittadini e associazioni che da anni si battono per i diritti civili sono già sul piede di guerra e si stanno organizzando per mettere in campo una serie di iniziative proprio a Verona in occasione del Congresso Mondiale WCF.
Tematiche del Congresso
I temi affrontati durante il congresso saranno:
- La bellezza del matrimonio
- I diritti dei bambini
- Ecologia umana integrale
- La donna nella storia
- Crescita e crisi demografica
- Salute e dignità della donna
- Tutela giuridica della Vita e della Famiglia
- Politiche aziendali per la famiglia e la natalità
Cristina Montagni
Il Senato approva i disegni di legge in tema di costrizione matrimoniale nei confronti di minori
La commissione giustizia del senato il 12 marzo ha approvato i disegni di legge per la tutela e la promozione dei diritti umani che modifica il codice penale del nostro paese. Le misure riguardano il contrasto al fenomeno dei matrimoni precoci e forzati, tenendo conto della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 che riconosce il diritto di ogni persona al matrimonio e la libertà di ognuno a contrarre tale vincolo. Il patto internazionale del 1966 ricorda anche che il matrimonio deve essere celebrato con il libero consenso dei coniugi e che la Convenzione delle Nazioni Unite ribadisce l’abolizione della schiavitù e del commercio di schiavi, assimilando il matrimonio forzato alla schiavitù.
“Introdurre in Italia il reato di matrimonio forzato è una proposta condivisibile, ma va anche considerato il matrimonio precoce”. Questa è la posizione che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha espresso durante la commissione giustizia del senato in occasione dell’audizione sui disegni di legge in materia di costrizione matrimoniale nei confronti dei minorenni. “Ho invitato la commissione a valutare se il matrimonio precoce vada considerato di per sé forzato anche se il minorenne ha dato il proprio consenso”, ha spiegato Albano, secondo cui “le nozze precoci rischiano di privare le bambine del loro presente e del loro futuro e di condizionare la possibilità di scegliere un compagno di vita e di autodeterminarsi in maniera consapevole e libera”.
“È un’operazione complessa” ha continuato la Garante “ma andrebbe fatta una valutazione approfondita per non lasciare un vuoto di tutela”. “Il comitato sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Onu”, ha rivolto all’Italia la raccomandazione di eliminare le eccezioni che consentono di celebrare il matrimonio ai minori di 18 anni. Nel merito delle proposte di legge all’esame della commissione nel concordare sull’opportunità di prevedere il reato di matrimonio forzato in armonia con la Convenzione di Istanbul (contro la violenza sulle donne), la Albano ritiene che la repressione penale deve essere accompagnata da un lavoro di prevenzione con famiglie e scuola e dalla costituzione di un Osservatorio che monitori il fenomeno e dalla previsione di reti di aiuto specifiche per le vittime.
Cristina Montagni
Inps: emanata la circolare sul reddito di cittadinanza
L’Inps ha emanato oggi 20 marzo 2019, la Circolare n. 43 del 2019, che disciplina le richieste di Reddito di cittadinanza. Il Reddito di cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Assume il nome di Pensione di cittadinanza quando concesso ai nuclei familiari composti esclusivamente da una o più persone di età pari o superiore ai 67 anni.
Può essere richiesto:
- agli sportelli postali utilizzando il modulo cartaceo predisposto dall’Inps e pubblicato sul sito Internet dell’Istituto;
- on-line sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali redditodicittadinanza.gov.it, tramite le credenziali SPID 2;
- presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF).
Le informazioni contenute nella domanda di Rdc devono essere trasmesse dagli intermediari all’Inps entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. Ai fini del riconoscimento del beneficio l’Inps verifica, entro i successivi cinque giorni lavorativi, il possesso dei requisiti per l’accesso al Reddito, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate, e definisce la domanda entro la fine del mese successivo alla sua trasmissione all’Istituto.
Nella circolare n. 43 vengono ricordati:
- i requisiti, di cittadinanza, residenza e soggiorno, reddituali e patrimoniali, di compatibilità, che i richiedenti devono possedere per avere diritto al beneficio;
- gli elementi su cui è calcolato il beneficio economico;
- le variazioni da comunicare durante il godimento del beneficio.
Il beneficio economico viene erogato attraverso la Carta Reddito di Cittadinanza, consegnata dalle Poste Italiane esclusivamente dopo il quinto giorno di ciascun mese. Come previsto per le precedenti prestazioni a sostegno della famiglia e di contrasto alla povertà, compreso il ReI, la legge istitutiva reca la quantificazione e la copertura finanziaria relativa al Reddito di cittadinanza e prevede un meccanismo di monitoraggio, ricordato anche nel modulo di domanda. Peraltro, al momento non vi sono elementi per ritenere che le risorse stanziate potrebbero non essere sufficienti.
La circolare ricorda poi che, a decorrere dal mese di marzo 2019, il Reddito di inclusione non può essere più richiesto e che a partire dal successivo mese di aprile non può più essere riconosciuto né rinnovato per una seconda volta. Chi ha avuto il riconoscimento prima di aprile 2019, avendo presentato domanda entro il 28 febbraio 2019, continuerà a ricevere il Reddito di inclusione per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Reddito di cittadinanza.
Circolare INPS del 20 03 2019 Reddito di Cittadinanza
Manuale reddito di cittadinanza
Cristina Montagni
Rapporto sul Mercato del Lavoro 2018

Giunge alla sua seconda edizione il “Rapporto sul Mercato del Lavoro: Verso una lettura integrata”. Il report annuale 2018 frutto della collaborazione tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, si è posto l’obbiettivo di creare un sistema statistico condiviso elaborando informazioni armonizzate sulle attuali dinamiche nel mercato del lavoro. L’analisi presentata all’ISTAT (Istituto nazionale di Statistica) il 25 febbraio 2019 ha tracciato aspetti congiunturali, ciclici e strutturali che hanno modificato l’apparato produttivo italiano insieme alle caratteristiche e ai comportamenti individuali dell’occupazione. Le principali novità del report di quest’anno hanno riguardato anche elementi inediti: modalità d’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, percorsi e esiti di questo ingresso, la sottoutilizzazione del mercato del lavoro e un bilancio dell’occupazione in 10 anni dalla prima crisi.
Disallineamenti nel mercato del lavoro tra inoccupazione e sottoccupazione
Il decennio appena passato è stato contraddistinto da una lunga recessione che ha trasformato il tessuto produttivo in una riorganizzazione dell’occupazione da lavoro dipendente definito da rapporti di lavoro a tempo determinato, ad un’espansione degli impieghi a tempo parziale. In Italia nonostante qualche miglioramento sulla situazione economica, in generale permane un’ampia inoccupazione e sottoccupazione dovuta ai notevoli disallineamenti formativi e dall’acuirsi degli squilibri territoriali tra il nord e sud del paese. In complesso gli analisti hanno indicato un tasso di disoccupazione fisso al 11% collocandoci al terzultimo posto nella graduatoria Ue28 (7,6% la media europea). Nel 2018 la forza lavoro non utilizzata ma potenzialmente impiegabile nel sistema produttivo ammontava a circa 6 milioni di individui (2,9 milioni di disoccupati e 3,1 milioni forze di lavoro potenziali) registrando un tasso di sottoccupazione più elevato nel mezzogiorno, tra le donne, i giovani e gli stranieri. Da un punto di vista congiunturale il nostro paese ha aumentato il numero dei posti di lavoro rispetto ai livelli pre-crisi, ma ha ridotto il numero delle ore lavorate e Pil del 5,1% e del 3,8% concentrando l’occupazione verso settori a bassa qualifica e bassa retribuzione professionale. In sintesi, l’occupazione dopo una crescita nel 2017, ha raggiunto il suo massimo storico nel 2018 con 23.3 milioni di unità pari al 58% degli occupati contro una media Ue15 del 68%. Il gap occupazionale Italia-UE ha prodotto forti criticità soprattutto sul versante dei giovani. Infatti, con il progressivo ingresso nel mondo del lavoro, si sono acuite instabilità del lavoro permanente per una sottoutilizzazione delle loro capacità potenziali dovuta all’emersione del fenomeno della sovra istruzione. I giovani secondo l’analisi risultano più istruiti rispetto alle mansioni che svolgono e questa sottoutilizzazione è condizionata da una domanda di lavoro non adeguata e da una mancata corrispondenza tra le competenze specialistiche richieste e quelle possedute. Da qui emerge un quadro negativo in quanto aumenta la quota di italiani (dottori, ricercatori, professori e specialisti) che in cerca di migliori occasioni di lavoro, abbandonano il nostro paese per migrare all’estero. Erano 40 mila nel 2008 i giovani che avevano scelto di lavorare fuori dal nostro paese, saliti poi a 115 mila nel 2017, triplicando nel decennio il dato della nostra emigrazione occupazionale.
Mercato del lavoro verso uno spreco di risorse umane
Dal rapporto spiccano nuove modalità nella distribuzione del lavoro a cui si aggiunge una diversa composizione socio demografica dei lavoratori. Un primo cambiamento è stato il part time involontario che negli ultimi dieci anni è aumentato di circa un milione e mezzo, a fronte di un calo di 866 mila occupati full time. L’indebolimento della domanda di lavoro ha anche portato ad una ricomposizione dell’occupazione per settori di attività economica. Infatti, l’incidenza dei lavoratori part time è cresciuta mentre è diminuita nei comparti con maggiore presenza di lavoratori a tempo pieno (industria in senso stretto e costruzioni). Sono soprattutto i lavoratori stranieri a crescere, passando dal 7,1% al 10,6% concentrandosi in prevalenza nel settore alberghiero, ristorazione, agricoltura e servizi alle famiglie. L’occupazione femminile nel 2018 è aumentata di 5,4 punti percentuali, mentre quella maschile ha registrato 388 mila unità in meno pari al 2,8%. In generale dalla relazione si deduce che gli occupati risultano più anziani e più istruiti, le professioni più favorite sono quelle poco qualificate a scapito di quelle altamente qualificate. Per concludere dallo screening emerge un ingente spreco di capitale umano se si pensa che per avvicinarsi al tasso di occupazione Ue15 al nostro paese mancano oltre 3,8 milioni di occupati in settori qualificati come sanità, istruzione e pubblica amministrazione.
