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Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Regione Lazio presenta il Premio “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez”

Donatella Colasanti e Rosaria Lopez sono state protagoniste delle pagine più cruente della storia del nostro paese. Le due amiche di 17 e 19 anni furono vittime di un barbaro “massacro” nel comune di San Felice Circeo, tra il 29 e il 30 settembre 1975, che fu tra i primi casi di cronaca di femminicidio che sconvolsero la coscienza di tutti, dall’opinione pubblica alle istituzioni italiane.
Premio Cosanti Lopez

Una violenza che andò oltre lo stupro, ad opera di assassini della cosiddetta Roma “bene” che si inserisce in anni in cui le donne avevano raggiunto importanti conquiste: approvazione della legge sul divorzio, interruzione volontaria di gravidanza, introduzione del nuovo diritto di famiglia e la nascita del movimento femminista. In ricordo della triste vicenda e della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre, la Regione Lazio ha presentato molte iniziative per sensibilizzare i cittadini, ma soprattutto i giovani su questo tema.

Bando della Regione Lazio

Per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna, è stato presentato il bando per ricordare Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, con il “Premio Colasanti Lopez”, rivolto alle scuole secondarie e agli istituti di formazione del territorio, finanziato dalla Regione Lazio per l’anno scolastico 2019-2020. Gli studenti potranno elaborare scritti e progetti sul tema e i vincitori riceveranno un voucher per l’acquisto di materiale a supporto della didattica pari a 5.000 euro. Le domande potranno essere presentate fino al 15 aprile 2020. Bando per partecipare : Scheda Premio Colasanti Lopez

Appuntamenti della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Durante il pomeriggio del 25, Giovanna Pugliese e Alessio D’amato, hanno presentato “Salute in rosa”: linee guida per l’accoglienza e il supporto alle donne vittime di violenza all’interno dei pronto soccorso e delle strutture ospedaliere del Lazio. In serata, nel polo culturale “Spazio Rossellini” in via della Vasca Navale a Roma, è andato in scena lo spettacolo “Taddrarite”, scritto da Luana Rondinelli con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza e Antonia Truppo.

L’assessora Giovanna Pugliese, il 29 novembre visiterà il centro antiviolenza “Galassia” di Formello e il 30 novembre verrà presentata la casa delle donne ad Amatrice. Infine, il 3 dicembre nella casa della salute di Santa Caterina della Rosa di via Nicolò Forteguerri 4 a Roma, prenderà il via il corso di formazione per operatori socio-sanitari e operatrici dei centri antiviolenza.

Impegni della Regione Lazio

A fronte dei 94 casi di femminicidio verificati in Italia nei primi mesi del 2019 e dei 1300 casi di maltrattamenti compiuti a Roma nel 2018, la Regione ha avviato l’apertura di tre nuovi centri antiviolenza a Formia, Civitavecchia e nei comuni del Cassinate e due case rifugio in provincia di Civitavecchia e nel distretto socio-sanitario dell’Asl Rm6 che si aggiungono ai 23 centri antiviolenza e alle 9 case rifugio regionali già attivi.

Inoltre, a seguito di un bene confiscato alla criminalità organizzata, a Roma verrà consegnata la prima casa della semiautonomia del Lazio riservata alle donne in uscita dalle case rifugio, un luogo dove potranno ricostruire un percorso di vita indipendente per sé e per i propri figli. La Regione, che per prima ha introdotto il contributo per i minori figli di donne vittime di femminicidio, ha infine programmato il rifinanziamento del fondo con altri 200mila euro.

Riflessioni delle istituzioni, della politica e il ricordo dei familiari della Colasanti e Lopez

“Prevenire, proteggere e punire, è la linea seguita dalla Regione Lazio in difesa delle donne vittime di violenza. Bisogna presentare delle risposte e la Regione ha delle politiche che passano per la prevenzione, per l’impegno culturale nelle scuole e per la presa in carico delle vittime da parte delle Asl e della rete medica” ha commentato Nicola Zingaretti. Ha poi aggiunto che “l’impegno della Regione continua sia con la rete dei centri antiviolenza, che con il fondo per gli orfani vittime di femminicidio e con la campagna nelle scuole “Io non odio”, perché una delle priorità è cambiare la mentalità generata dagli uomini, spesso in famiglia”. “Sono giornate importanti” ha spiegato Giovanna Pugliese “perché se guardiamo ai dati ci accorgiamo che l’80% delle violenze avvengono in ambito familiare. Quello che serve è un’educazione ai sentimenti per le ragazze e i ragazzi e ricostruire un nuovo modo per essere cittadini liberi in una società diversa”.

“Il concorso” ha spiegato Cecilia D’Elia “serve ad affidare ai ragazzi il ricordo dei fatti del Circeo. Servono azioni integrate su tre fronti, quello di prevenire, proteggere e punire”. Prevenire, cioè sradicare la cultura della violenza dal concetto di relazione, proteggere per offrire alle vittime luoghi di sostegno e punire con il perseguimento dei reati e la certezza della pena. La D’Elia ha poi ricordato Donatella con le sue poesie scritte su fogli di carta lasciati negli uffici della Regione, alcune delle quali sono state lette dall’attrice Claudia Gerini. Infine, tra gli interventi più intensi, c’è stato il ricordo di Letizia Lopez, sorella di Rosaria che ha commentato che dal ’75 ad oggi sono stati fatti passi in avanti ma le donne continuano a morire. “Gli assassini di mia sorella” ha detto Letizia “non hanno fatto la galera e le istituzioni non hanno fatto niente. Nel 2005 lo Stato ha dichiarato sano Angelo Izzo, faceva l’assistente sociale, è uscito ed ha ucciso due persone, una madre e una figlia”. Infine, Roberto Colasanti, fratello di Donatella morta alcuni anni fa a seguito di un male incurabile, ha detto che la sorella sarebbe stata orgogliosa di sapere che “un premio del genere portasse il suo nome”.

Alla presentazione del premio sono intervenuti il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Giovanna Pugliese, assessora al turismo e alle pari opportunità, Eleonora Mattia, presidente IX commissione del consiglio regionale del Lazio, Claudio Di Berardino, assessore al lavoro e alla formazione, Cecilia D’Elia, presidente per la prevenzione e al contrasto sulla violenza di genere, l’attrice Claudia Gerini, Roberto Colasanti, fratello di Donatella Colasanti e Letizia Lopez, sorella di Rosaria Lopez.

Cristina Montagni

One year to go! L’Italia verso “Expo 2020 Dubai”

Da un’ispirazione del quartiere di Dubai, al-Waṣl, “il collegamento”, l’Italia all’Expo di Dubai 2020 allestirà un padiglione “smart village Italia” su una superficie di 3.500 metri quadri per presentare le eccellenze nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali mettendo in relazione continenti, paesi, città, culture, religioni e comunità.

L’Italia, primo paese del G7 a formalizzare la partecipazione all’evento, si rifarà ai temi del “beauty connects people” (la bellezza unisce le persone) e al “connecting minds, creating the future” (collegare le menti, creare il futuro). A un anno dalla prima esposizione universale, dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, il nostro paese si farà interprete di un grande progetto di diplomazia culturale che prevede 28 milioni di visitatori con una missione: difendere la propria identità culturale, produttiva e creativa, mettere in connessione popoli, ingegno, eredità culturale mediterranea per costruire un ponte verso il futuro creando nuove risorse. L’evento che festeggia anche il 50° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti, il Golden Jubilee dello Stato, con 192 padiglioni in rappresentanza dell’Africa, Asia, Australia, Europa, Medio Oriente, nord America e sud America, fungerà da catalizzatore per i visitatori provenienti dall’Italia, Cina, dai Paesi del Maghreb e dal mondo del Mediterraneo. Un momento di incontro e networking con i maggiori esperti a livello mondiale nel settore degli FDI (Foreign Direct Investment), oltre che un’imperdibile vetrina per promuovere il proprio paese negli Emirati Arabi Uniti e nei Paesi del Golfo.

Per comprendere i vantaggi che l’Italia può trarre da questa vetrina aperta al mondo, il 28 ottobre la Regione Lazio, in collaborazione con il Crul (Comitato Regionale Universitario del Lazio), ha esposto all’università La Sapienza di Roma, le tematiche del “Verso Expo 2020 Dubai – Le eccellenze del Sistema Universitario del Lazio per un futuro sostenibile”. I progetti dall’alto valore tecnologico si poggeranno sui pilastri della sostenibilità economica, sociale e ambientale, mobilità e cooperazione tra i popoli. Inoltre, la Regione Lazio si è impegnata a sviluppare il programma su un doppio livello di coordinamento, sia con il Ministero degli Esteri che con la Conferenza delle Regioni.

Settori strategici dell’Italia

I raggruppamenti e i cluster territoriali di rilevanza strategica saranno: aerospazio; scienze della vita/salute e benessere; big data/cyber security; smart energy; mobilità sostenibile (automotive); industrie creative e culturali; Heritage/patrimonio culturale; turismo; bioeconomia (agrifood, blue growth, chimica verde, foreste); impresa 4.0 e artigianato digitale; acqua e best practices sull’economia circolare.

L’Italia punterà sulla cooperazione tra i popoli del Medio Oriente, dinamici nella diversificazione delle loro attività sul fronte della sostenibilità. La regione emiratina infatti oltre ad avere una posizione geo-politica favorevole, gode di un’economia in forte crescita in grado di sviluppare progetti sul versante degli investimenti. Un’opportunità di promozione per il Made in Italy nei mercati dei Paesi Arabi, strategici per esportazioni e attrazione di investimenti verso le nostre piccole e medie imprese innovative e per le start up. Sul versante delle infrastrutture materiali, si concentrerà sulla mobilità (sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione) e sull’accessibilità, resilienza e sostenibilità delle risorse (ambientali, energetiche e idriche). Per le infrastrutture immateriali, punterà sulle innovazioni di ultima generazione legate alla condivisione smart di contenuti ed esperienze creative, alla formazione delle competenze e alla divulgazione di progetti culturali e scientifici. Il tema della sostenibilità verrà affrontato attraverso la condivisione di concetti dove emergerà quello dell’energia e della mobilità con meccanismi economico finanziari innovativi. Innovativi perché la decarbonizzazione che ci apprestiamo a definire nei prossimi 20-30 anni sarà legata alla decarbonizzazione di tipo economico.

Obiettivi dell’Italia

La nostra partecipazione consentirà di proporre una visione di modello di Sviluppo Sostenibile ispirandosi all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per costruire un sistema di valori condiviso con la creazione di buone pratiche a prescindere dall’età, genere, stato sociale, religione e nazionalità. La narrazione non sarà solo simbolo di bellezza, arte, scienza e tecnologia, ma una dimostrazione di come competenze, talenti e ingegni possono diventare promotori di nuove opportunità formative, imprenditoriali e professionali. Tutti gli eventi coinvolgeranno studenti, insegnanti, tutor sulle sfide globali future creando un processo di collaborazione con i progetti Expo Live e Youth Connect lanciati da Expo Dubai 2020.

Concept tematico del padiglione Italia  

Il concept tematico del distretto proporrà un’idea umanistica dello stile di vita italiano contemporaneo, sperimentando forme di contaminazione tra arte, cultura, scienza e tecnica per creare opportunità di crescita economica, occupazione e sviluppo sociale. Con le nuove didattiche smart e l’intrattenimento esperienziale, presenterà soluzioni testate con successo dalle industrie, dai territori, dai centri di ricerca e dai poli educativi. Un laboratorio scientifico guidato da seminari, incontri, eventi tra i giganti industriali high-tech che rappresenteranno la componente più dinamica delle nostre esportazioni. All’interno dello spazio, le università italiane in collaborazione con quelle arabe, africane e asiatiche, mostreranno corsi di specializzazione per le nuove competenze tecniche, manageriali e imprenditoriali, capaci di contribuire al processo d’internazionalizzazione e trasformazione in atto nei rispettivi paesi. Il programma educativo italiano permetterà ai visitatori la conoscenza del nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale con le innovazioni della scienza dell’Heritage italiano sviluppato dalla Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) grazie all’applicazione di tecnologie avanzate di fisici, chimici e ingegneri, suggerendo nuove professioni e competenze nei prossimi anni.

Chi saranno i nostri partecipanti

  • Industrie culturali (arti visive, cinema, editoria, musica, stampa, software, videogiochi);
  • Industrie creative (architettura, designer, moda, comunicazione digitale);
  • Patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, monumenti, aree archeologiche);
  • Imprese basate sulla creatività (artigianato, produzione innovativa, web-marketing, talenti creativi, design dei contenuti, design alimentare);
  • Eccellenza in materia di benessere, alimentazione e cosmesi;
  • Progettazione industriale (prodotti e sistemi, modellazione 3D, prototipazione e ingegneria);
  • Progettazione di interni (architettura, spazi per il living);
  • Studi di progettazione (modelli organizzativi e spazi di lavoro);
  • Progettazione grafica della comunicazione (strumenti, canali, lingue);
  • Centri di ricerca, poli di competenza 4.0 e centri studi diplomatici e fondazioni culturali.
Cristina Montagni

 

“Innovazione Sostantivo Femminile 2019”. La Regione Lazio punta sull’empowerment femminile

Il bando “Innovazione Sostantivo Femminile 2019” alla sua 4° edizione, presenta delle novità sul concetto d’impresa femminile. Ad illustrarne le fasi, il 25 settembre presso la sede di Confcooperative Roma, esperti della Regione Lazio hanno chiarito che è possibile finanziare un’impresa con una donna a capo di essa.Sostantivo femminile 2019

È sufficiente che nel consiglio di amministrazione, l’amministratore unico sia donna per chiedere i contributi alla partecipazione. Da un punto di vista dei contenuti, l’avviso introduce elementi in una logica dell’empowerment femminile verso le discipline STEM (discipline scientifiche e tecnologiche), dall’altra riduce il concetto d’innovazione, perché vengono valutati processi innovativi con soluzioni ICT (tecniche d’informazione ed elaborazione dati con l’uso di tecnologie digitali). Per valorizzare la progettualità delle donne, il Fondo messo a disposizione dalla Regione Lazio, ammonta ad 1 milione di euro e la call è aperta dal 11 settembre 2019 fino al 12 novembre 2019.

Chi può partecipare

L’avviso è rivolto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) in forma singola, libere professioniste equiparate alle imprese, anche se non ancora costituite alla data di presentazione della domanda, o libere professioniste con partita IVA che hanno sede nel territorio della Regione Lazio.

Le imprese femminili devono rispettare i seguenti requisiti:

  • la libera professionista è donna;
  • l’impresa individuale il cui titolare è una donna;
  • la società di persone, società cooperativa e studio associato dove la maggioranza dei soci è costituita da donne o la maggioranza delle quote di partecipazione è detenuta da donne;
  • la società di capitale in cui la maggioranza dei componenti dell’organo di amministrazione è costituita da donne o la maggioranza delle quote di capitale è detenuta da donne;
  • i consorzi composti dal 51% o più da imprese femminili

Progetti ammessi

Nel valorizzare lo sviluppo delle imprese femminili, la Regione Lazio, sostiene i seguenti progetti:

  • Innovazione dei processi produttivi aziendali con l’uso di tecnologie digitali e processi robotizzati intelligenti;
  • Innovazione di prodotti e/o servizi digitali;
  • Innovazione guidata dal design e creatività. Ovvero studiare sistemi di fabbricazione digitale con l’uso di tecnologie a supporto dei processi produttivi (stampa 3D, prototipazione rapida etc);
  • Innovazione organizzativa e manageriale. Uso di tecnologie per memorizzare, elaborare, ed archiviare dati in modalità multilingua, impiegando risorse hardware e software distribuite in rete sfruttando l’architettura del Cloud computing (realtà aumentata, data mining, IoT (Internet of Things), web 2.0, social media, eCommerce, new media, editoria digitale, sistemi di tracciabilità per autenticare prodotti e ottimizzare i processi logistici);
  • Sistemi innovativi per comunicazioni strategiche e strumenti di marketing digitale;
  • Sistemi di eco-innovazione per migliorare le performance aziendali nella produzione di prodotti (macchine a controllo numerico) che in termini di sicurezza e sostenibilità riducono l’impatto ambientale con una diminuzione di risorse di energia e acqua;
  • Safety-innovazione. Progetti capaci di elevare la sicurezza nei luoghi di lavoro inclusa l’introduzione di tecnologie utili all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

Il Fondo, l’aiuto e il contributo concesso

Sostantivo femminile 2019

La dotazione finanziaria di 1 milione di euro attinge dal POR FESR 2014-2020 – Asse 3 Competitività. Una quota del fondo, 200 mila euro (20%), è riservata alle imprese localizzate nei territori individuati come Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio (Colleferro, Rieti, Frosinone, Anagni e Fiuggi). Un contributo a fondo perduto (sotto forma di aiuto) è destinato in regime di De Minimis. Con il De Minimis vengono concessi piccoli importi che non superano i 200mila euro o in alternativa vengono erogati in regime di esenzione. In particolare, con il De Minimis è possibile ottenere alte percentuali di copertura finanziaria per bassi importi, mentre in regime di esenzione gli aiuti sono più elevati ma la copertura è più bassa, ciò dipende dall’ampiezza dell’azienda (micro, piccola, media o grande) che va dal 15 al 30%, solo in alcuni casi raggiunge il 50%. Il contributo a fondo perduto si riferisce ad una quota compresa fra il 50 ed l’80% e la scelta è stabilita dall’azienda per importi fra i 15 e i 40mila euro. A riguardo l’azienda è tenuta a presentare una rendicontazione dettagliata (fatture di acquisti di beni). In aggiunta all’importo richiesto si può inserire un 15% forfettario (da non rendicontare) che vale per i costi del personale impiegato nel progetto. Significa che se l’azienda presenta un piano d’investimenti di 20mila euro e aggiunge il 15% (23mila euro in totale) può chiedere il 50% su 23mila euro. Quindi presentando un piano d’investimenti, l’azienda anticipa 20mila euro più IVA (a carico dell’azienda) rendicontando le spese e dopo 6 mesi, verrà restituito l’importo che ammonta a 11.5mila euro. A quel punto l’azienda avrà 9 mesi per realizzare il progetto.

Costi ammissibili

I costi da rendicontare non potranno superare il 20% dell’intero importo e le voci di spesa ammesse sono:

Investimenti materiali: acquisto di attrezzature, strumenti e sistemi nuovi di fabbrica, dispositivi, software, applicativi digitali e strumentazione aziendale;

Investimenti immateriali: acquisto di brevetti, licenze, o altre forme di proprietà intellettuale; canoni per servizi erogati in modalità Cloud computing, software e sistemi applicativi integrati e connettività dedicata; consulenze specialistiche per l’acquisizione di servizi ICT; costi del personale a forfait che si riferiscono alle risorse impiegate dalle MPMI per realizzare il progetto.

Compilazione del formulario e gestione delle domande

Per partecipare occorre accedere alla piattaforma GeCoWEB dal sito http://www.lazioinnova.it. Da qui è possibile reperire i formulari ed inviare la candidatura, dopo aver compilato i box tecnici, al portale GeCoWEB e alla posta certificata incentivi@pec.lazioinnova.it.

Per la documentazione è attiva la pagina Lazio Innova.

Cristina Montagni