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Lettera dei presidenti dei paesi UE per la giornata dell’Europa
In vista della Festa dell’Europa del 9 maggio, ricevo ed inoltro la lettera integrale che i presidenti dei Paesi Europei hanno rivolto ai cittadini di tutto il continente. Buona lettura a chi vorrà.

Signature of the Paris Treaty creating the ECSC – CECA on April 18, 1951
“In occasione della Giornata dell’Europa vorremmo estendere i nostri più sentiti auguri a tutti i cittadini europei.
Questa Giornata dell’Europa è speciale. Per il secondo anno di fila, è celebrata in circostanze complesse a causa della pandemia di Covid-19. Siamo vicini a tutti coloro che ne hanno sofferto. La Giornata dell’Europa di quest’anno è speciale anche perché segna l’avvio della Conferenza sul Futuro dell’Europa. Facciamo appello a tutti i cittadini dell’UE affinché colgano questa occasione unica per plasmare il nostro comune futuro.
Questo dialogo sul futuro dell’Europa si svolge in circostanze molto differenti da quelle degli anni passati. Potrebbe sembrare che nella situazione attuale non ci sia tempo sufficiente per una discussione approfondita sul futuro dell’Europa. Al contrario, la pandemia di Covid-19 ci ha ricordato ciò che è veramente importante nelle nostre vite: la nostra salute, il nostro rapporto con la natura, le nostre relazioni con gli altri esseri umani, la reciproca solidarietà e la collaborazione. Essa ha sollevato degli interrogativi sul modo in cui viviamo le nostre vite. Ha mostrato i punti di forza dell’integrazione europea, così come le sue debolezze. Di tutto ciò è necessario parlare.

Le sfide che ci si pongono come europei sono molteplici: dall’affrontare la crisi climatica e dalla creazione di economie verdi, in un contesto che rende necessario bilanciare la crescente competizione tra gli attori globali, alla trasformazione digitale delle nostre società. Avremo bisogno di sviluppare nuovi metodi e nuove soluzioni. Come democrazie la nostra forza consiste nel coinvolgere le molte voci presenti nelle nostre società per identificare il percorso migliore da intraprendere. Quante più persone parteciperanno a una discussione ampia e aperta, tanto meglio sarà per la nostra Unione.

Il progetto europeo non ha precedenti nella storia. Sono passati 70 anni dalla firma del Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio e 64 dalla nascita a Roma della Comunità Europea. A quel tempo i leader europei trovarono soluzioni per unire un’Europa devastata dalla guerra. Trent’anni fa l’Est e l’Ovest dell’Europa hanno iniziato a connettersi più strettamente. Paesi molto diversi si sono uniti per formare l’Unione Europea. Ciascun Paese ha le proprie esperienze storiche e sente il peso del proprio passato, con il quale fare i conti da solo e nel rapporto con altri Paesi.
Il progetto europeo è un progetto di pace e riconciliazione. Lo è stato fin dalla sua concezione, e rimane tale oggi. Sosteniamo una comune visione strategica per l’Europa, un’Europa nella sua interezza, libera, unita e in pace. Tutti i principi fondamentali dell’integrazione europea restano assolutamente rilevanti al giorno d’oggi: libertà, uguaglianza, rispetto dei diritti umani, Stato di diritto e libertà di espressione, solidarietà, democrazia e lealtà tra gli Stati membri. Come possiamo assicurare collettivamente che questi principi fondanti dell’integrazione europea restino rilevanti per il futuro?
Nonostante l’Unione Europea a volte sembri mal equipaggiata per far fronte alle molte sfide emerse nell’ultimo decennio – dalla crisi economica e finanziaria alle sfide nel perseguire un sistema migratorio europeo giusto ed equo sino all’attuale pandemia – siamo ben consapevoli che sarebbe molto più difficile per ciascuno di noi se fossimo da soli. Come possiamo rafforzare al meglio cooperazione e solidarietà europee e garantirci un’uscita da questa crisi sanitaria che ci renda più resilienti in vista di sfide future?
Abbiamo bisogno di un’Unione Europea forte ed efficace, un’Unione Europea che sia leader globale nella transizione verso uno sviluppo sostenibile, climaticamente neutrale e trainato dal digitale. Occorre un’Unione Europea nella quale ci possiamo tutti identificare, certi di aver fatto tutto il possibile a beneficio delle generazioni future. Insieme possiamo raggiungere quest’obiettivo. La Conferenza sul Futuro dell’Europa sarà un’opportunità per parlare apertamente di Unione Europea e per ascoltare i nostri concittadini, soprattutto i più giovani. Essa crea uno spazio di dialogo, dibattito e discussione su quel che ci aspettiamo dall’UE domani e su come possiamo contribuirvi oggi. Dobbiamo pensare al nostro futuro comune; per questo vi invitiamo a unirvi alla discussione e a trovare insieme il percorso da seguire.”

Borut Pahor
Presidente della Repubblica di Slovenia
Alexander Van der Bellen
Presidente Federale della Repubblica d’Austria
Rumen Radev
Presidente della Repubblica di Bulgaria
Zoran Milanović
Presidente della Repubblica di Croazia
Nicos Anastasiades
Presidente della Repubblica di Cipro
Miloš Zeman
Presidente della Repubblica Ceca
Kersti Kaljulaid
Presidente della Repubblica di Estonia
Sauli Niinistö
Presidente della Repubblica di Finlandia
Emmanuel Macron
Presidente della Repubblica Francese
Frank-Walter Steinmeier
Presidente della Repubblica Federale di Germania
Katerina Sakelloropoulou
Presidente della Repubblica Ellenica
János Áder
Presidente della Repubblica d’Ungheria
Michael D. Higgins
Presidente d’Irlanda
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Elgis Levits
Presidente della Repubblica di Lettonia
Gitanas Nausėda
Presidente della Repubblica di Lituania
George Vella
Presidente della Repubblica di Malta
Andrzej Duda
Presidente della Repubblica di Polonia
Marcelo Rebelo de Sousa
Presidente della Repubblica Portoghese
Klaus Iohannis
Presidente di Romania
Zuzana Čaputová Presidente della Repubblica Slovacca
La redazione Women For Women Italy
Certificato COVID-19 UE per facilitare la libera circolazione senza discriminazioni
Il 29 aprile il Parlamento Europeo ha ufficializzato la proposta del certificato COVID-19 per la libera circolazione in Europa durante la pandemia. Il certificato EU COVID-19 sostituisce il precedente “certificato verde digitale” e avrà validità non più di 12 mesi.

@European Union 2021
Il certificato in forma digitale o cartacea attesterà se la persona è stata vaccinata contro il coronavirus o se ha effettuato di recente un test negativo o se è guarita dall’infezione. I certificati COVID-19 UE non potranno essere utilizzati come documento di viaggio, né potranno essere utilizzati per esercitare il diritto alla libera circolazione. Il Parlamento Europeo conferma che chi possiede il certificato non dovrà avere altre restrizioni di viaggio, come la quarantena, l’autoisolamento o test. E per evitare atti discriminatori contro chi non è vaccinato o non ha potuto effettuare il test per problemi economici, i paesi dell’Unione garantiranno test universali, accessibili, tempestivi e gratuiti.

@European Union 2021
Vaccini per tutti e a prezzi accessibili
I deputati del PE sottolineano che i vaccini COVID-19 devono essere prodotti su vasta scala, a prezzi accessibili e distribuiti a livello globale ma nello stesso tempo esprimono forti preoccupazioni per il ritardo nelle consegne causate dalle aziende che non rispettano i programmi di produzione.
Certificati UE conformi alle iniziative nazionali
I certificati UE devono essere armonizzati rispetto qualsiasi iniziativa istituita dagli stati membri. I paesi UE devono quindi accettare i certificati rilasciati da altri stati membri per le persone vaccinate con un vaccino autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (EMA) (attualmente Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen). Sarà loro discrezione decidere se accettare i certificati di vaccinazione rilasciati da altri stati ovvero quelli elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in condizione di emergenza.
Salvaguardia dei dati personali
Per evitare frodi e falsificazioni dei certificati, il PE prevede che siano soggetti a monitoraggio e controllo continuo, così come sarà costantemente verificata l’autenticità dei sigilli elettronici inclusi nel documento. I dati personali inseriti nei certificati non dovranno essere conservati dagli stati membri di destinazione né dovranno essere inseriti in una banca dati centrale a livello UE per tutelare i diritti sulla protezione dei dati personali secondo l’attuale regolamento dell’Unione Europea.
Cristina Montagni
Alleanza Italia – Stati Uniti sulla sostenibilità urbana nel quadro degli eventi organizzati dalla Nobel Foundation
L’Italia – come già anticipato in un mio precedente articolo – presiede il Summit del G20 a Roma il 30 ottobre e sarà impegnata su tre focus primari: “People, Planet, Prosperity”. È sul tema “Pianeta” che si intreccia il nostro futuro, un filo che lega le persone con la prosperità.
Per concentrarsi sulle persone e garantire prosperità, abbiamo bisogno di prenderci cura del pianeta, sviluppare attività per un mondo sicuro, sostenibile ed inclusivo. Raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile è fondamentale e la cooperazione globale sulla sostenibilità urbana è un tema più che mai rilevante. Infine, ricordo che l’Italia oltre alla presidenza del G20 sarà anche co-presidente nella COP26, momento unico per collaborare con i principali partner, promuovere l’agenda sui cambiamenti climatici e protezione ambientale.
Nel quadro di queste ambizione aspettative, l’Ambasciata d’Italia a Washington, insieme alla Nobel Foundation e alla National Academy of Sciences, il 28 aprile ha ospitato il webinar “Smart Cities and New Green Solutions“, dedicato allo sviluppo di città intelligenti, rivolte all’individuo, con l’obiettivo di migliorare nel tempo la salute dei sistemi umani ed ecologici del pianeta. L’evento coincide inoltre con il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche fra Italia e Stati Uniti, la co-presidenza italiana della COP26, nonché la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo. L’incontro online è stato dibattuto da esperti di alto spessore intellettuale e scientifico che hanno illustrato ognuno le proprie ricerche, condividere raccomandazioni e raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Il seminario è stato aperto dalla dott.ssa Marcia McNutt, presidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, dalla dott.ssa Maria Cristina Messa, ministra dell’università e della ricerca, dall’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio e ospite d’onore il Dr. Stanley Whittingham, direttore del NorthEast Center for Chemical Energy Storage della Binghamton University, vincitore del Premio Nobel 2019 per la Chimica.

La ministra Messa ha sottolineato che la presenza di migliaia di ricercatori italiani nei centri di ricerca degli Stati Uniti è un principio importante per rafforzare il processo di internazionalizzazione del nostro Paese. Aggiunge che occorre lavorare in maniera serrata per favorire collaborazioni – che da una parte valorizzino e supportino coloro che rappresentano l’Italia all’estero e dall’altra consentano a coloro che sono impegnati in progetti di ricerca in Italia avere condizioni migliori – per essere competitivi in settori innovativi come la transizione digitale ed ecologica. “Partecipare al Nobel Prize Summit con un evento italiano sulle Smart Cities verdi” ha detto “è un segno della volontà e capacità del nostro Paese di condividere idee e portare soluzioni utili per affrontare insieme la sfida della sostenibilità a livello globale”.

Il nostro Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Armando Varricchio, ha spiegato che la cooperazione scientifica e tecnologica è sempre stata un punto di forza nell’alleanza strategica tra Italia – Stati Uniti ed occorre continuare questa sinergia in tutti i campi, comprese le tecnologie emergenti per il clima, grazie agli oltre 15 mila ricercatori italiani presenti negli USA. Nelle parole del Primo Ministro Mario Draghi al recente Climate Summit – ha proseguito Varricchio – “gli impegni sul clima che prendiamo nel 2021 possono diventare determinanti per affrontare il cambiamento climatico nel prossimo decennio e oltre. Vogliamo agire ora, per non pentircene dopo”.

La tavola rotonda è stata moderata da Alexander Kaufman, senior reporter sul clima all’HuffPost. Tra gli esperti sono intervenuti: Dr. Chris Greer, Senior Executive for Cyber-Physical Systems, National Institute of Standards and Technology, Department of Commerce, Dr. Debra Lam, Managing Director for Smart Cities and Inclusive Innovation, Institute for People and Technology, Georgia Tech’s Institute, Dr. Carlo Ratti, Director of Senseable City Lab, MIT. Dr. Paola Malanotte-Rizzoli, Professor of Physical Oceanography, MIT.
Cristina Montagni
HPV BOARD il progetto presentato al CNEL per un futuro senza Papilloma Virus
Il virus HPV Papilloma Umano è responsabile di numerosi tumori, fra cui il tumore della cervice uterina, pene, ano, vagina, vulva, cavità orale – lingua, bocca, tonsille e orofaringe. Oggi con la prevenzione è possibile combattere l’insorgenza del Papilloma attraverso il vaccino per ragazze e ragazzi e con la diagnosi precoce. Tutta la comunità scientifica sta divulgando il messaggio per aumentare l’adesione e l’informazione da parte della popolazione.
Il 22 aprile a Roma si è svolta al CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) la presentazione del progetto “Hpv board: un futuro senza papilloma virus”, sostenuto da Francesco Riva, consigliere CNEL alla presenza di studiosi e numerose società scientifiche.
I dati raccolti dalla comunità scientifica mostrano che solo il 60% delle giovani donne esegue il Pap-test o HPV-DNA Test e aderisce a programmi di screening organizzati dalle diverse regioni. È poi pressoché inesistente l’informazione e la conoscenza dei tumori HPV correlati al distretto testa-collo e le visite periodiche per una diagnosi precoce in campo odontostomatologico e otorinolaringoiatrico. La letteratura a questo proposito restituisce dati poco confortanti, infatti, in Italia ogni anno vengono diagnosticati più di 6mila casi di tumori associati al Papilloma Virus e patologie HPV correlate con evidenti costi che pesano alla collettività per oltre 500 milioni di euro. Il dato sull’insorgenza delle patologie potrebbe essere sottostimato con il rischio di un ulteriore crescita dovuto al ritardo diagnostico e il calo delle immunizzazioni a causa della pandemia da COVID 19.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed ECCO (European Cancer Organisation) nel 2020 hanno invitato a sostenere azioni mirate per eliminare il cancro della cervice uterina e tutti gli altri HPV correlati entro il 2030. Gli scienziati avranno quindi il compito di sviluppare attività condivise in sinergia con altri specialisti per costruire una rete in grado di aumentare l’informazione tra la popolazione, diffondere in modo capillare controlli e test mirati e aumentare la collaborazione diagnostico-terapeutica fra gli specialisti.
HPV BOARD
“Il progetto ha un alto valore sociale ed economico” ha detto il presidente del Cnel Tiziano Treu “punta alla prevenzione della diffusione di patologie che hanno ripercussioni sul sistema Sanitario nazionale con costi elevati per la collettività e la pandemia da Covid ha fatto emergere l’importanza per il sistema Paese l’efficienza del sistema socio-sanitario”. “La campagna “HPV BOARD” nasce quindi per fornire strumenti rapidi nella pratica clinica della visita odontoiatrica o otorinolaringoiatrica. “Una rivoluzione che può contribuire a far scendere la curva delle diagnosi di tumori HPV correlati e in futuro cancellarli completamente” ha spiegato Francesco Riva.
Infine, Gaetano Paludetti, Presidente della Società italiana di otorinolaringoiatria ha ribadito che “l’approccio multidisciplinare è fondamentale per arrivare ad una diagnosi precoce per il trattamento di tutte le neoplasie maligne della testa e collo. Il quadro epidemiologico negli ultimi 20 anni è cambiato nei paesi occidentali per la diffusione del Papillomavirus generando un incremento dell’incidenza dei carcinomi dell’orofaringe. La consapevolezza dei pazienti e la vaccinazione saranno fondamentali per ridurre l’incidenza dei carcinomi HPV indotti e per trattarli nella maniera più appropriata”. “Il progetto” conclude Paludetti “darà la possibilità di alzare la soglia di attenzione per tutti cittadini e clinici”.
Cristina Montagni
Le ragioni della violenza e i condizionamenti psicologici nel nostro tempo
Per violenza si intende un atto commesso contro l’altrui volontà che si esprime in vari modi (abuso di potere, controllo, sopruso fisico-sessuale, psicologico, economico, plagio, minacce, umiliazione ed altro).
In Italia il 70% dei delitti commessi in famiglia coinvolgono la donna all’interno delle mura domestiche che subisce violenza fisica ed economica. Tuttavia, non sono solo le donne a patire soprusi e violenze, esiste una realtà poco narrata che attiene ai maltrattamenti nei confronti dei minori di genere maschile.

Di recente l’ISTAT ha comunicato che il 69% delle donne che si rivolge al numero verde 1522, dichiara di avere figli minori, di questi il 62% ha assistito alla violenza e il 18% sostiene di averla subita in prima persona. In generale il 97% delle violenze vengono commesse da uomini, contro l’85,4% dei casi di violenza maschile. Secondo i dati la molestia più diffusa è quella verbale, seguita da pedinamenti e molestie fisiche. L’ambiente domestico è poi il luogo in cui si svolgono la maggior parte dei maltrattamenti perlopiù ad opera di uomini che sfogano la rabbia fisicamente, mentre le donne tendono ad agire sulla psiche.

Contesto sociale di appartenenza
Nel nostro contesto sociale la violenza affettiva ed emotiva è spesso nascosta, risiede nella relazione tra genitori e figli, nella vita domestica, nel lavoro, tra i due generi e può essere economica, ideologica ed etnica. La violenza non solo uccide l’altro ma si manifesta quando si usano parole mordaci, quando si compie un gesto per allontanare una persona, quando si obbedisce per paura. Come afferma il filosofo Jiddu Krishnamurti, la violenza non è solo strage organizzata in nome di Dio, della società o della patria, è più sottile e profonda. Odio e violenza, sostiene Andrea Zirilli, sono scelte facili perché fomentate da una rabbia difficile da domare. Chi è in errore, compensa con la violenza ciò che manca (Johann Wolfgang Goethe) ed è un metodo di lotta inferiore, brutale ed illusorio, fonte di debolezza in ragione di effimeri trionfi (Filippo Turati). La violenza, frutto della nostra epoca, può uccidere colui che stai odiando, ma non uccide l’odio (Martin Luther King).
Le radici della violenza
Le radici della violenza secondo Mahatma Gandhi sono la ricchezza senza lavoro, il piacere senza coscienza, la conoscenza senza carattere, il commercio senza etica, la scienza senza umanità, la politica senza principi. Ma è anche paura delle idee altrui e poca fiducia nelle proprie (Filippo Turati), è sintomo di impotenza (Anais Nin). Nella violenza dimentichiamo chi siamo (Mary McCarthy) e le persone sono indotte a credere che il dolore derivi dagli altri, quindi gli altri meritano di essere puniti (Marshall Rosenberg). “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi” disse Martin Luther King “è l’indifferenza dei buoni perché è il rifugio dell’incompetente e dell’incapace (Isaac Asimov) e mai può creare qualcosa di buono bensì solo distruzione (Benedetto Croce).
Rabbia e paura. Le connessioni cerebrali della violenza
La violenza è una patologia che danneggia coloro che ne fanno uso indipendentemente dalla causa, e se non viene compresa sfocia in guerra o follia (Sam Peckinpah). La rabbia e la paura sono presenti sia nell’aggressore che nella vittima con modalità diverse attivate dalle connessioni cerebrali. I circuiti neurali si attivano per proteggerci dalle minacce con l’attacco (rabbia), la fuga (paura), il freezing (panico) e perdurano nei secoli; di conseguenza il nostro cervello utilizza gli stessi circuiti neurali per processare le minacce fisiche, psicologiche, emotive e sociali. Recenti studi sulla neurobiologia e neuroscienze confermano che il cervello è motore dell’apprendimento sociale dell’uomo, possiede energia, plasticità ed è in grado di modificare nel tempo la funzionalità delle sue parti in quanto dalla nascita è predisposto per poter funzionare. Le esperienze vissute attraverso l’ambiente attivano le funzionalità grazie alle connessioni neurali che a loro volta determinano comportamenti nella relazione e nella comunicazione con il mondo esterno. I comportamenti sociali che si apprendono come imitazione-modellamento – localizzati nel lobo frontale inferiore sinistro della corteccia anteriore ed in alcune aree del lobo frontale – sono responsabili del controllo delle emozioni e dei comportamenti aggressivi.
In conclusione, tra tutte le emozioni vissute dall’uomo, rabbia e paura sono quelle che si alternano più facilmente come la felicità, tristezza, gioia e dolore.
Maria Zampiron
Psicologa-Psicoterapeuta
Ordine degli Psicologi della Regione Lazio
Fondazione Onda e l’Open Week salute donna
In occasione della VI Giornata nazionale della salute della donna, la Fondazione Onda dedica dal 19 al 25 aprile una settimana gratuita di prevenzione e cura al femminile. L’obiettivo è promuovere una sana informazione sulle patologie più diffuse a livello epidemiologico nella popolazione (quali sono, come prevenirle, come riconoscerle e affrontarle).

Alimentare la conoscenza, sviluppare consapevolezza è un passo fondamentale per tutelare la propria salute e compiere scelte adeguate a preservarla. La buona informazione genera scelte migliori anche in ambito sanitario in termini di diagnosi e cura. In questa occasione non manca il progetto “UNA SETTIMANA PER LA SALUTE DELLA DONNA NEGLI OSPEDALI CON I BOLLINI ROSA”.

Gli ospedali con i Bollini Rosa che hanno aderito all’iniziativa, saranno offerti gratuitamente servizi clinici, diagnostici e informativi (in presenza e a distanza) nelle aree specialistiche di cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia e malattie del metabolismo, geriatria, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia, violenza sulla donna. Un appuntamento per sottolineare l’importanza della prevenzione primaria, della diagnosi precoce, dell’aderenza terapeutica e facilitare l’accessibilità ai servizi, ancor più a fronte del protrarsi dell’emergenza sanitaria da pandemia Covid-19.
Per conoscere orari, date e modalità di accesso ai servizi, basta cliccare sul banner in home page e scoprire i servizi offerti. Seleziona la Regione e la Provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali e il nome della struttura per consultare il/i servizio/i offerto/i.
Tutte le prestazioni sono consultabili dal 6 aprile 2021 a questo link H-Open Week sulla Salute della Donna (bollinirosa.it)
Cristina Montagni












