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Stati Generali della Natalità, Papa Francesco e il Premier Draghi riflettono sull’“inverno demografico”

“Questa è l’epoca delle grandi riflessioni collettive, si è perso l’ottimismo nei primi dieci anni di questo secolo ed è giunto il momento di rivedere la nostra vita sociale, ammettere le fragilità, essere sinceri ed ascoltare le voci che erano prima marginali”. Da qui parte la riflessione del Presidente del Consiglio Mario Draghi alla I edizione degli Stati Generali della natalità, convegno dedicato al futuro della demografia in Italia per rilanciare il Paese a partire da nuove nascite.

Il meeting – svolto in presenza il 14 maggio al foyer dell’Auditorium della Conciliazione a Roma con la partecipazione di Papa Francesco – è stato sostenuto da associazioni familiari, imprese, media e istituzioni per iniziare una nuova narrazione sulla questione natalità come indicato dal presidente del Forum, Gianluigi De Palo. Alla conferenza sono intervenuti la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Mario Draghi – Ph: Cristian Gennari

Il premier Draghi nell’intervento si è soffermato sui danni causati al pianeta, al nostro “inverno demografico” che con la pandemia ha determinato ripercussioni sull’equilibrio delle generazioni, sul welfare italiano e sull’allargamento delle disuguaglianze; tutti elementi che hanno inciso profondamente sulla nostra esistenza. “Avere il desiderio di costruire una famiglia orienta in maniera irreversibile la vita di ciascuno di noi e questa dimensione etica – fondante in tutte le società – è spesso negata o respinta in favore dell’affermazione individuale”. “Oggi” dice Draghi “è indispensabile abbattere queste barriere ideologiche e l’importanza di avere figli è un prodotto del miglioramento della condizione della donna, e non antitetico alla sua emancipazione”.

Lo Stato deve accompagnare questa consapevolezza ed investire nel miglioramento della condizione femminile e mettere la società – donne e uomini – in grado di formare una famiglia (in Italia il tasso di natalità è all’1,24 figli per donna). Nel nostro Paese sostiene Draghi esistono ragioni oggettive per la scarsa natalità che sono di natura economica ma se rapportate ad altre società più equilibrate, la natalità non va meglio anzi è in calo. Le motivazioni vanno ricercate nella mancanza di sicurezza e stabilità, un lavoro certo, una casa e un sistema di welfare e servizi per l’infanzia dove l’Italia è carente. Inoltre, i giovani fanno fatica a trovare lavoro ma qualora riescano a superare questo scoglio spesso sono costretti a rassegnarsi ad una perenne precarietà, da qui sfuma il sogno di acquistare una casa. La crisi sanitaria ha messo a dura prova la natalità e il declino è aumentato; nel 2020 sono nati solo 404 mila bambini, il 30% in meno rispetto a dieci anni fa, e sempre nel 2020 la differenza tra nascite e morti ha toccato il record negativo di 340 mila persone in meno.

Papa Francesco apre gli Stati Generali della Natalità (SGDN)
Ph: Cristian Gennari

“Un’Italia senza figli” ha affermato Draghi “è un’Italia che non ha posto per il futuro è un Italia che lentamente finisce di esistere” e conferma che l’attuale Governo si sta impegnando per aiutare economicamente le coppie e le giovani donne. Sarà disposto un sostegno economico alle famiglie con figli attraverso l’assegno unico universale e da luglio entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati che oggi non hanno accesso agli assegni familiari, infine, nel 2022 la misura sarà estesa agli altri lavoratori. In complesso le risorse messe a bilancio saranno oltre 21 miliardi di euro che si consolideranno negli anni a venire. In una recente dichiarazione ha elencato le misure a favore di giovani, donne e famiglie presenti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le misure si riferiscono alla realizzazione di asili nido, scuole per l’infanzia, estensione del tempo pieno e il potenziamento delle infrastrutture scolastiche, investimenti nelle politiche attive sul lavoro, nelle competenze scientifiche e nell’apprendistato. Il PNRR prevede però una clausola per incentivare le imprese ad assumere più donne e giovani, condizione per partecipare agli investimenti previsti nel Piano. Infine, con il decreto “Imprese, lavoro, professioni” che sarà presentato nei prossimi giorni, lo Stato garantirà ai giovani gran parte del finanziamento per l’acquisto della prima casa con l’abbattimento degli oneri fiscali. Conclude il suo intervento dicendo che è “necessario aiutare i giovani a recuperare fiducia e determinazione per tornare a credere nel futuro, investendo in loro il nostro presente”.

Cristina Montagni

La Trasparenza per modernizzare il WELFARE

La forza della trasparenza per il welfare italiano, è l’ultimo rapporto presentato il 10 novembre 2016 presso il CENSIS. Il seminario, realizzato in collaborazione con il Forum Ania-Consumatori, mette in luce come gli italiani considerano essenziale il welfare per la coesione sociale e lo sviluppo. La crisi economica del paese ha modificato nel tempo lo scenario e cambiato la percezione dei cittadini riguardo a determinati aspetti della spesa sociale. Il welfare oggi non rappresenta più una fonte di rassicurazione e di riduzione delle disuguaglianze sociali. Gli sprechi e la corruzione sono sempre meno accettati dagli italiani perché dovrebbero garantire il massimo della trasparenza nell’utilizzo delle risorse. Tra i cittadini prevale l’opinione che in passato il welfare sia stato troppo generoso e questo rappresenta una delle cause della crisi. A dichiararlo è il 50,6% della popolazione italiana, mentre il 58% dei cittadini è convinto che molti dei tagli operati dal sistema welfare siano stati necessari perché hanno colpito sprechi e inefficienze. I dati dell’indagine sono chiari: il 71,4% degli italiani ritiene che vi siano troppi sprechi nella sanità e il 71,3% pensa che gli sprechi risiedano nell’assistenza sociale come ad esempio le pensioni d’invalidità ingiustificate.

Nel rapporto si traccia un quadro in cui i cittadini «si arrangiano» ricorrendo a conoscenze, amicizie, raccomandazioni oppure facendo regali o pagando. Lo scenario mette in luce un sistema opaco che favorisce comportamenti opportunistici e un uso inappropriato delle risorse. Per questo la maggioranza degli italiani sostiene che è necessaria una maggiore trasparenza nel welfare: l’81,5% dei cittadini valuta positivamente la possibilità di avere una comunicazione trasparente dei costi delle proprie prestazioni sanitarie.

Trasparenza significa chiarezza nei costi, nei ruoli e soprattutto nelle aspettative

Il welfare è un patto sociale tra cittadini finalizzati a proteggere il proprio benessere e a tutelare il futuro proprio e anche dei figli. A dirlo è Pier Ugo Andreini – Presidente del Forum Ania-Consumatori. Come tutti i patti, il principio di trasparenza nelle informazioni e di eticità nei comportamenti è fondamentale per il suo buon funzionamento. Assicuratori e Consumatori del Forum auspicano un effettivo impegno delle istituzioni a fornire alle cittadine informazioni tempestive, complete, semplici e trasparenti in materia di welfare, dalla previdenza delle pensioni. Giuseppe De Rita, Presidente del Censis sostiene che il welfare italiano è sempre stato una piattaforma di sicurezza per le famiglie, garantendo le spalle coperte. Se le famiglie richiedono risposte mirate e quotidiane ai bisogni sociali, è importante metterle nelle condizioni di capire dove e in che modo, con quali risorse, possono sostenerle.

I risultati della ricerca «La forza della trasparenza per il welfare italiano» realizzata dal Censis per il Forum Ania-Consumatori, sono stati presentati a Roma da Francesco Maietta, Responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis, da Giacomo Carbonari, Segretario Generale del Forum Ania-Consumatori, Luigi Di Falco, Responsabile Vita e Welfare di Ania, Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino. Le conclusioni affidate a Pier Ugo Andreini, Presidente del Forum Ania-Consumatori, e Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

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