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Il Global Health Summit 2021 termina con la “Dichiarazione di Roma”

Il 21 maggio a Roma si è svolto a Villa Pamphili il Global Health Summit (Vertice Mondiale sulla Salute) co-organizzato dall’Italia durante l’anno della Presidenza di turno del G20 e dalla Commissione europea.

Global Health Summit 2021 – Rome 21 maggio 2021 – Villa Pamphilj

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi e la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen nell’aprire il vertice – in prevalenza virtuale – hanno invitato i leader del mondo, i responsabili delle organizzazioni internazionali e regionali, i rappresentanti degli organismi sanitari, l’opportunità di scambiarsi esperienze maturate durante la pandemia e approvare la “Dichiarazione di Roma”. Si tratta di un patto suddiviso in 16 punti che fissa le regole per rafforzare la cooperazione multilaterale e prevenire le crisi sanitarie mondiali nell’ottica di una sanità più equa.

Presidente Mario Draghi e Presidente Commissione Europea Ursula Von der Leyen

“Quello che abbiamo fatto oggi è un primo passo” ha dichiarato Mario Draghi. “Il Global Health Summit è importante per la forza e la sincerità degli obiettivi presi, soprattutto è caratterizzato da concreti impegni in termini di dosi di vaccini e finanziamenti per la distribuzione nei paesi poveri. Da questo lavoro traspare il forte desiderio di andare avanti per ottenere risultati consolidati in futuro”, ha commentato Draghi a fine giornata.

I sedici punti della Dichiarazione di Roma

La pandemia continua ad essere una crisi sanitaria e socioeconomica globale con effetti diretti e indiretti sulle persone vulnerabili, donne, ragazze e bambini, sui lavoratori in prima linea e sugli anziani. Non si può dire sconfitta fino a quando tutti i paesi non saranno in grado di tenere la malattia sotto controllo. Si deve puntare su una vaccinazione di massa, globale, sicura, efficace ed equa, congiuntamente ad altre misure di salute pubblica per tornare ad una crescita sostenibile, equilibrata ed inclusiva. Dare priorità agli investimenti sulla salute globale ed universale – One Health – dove al centro c’è l’assistenza sanitaria primaria.

Nella Dichiarazione si legge la necessità di migliorare l’impianto sanitario finanziandolo in modo sostenibile per raggiungere un sistema sanitario inclusivo e resiliente che consenta a tutti il diritto di godere di elevati standard di salute. Sottolinea la necessità di promuovere il ruolo centrale dell’OMC (Organizzazione mondiale del commercio) e l’importanza delle catene di approvvigionamento globali aperte, resilienti, diversificate, sicure ed efficienti lungo l’intera catena di valore relativa alle emergenze sanitarie.

Il documento punta sull’importanza di un accesso equo e globale a tutti gli strumenti di prevenzione sfruttando l’esperienza di ACT-A (acceleratore fondato ad aprile 2020 dalla collaborazione internazionale di governi, scienziati, società civile, imprese e organizzazioni internazionali o filantropiche che si occupano di salute globale per aumentare lo sviluppo, la produzione e l’accesso a trattamenti e vaccini COVID-19), aperto a misure non farmaceutiche, acqua pulita, servizi igienico-sanitari, alimentazione e sistemi sanitari inclusivi e resilienti con chiari piani di somministrazione e alfabetizzazione sanitaria.

La Dichiarazione esorta a sostenere i paesi a basso e medio reddito nel formare competenze specifiche e consentire l’utilizzo delle tecnologie sanitarie con la trasformazione digitale dei sistemi sanitari. Segnala l’importanza di sfruttare le competenze e le piattaforme delle organizzazioni per facilitare la condivisione dei dati, lo sviluppo di capacità e il trasferimento volontario di tecnologia e know-how a condizioni prestabilite.

Focalizza la necessità di aumentare le strutture esistenti di prevenzione per un’equa immunizzazione contro le malattie prevedibili con programmi di sorveglianza e salute, HIV / AIDS, tubercolosi, malaria e altre malattie non trasmissibili per la distribuzione di servizi integrati affinché nessuno venga lasciato indietro. C’è l’impegno di investire nella forza lavoro sanitaria e assistenziale mondiale, accelerando nell’inclusione sociale e nell’uguaglianza di genere con istruzione e formazione, comprese le iniziative pertinenti all’OMS, tra cui WHO Academy.

La Dichiarazione riporta la volontà di investire in meccanismi multilaterali guidati dall’OMS per facilitare l’assistenza nei paesi in via di sviluppo e quelli colpiti dalla crisi. Le politiche globali -si legge- dovranno spingere per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), combattere le emergenze sanitarie, salute, povertà, disuguaglianze strutturali, degrado ambientale, transizioni verdi e digitali e promuovere per tutti la prosperità. Affinché ciò si concretizzi è fondamentale promuovere un dialogo inclusivo con le comunità locali, la società civile, i lavoratori in prima linea, i gruppi vulnerabili, le donne, le organizzazioni e le parti interessate per contrastare la disinformazione. Intraprendere campagne di promozione sulla salute, affrontare le questioni sanitarie critiche come le malattie non trasmissibili, la salute mentale, l’alimentazione e la nutrizione per migliorare la resilienza alle future crisi sanitarie.

Secondo uno spirito di solidarietà, sono tutti d’accordo nell’unire gli sforzi per sostenere la produzione, la fornitura e l’acquisto di vaccini per i paesi a basso e medio reddito. Per garantire l’efficacia di tali meccanismi si dovrà fare leva su un sistema di finanza mista, meccanismi innovativi, fonti pubbliche, private e filantropiche e fondi provenienti da istituzioni finanziarie internazionali. La Dichiarazione di Roma mette in primo piano l’importanza degli sforzi multilaterali per soddisfare le esigenze di finanziamento dei paesi a basso reddito, compresa la proposta di prelievo da parte dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale) e altre misure approvate dal G20. Infine, si fa un appello alle banche multilaterali di sviluppo e alle organizzazioni internazionali per aumentare nell’ambito dei loro mandati e dei rispettivi budget, gli sforzi in prevenzione e controllo delle minacce alla salute migliorando il coordinamento.

Interventi di alcuni leader al Summit  

“Sullo sforzo vaccinale” ha detto Von der Leyen “l’UE non si tira indietro”. “Il team europeo punta a donare almeno 100 milioni di dosi di vaccini ai paesi in via di sviluppo prima della fine del 2021”.

Presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping

Il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping ha ricordato “un anno fa proposi che i vaccini diventassero un bene pubblico globale. Occorre rifiutare ogni forma di nazionalismo vaccinale”. “La Cina” ha aggiunto “donerà nei prossimi tre anni 3 miliardi di dollari per rispondere all’emergenza” ed inoltre è favorevole alla sospensione dei brevetti sulle vaccinazioni nonché al trasferimento delle tecnologie necessarie per la produzione.

Vicepresidente degli Stati Uniti – Kamala Harris

La vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha assicurato che continueranno a donare le dosi in eccesso contro il Covid-19 e Washington ha disposto per i Paesi in via di sviluppo 60 milioni di dosi di AstraZeneca e a breve la donazione di altri 20 milioni di dosi. Infine, dice “dobbiamo fare tutto ciò in nostro potere per prevenire le prossime pandemie” e propone l’introduzione di un meccanismo di sorveglianza in grado di individuare a livello globale le minacce biologiche pericolose.

Bill Gates, copresidente della Fondazione Bill e Melinda Gates, ha sottolineato che le azioni più urgenti per avere un’equità vaccinale sono “condividere dollari e dosi”. Il filantropo statunitense ha segnalato che alcuni paesi “hanno prenotato una quantità di vaccini superiore al fabbisogno senza pregiudicare la propria campagna vaccinale” e per questo ha esortato le nazioni a “condividere le dosi in eccesso, oltre un miliardo nel 2021”.

Antonio Guterres, Segretario generale ONU

Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu, ha rimarcato che le iniziative nate per gestire la pandemia abbiano una leadership coordinata e che le istituzioni finanziarie internazionali, aziende farmaceutiche e stakeholder, siano unite per “un’equa distribuzione globale di vaccini utilizzando la struttura Covax (programma internazionale per offrire un equo accesso ai vaccini anti COVID-19).

Direttore generale WTO – Ngozi Okonjo-Iweala

La direttrice generale dell’organizzazione mondiale del commercio (WTO) Okonjo-Iweala ha dichiarato che una delle sfide principali è diversificare la produzione dei vaccini, ora concentrata per l’80% in 10 nazioni europee, nordamericane e Asia meridionale. “Non è normale che l’Africa con 1,3 miliardi di persone abbia lo 0,17% della capacità produttiva del mondo, ciò deve cambiare” e conclude che l’America Latina ha circa il 2% della capacità di produzione globale.

Infine il CEO di Pfizer, Albert Bourla e la casa farmaceutica tedesca BioNTech hanno annunciato che assegneranno due miliardi di dosi di vaccino anti-Covid ai Paesi a basso e medio reddito nei prossimi 18 mesi, mentre Johnson & Johnson e Moderna forniranno 500 milioni e 995 milioni di dosi a basso costo ai Paesi più poveri.

Cristina Montagni

DICHIARAZIONE DI ROMA

Stati Generali della Natalità, Papa Francesco e il Premier Draghi riflettono sull’“inverno demografico”

“Questa è l’epoca delle grandi riflessioni collettive, si è perso l’ottimismo nei primi dieci anni di questo secolo ed è giunto il momento di rivedere la nostra vita sociale, ammettere le fragilità, essere sinceri ed ascoltare le voci che erano prima marginali”. Da qui parte la riflessione del Presidente del Consiglio Mario Draghi alla I edizione degli Stati Generali della natalità, convegno dedicato al futuro della demografia in Italia per rilanciare il Paese a partire da nuove nascite.

Il meeting – svolto in presenza il 14 maggio al foyer dell’Auditorium della Conciliazione a Roma con la partecipazione di Papa Francesco – è stato sostenuto da associazioni familiari, imprese, media e istituzioni per iniziare una nuova narrazione sulla questione natalità come indicato dal presidente del Forum, Gianluigi De Palo. Alla conferenza sono intervenuti la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi.

Mario Draghi – Ph: Cristian Gennari

Il premier Draghi nell’intervento si è soffermato sui danni causati al pianeta, al nostro “inverno demografico” che con la pandemia ha determinato ripercussioni sull’equilibrio delle generazioni, sul welfare italiano e sull’allargamento delle disuguaglianze; tutti elementi che hanno inciso profondamente sulla nostra esistenza. “Avere il desiderio di costruire una famiglia orienta in maniera irreversibile la vita di ciascuno di noi e questa dimensione etica – fondante in tutte le società – è spesso negata o respinta in favore dell’affermazione individuale”. “Oggi” dice Draghi “è indispensabile abbattere queste barriere ideologiche e l’importanza di avere figli è un prodotto del miglioramento della condizione della donna, e non antitetico alla sua emancipazione”.

Lo Stato deve accompagnare questa consapevolezza ed investire nel miglioramento della condizione femminile e mettere la società – donne e uomini – in grado di formare una famiglia (in Italia il tasso di natalità è all’1,24 figli per donna). Nel nostro Paese sostiene Draghi esistono ragioni oggettive per la scarsa natalità che sono di natura economica ma se rapportate ad altre società più equilibrate, la natalità non va meglio anzi è in calo. Le motivazioni vanno ricercate nella mancanza di sicurezza e stabilità, un lavoro certo, una casa e un sistema di welfare e servizi per l’infanzia dove l’Italia è carente. Inoltre, i giovani fanno fatica a trovare lavoro ma qualora riescano a superare questo scoglio spesso sono costretti a rassegnarsi ad una perenne precarietà, da qui sfuma il sogno di acquistare una casa. La crisi sanitaria ha messo a dura prova la natalità e il declino è aumentato; nel 2020 sono nati solo 404 mila bambini, il 30% in meno rispetto a dieci anni fa, e sempre nel 2020 la differenza tra nascite e morti ha toccato il record negativo di 340 mila persone in meno.

Papa Francesco apre gli Stati Generali della Natalità (SGDN)
Ph: Cristian Gennari

“Un’Italia senza figli” ha affermato Draghi “è un’Italia che non ha posto per il futuro è un Italia che lentamente finisce di esistere” e conferma che l’attuale Governo si sta impegnando per aiutare economicamente le coppie e le giovani donne. Sarà disposto un sostegno economico alle famiglie con figli attraverso l’assegno unico universale e da luglio entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati che oggi non hanno accesso agli assegni familiari, infine, nel 2022 la misura sarà estesa agli altri lavoratori. In complesso le risorse messe a bilancio saranno oltre 21 miliardi di euro che si consolideranno negli anni a venire. In una recente dichiarazione ha elencato le misure a favore di giovani, donne e famiglie presenti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le misure si riferiscono alla realizzazione di asili nido, scuole per l’infanzia, estensione del tempo pieno e il potenziamento delle infrastrutture scolastiche, investimenti nelle politiche attive sul lavoro, nelle competenze scientifiche e nell’apprendistato. Il PNRR prevede però una clausola per incentivare le imprese ad assumere più donne e giovani, condizione per partecipare agli investimenti previsti nel Piano. Infine, con il decreto “Imprese, lavoro, professioni” che sarà presentato nei prossimi giorni, lo Stato garantirà ai giovani gran parte del finanziamento per l’acquisto della prima casa con l’abbattimento degli oneri fiscali. Conclude il suo intervento dicendo che è “necessario aiutare i giovani a recuperare fiducia e determinazione per tornare a credere nel futuro, investendo in loro il nostro presente”.

Cristina Montagni

L’Italia ospita il Pre-Vertice a Roma sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite 2021

L’Italia dal 19 al 21 luglio darà il via ai lavori pre-Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari 2021. La manifestazione che si svolgerà a Roma, annunciata il 17 marzo dalle Nazioni Unite e dal Governo italiano, sarà un’occasione per realizzare nuovi obiettivi in considerazione che l’Italia presiederà a novembre il G20 e ospiterà la Conferenza delle parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26, Climate Change Conference of the Parties).

Sotto la guida del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, l’evento contribuirà a riunire gli sforzi di un processo globale che ambisca alla trasformazione dei sistemi alimentari. La tre giorni che ospiterà giovani, piccoli agricoltori, popolazioni indigene, ricercatori, settore privato, leader politici e ministri dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute e delle finanze, mira a fornire un approccio scientifico basato sulle buone pratiche provenienti da tutto il mondo e lanciare azioni condivise per mobilitare finanziamenti e nuove alleanze. Il Vertice finale sui sistemi alimentari si svolgerà poi a settembre durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Il pre-vertice in Italia” ha spiegato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres “sarà fondamentale per mobilitare gli ambiziosi impegni di cui abbiamo bisogno per costruire sistemi alimentari sostenibili che siano di aiuto alle popolazioni, al pianeta e alla prosperità”. “Queste azioni” ha aggiunto “daranno la possibilità di ricostruire il mondo post COVID-19, combattere la fame crescente ed affrontare la crisi climatica”.

Sulla stessa linea il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato “mi aspetto che tutti si uniscano a noi in uno sforzo globale per proteggere l’ambiente con azioni significative”. “L’Italia” ha poi aggiunto “è pronta ad accogliere il Vertice sui sistemi alimentari a Roma per affrontare il tema della sicurezza alimentare all’interno del programma come Presidenza del G20. Infine, ha ricordato che con le Nazioni Unite e le agenzie con sede a Roma, l’Italia si impegnerà a promuovere un’agricoltura migliore, filiere produttive sostenibili e stili di vita salutari.

Svolgimento dei lavori nel Pre-Vertice a Roma

Il pre-vertice si svolgerà in modalità virtuale per tre giorni, durante i quali molti parteciperanno di persona presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite e dalla sede FAO di Roma, mentre altri si collegheranno da ogni parte del mondo attraverso un’imponente piattaforma virtuale. Durante le conferenze i principali leader mondiali saranno chiamati a proporre strategie, soluzioni ed alleanze per “ricostruire meglio” dopo il Covid-19. Allo stesso modo i leader di tutto il mondo saranno interpellati sul come raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals), ognuno dei quali fa riferimento ai sistemi alimentari, alla nutrizione, alla sostenibilità e all’equità.

Ulteriori informazioni sul Vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite del 2021 sono disponibili online: www.un.org/en/food-systems-summit

Cristina Montagni

Draghi incassa la fiducia ora al via il piano per un’Italia migliore

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ottenuta la fiducia in Parlamento, dovrà mettere in atto il programma di rilancio dell’Italia presentato il 17 febbraio alle Camere. In un discorso di 50 minuti, scandisce gli interventi che porteranno alla rinascita del Paese.

Prof. Mario Draghi – Presidente del Consiglio

Speranza, futuro, ripresa e resilienza, le priorità del suo mandato per ricostruire un Italia lacerata dalla pandemia e dalla recessione economica come mai dal dopoguerra. Il Governo poggerà su solide radici seguendo gli assi dell’innovazione, digitalizzazione, competitività, cultura, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile, formazione e ricerca, equità sociale e di genere, salute e filiera produttiva. Centrale sarà la politica estera, europeismo, atlantismo e multilateralismo fondata sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite senza dimenticare i diritti umani.

Responsabilità nazionale, europeismo, vita dei cittadini

Il suo pensiero va alla responsabilità nazionale e al dovere di combattere la pandemia per salvaguardare la vita dei cittadini. “Una trincea” dice “dove combattiamo tutti insieme: il virus è nemico di tutti, ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno” ha dichiarato. Poi aggiunge “whatever it takes” per promuovere il capitale umano, formazione, scuola, università e cultura. Dare risposte ai giovani costretti ad emigrare per lavoro e realizzare un’effettiva parità di genere. “Il Governo” ha ribadito Draghi “nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea e come protagonista dell’Alleanza atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali a difesa d’irrinunciabili principi e valori”. “Sostenere il Governo” ha specificato “significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro e la prospettiva di un’Unione europea più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune, in grado di sostenere i Paesi nei periodi di recessione.

Infine, conclude “senza l’Italia non c’è l’Europa, ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine”.

Povertà, disuguaglianza e disoccupazione selettiva

Draghi ha ricordato che da quando è esplosa l’epidemia l’aspettativa di vita è diminuita: fino a quattro o cinque anni nelle zone di maggior contagio e di un anno e mezzo o due per tutta la popolazione italiana. “Il virus” ha detto “ha comportato gravissime conseguenze nel tessuto economico e sociale del nostro Paese con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente nei giovani e nelle donne: un fenomeno destinato ad aggravarsi quando finirà il divieto di licenziamento”. In aggiunta si è acuita la povertà e i dati Caritas mostrano che l’incidenza di nuovi poveri sono passati dal 31 al 45 per cento. Una persona su due oggi si rivolge alla Caritas e lo fa per la prima volta. Ma tra i nuovi poveri aumenta il peso delle famiglie con minori, donne, giovani, che rappresentano la maggioranza rispetto allo scorso anno. La cassa integrazione da aprile a dicembre 2020 supera i quattro milioni e gli occupati nel 2020 sono diminuiti di 444 mila unità. Un calo concentrato sui contratti a termine, sui lavoratori autonomi e soprattutto su giovani e donne. Questa ha sottolineato “è una disoccupazione selettiva” che potrebbe travolgere anche lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

Scuola da riformare  

Il Covid ha provocato ferite sul piano sanitario, economico, culturale ed educativo. Ragazze e ragazzi hanno avuto un servizio scolastico frammentato che ha creato disagi e provocato diseguaglianze soprattutto nel digital divide. “Per la scuola, occorre tornare a un orario scolastico normale e recuperare le ore di didattica in presenza soprattutto nelle Regioni del Mezzogiorno. È necessario investire in una transizione culturale e ridisegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, attingendo al panorama europeo, con l’inserimento di nuove materie, coniugando le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche del multilinguismo. Investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni con particolare attenzione agli istituti tecnici nell’area digitale e ambientale”. La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno cambiando il mercato del lavoro e richiedono adeguamenti anche nella formazione universitaria. Occorre investire di più nella ricerca, riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce nuova conoscenza e su nuovi modelli in tutti i campi scientifici.

Piano vaccinale e riforma della sanità

La prima sfida di Draghi sarà ottenere dosi sufficienti di vaccino per distribuirlo rapidamente alla popolazione. “Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie, ricorrendo alla Protezione civile, alle Forze armate e ai volontari. Quanto alla distribuzione deve essere disponibile in tutte le strutture pubbliche e private, imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo di quantità di vaccini adeguate. Sulla scorta dei mesi scorsi sarà necessario attuare una riforma della sanità italiana, ridisegnando quella territoriale, realizzando una rete di servizi di base: case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria. Draghi parla anche di livelli essenziali di assistenza e aggiunge che la casa è il principale luogo di cura grazie alla telemedicina e l’assistenza domiciliare integrata.

Ambiente e clima

L’ambiente va protetto conciliando il progresso con il benessere sociale per giungere ad un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra. In Italia alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Il turismo che prima del Covid rappresentava il 14 per cento del totale delle attività economiche, va aiutato ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. La risposta della politica economica al cambiamento climatico dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, politiche finanziarie agili che facilitino l’accesso delle imprese a crescere, politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per nuove attività sostenibili.

Lavoro

Il Governo, afferma Draghi, dovrà proteggere tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore aiutare tutte le attività economiche, alcune dovranno necessariamente trasformarsi. 7 milioni di lavoratori hanno fruito di strumenti di integrazione salariale e a pagare il prezzo più alto sono stati proprio i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. “È a loro che bisogna pensare” commenta “quando si affronta una strategia di sostegno alle imprese e al lavoro, sul credito e sul capitale. Centrali saranno le politiche attive sul lavoro, ma affinché siano operative è necessario rafforzare gli strumenti esistenti; assegno di riallocazione, politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati”.

Parità di genere

Per rilanciare il Paese non si può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nell’occupazione rimane in Italia tra i più alti in Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. “Una vera parità di genere” dice Draghi “non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge, richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. Il Governo intende lavorare in questo senso, puntando ad un riequilibrio del gap salariale e a un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro. “Garantire parità di condizioni” specifica Draghi “significa assicurare eguale accesso alla formazione e competenze digitali, tecnologiche e ambientali che permettano di fare più carriera. Infine, dice che l’aumento dell’occupazione femminile è un obiettivo imprescindibile nel Mezzogiorno.

Programma nazionale di ripresa e resilienza

“Per riuscire a spendere i fondi del Programma nazionale di ripresa e resilienza nel Mezzogiorno occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando all’esperienza passata che spesso ha deluso le speranze”. Quanto alle infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare e accelerare gli investimenti in tempi e costi certi in linea con quanto indicato nel Programma spingendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e tecnologie digitali.

Next generation EU

La strategia per i progetti del Next generation EU deve essere sinergica, in grado di incidere su più settori in maniera coordinata. Avremo a disposizione circa 210 miliardi in sei anni e queste risorse dovranno essere spese per migliorare la crescita della nostra economia.

Altri obiettivi di Draghi

Nelle prossime settimane il Governo rafforzerà le strategie del programma, in particolare riguardo agli obiettivi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G. Compito dello Stato sarà utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, istruzione, formazione, regolamentazione, incentivazione e tassazione. Sulla base di questa visione, il Programma indicherà gli obiettivi per il prossimo decennio con una tappa intermedia per l’anno finale del Next generation Eu, il 2026. Quindi nei progetti sarà necessario dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo tra 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione europea intende arrivare a zero emissioni di CO2 e gas clima-alteranti. Infine, sarà cruciale il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma nazionale. Quanto alla riforma del fisco, Draghi dice che sarebbe opportuno seguire l’esempio della Danimarca. Una revisione dell’Irpef, per ridurre il carico fiscale, preservare la progressività e contrastare l’evasione fiscale. Poi parla di riforma della pubblica amministrazione che nonostante abbia dimostrato capacità di adattamento e resilienza, ha fatto emergere fragilità che devono essere affrontate. Sul fronte della giustizia, la Commissione esorta ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro.

Prof. Mario Draghi

Politica estera

Negli ultimi anni c’è stata una spinta alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. La pandemia ha accelerato lo scambio con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. L’Italia dovrà rafforzare il rapporto strategico con Francia e Germania, ma occorrerà pure consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria (Spagna, Grecia, Malta e Cipro). Cruciale sarà la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati. Infine, con la nuova presidenza Biden si prospetta un cambiamento di metodo più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali.

Presidenza dell’Italia al G20

Da dicembre scorso e per tutto il 2021 l’Italia presidierà per la prima volta il G20. Il programma ruoterà intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. In questo lasso di tempo l’Italia avrà la responsabilità di guidare il gruppo verso l’uscita dalla pandemia e rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. “Si tratterà per noi, di ricostruire e ricostruire meglio” ha commentato Draghi. “Insieme al Regno Unito, continua “punteremo sulla sostenibilità e la transizione verde nella prospettiva della prossima Conferenza sul cambiamento climatico, coinvolgendo attivamente le giovani generazioni attraverso l’evento Youth4Climate”.

Cristina Montagni