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UNICEF Italia. Proposte per tutelare i diritti delle bambine e dei bambini
L’UNICEF Italia il 19 marzo ha proposto alcune raccomandazioni per rafforzare un modello di paternità vicino ad una cultura della cura condivisa e tutelare i diritti degli adolescenti. L’organizzazione ha ricordato che una paternità accudente è una dimensione fondamentale per costruire una società più equa, attenta al benessere di ogni bambino e bambina.

Il modello, pensato per creare un ambiente sereno e alleggerire i carichi di cura delle madri, è articolato in quattro punti essenziali:
• Estendere la durata e l’accessibilità del congedo di paternità oltre gli standard normativi, per garantire un futuro di parità e condivisione della responsabilità educativa e di cura, nonché incentivare la fruizione del congedo parentale.
• Avviare un processo virtuoso per le aziende e organizzazioni che decidono di adottare politiche di lavoro family-friendly, volte alla conciliazione vita-lavoro e al rafforzamento di nuovi modelli culturali di paternità responsiva.
• Aumentare i programmi di formazione per il personale sanitario per aiutare i padri nel loro ruolo accudente sin dai primi mille giorni di vita del neonato.
• Sostenere percorsi di sensibilizzazione, all’interno dei servizi territoriali, che promuovano l’importanza della partecipazione attiva dei padri.
“La paternità – ha commentato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia – “rappresenta un potente strumento di trasformazione sociale. Per questo l’UNICEF raccomanda ai decisori politici e al settore privato di adottare strumenti adeguati fin dai primi giorni di vita delle bambine e dei bambini”. “Il sostegno dei padri ha concluso “è determinante per l’allattamento, poiché contribuisce a creare un ambiente sereno e la condivisione dei carichi di cura alleggerisce la pressione sulle madri. Promuovere una paternità coinvolgente significa investire in una società più equa e paritaria ma soprattutto costruisce un sistema più attento ai diritti dei più piccoli”.
Cristina Montagni
Assegno unico e universale per figli a carico
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 230/2021 che dà il via dal 1° gennaio 2022 all’assegno unico e universale per i figli a carico, provvedimento atteso in quanto unifica, sostituisce e razionalizza una serie di misure a sostegno delle famiglie e nasce per stimolare la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione femminile. L’Assegno unico è un beneficio che riguarda oltre 7 milioni di famiglie per circa 11 milioni di minori e, ad oggi, sono state presentate 266.309 domande che riguardano 427.010 figli.

Dal 1° gennaio 2022 le famiglie possono richiedere all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale l’assegno unico universale per i figli a carico fino al compimento di 21 anni e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo modulare varia in base alla condizione economica del nucleo familiare, età, numero dei figli ed eventuali disabilità. Da marzo 2022 cesseranno gli altri strumenti a sostegno della natalità – ad eccezione dell’assegno unico che non assorbe e né limita gli importi del bonus asilo nido – che verranno sostituiti dall’attuale misura e riguardano:
- premio alla nascita o all’adozione (bonus mamma domani);
- assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
- assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfani;
- assegno di natalità (Bonus bebè),
- detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

“L’avvio dell’assegno unico – ha dichiarato il presidente dell’Inps Pasquale Tridico – oltre a rappresentare un’innovazione a favore delle famiglie e della natalità, si realizza con successo grazie al piano di trasformazione digitale adottato dall’Istituto in questi anni e grazie alla collaborazione con tutti gli attori professionali e istituzionali. Un lavoro corale a beneficio dei cittadini e al servizio delle riforme per la crescita”
Destinatari dell’assegno unico e universale
L’assegno interessa tutte le categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati, autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati ecc. La misura dura 1 anno (da marzo a febbraio dell’anno successivo) e può essere richiesta compilando la domanda on line predisposta sul sito INPS mediante credenziali SPID, carta di identità elettronica, carta dei servizi, attraverso un centro di assistenza fiscale (Caf) o chiamando il contact center dell’Istituto di Previdenza. L’importo viene riconosciuto al richiedente a patto che sia in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno. Ai nuclei familiari percettori di Reddito di Cittadinanza, l’assegno è corrisposto senza presentare domanda.
Neutralità fiscale
L’erogazione economica non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF ed è compatibile con altre misure economiche a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali. È conciliabile con il Reddito di Cittadinanza ma non rientra tra i trattamenti assistenziali per determinare il reddito familiare.
Calcolo dell’importo
L’importo viene calcolato secondo lo status economico del nucleo familiare, ISEE in corso di validità, o ISEE superiore ai 40mila euro, in tal caso saranno riconosciuti importi minimi previsti dalla norma. In particolare, è prevista una quota variabile che va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o ISEE pari o superiore a 40mila euro. Gli importi possono aumentare nell’ipotesi di nuclei familiari numerosi, madri di età inferiore a 21 anni, genitori titolari di reddito da lavoro, figli con disabilità.
Simulazione di calcolo
Sul sito www.inps.it è pubblicato il simulatore che fornisce una stima sull’importo dell’assegno sulla base dei dati forniti in modo anonimo dall’utente.
Link al simulatore dell’assegno mensile: https://servizi2.inps.it/servizi/AssegnoUnicoFigli/Simulatore#
Cristina Montagni
