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Ricercatori e sviluppatori per l’utilizzo dell’IA a supporto del lavoro parlamentare. Call pubblica e presentazione dei progetti entro il 31 maggio
In questo 2024 di presidenza italiana del G7, la Camera ha portato il suo contributo in relazione allo sviluppo della tecnologia IA applicata al lavoro per la democrazia, interpellando giovani sviluppatori in una call pubblica orientata ad analizzare idee e progetti per il futuro.

Durante l’evento di fine febbraio la presidenza della Camera dei deputati ha presentato il rapporto: “L’Intelligenza artificiale a supporto del lavoro parlamentare: chiamata a giovani sviluppatori per nuovi progetti a servizio dei cittadini”, con l’invito a ricercatori e studiosi a contribuire al processo di queste tecnologie. Al dibattito erano presenti il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la presidente del Comitato e vicepresidente della Camera, Anna Ascani, i professori Paolo Benanti, Rita Cucchiara, Gianluca Misuraca che hanno illustrato i profili etici e tecnologici alla base delle proiezioni di sviluppo e utilizzo dell’IA generativa.
Bando e manifestazione d’interesse della Camera dei deputati

Per l’importanza del tema la Camera dei deputati ha lanciato una manifestazione d’interesse in grado di raccogliere proposte per l’uso dell’IA generativa su tre ambiti: 2 Call for Proposal e 1 Call for Ideas. La prima si riferisce alla definizione di strumenti per supportare la predisposizione dell’amministrazione alla documentazione parlamentare, con particolare riguardo alla comparazione. L’altro elemento attiene alla definizione di strumenti di supporto alla disposizione degli atti dei parlamentari. Quello che viene chiesto nella call è definire uno strumento che consenta al parlamentare di scrivere gli atti potendo contare sul migliore patrimonio informativo e ricostruzione del contesto. Il terzo ambito della Call for Ideas indica una richiesta meno avanzata rispetto agli ambiti precedenti. I partecipanti sono chiamati a presentare idee e proposte per aumentare la trasparenza e l’accountability delle istituzioni attraverso l’IA generativa, consentendo l’utilizzo della documentazione parlamentare da parte dei cittadini in modo completo e inclusivo. Alla call possono partecipare ricercatori impegnati in corsi universitari, centri di competenze universitarie ed enti di ricerca inviando le proposte entro il 31 maggio prossimo. Per ciascuno di questi ambiti, il comitato insieme ad una commissione tecnica di esperti, individuerà la proposta migliore che potrà essere usata per lo sviluppo di soluzioni per l’applicazione dell’IA generativa all’interno della Camera dei deputati. I vincitori saranno annunciati a luglio e i dettagli della call sono disponibili in formato cartaceo e pubblicati on-line sul sito della Camera dei deputati. L’importanza di aprirsi al mondo accademico insieme al contributo di ricercatori ed esperti, è fondamentale per definire applicazioni sicure dal punto di vista dei dati e rispettosi dei principi che sono alla base dell’Artificial intelligence Act.
IA a supporto del lavoro parlamentare
Il rapporto, grazie a studi e indagini conoscitive, approfondisce alcuni aspetti sull’uso etico-sociale degli strumenti di IA. “Siamo difronte ad una svolta epocale per la storia dell’umanità” ha detto Fontana “le nuove forme di intelligenza artificiale non sono solo un traguardo tecnologico, ma un ponte verso il futuro dove vengono ridefiniti i rapporti tra l’uomo e gli strumenti a disposizione”. Se la complessità delle tecnologie da un lato accresce l’efficienza e la produttività del lavoro, dall’altro mostra criticità perché, se l’IA tenta di imitare l’uomo nella fase di apprendimento, ragionamento, pianificazione e creatività non può sostituirsi ad esso, deve rimanere un mezzo a servizio dell’umanità e non viceversa. Per rispondere a queste caratteristiche l’IA deve essere aperta, trasparente e coinvolgere banche, dati per addestrarla, risorse economiche, ed energia per alimentare IA, fattori che hanno la capacità di ridisegnare i rapporti di forza fra i paesi. Nasce quindi l’esigenza di normare a livello sovranazionale un quadro legislativo capace di disciplinare il settore nel rispetto dei valori umani fondamentali. Il tema verrà affrontato anche in occasione dell’agenda della Presidenza italiana del G7 e al G7 dei parlamenti il prossimo settembre a Verona. La Camera è consapevole dei rischi legati all’uso di questi mezzi, ma è convinta che può essere un’opportunità per mettere al centro la persona verso un uso responsabile che richiede una riflessione etica. Questo percorso porterà anche a valorizzare il patrimonio legislativo dell’informazione contribuendo a fissare una strada tutta italiana nell’uso di queste tecnologie, dove la Camera intende promuovere in diverse sedi una maggiore conoscenza per tutti.
IA nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali
“L’incontro” ha spiegato Ascani “è frutto di un intenso lavoro iniziato nel 2023 con la convinzione che l’IA può migliorare le attività umane, ma va governata per evitare pericoli legati alla sicurezza dei dati e all’affidabilità delle informazioni”. “Una sfida” ha detto “da affrontare con impegno e l’Italia deve studiare questi sistemi senza pregiudizi, minimizzando i rischi e massimizzando le opportunità a beneficio dei cittadini”. Il ruolo della politica è centrale per approfondire gli sviluppi tecnologici che investono l’uomo, i talenti, le necessità e le sue fragilità, per questo sono stati chiamati esperti e professionisti per comprenderne le potenzialità, le implicazioni etiche e socio-economiche. Nell’ultimo anno l’IA generativa è entrata nelle nostre vite diventando uno strumento pervasivo in grado di apprendere grandi quantità di dati, portando alla creazione sistemi che in alcuni campi superano le capacità umane. Da un indagine condotta con 13 esperti e una missione negli USA, è emerso quanto sta accadendo, rendendo chiara la necessità di una regolamentazione tecnologicamente neutrale capace di normare l’utilizzo preservando i diritti dei cittadini e la stabilità delle democrazie. Il rapporto pubblicato sul sito della Camera analizza queste criticità in quattro sezioni: nella prima è riportata la sintesi delle audizioni elaborate dagli uffici della Camera secondo un metodo tradizionale. Successivamente è stata sperimentata la soluzione con il LLM (Large Language Model); modelli linguistici dell’IA generativa per ottenere punti di convergenza e divergenza degli esperti. Nella seconda sezione sono riportati approfondimenti dei professori Paolo Benanti, Rita Cucchiara e Gianluca Misurata rispetto ai profili etici e tecnologici. Nella terza parte, dopo una ricostruzione con l’intelligenza artificiale, è stata inserita una panoramica delle prassi internazionali dell’IA in ambito parlamentare. Infine, nell’ultimo segmento sono trattati i principi che il comitato ritiene debbano essere rispettati per un uso corretto dell’IA che riguardano trasparenza, integrità informativa, responsabilità umana, formazione, competenza e consapevolezza, partecipazione pubblica, sicurezza e robustezza, interesse pubblico e prevenzione delle interferenze. Anna Ascani ha ribadito la necessità di mantenere un approccio antropocentrico e spiega che questa indagine è la prima in Europa ad elaborare una sperimentazione specifica all’interno di un’istituzione parlamentare. Infine, ha aggiunto che questo è solo l’inizio di un percorso, poiché l’uso dell’IA è un’opportunità per aumentare l’efficacia del lavoro parlamentare e la trasparenza verso i cittadini.
Etica della tecnologia: benefici nella geopolitica internazionale
L’accelerazione sull’IA è paragonabile a quella della stampa all’interno del contesto pubblico, ma la domanda da porsi è se questo tipo di organizzazione produrrà effetti nel contesto sociale. “L’etica della tecnologia” ha affermato Benanti “sa che dove si realizzano forme tecnologiche in ambito sociale, queste producono effetti nel sistema sociale stesso”. L’ultima innovazione usata durante la pandemia è stata una forma di accesso al vaccino pesata all’interno della popolazione che ha declinato il diritto alla salute in maniera algoritmicamente mediata. La campagna ha dimostrato che quando si opera secondo i principi della rule of law (stato di diritto), l’innovazione assume i tratti dello sviluppo umano. Un altro principio riguarda la natura della tecnologia che abbiamo di fronte. Nella storia dell’innovazione si conoscono forme di tecnologia che hanno risposto in maniera efficiente a diversi bisogni dell’umanità, ma esistono momenti in cui le tecnologie riferite all’energia a vapore, energia chimica, energia elettrica non servono a fare qualcosa, ma cambiano il modo con cui vengono fatte le cose. Ecco perché la Camera si sta interrogando su come questi strumenti possono modificare l’esercizio della democrazia come è il caso del Large Language Model, in grado di comprendere testi e distribuirli all’interno di un sistema sociale; una forma “digitale” che converte un atto legislativo in un linguaggio accessibile ai cittadini e ai parlamentari in modo efficace. Sul piano etico questi mezzi pongono limiti insieme alla possibilità di istruire l’intelligenza artificiale con sentenze emesse dall’organo giudiziale di un paese. Queste condizioni mettono insieme un diritto fondamentale, un diritto alla trasparenza degli atti amministrativi con la sfida che l’IA potrebbe includere da parte di un giudice una forma di giudizio o trovare dei vulnus. Introdurre un nuovo sistema tecnologico, induce quindi a riflettere su come i valori del passato possano essere in tensione con i valori del presente; e la trasparenza e la conoscenza della legge è il vincolo che potrebbe causare preoccupazioni per la capacità di qualcuno di alterarne il funzionamento. Dal lato dei benefici, questi strumenti sarebbero di aiuto nel contesto Mediterraneo ed europeo; la loro conoscenza faciliterebbe paesi come i Balcani ad inserirsi all’interno dell’Unione Europea attraverso l’armonizzazione dei sistemi giuridici alle necessità europee. Benefici che si riflettono a paesi a noi vicini nell’acquisire lo status di membri della comunità europea e aprirebbero risvolti positivi dal punto di vista geopolitico internazionale.
Società dell’informazione a supporto delle decisioni
“L’intelligenza artificiale” ha spiegato Rita Cucchiara “sta cambiando la vita delle persone e non riguarda solo il sistema informatico, ma abbraccia temi sociali, economici e geopolitici”. Nel 2014 quando uscì Deep Face – metodo per riconoscere le persone con un margine di errore sotto al 5% – creò problemi di democrazia per un uso massivo del sistema. Tra il 2016-2017 arrivano i primi sistemi generativi per produrre fake; dati sintetici con la possibilità di addestrare reti o sviluppare data set per il linguaggio e un sistema per generare parole e dati. Solo nel 2021 si comincia a parlare di modelli fondazionali; modelli che apprendono testi difformi che possono distillare la conoscenza secondo argomenti specifici come quelli della pubblica amministrazione. L’insieme di questi strumenti rappresenta però un problema geopolitico perché, se nella ricerca esiste collaborazione tra Europa, Stati Uniti e mondo asiatico, il panorama geopolitico è cambiato a livello sovranazionale dal momento che importanti aziende stanno impegnando investimenti per gestire la conoscenza e ciò può creare problemi di sovranità nelle nostre informazioni. Per quanto riguarda gli aspetti positivi, questi sistemi vengono già usati nella produzione industriale, in medicina, nella pianificazione urbanistica, nei beni culturali, nella pubblica amministrazione e nei lavori del Parlamento. Rita Cucchiara spiega che insieme all’intelligenza artificiale c’è quella discriminativa dove è possibile classificare documenti, categorizzarne delle parti, trovare le corrispondenze, recuperare atti attraverso informazioni semantiche rispetto a determinati argomenti e cercare la coerenza temporale delle decisioni prese negli anni dal Parlamento. Un altra questione dell’IA generativa è che può riprodurre risposte, sommari, sunti e informazioni che avrebbero bisogno di molto tempo per essere usati a livello documentale. Questi strumenti possono essere di supporto alle decisioni poiché non solo leggono testi, immagini, grafici, tabelle ma possono interpretare dati e fornire strumenti al legislatore per ipotizzare implicazioni di tipo sociale nel momento in cui si inseriscono nel contesto italiano. Un altro elemento, già utilizzato in modo non massivo, riguarda l’analisi del comportamento umano; il fatto che sistemi biometrici o strumenti di lip reading leggono e trasferiscono il linguaggio, è un esercizio che può essere usato in totale compliant della privacy perché i sistemi si possono concentrare su un soggetto oscurando altre attività. Infine, conclude Cucchiara ogni nazione deve avere la sua IA specchio della propria cultura, usi, valori, competenze e dati. La sfida dell’Italia è raggiungere questo obiettivo in tempi brevi ed è auspicabile la collaborazione con il resto del mondo per non perdere le opportunità di questi sistemi intelligenti.
La Camera si rivolge al mondo della ricerca e università per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto del lavoro parlamentare. E’ possibile inviare i progetti scrivendo a manifestazione_ai@camera.it. Di seguito i dettagli della call per aderire.
Scarica la manifestazione d’interesse
Rapporto – Utilizzare l’intelligenza artificiale a supporto del lavoro parlamentare
Cristina Montagni
Monsignor Vincenzo Paglia riflette sull’IA generativa al servizio dell’umanità, un confine tracciato nel 2020 nella Rome Call for AI Ethics

Se il diritto alla privacy è irrinunciabile, minimizzare lo sviluppo umano rispetto all’innovazione e l’intelligenza artificiale è rischioso anche per l’impiego di algoritmi in grado di trasformare decisioni in campo sanitario, finanziario, giudiziario e politico. Questioni delicate intorno alle quali il futuro esorta a riflettere anche sul tema dell’assistenza agli anziani, che per la mancanza di servizi, riduce la possibilità di vivere l’invecchiamento in buona salute.

Questi alcuni temi trattati il 15 dicembre al summit “Digital Health by Design – Dati e IA” organizzato dal Ministero della Salute, da Culture con il Parlamento Europeo e la Commissione Europea con il patrocinio di ASL Rm2 e Rome Technopole. Tra i relatori, personalità del mondo istituzionale, accademico e imprenditoriale per tracciare una nuova visione di salute globale e delineare linee di azione per l’agenda 2024-2026.
Sistema sociale e sanitario una barriera da abbattere

Monsignor Vincenzo Paglia Presidente della Pontificia Accademia per la Vita

Tra i numerosi contributi, il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Monsignor Vincenzo Paglia ha focalizzato il pensiero sul rapporto tra l’IA e anziani, che ricorda sono circa 14 milioni e per i quali non esiste una riflessione politica, economica né tantomeno sanitaria. È sufficiente pensare che i presidi ad uso farmaceutico vengono testati a persone tra i 20 e i 50 anni, mentre la popolazione di terza età è a rischio per l’enorme quantità di farmaci somministrati. L’arcivescovo ha commentato che, se da un lato la società, lo sviluppo e la medicina hanno permesso un aumento della sopravvivenza di 20-30 anni, dall’altro lo stato sociale non è stato capace di occuparsi di loro e “non esiste alcun pensiero se non negativo”. Sottolinea di aver lavorato con il Governo italiano per definire una legge per gli anziani – approvata a marzo scorso – che non ha prodotto risorse in bilancio; ma di recente sono state intraprese alcune sperimentazioni. “Serve” chiarisce Mons. Paglia “promuovere una responsabilità morale nel creare un’età degna per coloro che verranno dopo di noi e una consapevolezza dello Stato nel produrre leggi, così da superare la distinzione tra sistema sociale e sanitario”.
Una Parigi delle nuove tecnologie per circoscrivere i confini tra l’uomo e intelligenza artificiale

In relazione all’intelligenza artificiale, l’arcivescovo Paglia ricorda le parole dell’esperto di robotica Ishiguro, che durante un incontro ha affermato che potremmo essere l’ultima generazione organica, la prossima sarà inorganica. Paglia sostiene che usare il termine intelligenza è errato, perché mentre l’intelligenza umana è ascrivibile all’uomo, gli strumenti utilizzati con IA per concepire relazioni di affetto e amore hanno una dimensione non umana, come gli esperimenti per combattere la solitudine. Aggiunge che, “se un robot umanoide è capace di sconfiggere la solitudine, siamo difronte all’esplosione del sistema dove la contraddizione è lasciarsi guidare dalla macchina e non da chi l’ha costruita”. Dunque, è necessario circoscrivere i confini tra l’umano e la macchina e stabilire un quadro giuridico internazionale altrimenti i rischi saranno peggiori delle guerre nucleari. “L’impegno” sottolinea Mons. Paglia “è che si arrivi ad una Parigi delle nuove tecnologie onde evitare il rischio di una terza ondata drammatica dopo quella nucleare e dell’inquinamento climatico che può manipolare l’uomo e costruirlo a sua immagine e somiglianza”. La regolamentazione nell’uso di questi strumenti attiene anche al trasformatore generativo pre-addestrato ChatGPT che da un lato evidenzia l’enorme velocità d’implementazione della tecnica, dall’altro mostra la lentezza della cultura etica e della politica nel comprendere le conseguenze sulla vita delle persone e dell’intera umanità.
Appello della Rome Call for AI Ethics
Relativamente al “gap” tra etica, Intelligenza artificiale e cognitiva, l’arcivescovo ricorda che con la Rome Call for AI Ethics, a febbraio 2020 è stato siglato un documento dalla Pontificia Accademia per la Vita (sponsor dell’iniziativa), Microsoft, IBM, FAO e Governo italiano, allargato ai rappresentanti di fede musulmana ed ebraica per sostenere un approccio etico all’Intelligenza Artificiale, promuovere un’antropologia digitale, con tre coordinate fondamentali: etica, educazione e diritto. L’obiettivo è guidare la tecnologia verso un nuovo umanesimo, un atto di autoregolamentazione di principi etici, pedagogici e giuridici, e chi lo firma si impegna ad osservare i criteri che definiscono il processo di costruzione dei meccanismi affinché siano visibili a tutti, inserendo anche la questione dei media nei ragazzi. La carta che verrà siglata a luglio 2023 da Giappone e altre religioni del mondo, con l’estensione a 200 università latino-americane, sottolinea quanto è necessario essere consapevoli di questa strumentazione che viene sperimentata anche nel settore militare per testare nuove strategie di guerra. “In campo sanitario – soprattutto per gli anziani – occorre abbracciare con entusiasmo questa tecnologia”, tuttavia spiega l’arcivescovo “serve un cambio di prospettiva e l’assistenza domiciliare deve diventare centrale con un maggiore uso della telemedicina per accudire a casa gli anziani che ne hanno necessità”. L’arcivescovo Vincenzo Paglia conclude che “una società civile non può permettere che gli anziani vengano considerati scarti. È una lotta di civiltà e l’IA può essere utile se noi siamo sapienti nel dirigerla verso un nuovo umanesimo planetario, che è l’unico orizzonte possibile, a meno che non vogliamo distruggerci”.

Firma documento Rome Call for AI Ethics

Cristina Montagni
One year to go! L’Italia verso “Expo 2020 Dubai”
Da un’ispirazione del quartiere di Dubai, al-Waṣl, “il collegamento”, l’Italia all’Expo di Dubai 2020 allestirà un padiglione “smart village Italia” su una superficie di 3.500 metri quadri per presentare le eccellenze nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali mettendo in relazione continenti, paesi, città, culture, religioni e comunità.
L’Italia, primo paese del G7 a formalizzare la partecipazione all’evento, si rifarà ai temi del “beauty connects people” (la bellezza unisce le persone) e al “connecting minds, creating the future” (collegare le menti, creare il futuro). A un anno dalla prima esposizione universale, dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, il nostro paese si farà interprete di un grande progetto di diplomazia culturale che prevede 28 milioni di visitatori con una missione: difendere la propria identità culturale, produttiva e creativa, mettere in connessione popoli, ingegno, eredità culturale mediterranea per costruire un ponte verso il futuro creando nuove risorse. L’evento che festeggia anche il 50° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti, il Golden Jubilee dello Stato, con 192 padiglioni in rappresentanza dell’Africa, Asia, Australia, Europa, Medio Oriente, nord America e sud America, fungerà da catalizzatore per i visitatori provenienti dall’Italia, Cina, dai Paesi del Maghreb e dal mondo del Mediterraneo. Un momento di incontro e networking con i maggiori esperti a livello mondiale nel settore degli FDI (Foreign Direct Investment), oltre che un’imperdibile vetrina per promuovere il proprio paese negli Emirati Arabi Uniti e nei Paesi del Golfo.
Per comprendere i vantaggi che l’Italia può trarre da questa vetrina aperta al mondo, il 28 ottobre la Regione Lazio, in collaborazione con il Crul (Comitato Regionale Universitario del Lazio), ha esposto all’università La Sapienza di Roma, le tematiche del “Verso Expo 2020 Dubai – Le eccellenze del Sistema Universitario del Lazio per un futuro sostenibile”. I progetti dall’alto valore tecnologico si poggeranno sui pilastri della sostenibilità economica, sociale e ambientale, mobilità e cooperazione tra i popoli. Inoltre, la Regione Lazio si è impegnata a sviluppare il programma su un doppio livello di coordinamento, sia con il Ministero degli Esteri che con la Conferenza delle Regioni.
Settori strategici dell’Italia
I raggruppamenti e i cluster territoriali di rilevanza strategica saranno: aerospazio; scienze della vita/salute e benessere; big data/cyber security; smart energy; mobilità sostenibile (automotive); industrie creative e culturali; Heritage/patrimonio culturale; turismo; bioeconomia (agrifood, blue growth, chimica verde, foreste); impresa 4.0 e artigianato digitale; acqua e best practices sull’economia circolare.
L’Italia punterà sulla cooperazione tra i popoli del Medio Oriente, dinamici nella diversificazione delle loro attività sul fronte della sostenibilità. La regione emiratina infatti oltre ad avere una posizione geo-politica favorevole, gode di un’economia in forte crescita in grado di sviluppare progetti sul versante degli investimenti. Un’opportunità di promozione per il Made in Italy nei mercati dei Paesi Arabi, strategici per esportazioni e attrazione di investimenti verso le nostre piccole e medie imprese innovative e per le start up. Sul versante delle infrastrutture materiali, si concentrerà sulla mobilità (sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione) e sull’accessibilità, resilienza e sostenibilità delle risorse (ambientali, energetiche e idriche). Per le infrastrutture immateriali, punterà sulle innovazioni di ultima generazione legate alla condivisione smart di contenuti ed esperienze creative, alla formazione delle competenze e alla divulgazione di progetti culturali e scientifici. Il tema della sostenibilità verrà affrontato attraverso la condivisione di concetti dove emergerà quello dell’energia e della mobilità con meccanismi economico finanziari innovativi. Innovativi perché la decarbonizzazione che ci apprestiamo a definire nei prossimi 20-30 anni sarà legata alla decarbonizzazione di tipo economico.
Obiettivi dell’Italia
La nostra partecipazione consentirà di proporre una visione di modello di Sviluppo Sostenibile ispirandosi all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per costruire un sistema di valori condiviso con la creazione di buone pratiche a prescindere dall’età, genere, stato sociale, religione e nazionalità. La narrazione non sarà solo simbolo di bellezza, arte, scienza e tecnologia, ma una dimostrazione di come competenze, talenti e ingegni possono diventare promotori di nuove opportunità formative, imprenditoriali e professionali. Tutti gli eventi coinvolgeranno studenti, insegnanti, tutor sulle sfide globali future creando un processo di collaborazione con i progetti Expo Live e Youth Connect lanciati da Expo Dubai 2020.
Concept tematico del padiglione Italia
Il concept tematico del distretto proporrà un’idea umanistica dello stile di vita italiano contemporaneo, sperimentando forme di contaminazione tra arte, cultura, scienza e tecnica per creare opportunità di crescita economica, occupazione e sviluppo sociale. Con le nuove didattiche smart e l’intrattenimento esperienziale, presenterà soluzioni testate con successo dalle industrie, dai territori, dai centri di ricerca e dai poli educativi. Un laboratorio scientifico guidato da seminari, incontri, eventi tra i giganti industriali high-tech che rappresenteranno la componente più dinamica delle nostre esportazioni. All’interno dello spazio, le università italiane in collaborazione con quelle arabe, africane e asiatiche, mostreranno corsi di specializzazione per le nuove competenze tecniche, manageriali e imprenditoriali, capaci di contribuire al processo d’internazionalizzazione e trasformazione in atto nei rispettivi paesi. Il programma educativo italiano permetterà ai visitatori la conoscenza del nostro patrimonio culturale, artistico e ambientale con le innovazioni della scienza dell’Heritage italiano sviluppato dalla Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) grazie all’applicazione di tecnologie avanzate di fisici, chimici e ingegneri, suggerendo nuove professioni e competenze nei prossimi anni.
Chi saranno i nostri partecipanti
- Industrie culturali (arti visive, cinema, editoria, musica, stampa, software, videogiochi);
- Industrie creative (architettura, designer, moda, comunicazione digitale);
- Patrimonio storico-artistico (musei, biblioteche, archivi, monumenti, aree archeologiche);
- Imprese basate sulla creatività (artigianato, produzione innovativa, web-marketing, talenti creativi, design dei contenuti, design alimentare);
- Eccellenza in materia di benessere, alimentazione e cosmesi;
- Progettazione industriale (prodotti e sistemi, modellazione 3D, prototipazione e ingegneria);
- Progettazione di interni (architettura, spazi per il living);
- Studi di progettazione (modelli organizzativi e spazi di lavoro);
- Progettazione grafica della comunicazione (strumenti, canali, lingue);
- Centri di ricerca, poli di competenza 4.0 e centri studi diplomatici e fondazioni culturali.
Cristina Montagni
Festival della Scienza 2019
Dal 24 ottobre al 4 novembre, il Festival della scienza torna a Genova. Nel segno degli “elementi”, questa edizione vedrà più di 300 eventi, 50 location cittadine, 550 animatori e 100 studenti del progetto “alternanza scuola-lavoro”.

Un modo coinvolgente e innovativo per raccontare la scienza, tema legato al territorio e conosciuto nel mondo come uno dei più grandi eventi di diffusione della cultura scientifica.
Nei dodici giorni di appuntamenti, il Festival della Scienza propone conferenze ispirate alle questioni attuali del dibattito scientifico, laboratori, prime assolute di spettacoli e mostre dedicate all’incontro tra arte e scienza. “Il Festival non è solo un incontro per esperti internazionali di settore” ha spiegato Marco Pallavicini, presidente dell’Associazione Festival della Scienza “ma un polo d’attrazione per scuole, appassionati e famiglie”. Gli eventi proposti, quest’anno nel segno degli “Elementi”, sono pensati per i visitatori di ogni fascia d’età e livello di conoscenza, come giovani, studenti e famiglie che vogliono trascorrere una giornata tra cultura, arte e scienza. Il tema della XII edizione è stato scelto in occasione dell’Anno Internazionale della Tavola Periodica degli Elementi e del 150° anniversario dalla formulazione del sistema di classificazione proposto da Mendeleev. (Tavola Periodica degli elementi – strumento per lo studio della chimica che racchiude la maggior parte delle conoscenze delle scienze naturali).

Quest’anno il programma prevede oltre 300 eventi tra conferenze, laboratori, mostre e spettacoli di divulgazione scientifica che si svolgeranno in diversi punti d’interesse della città come Palazzo Ducale, Porto Antico, Acquario, Museo del Mare, Teatro della Tosse, Palazzo della Borsa, Museo di Storia Naturale e molti altri. Gli “Elementi” della diciassettesima edizione del Festival della Scienza saranno declinati da differenti punti di vista, toccando argomenti come climate change, chimica, arte, matematica, astrofisica, cosmologia e food. Ad integrare questo programma una serie di approfondimenti in altre materie come linguistica, genetica, medicina, intelligenza artificiale e big data, archeologia, superfood, nutriceutica, architettura, realtà virtuale, fumetti e gaming. Come ogni anno, il Festival riserva un’attenzione particolare alle novità della ricerca più avanzata e ai ricercatori dei Paesi eccellenti in materia. Una partecipazione che si iscrive nell’ambito dell’azione della diplomazia scientifica italiana e degli addetti scientifici italiani all’estero e si rinnova ogni anno, coinvolgendo esperti internazionali e scienziati italiani di rilievo.
Per il 2019, anno in cui si celebra la ricorrenza del 160° anniversario dei rapporti bilaterali con l’Italia, la scelta del paese ospite è sui Paesi Bassi, paese proiettato verso il futuro che vanta livelli altissimi nei vari settori della ricerca e dell’innovazione, prestigiose Università e vere avanguardie in ambiti quali la fisica, le tecnologie spaziali e le nanotecnologie, l’agroalimentare e la tutela dell’ambiente.
Vedi tutti gli eventi in programma, qui
Cristina Montagni
Maker Faire Rome 2019
Si è conclusa la settima edizione di Maker Faire Rome 2019, che dal 18 al 20 ottobre ha raccontato con semplicità la cultura del “fai da te” in ambito tecnologico. La manifestazione coordinata dalla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con scuole, atenei, Cnr ed Enea, ha contato sulla partnership dell’università di Praga, Polonia e Sarajevo, dell’istituto nazionale di Astrofisica e l’Istituto italiano di Tecnologia. Sette padiglioni hanno offerto a 100mila visitatori, workshop su temi legati al mondo dell’economia circolare, intelligenza artificiale e robotica, IoT – Internet delle cose, spazio, sportech, edilizia sostenibile, arte contemporanea, manifattura digitale, foodtech, agritech, mobilità smart, realtà virtuale e aumentata. Per le scuole di secondo grado italiane e della Ue sono stati selezionati 55 progetti provenienti da 40 nazioni attraverso la Call for School e più di 27 progetti di ITS.
Economia circolare
Per la prima volta il polo fieristico ha scelto un approccio carbon neutral e plastic free utilizzando materiale biodegradabile e compostabile certificato per il food&beverage. Dentro lo spazio espositivo si è passati dalla trasformazione della canapa in bioplastica, alla produzione di tessuti utilizzando gli scarti di fibre tessili e lane riciclate, alla realizzazione di prodotti farmaceutici dagli insetti, al risanamento edilizio con colture microbiche o la bioraffineria in scatola per usi domestici.
Creatività Made in Italy
È stato dato ampio spazio alla moda con la presenza di Altaroma. L’agenzia romana ha sostenuto i giovani nella creatività del Made in Italy, riservando un posto a sei designer distinti per qualità di prodotto, ricerca e sperimentazione per l’utilizzo di abbigliamento e accessori realizzati grazie ai processi produttivi eco sostenibili, quali le polveri di marmo al legno, pellami di recupero provenienti dall’industria ittica alimentare come la pelle di salmone, materie prime di origine vegetale, microfibre certificate, tessuti tecnici rigenerati dai rifiuti quali reti da pesca e plastica abbandonati oltreoceano.
L’arte contemporanea MakerArt
Durante l’intero tracciato i visitatori hanno fruito di installazioni interattive di arte contemporanea realizzate con l’intelligenza artificiale, robotica, sound art, videoarte, pop up art, ed happening in grado di coinvolgere lo spettatore nel percorso. Gli artisti provenienti dal Belgio, Canada, Italia, Russia e USA hanno potuto collaborare con le aziende del settore creando un mix tra arte, scienza e innovazione.
Edtech
Per il settore della formazione è stato presentato il progetto Spark – Light on EdTech. Uno spazio per condividere idee dove realtà italiane ed europee hanno portato la propria esperienza in talk, progetti e momenti di discussione. Tra gli ospiti Loredana Bessone, responsabile degli addestramenti in grotta degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea ed enti di ricerca italiani quali l’Istituto Italiano di Tecnologia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la Fondazione “Bruno Kessler”.
Robotica e intelligenza artificiale
Con più di 70 progetti, nell’area della robotica e dell’intelligenza artificiale, si sono svolte conferenze con l’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti (I-RIM) coinvolgendo studenti, leader dell’industria e della ricerca con l’esposizione di sistemi avanzati e pitch divulgativi. Le aziende presenti al matchmaking hanno lanciato un’applicazione che permetterà in futuro d’incrociare i bisogni e le offerte di tecnologia sull’intero territorio nazionale. E dal mondo social è arrivata l’applicazione RoboTinder che permetterà ai neolaureati di dare il loro like alle aziende presenti, e viceversa.
La vernice ecologica Airlite
Il visitatori hanno sperimentato dal “vivo” la pittura ecologica Airlite, che attivata dalla luce del sole, è in grado di scomporre gli agenti inquinanti in molecole di sale e catturare lo smog riducendo gli ossidi di azoto nell’aria eliminando le tracce di batteri nocivi. La eco-vernice, vincitrice a settembre della “New York Open Innovation Call”, entrerà nel mercato americano nel 2020, trasformando pareti di case, uffici e scuole in depuratori d’aria naturali alimentati con l’energia solare.
Graffiti for Smart Cities
Per riqualificare gli spazi urbani, è nato il Graffiti for Smart Cities, installazione di mosaici intelligenti destinati alle grandi città del mondo. Gli smartwall, composti da materiale derivante da organismi viventi, consentono tramite smartphone di ricevere informazioni turistiche dettagliate, pagare il parcheggio o conferire i rifiuti differenziandoli, disegnare graffiti sui muri creando opere d’arte da condividere utilizzando la connessione Wi-Fi e tecnologia 5G.
Makers for Space
Non poteva mancare il segmento legato al settore aerospaziale con l’esplorazione di Marte. All’interno dello stand si è discusso del ruolo che la scienza italiana ha nella scelta dei siti di atterraggio nelle future missioni umane ed il programma Apollo con l’esposizione di un campione di roccia lunare offerto dalla NASA e diverse attività interattive.
Area Food & Agritech
Nell’area Food & Agritech sono state presentate 30 soluzioni per il comparto agroalimentare partendo dall’innovazione sul cibo. Si è trattato di nuove frontiere nel settore della gelateria, produzione di integratori alimentari, come l’aglio nero o il confezionamento di aperitivi in perle gel destinato al mercato dell’happy hour innovativo. Inediti i sistemi di trasformazione della cioccolata prodotta a bassa temperatura e il mantenimento degli alimenti con la disidratazione in autoclave che consente la conservazione della mozzarella a temperatura ambiente.
Area Kids & Education
Gli aspiranti maker, giovani tra i 4 ai 15 anni, sono stati coinvolti in diverse attività didattiche per sperimentare le nuove tecnologie grazie al coding, al making e alla creatività digitale portandoli direttamente sulla Luna per celebrare i 50 anni dello sbarco sul nostro satellite.
Cristina Montagni
