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Dal rapporto di Genere 2024: ONU al Summit del futuro chiede azioni tempestive per colmare i divari di genere
Quest’anno segna una svolta per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, mancano sei anni al 2030 ma i progressi appaiono molto lenti, soprattutto rispetto all’uguaglianza di genere. Il Summit del futuro del 22-23 settembre a New York, insieme al trentesimo anniversario della Dichiarazione di Pechino e della Piattaforma d’azione, offrono opportunità per implementare soluzioni con risorse adeguate e tempistiche definite in ogni paese.

Le Nazioni Unite hanno identificato alcuni percorsi d’investimento attraverso sei transizioni nell’ambito dei sistemi alimentari, accesso all’energia, connettività digitale, istruzione, lavoro e protezione sociale, cambiamenti climatici, biodiversità e inquinamento. Queste direttrici – se attuate – possono stimolare le donne alla partecipazione paritaria e al processo decisionale di pace e sicurezza.
Aree d’intervento per promuovere l’empowerment femminile
Sistemi alimentari

Le donne svolgono ruoli centrali nei sistemi alimentari come produttrici, lavoratrici, distributrici, consumatrici e sostegno alla sicurezza nutrizionale delle famiglie. Nella produzione agricola affrontano però condizioni difficili a causa delle disuguaglianze di genere e norme discriminatorie. La produttività delle aziende agricole gestite da donne è inferiore al 24% rispetto a quelle gestite da uomini per stesse dimensioni. Questi fattori contribuiscono a elevati tassi di povertà e insicurezza alimentare delle donne.
Accesso all’energia
L’energia è un settore storicamente dominato dagli uomini e le donne sono sottorappresentate nell’occupazione e nella leadership. Gli uomini ricoprono posizioni tecniche e dirigenziali, mentre le donne occupano ruoli amministrativi e di segreteria con scarso potere decisionale; infatti, nel 2024 coprivano il 23% delle posizioni ministeriali, solo il 12% era responsabile in energia, risorse naturali, combustibili ed estrazione mineraria.
Connettività digitale
Le tecnologie digitali stanno aumentando vertiginosamente; il settore offre ampi spazi per il suo effetto moltiplicatore ma pone interrogativi per l’emancipazione femminile. La digitalizzazione fornisce alle donne prospettive educative, occupazionali e commerciali, controllo sui redditi, salute, spazi per connettersi e amplificare le loro voci. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale aumenta i rischi di violenza contro le donne facilitata da questi sistemi. Se la questione non viene affrontata, il gap di genere nell’uso di Internet potrebbe pesare nei paesi a basso e medio reddito circa 500 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Il Patto per il futuro ha quindi espresso preoccupazioni per il crescente divario digitale e chiede di affrontare i rischi dell’IA abbattendo le barriere alla partecipazione e alla leadership di donne nella scienza, tecnologia e innovazione.
Istruzione
Il legame tra istruzione e uguaglianza di genere è un fattore consolidato. Tuttavia, i numeri ci dicono che a livello globale 119,3 milioni di ragazze sono fuori dal sistema scolastico e il 39% non termina la scuola secondaria superiore. I costi in termini di perdite d’istruzione sono elevati e le organizzazioni internazionali stimano che entro il 2030 i costi annuali per mancate competenze di base supereranno i 10 trilioni di dollari, più del PIL della Francia e Giappone insieme. Politiche in grado di considerare le differenze di genere – riduzione dei costi scolastici, trasferimenti di denaro alle famiglie per sostenere l’istruzione delle giovani donne, misure preventive per la violenza di genere, introduzione dell’educazione sessuale, corpo docente equilibrato dal punto di vista di genere – sono le priorità per raggiungere un’istruzione universale, ridurre i tassi di abbandono scolastico e aumentare le competenze delle giovani generazioni.
Lavoro e protezione sociale
Modernizzare i sistemi di protezione sociale può contribuire a sradicare la povertà e spezzare il circolo vizioso del lavoro informale e i bassi salari. Globalmente nel 2022 il 63% delle donne era impegnato nella forza lavoro, contro il 92% degli uomini. Scarsi i cambiamenti negli ultimi 20 anni, infatti il gap retributivo di genere vede le donne guadagnare il 20% in meno rispetto ai colleghi maschi. Quindi sistemi di protezione sociale sono fondamentali per ridurre la povertà e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Nel 2023 metà della popolazione mondiale (53%) aveva un sistema di protezione sociale, recentemente osservatori internazionali hanno stimato che 2 miliardi di donne non hanno alcuna protezione. Da poco organizzazioni delle Nazioni Unite, istituzioni finanziarie internazionali, banche pubbliche, partner sociali, società civile e settore privato hanno avviato un’iniziativa mirata per creare 400 milioni di posti di lavoro dignitosi nelle economie verdi, digitale e assistenziale, ed estendere la protezione sociale a 4 miliardi di persone attualmente escluse.
Cambiamenti climatici, biodiversità e inquinamento
Le disuguaglianze di genere rendono le donne vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento. Questi fattori sono una minaccia per il benessere, limita il loro potere decisionale e opportunità di contribuire all’adattamento del clima e alla giusta transizione energetica ed economica. In tale contesto 158 milioni di donne entro il 2050 potrebbero trovarsi in povertà estrema, dove metà degli abitanti risiedono nell’Africa subsahariana con la previsione che in futuro 236 milioni di donne potrebbero sperimentare l’insicurezza alimentare. Di fronte a queste incertezze, sono state fissate 4 azioni per arrivare ad un mondo più equo e sostenibile: riconoscere i diritti, il lavoro e le conoscenze delle donne, compresa la competenza nella difesa degli ecosistemi e nella pratica di un’agricoltura sostenibile. Investire nella protezione sociale per aumentare la resilienza delle donne agli impatti climatici e sostenere le transizioni di genere verso modelli sostenibili. Ascoltare le donne nei processi decisionali in materia ambientale, che si tratti di movimenti sociali, ministeri o delegazioni internazionali per colmare il divario tra le richieste di azioni per il clima e le risposte dei governi. Affrontare le ingiustizie storiche dei paesi cancellando il debito insostenibile rispettando gli impegni finanziari per il clima con risorse mirate alle perdite e danni.

The Gender Snapshot 2024
Tutte le questioni descritte sono state anticipate dall’ONU durante la presentazione del Progress on the Sustainable Development Goals: The Gender Snapshot 2024, dove oltre a sottolineare i progressi sull’emancipazione femminile, ha sollevato un’altra realtà e cioè che nessuno dei sotto-indicatori dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 5 (uguaglianza di genere) è stato raggiunto. Secondo il rapporto, la parità di genere nei parlamenti è realizzabile non prima del 2063 e ci vorranno 137 anni per eliminare la povertà, dove ricordiamo che ancora 1 ragazza su 5 è sposa bambina. Dunque, ai rappresentanti del Summit del futuro, si sottolinea la necessità di impegnarsi per un nuovo consenso internazionale in grado di promuovere l’emancipazione e i diritti delle donne e ragazze. Infine, lo studio indica alcune raccomandazioni per eliminare le disuguaglianze nei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile; quello che ad esempio attiene alla riforma legale, sottolineando che i paesi che hanno adottato una legge contro gli abusi domestici registrano bassi tassi di violenza; il 9,5% rispetto al 16,1% dei paesi che ne sono privi.
“I costi dell’inattività sulla parità di genere sono enormi, è “possibile realizzare l’Agenda 2030 solo se c’è piena partecipazione di donne e ragazze in ogni parte della società”, ha affermato Li Junhua, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari economici e sociali. Le soluzioni ci sono. Investire nella popolazione femminile per creare comunità e famiglie resilienti, implementare politiche per la protezione sociale e ridurre la povertà estrema di 115 milioni di donne entro il 2050. Colmare il gap di genere in agricoltura e nei salari potrebbe aumentare i loro redditi, generando un aumento del PIL globale di 1 trilione di $. Infine, accrescere le risorse in assistenza e infrastrutture potrebbe creare 300 milioni di nuovi posti di lavoro dignitosi a basse emissioni di carbonio.
Cristina Montagni
