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Draghi incassa la fiducia ora al via il piano per un’Italia migliore

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ottenuta la fiducia in Parlamento, dovrà mettere in atto il programma di rilancio dell’Italia presentato il 17 febbraio alle Camere. In un discorso di 50 minuti, scandisce gli interventi che porteranno alla rinascita del Paese.

Prof. Mario Draghi – Presidente del Consiglio

Speranza, futuro, ripresa e resilienza, le priorità del suo mandato per ricostruire un Italia lacerata dalla pandemia e dalla recessione economica come mai dal dopoguerra. Il Governo poggerà su solide radici seguendo gli assi dell’innovazione, digitalizzazione, competitività, cultura, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile, formazione e ricerca, equità sociale e di genere, salute e filiera produttiva. Centrale sarà la politica estera, europeismo, atlantismo e multilateralismo fondata sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite senza dimenticare i diritti umani.

Responsabilità nazionale, europeismo, vita dei cittadini

Il suo pensiero va alla responsabilità nazionale e al dovere di combattere la pandemia per salvaguardare la vita dei cittadini. “Una trincea” dice “dove combattiamo tutti insieme: il virus è nemico di tutti, ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno” ha dichiarato. Poi aggiunge “whatever it takes” per promuovere il capitale umano, formazione, scuola, università e cultura. Dare risposte ai giovani costretti ad emigrare per lavoro e realizzare un’effettiva parità di genere. “Il Governo” ha ribadito Draghi “nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea e come protagonista dell’Alleanza atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali a difesa d’irrinunciabili principi e valori”. “Sostenere il Governo” ha specificato “significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro e la prospettiva di un’Unione europea più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune, in grado di sostenere i Paesi nei periodi di recessione.

Infine, conclude “senza l’Italia non c’è l’Europa, ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine”.

Povertà, disuguaglianza e disoccupazione selettiva

Draghi ha ricordato che da quando è esplosa l’epidemia l’aspettativa di vita è diminuita: fino a quattro o cinque anni nelle zone di maggior contagio e di un anno e mezzo o due per tutta la popolazione italiana. “Il virus” ha detto “ha comportato gravissime conseguenze nel tessuto economico e sociale del nostro Paese con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente nei giovani e nelle donne: un fenomeno destinato ad aggravarsi quando finirà il divieto di licenziamento”. In aggiunta si è acuita la povertà e i dati Caritas mostrano che l’incidenza di nuovi poveri sono passati dal 31 al 45 per cento. Una persona su due oggi si rivolge alla Caritas e lo fa per la prima volta. Ma tra i nuovi poveri aumenta il peso delle famiglie con minori, donne, giovani, che rappresentano la maggioranza rispetto allo scorso anno. La cassa integrazione da aprile a dicembre 2020 supera i quattro milioni e gli occupati nel 2020 sono diminuiti di 444 mila unità. Un calo concentrato sui contratti a termine, sui lavoratori autonomi e soprattutto su giovani e donne. Questa ha sottolineato “è una disoccupazione selettiva” che potrebbe travolgere anche lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

Scuola da riformare  

Il Covid ha provocato ferite sul piano sanitario, economico, culturale ed educativo. Ragazze e ragazzi hanno avuto un servizio scolastico frammentato che ha creato disagi e provocato diseguaglianze soprattutto nel digital divide. “Per la scuola, occorre tornare a un orario scolastico normale e recuperare le ore di didattica in presenza soprattutto nelle Regioni del Mezzogiorno. È necessario investire in una transizione culturale e ridisegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, attingendo al panorama europeo, con l’inserimento di nuove materie, coniugando le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche del multilinguismo. Investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni con particolare attenzione agli istituti tecnici nell’area digitale e ambientale”. La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno cambiando il mercato del lavoro e richiedono adeguamenti anche nella formazione universitaria. Occorre investire di più nella ricerca, riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce nuova conoscenza e su nuovi modelli in tutti i campi scientifici.

Piano vaccinale e riforma della sanità

La prima sfida di Draghi sarà ottenere dosi sufficienti di vaccino per distribuirlo rapidamente alla popolazione. “Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie, ricorrendo alla Protezione civile, alle Forze armate e ai volontari. Quanto alla distribuzione deve essere disponibile in tutte le strutture pubbliche e private, imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo di quantità di vaccini adeguate. Sulla scorta dei mesi scorsi sarà necessario attuare una riforma della sanità italiana, ridisegnando quella territoriale, realizzando una rete di servizi di base: case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria. Draghi parla anche di livelli essenziali di assistenza e aggiunge che la casa è il principale luogo di cura grazie alla telemedicina e l’assistenza domiciliare integrata.

Ambiente e clima

L’ambiente va protetto conciliando il progresso con il benessere sociale per giungere ad un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra. In Italia alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Il turismo che prima del Covid rappresentava il 14 per cento del totale delle attività economiche, va aiutato ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. La risposta della politica economica al cambiamento climatico dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, politiche finanziarie agili che facilitino l’accesso delle imprese a crescere, politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per nuove attività sostenibili.

Lavoro

Il Governo, afferma Draghi, dovrà proteggere tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore aiutare tutte le attività economiche, alcune dovranno necessariamente trasformarsi. 7 milioni di lavoratori hanno fruito di strumenti di integrazione salariale e a pagare il prezzo più alto sono stati proprio i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. “È a loro che bisogna pensare” commenta “quando si affronta una strategia di sostegno alle imprese e al lavoro, sul credito e sul capitale. Centrali saranno le politiche attive sul lavoro, ma affinché siano operative è necessario rafforzare gli strumenti esistenti; assegno di riallocazione, politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati”.

Parità di genere

Per rilanciare il Paese non si può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nell’occupazione rimane in Italia tra i più alti in Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. “Una vera parità di genere” dice Draghi “non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge, richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. Il Governo intende lavorare in questo senso, puntando ad un riequilibrio del gap salariale e a un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro. “Garantire parità di condizioni” specifica Draghi “significa assicurare eguale accesso alla formazione e competenze digitali, tecnologiche e ambientali che permettano di fare più carriera. Infine, dice che l’aumento dell’occupazione femminile è un obiettivo imprescindibile nel Mezzogiorno.

Programma nazionale di ripresa e resilienza

“Per riuscire a spendere i fondi del Programma nazionale di ripresa e resilienza nel Mezzogiorno occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando all’esperienza passata che spesso ha deluso le speranze”. Quanto alle infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare e accelerare gli investimenti in tempi e costi certi in linea con quanto indicato nel Programma spingendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e tecnologie digitali.

Next generation EU

La strategia per i progetti del Next generation EU deve essere sinergica, in grado di incidere su più settori in maniera coordinata. Avremo a disposizione circa 210 miliardi in sei anni e queste risorse dovranno essere spese per migliorare la crescita della nostra economia.

Altri obiettivi di Draghi

Nelle prossime settimane il Governo rafforzerà le strategie del programma, in particolare riguardo agli obiettivi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G. Compito dello Stato sarà utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, istruzione, formazione, regolamentazione, incentivazione e tassazione. Sulla base di questa visione, il Programma indicherà gli obiettivi per il prossimo decennio con una tappa intermedia per l’anno finale del Next generation Eu, il 2026. Quindi nei progetti sarà necessario dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo tra 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione europea intende arrivare a zero emissioni di CO2 e gas clima-alteranti. Infine, sarà cruciale il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma nazionale. Quanto alla riforma del fisco, Draghi dice che sarebbe opportuno seguire l’esempio della Danimarca. Una revisione dell’Irpef, per ridurre il carico fiscale, preservare la progressività e contrastare l’evasione fiscale. Poi parla di riforma della pubblica amministrazione che nonostante abbia dimostrato capacità di adattamento e resilienza, ha fatto emergere fragilità che devono essere affrontate. Sul fronte della giustizia, la Commissione esorta ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro.

Prof. Mario Draghi

Politica estera

Negli ultimi anni c’è stata una spinta alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. La pandemia ha accelerato lo scambio con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. L’Italia dovrà rafforzare il rapporto strategico con Francia e Germania, ma occorrerà pure consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria (Spagna, Grecia, Malta e Cipro). Cruciale sarà la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati. Infine, con la nuova presidenza Biden si prospetta un cambiamento di metodo più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali.

Presidenza dell’Italia al G20

Da dicembre scorso e per tutto il 2021 l’Italia presidierà per la prima volta il G20. Il programma ruoterà intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. In questo lasso di tempo l’Italia avrà la responsabilità di guidare il gruppo verso l’uscita dalla pandemia e rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. “Si tratterà per noi, di ricostruire e ricostruire meglio” ha commentato Draghi. “Insieme al Regno Unito, continua “punteremo sulla sostenibilità e la transizione verde nella prospettiva della prossima Conferenza sul cambiamento climatico, coinvolgendo attivamente le giovani generazioni attraverso l’evento Youth4Climate”.

Cristina Montagni

Premio “La Donna dell’Anno” 2019

Donna dell'Anno 2019

Tre donne simbolo della resilienza al Premio internazionale “La Donna dell’Anno” 2019. Le finaliste Cacilda Massango, Aminetou Ely e Francesca Faedi alla conferenza “Resilienza, virtù femminili. Una nuova energia per andare avanti di fronte alla tempesta del cambiamento” presso il Senato della Repubblica, hanno testimoniato con le loro storie che è possibile trasformarsi per rinascere nonostante i difficili momenti vissuti. I premi assegnati alle finaliste, avranno lo scopo di finanziare i progetti nei loro ambiti di attività.

Giunto alla XXI edizione, il premio promosso dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta con il patrocinio del Senato della Repubblica, del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Cooperazione Internazionale, in collaborazione con Soroptimist International Club Valle d’Aosta, è stato introdotto dalla senatrice Tiziana Nisini e dal consigliere dell’ufficio di presidenza della Valle d’Aosta, Claudio Restano.

Premi delle finaliste “resilienti”

Aminetou Ely Premio Donna Dell'Anno 2019

La Donna dell’Anno 2019 è Aminetou Ely, 62 anni, Mauritana costretta a sposarsi a 13 anni, torturata, arrestata ed esiliata, ha raccontato le radici profonde che l’hanno portata alla militanza in una società profondamente feudale. Nonostante le condizioni sociali in cui ha vissuto nel suo Paese, ha sempre combattuto per i diritti delle donne, contro le violenze domestiche e sessuali, la mutilazione genitale, il lavoro domestico delle minorenni, il razzismo, l’esclusione, la tratta, il matrimonio precoce e la povertà. In Mauritania ha fondato l’associazione Donne Capi Famiglia (AFCF) che oltre ad assistere legalmente le donne vittime di violenza, si impegna per l’alfabetizzazione delle ragazze finanziando piccoli progetti per integrarle nel mondo del lavoro. Ma Ely si batte anche per l’accesso delle donne nei luoghi decisionali del suo paese, infatti oggi le donne ministre sono 10. Il 20% delle parlamentari è donna ed il 35% delle amministratrici nei comuni è donna. Il premio promosso dal Consiglio regionale e dal Soroptmist club del valore di 20 mila euro, sarà utilizzato in difesa dei diritti umani delle donne mauritane. In particolare, con questo premio Ely vuole aprire una fabbrica di scarpe per far imparare un lavoro alle vittime di stupro che nella società musulmana sono vietate.

Premio Popolarità

Donna Dell'Anno 2019Il Premio popolarità, con l’82% delle preferenze, è stato aggiudicato a Cacilda Massango, 41 anni, mozambicana, che dopo essersi scoperta sieropositiva e madre di una bambina malata, è diventata attivista del programma “Eu Dream”, un movimento in difesa del diritto alla salute e all’accesso gratuito alle cure per i malati di Aids. Con la sua intraprendenza è riuscita a sostenere centinaia di donne sieropositive aiutandole a ritrovare un ruolo centrale nella famiglia e nella società, promuovendo il diritto alle cure per i bambini, spesso dimenticati. Dopo aver ripreso gli studi, laureandosi in filosofia, si è impegnata a diffondere la cultura e la crescita della donna in un contesto difficile come quello della società mozambicana dove forte è lo stigma e la discriminazione verso la malattia. Oggi sono tante le ragazze che la imitano riprendendo gli studi e acquisendo competenze scientifiche anche ad alto livello. Il premio del valore di 15 mila euro sarà utilizzato per finanziare attività di sensibilizzazione e prevenzione relative a HIV e AIDS e per valorizzare la donna nella società mozambicana.

Premio Soroptimist 2019

Il premio Soroptimist 2019 di 3mila euro è andato a Elisabetta Iannelli, avvocato e vicepresidente di AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro parenti e amici). Colpita da un cancro al seno a 25 anni, lotta da anni per cambiare la qualità della vita dei malati oncologici e delle loro famiglie. Dopo la diagnosi di tumore e diverse terapie sperimentali subendo tre interventi chirurgici, chemio, radio e terapie mirate, si è sposata ed è diventata avvocato civilista il cui unico obbiettivo è stato quello della tutela dei diritti del malato. Con il suo contributo, è riuscita a far approvare una norma sul part-time per i malati oncologici in tutti i settori del pubblico impiego che prevede la possibilità di assentarsi dal lavoro nei giorni di ricovero per chemioterapia senza perdere la retribuzione e senza rinunciare ai giorni di malattia. È tra i fondatori della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), ed ha inoltre collaborato alla stesura della norma che riduce a 15 giorni i tempi di accertamento d’invalidità civile e di disabilità per i malati di cancro.

Terza finalista

Francesca Faedi, 42 anni, astrofisica marchigiana si è sempre dedicata all’esplorazione spaziale e allo studio di pianeti extrasolari (gli esopianeti) rivoluzionando la ricerca scientifica. Grazie al suo contributo ha scoperto pianeti di dimensioni minori, oggi svolge la sua attività come volontaria nella formazione che consiste nella divulgazione scientifica all’estero e in Italia. La Faedi è impegnata nelle scuole per sensibilizzare le giovani donne allo studio di materie scientifiche per far sì che accedano a percorsi scientifici. L’astrofisica ha sostenuto che lo studio delle STEM tra le ragazze oltre ad essere un potente agente di cambiamento, riequilibra la distribuzione del potere nelle società. A lei è stato consegnato il premio di 10 mila euro per continuare la sua opera come divulgatrice scientifica.

Cristina Montagni