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“Un Domani Possibile”, bando per includere i minori stranieri soli in Italia

Un domani possibile” è l’ottavo bando dell’associazione Con i Bambini che rinnova il suo impegno a favorire l’inclusione dei minori e dei giovani migranti arrivati soli nel nostro Paese. Il bando, realizzato in collaborazione con “Never Alone – Per un domani possibile”, si inserisce nell’ambito del European Programme for Integration and Migration ed è promosso da importanti fondazioni filantropiche e bancarie: Cariplo, Compagnia di San Paolo, Con il Sud, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ed altre che sostengono iniziative simili.
La dotazione finanziaria messa a disposizione per il bando ammonta a 5 milioni di euro.

 

Bando Con i Bambini

Obiettivi del progetto

L’organizzazione sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa e minorile, con il bando “Un domani possibile”, vuole contribuire ad intervenire in merito alle opportunità educative e inclusione per i giovani migranti. Tutti i migranti tra i 17 ed i 21 anni, entrati in Italia da minorenni e senza genitori, potranno usufruire di un percorso d’inserimento lavorativo di medio-lungo periodo, abitazioni dignitose e una solida rete di integrazione sociale nel nostro paese. La povertà educativa influisce sulla possibilità di realizzare un percorso che permetta ai giovani, al compimento del diciottesimo anno, di rimanere legalmente nel nostro paese.

Chi può partecipare al bando “Un domani possibile”

Al bando sono ammessi partenariati formati da almeno 4 enti:

  • un’organizzazione di Terzo settore con ruolo di soggetto responsabile;
  • un ente del Terzo settore con esperienza negli ambiti previsti dal bando;
  • un soggetto autorizzato allo svolgimento di attività di intermediazione al lavoro;
  • un partner pubblico il cui ruolo risulti funzionale al raggiungimento degli obiettivi previsti. In aggiunta agli enti elencati, potranno costituirsi in partenariato organizzazioni non profit, istituzioni, enti di formazione e della ricerca, imprese. Le proposte dovranno prendere in esame interventi in almeno due delle tre aree geografiche previste (Nord, Centro, Sud e Isole).

Valutazione e scadenza dei progetti

I progetti possono essere presentati online, tramite piattaforma Chàiros, entro il 9 ottobre 2020. Le proposte saranno sottoposte ad una fase di progettazione esecutiva, e come per i precedenti bandi è prevista una valutazione d’impatto dei progetti finanziati attraverso una successiva selezione in modo da procedere ad una valutazione complessiva dell’efficacia delle azioni realizzate.

Bambini-poveriCriticità e stima dei giovani migranti in Italia  

Si parla di circa 60 mila minori stranieri arrivati in Italia da soli che hanno raggiunto la maggiore età negli ultimi 5 anni, circa 8.000 lo scorso anno. Secondo le recenti stimi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al 31 dicembre 2019 erano in Italia 6 mila minori stranieri non accompagnati, distribuiti in prevalenza in Sicilia (19,2%), Lombardia (13,6%), Friuli-Venezia Giulia (11%) ed Emilia-Romagna (10%). I dati in base all’età mostrano che il 62% ha 17 anni, mentre i sedicenni rappresentano il 26%, seguiti dai quindicenni (7%) e da chi ha meno di 15 anni (5%). I minori stranieri non accompagnati in Italia sono caratterizzati per avere un’età sempre più elevata e hanno poco tempo per acquisire un’autonomia di vita che gli consenta di continuare il percorso d’inclusione sociale avviato dai minorenni. In generale, questi ragazzi hanno una maggiore fragilità psicologica, dovuta non solo al trauma del percorso migratorio, ma soprattutto alla precarietà e all’incertezza del futuro. In base alla recente normativa (132/2018), la situazione è diventata più complessa. Al compimento dei 18 anni vengono agevolati solo i ragazzi che erano già accolti nelle strutture come la SPRAR da minorenni e che hanno ottenuto l’autorizzazione fino al ventunesimo anno. Altrettanto complesso è diventato l’avvio ai percorsi d’inserimento lavorativo per le difficoltà connesse all’iscrizione anagrafica. L’abolizione della protezione per motivi umanitari ha comportato una notevole riduzione delle richieste di protezione internazionale da parte dei minori non accompagnati. Per restare sul territorio nazionale dopo il raggiungimento della maggiore età, diventa quindi cruciale non solo il possesso di un passaporto, ma anche l’inserimento lavorativo e/o di studio nel medio-lungo periodo, la disponibilità di una abitazione e la possibilità di contare su relazioni umane solide ed affidabili. Sui complicati percorsi d’inclusione incidono poi il livello basso di istruzione di questi giovani, la difficoltà di accesso a opportunità educative adeguate alle loro condizioni, la scarsità di offerte culturali in grado di rafforzarne identità, aspirazioni e senso di fiducia verso il futuro.

un domani possile -bambini poveri

IN ALLEGATO IL BANDO E FORMULARIO

Bando “Un domani possibile”

Bando Un domani possibile_FORMULARIO_facsimile

Cristina Montagni

 

Giovani e futuro comune. Risultati e lancio della campagna di crowdfunding

Cinque i progetti vincenti di Giovani&FuturoComune, il percorso giunto alla seconda edizione che ha coinvolto giovani under 18 per raccontare la sfida e il sogno di fare impresa in Calabria. Sono stati loro, futuri imprenditori a costituirsi in cinque associazioni e spiegare le fasi di lavoro e come sono riusciti a realizzare i loro sogni. L’idea di Goodwill, agenzia impegnata nella formazione dei giovani sui temi dell’innovazione sociale e dell’imprenditoria digitale e sostenuta dalla Fondazione con il Sud e da Vodafone Italia, è stata quella di aver consolidato una visione di impresa in quattro fasi: formazione, progettazione, competition e realizzazione. I risultati sono stati commentati il 19 giugno a Roma da Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, da Maria Cristina Ferradini, consigliere delegato di Vodafone Italia e Francesca Gargiulo, vice presidente di Goodwill. Nella stessa giornata è stata anche lanciata una campagna di crowdfunding per produrre una webserie divulgativa con l’intento di offrire ai ragazzi un’occasione per raccontare in un linguaggio semplice il sogno di fare impresa ed ispirare altri giovani a misurarsi con passione per far rivivere spazi vuoti o abbandonati.

Cos’è Giovani e Futuro Comune

Giovani e Futuro comuneGiovani&FuturoComune è un percorso che inizia nel 2012 all’interno della piattaforma Calabria Day promossa da 100 partner tra associazioni, aziende e amministrazioni comunali virtuose per sensibilizzare i giovani a guardare la Calabria con occhio critico raccontando storie alternative rispetto ad un territorio spesso ostaggio della ndrangheta e del malaffare. L’obiettivo è formare cittadini e dirigenti in grado di migliorare il contesto calabrese valorizzando i beni comuni intesi come patrimonio culturale, sociale e ambientale di cui la Calabria è ricca ma spesso trascurata, abbandonata e deturpata. Il progetto ruota intorno a questi valori mettendo insieme i giovani, catalizzatori naturali di nuove energie e creatività, l’amministrazione pubblica, il tessuto economico e il tessuto sociale nell’esporre una visione di cambiamento per la rinascita della regione. Un esperimento condiviso di responsabilità sociale per restituire un’identità culturale alla regione costruendo le imprese del futuro. Per realizzare questa ambizione Giovani&FuturoComune entra nelle scuole superiori fornendo agli studenti gli strumenti per progettare un’idea che valorizzi un bene comune (uno per provincia), arrivando ad una business competition dove le 5 migliori idee hanno ottenuto un finanziamento di 30 mila euro per lo startup d’impresa con il coinvolgimento dei Comuni. I ragazzi dopo un periodo d’intensa formazione dedicata ai temi dell’innovazione, della sharing e circle economy, si sono perfezionati nella costruzione di modelli sostenibili per la valorizzazione di spazi abbandonati nelle loro città.

Le scuole coinvolte

Alcuni numeri: 14 scuole superiori di secondo grado; 1000 studenti; 24 beni comuni; 8 amministrazioni locali partner; 13 team finalisti per un totale di 66 studenti; 5 team selezionati per un totale di 22 ragazzi che si sono costituiti in associazioni per realizzare i progetti.

Le idee vincitrici

Virtual Agorà, associazione a promozione sociale nata su iniziativa di un gruppo di ragazzi nella città di Crotone, ha valorizzato un bene comune nel parco Pitagora creando un museo virtuale, importando nuove modalità di comunicazione e offrendo un’esperienza immersiva che permette al fruitore di tornare indietro e rivivere la storia del passato diventandone partecipe nel presente.

Experience House a Pizzo, nella Loggia della Tonnara è stato realizzato uno spazio in cui condividere competenze, creatività con la comunità e i cittadini. Un luogo in cui convivono diverse anime tra modernità e storia, enogastronomia responsabile, arte e cultura, innovazione e identità.

Otakube a Cosenza nel bene comune della Città dei ragazzi, è sorto il primo FAB LAB dedicato al mondo Cosplay, un luogo dove appassionati di fumetti, videogames, cinema, possono ritrovarsi per studiare, conoscersi, creare e identificarsi con il personaggio preferito.

MicroTech a Catanzaro è un laboratorio di micropropagazione, per dare vita a piante virus-esenti a supporto delle aziende agricole del territorio per ridurre gli interventi di pesticidi sulle piante, migliorare la produttività e tutelare il territorio.

Argomens a Rosarno è un centro di aggregazione che prevede attività diversificate: proiezioni cinematografiche e teatrali, eventi culturali rivolte ai giovani e agli studenti delle scuole del territorio con attività di laboratorio sul cinema, la narrazione e l’arte.

“Stimolare i ragazzi calabresi in progetti per migliorare il territorio rappresenta un’opportunità di crescita personale e culturale per l’intera comunità” ha commentato Carlo Borgomeo. “Solo loro” ha aggiunto “possono cambiare il territorio, recuperando la speranza e soprattutto la voglia di sognare e di mettersi in gioco”.

Cristina Montagni

Giovani e futuro comune

“Fondazione con il Sud” e impresa sociale “Con i bambini” contro la povertà educativa

Per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno e contrastare il fenomeno della povertà educativa minorile occorre fare squadra e rafforzare i percorsi di coesione sociale, valorizzando le esperienze e le buone pratiche facendo rete. Le buone pratiche passano attraverso la promozione di tre concetti che esprimono un forte significato per il futuro dei giovani e del paese: periferie, povertà educativa e comunità educante. In sintesi, questo è quanto emerge dalle campagne di comunicazione relative ai bilanci presentati a Roma il 6 giugno dalla Fondazione con il Sud e dall’impresa sociale Con i bambini. A presentare i dati e le esperienze di entrambe le associazioni è stato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud.

Fondazione Con il Sud

Dati sintetici dei bilanci contro la povertà educativa

L’impresa sociale Con i Bambini, costituita nel 2016, nata per sostenere la crescita educativa dei giovani in contesti difficili, che vede nella sua governance il CSVnet (Associazione dei Centri di Servizio per il Volontariato), è interamente partecipata dalla Fondazione Con Il Sud. In due anni di attività ha promosso tre bandi interessando circa 20.000 organizzazioni tra Terzo settore, istituti scolastici ed enti pubblici.

I bandi che hanno avuto esito positivo sono:

Prima Infanzia (0-6 anni) dove sono stati selezionati 80 progetti tra cui Passi Piccoli, comunità che scresce, coinvolgendo 1.500 organizzazioni nei partenariati territoriali e interessando 35.000 minori e le relative famiglie per una erogazione di 62,2 milioni di euro.

Con il bando Adolescenza (11-17 anni) sono stati attivati 86 progetti per 73,4 milioni di euro, con oltre 2.700 organizzazioni e più di 200.000 ragazzi coinvolti dagli interventi.

In fase di valutazione sono 432 progetti relativi al bando Nuove Generazioni (5-14 anni) che mette a disposizione 69 milioni di euro. L’associazione Con i Bambini ha promosso oltre 166 progetti coinvolgendo 240.000 minori, per un totale di 135,5 milioni di euro finanziati dal fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile nato dall’accordo tra Governo, fondazioni di origine bancaria e Forum Terzo Settore

Per favorire lo sviluppo del meridione, la Fondazione con il Sud nel 2017 ha sostenuto 120 interventi con un ammontare pari a 15 milioni di euro che hanno coinvolto 395 organizzazioni. A queste si aggiungono altre azioni al Sud sul tema dell’infanzia tramite i bandi Con i Bambini. Le iniziative intraprese nel 2017 hanno interessato la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, i beni culturali inutilizzati e i terreni incolti, il contrasto alla violenza sulle donne, la promozione di percorsi partecipati di sviluppo locale, in particolare nelle aree meridionali, il sostegno di comunità al Sud e la formazione dei quadri del Terzo settore meridionali. Complessivamente la Fondazione negli ultimi sei anni ha avviato collaborazioni istituzionali con oltre 100 enti erogatori, generando un effetto “leva” determinando un maggior afflusso di risorse per progetti di infrastrutturazione sociale al Sud. Nel 2017 sono stati promossi progetti in cofinanziamento sui temi dell’infanzia, dei minori stranieri non accompagnati, delle imprese culturali under35, dell’agroalimentare e della comunicazione sociale. Con le risorse del Fondo per il 2017 sono stati stanziati 10 milioni di euro in cofinanziamento con altri enti e 2,5 milioni di euro per favorire percorsi di partecipazione e di co-progettazione per costruire “alleanze educative” in quattro regioni dell’Italia centrale colpite dal sisma del 2016 e 2017: Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria. 

Riflessioni di Borgomeo sulla povertà educativa minorile

“Sul tema della povertà minorile” ha spiegato Borgomeo “vorremmo che il concetto di “comunità educante” fosse sdoganato e compreso anche dai non addetti ai lavori, dai ragazzi alle famiglie, dal mondo della comunicazione alle istituzioni locali perché rappresenta una svolta per affrontare efficacemente il fenomeno”. 

A questo proposito, l’associazione Con i Bambini ha rivolto un invito all’Ordine Nazionale dei Giornalisti a sentirsi parte attiva della comunità educante, accettando una sfida culturale che coinvolge tutti coloro che hanno a cuore il contrasto alla povertà educativa e la crescita dei giovani: scuola, università, istituzioni, famiglie, ragazzi, società civile. Per questo è stato avviato un dialogo con l’Ordine per immaginare comuni percorsi di sensibilizzazione, dove l’obiettivo è favorire e promuovere la cultura della comunicazione sociale attraverso la sperimentazione di linguaggi differenti. “Per la Fondazione Con il Sud” ha commentato Borgomeo “la comunicazione non rappresenta soltanto la via naturale per promuovere la propria missione, ma è essa stessa uno strumento di attuazione della missione”. 

A fine incontro è stata presentata l’app “Con il Sud”, scaricabile da Google Play e da App Store, per accedere ai contenuti e ai servizi offerti dalla Fondazione.

Cristina Montagni