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Macfrut 2026. Impegno della Cooperazione italiana per l’agricoltura sostenibile
Dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre, l’Agenzia Italia per la Cooperazione allo Sviluppo parteciperà a Macfrut 2026, fiera internazionale di riferimento per la filiera ortofrutticola. Per l’occasione si prevede la presenza di dieci Sedi estere dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), delegazioni istituzionali, oltre a numerosi produttori provenienti dai Paesi partner.

Lo stand, con una superficie di circa 300 metri quadrati avrà in programma incontri ad hoc suddivisi in tre panel tematici: agroecologia, sviluppo rurale e strumenti finanziari per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo della manifestazione è rafforzare il dialogo tra Cooperazione, filiere agroalimentari e Sistema Italia, per valorizzare le esperienze legate a programmi realizzati in Medio Oriente, Africa, America Latina e Asia.
Partecipanti al Rimini Expo Centre
Lo spazio espositivo della Cooperazione ospiterà dieci Sedi estere dell’Agenzia: Tirana, Bogotà, San Salvador, L’Avana, Tunisi, Gerusalemme, Beirut, Maputo, Kampala, Hanoi e saranno dedicati due speciali focus all’America Latina e all’Albania con il Ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo di Tirana quale co-organizzatore dello stand.

Durante la manifestazione verranno proposti tre panel tematici riferiti all’agroecologia rispetto alle esperienze di sviluppo rurale in America centrale e al ruolo degli strumenti finanziari legati a programmi del Piano Mattei come “Green Cities” e “CAAM” (Centro Agroalimentare di Manica, in Mozambico). All’interno dello stand sono previsti incontri B2B, approfondimenti e degustazioni di prodotti provenienti dalle filiere sostenute dalla Cooperazione, tra i quali caffè, cacao, vaniglia, frutta disidratata, infusi alla moringa e derivati della cassava.
Dichiarazioni del direttore di AICS e del Presidente di Macfrut
Marco Riccardo Rusconi, direttore di AICS, ha definito così Macfrut 2026: “non è solo una fiera di settore, ma una piattaforma dove si incontrano cooperazione allo sviluppo e internazionalizzazione del Sistema Italia. Questa alleanza contribuisce allo sviluppo delle filiere agricole nei Paesi partner, valorizzazione dei territori e creazione di opportunità economiche per le comunità rurali”. “L’agricoltura” ha continuato “oggi è al centro di grandi sfide globali, dalla sicurezza alimentare al cambiamento climatico fino alla gestione sostenibile delle risorse naturali. Su questi temi la Cooperazione italiana lavora costantemente sul campo, accompagnando produttori, istituzioni e territori nella trasformazione dei sistemi agroalimentari”
“Macfrut si distingue per la sua vocazione globale, accogliendo espositori provenienti da cinque continenti” ha aggiunto Patrizio Neri. “In questo scenario, la partnership con la Cooperazione italiana riveste un ruolo strategico. Da cinque edizioni condividiamo un percorso volto all’internazionalizzazione delle filiere e alla cooperazione allo sviluppo. La nostra fiera, si contraddistingue come hub di opportunità e conoscenza, un luogo dove scoprire le più recenti innovazioni del settore e confrontarsi con i principali buyer ed esperti a livello mondiale: elementi chiave nei programmi di cooperazione che riguardano il comparto agrifood”
Cristina Montagni
“La Sapienza” inaugura il corso di laurea per i professionisti del cibo
Dagli ideatori di piatti pronti ad alta qualità nutrizionale, ai consulenti sulle politiche alimentari, fino agli specialisti dell’e-commerce e della comunicazione, il 27 maggio i rettori della “Sapienza” e della “Tuscia” di Viterbo, Eugenio Gaudio ed Alessandro Ruggieri hanno inaugurato il corso di laurea triennale in “Scienze, culture e politiche gastronomiche per il benessere”.
La presentazione del corso è stata divisa in due momenti, nella prima parte della giornata i docenti hanno illustrato la didattica e gli sbocchi professionali, nella seconda hanno fatto un viaggio nel mondo del vino, dalla storia fino alla produzione, con la partecipazione delle Cantine Cotarella con Marta Cotarella, fondatrice della scuola di alta formazione di sala “Intrecci”. I relatori hanno raccontato la cultura del vino, la biodiversità vitivinicola, gli aspetti chimico-funzionali, le prospettive del Food Beverage, l’analisi sensoriale dei vini passiti per finire con l’esame sul consumo di bevande alcoliche e le linee guida per una corretta alimentazione.
Formazione accademica 2019-2020
Il corso accademico nato da un progetto interdisciplinare tra l’università di Roma “Sapienza”, Viterbo “Tuscia”, e più di quindici dipartimenti, si propone di formare figure ad alto contenuto professionale sul rapporto tra cibo, cultura, territorio, alimentazione e salute. Il percorso attivo dall’anno accademico 2019 – 2020 prevede il primo anno lo studio delle scienze di base (chimica, statistica ed epidemiologia), della produzione agroalimentare, della sostenibilità e delle scienze umanistiche (antropologia del cibo e del gusto, storia e geografia dell’alimentazione). Nel secondo anno si passerà alle tecnologie gastronomiche, alla chimica degli alimenti, all’economia e al marketing in ambito agroalimentare e gastronomico e alla gestione della sostenibilità dei sistemi agroalimentari; nel terzo e ultimo anno verranno affrontate le tematiche della comunicazione, l’analisi sensoriale degli alimenti, la ristorazione collettiva e il diritto agroalimentare. Per l’intera durata del corso gli studenti avranno la possibilità di frequentare stage in azienda, in enti ed associazioni di settore. Agli iscritti verrà data la possibilità di indicare insegnamenti e proporre attività seminariali e laboratori sul campo.

Scelta su quattro profili professionali
L’attività didattica prevede:
1) L’esperto in scienze enogastronomiche si occuperà dell’analisi delle scelte alimentari, dello sviluppo di preparazioni ad elevata qualità nutrizionale e sostenibilità adattandola alle esigenze dell’utenza. Il profilo è destinato alle aziende finalizzate alla promozione dei territori, alle imprese di piccola e media distribuzione alimentare (compreso l’e-commerce), alla ristorazione collettiva e catering, dall’agriturismo al turismo enogastronomico.
2) L’esperto di acquisti e vendite del settore agroalimentare dovrà realizzare analisi dei mercati relativi alle produzioni agroalimentari, valorizzare prodotti e preparazioni tradizionali dei territori. Questo sbocco interessa le aziende di piccola e grande distribuzione, i ristoranti, le enoteche e le imprese che si occupano di prodotti alimentari per la salute.
3) L’educatore nell’ambito della governance dei sistemi alimentari si occuperà di consulenza e formazione nel campo delle politiche agroalimentari in riferimento alla sostenibilità. Il profilo si rivolge alle istituzioni nazionali e internazionali che operano in ambito nutrizionale (FAO, EFSA, WHO), alle organizzazioni non governative e agli enti pubblici e privati che svolgono il controllo e le certificazioni nel settore agroalimentare.
4) L’esperto in comunicazione dovrà sviluppare strategie di comunicazione per valorizzare la qualità agroalimentare, il patrimonio gastronomico e fare scelte alimentari sulla base dei modelli comportamentali. Questo profilo può orientarsi verso il giornalismo, i social media, l’area della comunicazione, compresa la pubblicità.
Lorenzo Maria Donini, presidente del corso di laurea, ha commentato che il ciclo di studi si rivolge a quattro stakeholder:
– ai consumatori
– al mondo della nutrizione per correggere comportamenti alimentari scorretti
– ai produttori delle industrie della trasformazione e al Terzo settore, in grado di produrre benessere con l’economia circolare riducendo gli sprechi alimentari.
Per l’accademico la società della distribuzione chiede cibo sicuro e sostenibile su tutta la filiera nel rispetto dell’ecosistema: è il caso delle diete sostenibili che oltre ad essere rispettose della biodiversità, devono essere economicamente accessibili e nutrizionalmente adeguate. “In Italia l’industria alimentare occupa il secondo posto nel settore manifatturiero con una produzione che va oltre i 130 miliardi di euro di fatturato l’anno. Un mercato stabile sul quale occorre impegnarsi per creare figure competenti” ha spiegato Ruggeri. Questo percorso” ha concluso il rettore della Tuscia “è indirizzato ad una specifica branca del mercato del lavoro intercettando associazioni di categoria, datori di lavoro, mondo delle imprese e scuola”.
Per informazioni sul corso di laurea: prof Lorenzo M Donini – 064991-0162 – lorenzomaria.donini@uniroma1.it
