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Certificato COVID-19 UE per facilitare la libera circolazione senza discriminazioni

Il 29 aprile il Parlamento Europeo ha ufficializzato la proposta del certificato COVID-19 per la libera circolazione in Europa durante la pandemia. Il certificato EU COVID-19 sostituisce il precedente “certificato verde digitale” e avrà validità non più di 12 mesi.

Il certificato in forma digitale o cartacea attesterà se la persona è stata vaccinata contro il coronavirus o se ha effettuato di recente un test negativo o se è guarita dall’infezione. I certificati COVID-19 UE non potranno essere utilizzati come documento di viaggio, né potranno essere utilizzati per esercitare il diritto alla libera circolazione. Il Parlamento Europeo conferma che chi possiede il certificato non dovrà avere altre restrizioni di viaggio, come la quarantena, l’autoisolamento o test. E per evitare atti discriminatori contro chi non è vaccinato o non ha potuto effettuare il test per problemi economici, i paesi dell’Unione garantiranno test universali, accessibili, tempestivi e gratuiti.

Passenger showing e-ticket at airport during covid pandemic
@European Union 2021

Vaccini per tutti e a prezzi accessibili

I deputati del PE sottolineano che i vaccini COVID-19 devono essere prodotti su vasta scala, a prezzi accessibili e distribuiti a livello globale ma nello stesso tempo esprimono forti preoccupazioni per il ritardo nelle consegne causate dalle aziende che non rispettano i programmi di produzione.

Certificati UE conformi alle iniziative nazionali

I certificati UE devono essere armonizzati rispetto qualsiasi iniziativa istituita dagli stati membri. I paesi UE devono quindi accettare i certificati rilasciati da altri stati membri per le persone vaccinate con un vaccino autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (EMA) (attualmente Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen). Sarà loro discrezione decidere se accettare i certificati di vaccinazione rilasciati da altri stati ovvero quelli elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in condizione di emergenza.

Salvaguardia dei dati personali

Per evitare frodi e falsificazioni dei certificati, il PE prevede che siano soggetti a monitoraggio e controllo continuo, così come sarà costantemente verificata l’autenticità dei sigilli elettronici inclusi nel documento. I dati personali inseriti nei certificati non dovranno essere conservati dagli stati membri di destinazione né dovranno essere inseriti in una banca dati centrale a livello UE per tutelare i diritti sulla protezione dei dati personali secondo l’attuale regolamento dell’Unione Europea.

Cristina Montagni

L’Italia ospita il Pre-Vertice a Roma sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite 2021

L’Italia dal 19 al 21 luglio darà il via ai lavori pre-Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari 2021. La manifestazione che si svolgerà a Roma, annunciata il 17 marzo dalle Nazioni Unite e dal Governo italiano, sarà un’occasione per realizzare nuovi obiettivi in considerazione che l’Italia presiederà a novembre il G20 e ospiterà la Conferenza delle parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26, Climate Change Conference of the Parties).

Sotto la guida del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e del Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, l’evento contribuirà a riunire gli sforzi di un processo globale che ambisca alla trasformazione dei sistemi alimentari. La tre giorni che ospiterà giovani, piccoli agricoltori, popolazioni indigene, ricercatori, settore privato, leader politici e ministri dell’agricoltura, dell’ambiente, della salute e delle finanze, mira a fornire un approccio scientifico basato sulle buone pratiche provenienti da tutto il mondo e lanciare azioni condivise per mobilitare finanziamenti e nuove alleanze. Il Vertice finale sui sistemi alimentari si svolgerà poi a settembre durante l’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Il pre-vertice in Italia” ha spiegato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres “sarà fondamentale per mobilitare gli ambiziosi impegni di cui abbiamo bisogno per costruire sistemi alimentari sostenibili che siano di aiuto alle popolazioni, al pianeta e alla prosperità”. “Queste azioni” ha aggiunto “daranno la possibilità di ricostruire il mondo post COVID-19, combattere la fame crescente ed affrontare la crisi climatica”.

Sulla stessa linea il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato “mi aspetto che tutti si uniscano a noi in uno sforzo globale per proteggere l’ambiente con azioni significative”. “L’Italia” ha poi aggiunto “è pronta ad accogliere il Vertice sui sistemi alimentari a Roma per affrontare il tema della sicurezza alimentare all’interno del programma come Presidenza del G20. Infine, ha ricordato che con le Nazioni Unite e le agenzie con sede a Roma, l’Italia si impegnerà a promuovere un’agricoltura migliore, filiere produttive sostenibili e stili di vita salutari.

Svolgimento dei lavori nel Pre-Vertice a Roma

Il pre-vertice si svolgerà in modalità virtuale per tre giorni, durante i quali molti parteciperanno di persona presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite e dalla sede FAO di Roma, mentre altri si collegheranno da ogni parte del mondo attraverso un’imponente piattaforma virtuale. Durante le conferenze i principali leader mondiali saranno chiamati a proporre strategie, soluzioni ed alleanze per “ricostruire meglio” dopo il Covid-19. Allo stesso modo i leader di tutto il mondo saranno interpellati sul come raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals), ognuno dei quali fa riferimento ai sistemi alimentari, alla nutrizione, alla sostenibilità e all’equità.

Ulteriori informazioni sul Vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite del 2021 sono disponibili online: www.un.org/en/food-systems-summit

Cristina Montagni

Terzo Settore. La nuova guida giuridica gratuita è online nel “Il Cantiere”

La nuova riforma sul Terzo Settore è on line sul sito cantiere Terzo settore per offrire gratuitamente importanti novità sul registro unico nazionale che entrerà in vigore in primavera. La guida corredata di schede di orientamento, video, documenti e focus tematici, si arricchisce di importanti contenuti per chi lavora ed impiega risorse nel settore della solidarietà.

Un grande progetto di comunicazione che si avvale della partecipazione del CSVnet, associazione dei Centri di servizio per il volontariato e del Forum Nazionale del Terzo settore che da sempre investono per rendere accessibile la normativa alle associazioni che operano nel no profit. L’obiettivo è aiutare enti e professionisti del Terzo settore che nei prossimi mesi saranno alle prese con l’attivazione del registro unico nazionale del Terzo settore. Tra le novità emerge l’eliminazione degli strumenti di registrazione territoriali così da rendere trasparente l’attività di enti che rappresentano oltre 350mila organizzazioni non profit in Italia. E non solo. Infatti, la guida sarà un’utile strumento per funzionari della pubblica amministrazione e professionisti che supportano commercialisti, avvocati e notai. La scelta di renderla gratuita sta nella convinzione che possa orientare gli operatori che non hanno dimestichezza con il linguaggio tecnico-giuridico.

“Il “Cantiere” spiega Stefano Tabò, presidente del CSVnet “rafforza il ruolo dei volontari, enti e professionisti con strumenti per favorire la corretta applicazione delle norme e informazioni aggiornate. Fare cultura della riforma significa mettere tutti nella condizione di comprenderla”. I contenuti si rivolgo ad un vasto pubblico e sono spiegati in 12 video che offrono un orientamento di base anche ai meno esperti e più di 80 schede aggiornate con gli ultimi atti normativi.

La portavoce del Forum nazionale Terzo settore, Claudia Fiaschi, ha sottolineato che “adeguarsi alla riforma sarà un percorso complesso per i soggetti meno strutturati”. “Per questo motivo” ha spiegato “uno strumento come Cantiere Terzo settore è in grado di dare informazioni puntuali e aggiornate, quindi prezioso per enti, associazioni e professionisti che operano in questo ambito”.

I contenuti normativi si aggiungono ad un notiziario dedicato ai decreti in uscita, alle note del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ai documenti ufficiali per una corretta applicazione della legge, con approfondimenti e riflessioni sui provvedimenti che interessano il non profit oltre la riforma. Il sito, quindi, rappresenterà un cantiere aperto che si arricchirà di materiali multimediali, podcast, infografiche, interviste, agenda con gli eventi, scadenze e una “cassetta degli attrezzi” per chi ci lavora. In breve, una “voce” giuridico-legislativa composta da esperti delle due reti nazionali (CSVnet e Forum Nazionale del Terzo settore).

Cristina Montagni

Draghi incassa la fiducia ora al via il piano per un’Italia migliore

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ottenuta la fiducia in Parlamento, dovrà mettere in atto il programma di rilancio dell’Italia presentato il 17 febbraio alle Camere. In un discorso di 50 minuti, scandisce gli interventi che porteranno alla rinascita del Paese.

Prof. Mario Draghi – Presidente del Consiglio

Speranza, futuro, ripresa e resilienza, le priorità del suo mandato per ricostruire un Italia lacerata dalla pandemia e dalla recessione economica come mai dal dopoguerra. Il Governo poggerà su solide radici seguendo gli assi dell’innovazione, digitalizzazione, competitività, cultura, transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità sostenibile, formazione e ricerca, equità sociale e di genere, salute e filiera produttiva. Centrale sarà la politica estera, europeismo, atlantismo e multilateralismo fondata sul ruolo insostituibile delle Nazioni Unite senza dimenticare i diritti umani.

Responsabilità nazionale, europeismo, vita dei cittadini

Il suo pensiero va alla responsabilità nazionale e al dovere di combattere la pandemia per salvaguardare la vita dei cittadini. “Una trincea” dice “dove combattiamo tutti insieme: il virus è nemico di tutti, ed è nel commosso ricordo di chi non c’è più che cresce il nostro impegno” ha dichiarato. Poi aggiunge “whatever it takes” per promuovere il capitale umano, formazione, scuola, università e cultura. Dare risposte ai giovani costretti ad emigrare per lavoro e realizzare un’effettiva parità di genere. “Il Governo” ha ribadito Draghi “nasce nel solco dell’appartenenza del nostro Paese, come socio fondatore, all’Unione europea e come protagonista dell’Alleanza atlantica, nel solco delle grandi democrazie occidentali a difesa d’irrinunciabili principi e valori”. “Sostenere il Governo” ha specificato “significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro e la prospettiva di un’Unione europea più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune, in grado di sostenere i Paesi nei periodi di recessione.

Infine, conclude “senza l’Italia non c’è l’Europa, ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine”.

Povertà, disuguaglianza e disoccupazione selettiva

Draghi ha ricordato che da quando è esplosa l’epidemia l’aspettativa di vita è diminuita: fino a quattro o cinque anni nelle zone di maggior contagio e di un anno e mezzo o due per tutta la popolazione italiana. “Il virus” ha detto “ha comportato gravissime conseguenze nel tessuto economico e sociale del nostro Paese con rilevanti impatti sull’occupazione, specialmente nei giovani e nelle donne: un fenomeno destinato ad aggravarsi quando finirà il divieto di licenziamento”. In aggiunta si è acuita la povertà e i dati Caritas mostrano che l’incidenza di nuovi poveri sono passati dal 31 al 45 per cento. Una persona su due oggi si rivolge alla Caritas e lo fa per la prima volta. Ma tra i nuovi poveri aumenta il peso delle famiglie con minori, donne, giovani, che rappresentano la maggioranza rispetto allo scorso anno. La cassa integrazione da aprile a dicembre 2020 supera i quattro milioni e gli occupati nel 2020 sono diminuiti di 444 mila unità. Un calo concentrato sui contratti a termine, sui lavoratori autonomi e soprattutto su giovani e donne. Questa ha sottolineato “è una disoccupazione selettiva” che potrebbe travolgere anche lavoratori con contratti a tempo indeterminato.

Scuola da riformare  

Il Covid ha provocato ferite sul piano sanitario, economico, culturale ed educativo. Ragazze e ragazzi hanno avuto un servizio scolastico frammentato che ha creato disagi e provocato diseguaglianze soprattutto nel digital divide. “Per la scuola, occorre tornare a un orario scolastico normale e recuperare le ore di didattica in presenza soprattutto nelle Regioni del Mezzogiorno. È necessario investire in una transizione culturale e ridisegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, attingendo al panorama europeo, con l’inserimento di nuove materie, coniugando le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche del multilinguismo. Investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni con particolare attenzione agli istituti tecnici nell’area digitale e ambientale”. La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno cambiando il mercato del lavoro e richiedono adeguamenti anche nella formazione universitaria. Occorre investire di più nella ricerca, riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce nuova conoscenza e su nuovi modelli in tutti i campi scientifici.

Piano vaccinale e riforma della sanità

La prima sfida di Draghi sarà ottenere dosi sufficienti di vaccino per distribuirlo rapidamente alla popolazione. “Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie, ricorrendo alla Protezione civile, alle Forze armate e ai volontari. Quanto alla distribuzione deve essere disponibile in tutte le strutture pubbliche e private, imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo di quantità di vaccini adeguate. Sulla scorta dei mesi scorsi sarà necessario attuare una riforma della sanità italiana, ridisegnando quella territoriale, realizzando una rete di servizi di base: case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria. Draghi parla anche di livelli essenziali di assistenza e aggiunge che la casa è il principale luogo di cura grazie alla telemedicina e l’assistenza domiciliare integrata.

Ambiente e clima

L’ambiente va protetto conciliando il progresso con il benessere sociale per giungere ad un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra. In Italia alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Il turismo che prima del Covid rappresentava il 14 per cento del totale delle attività economiche, va aiutato ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. La risposta della politica economica al cambiamento climatico dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, politiche finanziarie agili che facilitino l’accesso delle imprese a crescere, politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per nuove attività sostenibili.

Lavoro

Il Governo, afferma Draghi, dovrà proteggere tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore aiutare tutte le attività economiche, alcune dovranno necessariamente trasformarsi. 7 milioni di lavoratori hanno fruito di strumenti di integrazione salariale e a pagare il prezzo più alto sono stati proprio i giovani, le donne e i lavoratori autonomi. “È a loro che bisogna pensare” commenta “quando si affronta una strategia di sostegno alle imprese e al lavoro, sul credito e sul capitale. Centrali saranno le politiche attive sul lavoro, ma affinché siano operative è necessario rafforzare gli strumenti esistenti; assegno di riallocazione, politiche di formazione dei lavoratori occupati e disoccupati”.

Parità di genere

Per rilanciare il Paese non si può prescindere dal coinvolgimento delle donne. Il divario di genere nell’occupazione rimane in Italia tra i più alti in Europa: circa 18 punti su una media europea di 10. L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. “Una vera parità di genere” dice Draghi “non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge, richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. Il Governo intende lavorare in questo senso, puntando ad un riequilibrio del gap salariale e a un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro. “Garantire parità di condizioni” specifica Draghi “significa assicurare eguale accesso alla formazione e competenze digitali, tecnologiche e ambientali che permettano di fare più carriera. Infine, dice che l’aumento dell’occupazione femminile è un obiettivo imprescindibile nel Mezzogiorno.

Programma nazionale di ripresa e resilienza

“Per riuscire a spendere i fondi del Programma nazionale di ripresa e resilienza nel Mezzogiorno occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando all’esperienza passata che spesso ha deluso le speranze”. Quanto alle infrastrutture occorre investire sulla preparazione tecnica, legale ed economica dei funzionari pubblici per permettere alle amministrazioni di poter pianificare, progettare e accelerare gli investimenti in tempi e costi certi in linea con quanto indicato nel Programma spingendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e tecnologie digitali.

Next generation EU

La strategia per i progetti del Next generation EU deve essere sinergica, in grado di incidere su più settori in maniera coordinata. Avremo a disposizione circa 210 miliardi in sei anni e queste risorse dovranno essere spese per migliorare la crescita della nostra economia.

Altri obiettivi di Draghi

Nelle prossime settimane il Governo rafforzerà le strategie del programma, in particolare riguardo agli obiettivi sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G. Compito dello Stato sarà utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, istruzione, formazione, regolamentazione, incentivazione e tassazione. Sulla base di questa visione, il Programma indicherà gli obiettivi per il prossimo decennio con una tappa intermedia per l’anno finale del Next generation Eu, il 2026. Quindi nei progetti sarà necessario dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo tra 2030 e il 2050, anno in cui l’Unione europea intende arrivare a zero emissioni di CO2 e gas clima-alteranti. Infine, sarà cruciale il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma nazionale. Quanto alla riforma del fisco, Draghi dice che sarebbe opportuno seguire l’esempio della Danimarca. Una revisione dell’Irpef, per ridurre il carico fiscale, preservare la progressività e contrastare l’evasione fiscale. Poi parla di riforma della pubblica amministrazione che nonostante abbia dimostrato capacità di adattamento e resilienza, ha fatto emergere fragilità che devono essere affrontate. Sul fronte della giustizia, la Commissione esorta ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro.

Prof. Mario Draghi

Politica estera

Negli ultimi anni c’è stata una spinta alla costruzione in Europa di reti di rapporti bilaterali e plurilaterali privilegiati. La pandemia ha accelerato lo scambio con i partner con i quali la nostra economia è più integrata. L’Italia dovrà rafforzare il rapporto strategico con Francia e Germania, ma occorrerà pure consolidare la collaborazione con Stati con i quali siamo accomunati da una sensibilità mediterranea e dalla condivisione di problematiche come quella ambientale e migratoria (Spagna, Grecia, Malta e Cipro). Cruciale sarà la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati. Infine, con la nuova presidenza Biden si prospetta un cambiamento di metodo più cooperativo nei confronti dell’Europa e degli alleati tradizionali.

Presidenza dell’Italia al G20

Da dicembre scorso e per tutto il 2021 l’Italia presidierà per la prima volta il G20. Il programma ruoterà intorno a tre pilastri: People, Planet, Prosperity. In questo lasso di tempo l’Italia avrà la responsabilità di guidare il gruppo verso l’uscita dalla pandemia e rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. “Si tratterà per noi, di ricostruire e ricostruire meglio” ha commentato Draghi. “Insieme al Regno Unito, continua “punteremo sulla sostenibilità e la transizione verde nella prospettiva della prossima Conferenza sul cambiamento climatico, coinvolgendo attivamente le giovani generazioni attraverso l’evento Youth4Climate”.

Cristina Montagni

Italia settima al mondo per migliori Università

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Il 10 giugno è stata prodotta l’analisi del QS World University Rankings che si basa su una ricerca che include le opinioni di oltre 100 mila docenti, accademici e ricercatori e di 51.649 manager e direttori delle risorse umane. Dalla prestigiosa pubblicazione emerge che le università italiane si posizionano nel ranking tra i migliori atenei del mondo e l’Italia si conferma un centro di assoluta eccellenza per gli studi avanzati e la qualità della didattica.

qswur-stat-itaLa 17^ edizione del QS World University Rankings che elenca le mille migliori università del globo, include 36 università italiane, due in più rispetto alla passata edizione. I nostri atenei migliorano il piazzamento e l’Italia è il settimo Paese più rappresentato al mondo nella classifica e il terzo in Europa, dopo Regno Unito e Germania. In più, gli atenei italiani migliorano il punteggio, come il Politecnico di Milano (137mo in classifica) che, salendo di dodici posizioni, si conferma per il sesto anno consecutivo la prima università italiana. Anche l’antica università di Bologna guadagna diciassette posizioni, saltando al 160mo posto, mentre la Sapienza di Roma guadagna trentadue posizioni, conquistando il 171mo posto. Una performance importante anche quella del Politecnico di Torino che avanza di quaranta posizioni e si classifica al 308mo posto. Globalmente, tredici atenei italiani salgono in classifica e quattro rappresentano delle new entry: la prima è l’università Vita-Salute San Raffaele, a seguire la Libera università di Bolzano, l’università della Calabria e l’università Politecnica delle Marche. In particolare, quella di Bologna è l’ateneo più apprezzato dalla comunità accademica internazionale, seguito dalla Sapienza. Il Politecnico di Milano è poi apprezzato dai recruiter internazionali mentre la Bicocca di Milano è la prima in Italia e 115esima al mondo per Citations per Faculty, indicatore che misura l’influenza della ricerca prodotta, seguita dall’università degli studi di Napoli Federico II. La Libera università di Bolzano ha, invece, il primato italiano per la proporzione di docenti internazionali e il Politecnico di Milano per la quota di studenti internazionali.

Cristina Montagni

App Immuni. Dal 2 giugno disponibile sugli store Apple e Google

 

infografia Immuni
Dal 2 giugno è possibile scaricare in tutta Italia l’App IMMUNI, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google per il tracciamento dei contatti (contact tracing).

 

Il supporto tecnologico si affianca alle iniziative messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19. L’applicazione è stata sviluppata nel rispetto della normativa italiana ed europea sulla tutela della privacy, e nasce dalla collaborazione tra presidenza del Consiglio dei ministri, ministro della salute e ministro per l’innovazione tecnologica.

L’applicazione non è scaricabile via e-mail o SMS e tutte le informazioni sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito immuni.italia.it. Grazie all’uso della tecnologia Bluetooth Low Energy, il sistema non raccoglie dati sull’identità o la posizione dell’utente. Immuni riesce a determinare che un contatto fra due utenti è avvenuto, ma non chi siano i due utenti o dove si siano incontrati.

Come funziona

Gli utenti che decidono di scaricare l’applicazione contribuiscono a tutelare sé stessi e le persone che incontrano. L’applicazione permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio contagio e i servizi sanitari regionali attivare gradualmente gli avvisi sull’app. Nello specifico, l’utente entrato in contatto con persone risultate positive al tampone, verrà avvisato grazie ad una notifica che arriva direttamente sul cellulare dell’interessato e ciò consentirà di rivolgersi in tempi brevi al medico di medicina generale per avere le indicazioni sui passi da compiere.

IMMUNI app

Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, dietro consenso del soggetto stesso gli operatori sanitari inseriscono un codice nel sistema. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

Come configurarla

L’app richiede informazioni che riguardano soltanto la regione e la provincia dove si vive. L’app non raccoglie alcun dato che consentirebbe di risalire all’identità dell’utente, bensì codici alfanumerici. Non chiede e non è in grado di ottenere il nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo e-mail. L’impiego volontario dell’applicazione ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività.

La fase sperimentale

Dopo una prima fase sperimentare che partirà l’8 giugno nelle Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia, Immuni sarà operativa su tutto il territorio nazionale.

Cristina Montagni

Focus su Cittadini Italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia

Ultimo aggiornamento in base al Decreto del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 su spostamenti da e per l’estero.

Farnesinia

Allego gli ultimi documenti da scaricare per gli spostamenti in Italia e l’autodichiarazione in caso di rientro in Italia dall’estero:

  1. AUTODICHIARAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI IN ITALIA: MODELLO 4 MAGGIO 2020
  2. AUTODICHIARAZIONE IN CASO DI ENTRATA IN ITALIA DALL’ESTERO: MODELLO

Nella scheda riportata in basso, fornita il 17 maggio dal Ministero degli Affari Esteri (Farnesina), sono state raccolte le ultime utili indicazioni (faq) che servono per orientarsi come anticipato in precedenza.  

Quali regole valgono dal 18 maggio al 2 giugno per gli spostamenti da e per l’estero?

Dal 18 maggio al 2 giugno le regole di base restano simili a quelle precedenti. Gli spostamenti da e per l’estero continuano ad essere consentiti solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Chi entra o rientra in Italia dall’estero deve trascorrere un periodo di 14 giorni di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario presso la propria abitazione o in un’altra dimora scelta dall’interessato o, in mancanza, determinata dalla Protezione civile regionale. Già dal 18 maggio sono però stati ampliati i casi di esenzione da queste regole.

Quali regole valgono dal 3 giugno per gli spostamenti da e per l’estero?

Dal 3 giugno saranno liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da e per i seguenti Stati:

  • Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria);
  • Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera);
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
  • Andorra, Principato di Monaco;
  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Dal 3 giugno le persone che entrano o rientrano in Italia da questi Paesi non saranno più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. Ad esempio, una persona che il 14 giugno entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 4 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 30 maggio o se tra il 31 maggio e il 13 giugno ha soggiornato in Germania. Dal 3 al 15 giugno agli spostamenti da e per Stati diversi rispetto a quelli sopra elencati continuano ad applicarsi le stesse regole che fino al 2 giugno valgono per tutti gli spostamenti da e per l’estero.

Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?

Di regola, sì. Fino al 2 giugno, chiunque entra o rientra in Italia dall’estero deve trascorrere un periodo di 14 giorni di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario presso la propria abitazione o in un’altra dimora scelta dall’interessato o, in mancanza, determinata dalla Protezione civile regionale.

Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?

L’obbligo di isolamento fiduciario non si applica a:

  • equipaggio di mezzi di trasporto;
  • personale viaggiante;
  • chi entra per comprovati motivi di lavoro, se è cittadino o residente in uno dei seguenti Paesi: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord);
  • personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie;
  • lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa;
  • personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 72 ore (3 giorni), che, in presenza di valide motivazioni, possono essere prorogate fino a 120 ore (5 giorni);
  • movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano;
  • funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati;
  • alunni e studenti che frequentano corso di studi in Stato diverso da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana;
  • breve permanenza in Italia (72 ore, prorogabili per motivate ragioni fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza;
  • transito aeroportuale;
  • transito di durata non superiore alle 24 ore (prorogabili eccezionalmente fino a 36 ore totali) per raggiungere il proprio Paese di residenza (ad esempio entrata in Italia con un traghetto dalla Grecia per continuare in macchina fino alla propria abitazione in Germania).

Dal 3 giugno, oltre ai casi sopra elencati, l’obbligo di isolamento fiduciario non si applicherà più alle persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, l’isolamento fiduciario sarà ugualmente necessario. Ad esempio, una persona che il 14 giugno entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 4 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 30 maggio o se tra il 31 maggio e il 13 giugno ha soggiornato in Germania.

Quando inizia l’isolamento fiduciario dopo l’ingresso in Italia?

Di regola, immediatamente dopo l’ingresso in Italia. È consentito solo fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). È consentito il transito aeroportuale: chi entra in Italia per via aerea in Italia può prendere, senza uscire dall’aeroporto, un altro aereo per qualsiasi destinazione nazionale o internazionale. Inoltre, chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare l’inizio dell’isolamento fiduciario di 72 ore (o, in casi eccezionali, di 120 ore totali). Il rinvio deve essere motivato dalle esigenze lavorative che hanno giustificato l’ingresso in Italia.

Sono una persona residente all’estero, per raggiungere il Paese in cui vivo abitualmente devo passare per l’Italia. Come mi devo comportare?

Il transito attraverso l’Italia da un Paese estero ad un altro Paese estero, finalizzato a raggiungere – il più rapidamente possibile e senza soste intermedie non strettamente necessarie – la propria abitazione, è consentito, se vi sono ragioni di lavoro, salute o assoluta urgenza. Ad esempio:

  • è consentito il transito aeroportuale (ad esempio viaggio da Caracas a Francoforte con scalo a Fiumicino), purché non si esca dall’area aeroportuale;
  • è consentito ai croceristi che sbarcano in Italia per fine crociera di tornare nel proprio Paese (con spese a carico dell’armatore);
  • è consentito imbarcare il proprio mezzo privato su un traghetto (ad esempio dalla Tunisia o dalla Grecia per l’Italia) e proseguire verso la propria abitazione sullo stesso mezzo privato (ad esempio in Olanda o in Germania). In questo caso la permanenza in Italia non deve superare le 24 ore, prorogabili eccezionalmente di altre 12 ore.

All’imbarco su aereo/nave diretti in Italia è necessario compilare questa autodichiarazione (link modulo Esteri) indicando chiaramente che si tratta di un transito per raggiungere la propria abitazione sita in un Paese diverso dall’Italia. Durante il tragitto in Italia è necessario esibire alle forze di polizia che faranno i controlli questa autodichiarazione (link modulo Interno), indicando chiaramente la stessa ragione. Se insorgono sintomi di Covid-19, è necessario avvisare immediatamente l’autorità sanitaria competente per territorio tramite il numero di telefono appositamente dedicato ed attendere istruzioni. È inoltre importante che, prima di intraprendere il viaggio, ci si informi sulle restrizioni agli spostamenti introdotte non solo dall’Italia, ma anche dagli altri Paesi di inizio, di transito e di destinazione. Durante il transito per l’Italia si raccomanda inoltre di mantenersi in contatto con la rappresentanza diplomatica del proprio Paese competente per l’Italia. Dal 3 giugno, potranno liberamente transitare le persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, il transito resta regolato dalle regole sopra indicate.

Sono in rientro con un volo proveniente dall’estero. Posso prendere un altro volo per altra destinazione nazionale o internazionale?

Sì, il transito in aeroporto è consentito, purché non si esca dall’area aeroportuale. Lo spostamento verso la destinazione finale deve essere sempre giustificato da esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, come tutti gli altri spostamenti.

Sono un cittadino straniero o un italiano residente all’estero e mi trovo attualmente in Italia, posso fare rientro nel Paese dove vivo?

Sì, il rientro nel proprio domicilio abitazione o residenza è sempre consentito. Per l’autocertificazione dei motivi degli spostamenti nel territorio nazionale necessari a raggiungere la frontiera si può usare il modulo pubblicato nel sito del Ministero dell’interno. Si raccomanda di verificare prima della partenza le misure previste nel Paese di destinazione per contrastare la diffusione del virus. Si consiglia inoltre di prendere contatto con l’ambasciata del proprio Paese in Italia.

Sono in rientro dall’estero. Posso chiedere ad una persona di venirmi a prendere in macchina all’aeroporto, alla stazione ferroviaria o al porto di arrivo?

Sì, ma è consentito ad una sola persona convivente o coabitante nello stesso domicilio del trasportato, possibilmente munita di dispositivo di protezione. Lo spostamento in questione rientra tra le fattispecie di “assoluta urgenza”, che dovrà essere autocertificato con il modulo messo a disposizione dal Ministero dell’interno, compilato in tutte le sue parti, indicando, in particolare, il tragitto percorso e il domicilio ove la persona si reca. Salvi i casi di esenzione resta fermo l’obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione, per la sottoposizione a sorveglianza sanitaria e a isolamento fiduciario, nonché l’obbligo di segnalare con tempestività l’eventuale insorgenza di sintomi da COVID-19 all’autorità sanitaria.

Cristina Montagni

L’ormone-sentinella? Il testosterone previene e cura il Covid-19 nel maschio

Uno studio dell’università Campus Bio-Medico di Roma e Sapienza università di Roma, pubblicato di recente nella rivista scientifica Metabolism, misurare l’ormone maschile può offrire utili informazioni per la prevenzione e il trattamento dell’infezione da coronavirus, sia nel caso lo si trovi ridotto sia nel caso in cui funzioni troppo.

Coronavirus

L’indagine ha dimostrato che il Covid-19 colpisce più gli uomini delle donne infatti si evidenzia che circa il 60% delle persone colpite dal virus è di sesso maschile e la risposta risiede in un particolare tipo di ormone: il testosterone.

Evidenze scientifiche dello studio

Paolo Pozzilli, professore di endocrinologia all’università Campus Bio-Medico di Roma ha spiegato che nell’ipotesi di lavoro è stato affrontato il problema del testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, che può essere più basso o più alto con un ampio range di variazione nella popolazione maschile. “In particolare” dice Pozzilli “sappiamo che i livelli di testosterone diminuiscono con l’età: per cui i soggetti anziani, quelli più colpiti dal Coronavirus, sono anche quelli con un più basso livello di testosterone”.  Dall’analisi si evince anche che bassi livelli di testosterone possono causare una riduzione dell’attività dei muscoli respiratori, della loro forza complessiva e della capacità di esercizio, mentre la normale circolazione di questo ormone maschile mostra un effetto migliorativo della respirazione. Con testosterone basso nel sangue si osserva un aumento dei processi infiammatori che sono associati con un aggravamento della prognosi dell’infezione da Covid-19. “D’altro canto, un eccesso di attività androgenica potrebbe essere nociva” ha dichiarato Andrea Lenzi professore di endocrinologia della Sapienza “in quei soggetti in cui il testosterone funziona troppo, dove esiste cioè una differente capacità del suo recettore di trasmettere il proprio segnale. Proprio perché una delle proteine che serve al virus per entrare nelle cellule, denominata TMPRSS2, è molto sensibile agli androgeni, oggi vi è grande attenzione per l’azione dell’ormone maschile nei meccanismi d’ingresso del virus. Infatti, questa proteina, regolata dal testosterone e per questo già studiata nella patologia neoplastica della prostata, potrebbe in futuro diventare un possibile target terapeutico nei maschi affetti da infezione Covid-19”.

Cristina Montagni