Home » Comunicazione

Category Archives: Comunicazione

Italia settima al mondo per migliori Università

ranking università.jpg

Il 10 giugno è stata prodotta l’analisi del QS World University Rankings che si basa su una ricerca che include le opinioni di oltre 100 mila docenti, accademici e ricercatori e di 51.649 manager e direttori delle risorse umane. Dalla prestigiosa pubblicazione emerge che le università italiane si posizionano nel ranking tra i migliori atenei del mondo e l’Italia si conferma un centro di assoluta eccellenza per gli studi avanzati e la qualità della didattica.

qswur-stat-itaLa 17^ edizione del QS World University Rankings che elenca le mille migliori università del globo, include 36 università italiane, due in più rispetto alla passata edizione. I nostri atenei migliorano il piazzamento e l’Italia è il settimo Paese più rappresentato al mondo nella classifica e il terzo in Europa, dopo Regno Unito e Germania. In più, gli atenei italiani migliorano il punteggio, come il Politecnico di Milano (137mo in classifica) che, salendo di dodici posizioni, si conferma per il sesto anno consecutivo la prima università italiana. Anche l’antica università di Bologna guadagna diciassette posizioni, saltando al 160mo posto, mentre la Sapienza di Roma guadagna trentadue posizioni, conquistando il 171mo posto. Una performance importante anche quella del Politecnico di Torino che avanza di quaranta posizioni e si classifica al 308mo posto. Globalmente, tredici atenei italiani salgono in classifica e quattro rappresentano delle new entry: la prima è l’università Vita-Salute San Raffaele, a seguire la Libera università di Bolzano, l’università della Calabria e l’università Politecnica delle Marche. In particolare, quella di Bologna è l’ateneo più apprezzato dalla comunità accademica internazionale, seguito dalla Sapienza. Il Politecnico di Milano è poi apprezzato dai recruiter internazionali mentre la Bicocca di Milano è la prima in Italia e 115esima al mondo per Citations per Faculty, indicatore che misura l’influenza della ricerca prodotta, seguita dall’università degli studi di Napoli Federico II. La Libera università di Bolzano ha, invece, il primato italiano per la proporzione di docenti internazionali e il Politecnico di Milano per la quota di studenti internazionali.

Cristina Montagni

App Immuni. Dal 2 giugno disponibile sugli store Apple e Google

 

infografia Immuni
Dal 2 giugno è possibile scaricare in tutta Italia l’App IMMUNI, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google per il tracciamento dei contatti (contact tracing).

 

Il supporto tecnologico si affianca alle iniziative messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19. L’applicazione è stata sviluppata nel rispetto della normativa italiana ed europea sulla tutela della privacy, e nasce dalla collaborazione tra presidenza del Consiglio dei ministri, ministro della salute e ministro per l’innovazione tecnologica.

L’applicazione non è scaricabile via e-mail o SMS e tutte le informazioni sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito immuni.italia.it. Grazie all’uso della tecnologia Bluetooth Low Energy, il sistema non raccoglie dati sull’identità o la posizione dell’utente. Immuni riesce a determinare che un contatto fra due utenti è avvenuto, ma non chi siano i due utenti o dove si siano incontrati.

Come funziona

Gli utenti che decidono di scaricare l’applicazione contribuiscono a tutelare sé stessi e le persone che incontrano. L’applicazione permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio contagio e i servizi sanitari regionali attivare gradualmente gli avvisi sull’app. Nello specifico, l’utente entrato in contatto con persone risultate positive al tampone, verrà avvisato grazie ad una notifica che arriva direttamente sul cellulare dell’interessato e ciò consentirà di rivolgersi in tempi brevi al medico di medicina generale per avere le indicazioni sui passi da compiere.

IMMUNI app

Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, dietro consenso del soggetto stesso gli operatori sanitari inseriscono un codice nel sistema. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

Come configurarla

L’app richiede informazioni che riguardano soltanto la regione e la provincia dove si vive. L’app non raccoglie alcun dato che consentirebbe di risalire all’identità dell’utente, bensì codici alfanumerici. Non chiede e non è in grado di ottenere il nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo e-mail. L’impiego volontario dell’applicazione ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività.

La fase sperimentale

Dopo una prima fase sperimentare che partirà l’8 giugno nelle Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia, Immuni sarà operativa su tutto il territorio nazionale.

Cristina Montagni

Focus su Cittadini Italiani in rientro dall’estero e cittadini stranieri in Italia

Ultimo aggiornamento in base al Decreto del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 su spostamenti da e per l’estero.

Farnesinia

Allego gli ultimi documenti da scaricare per gli spostamenti in Italia e l’autodichiarazione in caso di rientro in Italia dall’estero:

  1. AUTODICHIARAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI IN ITALIA: MODELLO 4 MAGGIO 2020
  2. AUTODICHIARAZIONE IN CASO DI ENTRATA IN ITALIA DALL’ESTERO: MODELLO

Nella scheda riportata in basso, fornita il 17 maggio dal Ministero degli Affari Esteri (Farnesina), sono state raccolte le ultime utili indicazioni (faq) che servono per orientarsi come anticipato in precedenza.  

Quali regole valgono dal 18 maggio al 2 giugno per gli spostamenti da e per l’estero?

Dal 18 maggio al 2 giugno le regole di base restano simili a quelle precedenti. Gli spostamenti da e per l’estero continuano ad essere consentiti solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Chi entra o rientra in Italia dall’estero deve trascorrere un periodo di 14 giorni di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario presso la propria abitazione o in un’altra dimora scelta dall’interessato o, in mancanza, determinata dalla Protezione civile regionale. Già dal 18 maggio sono però stati ampliati i casi di esenzione da queste regole.

Quali regole valgono dal 3 giugno per gli spostamenti da e per l’estero?

Dal 3 giugno saranno liberamente consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione da e per i seguenti Stati:

  • Stati membri dell’Unione Europea (oltre all’Italia, sono Stati membri della UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria);
  • Stati parte dell’accordo di Schengen (gli Stati non UE parte dell’accordo di Schengen sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera);
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
  • Andorra, Principato di Monaco;
  • Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Dal 3 giugno le persone che entrano o rientrano in Italia da questi Paesi non saranno più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. Ad esempio, una persona che il 14 giugno entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 4 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 30 maggio o se tra il 31 maggio e il 13 giugno ha soggiornato in Germania. Dal 3 al 15 giugno agli spostamenti da e per Stati diversi rispetto a quelli sopra elencati continuano ad applicarsi le stesse regole che fino al 2 giugno valgono per tutti gli spostamenti da e per l’estero.

Sono entrato/a in Italia dall’estero, devo stare 14 giorni in isolamento fiduciario a casa?

Di regola, sì. Fino al 2 giugno, chiunque entra o rientra in Italia dall’estero deve trascorrere un periodo di 14 giorni di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario presso la propria abitazione o in un’altra dimora scelta dall’interessato o, in mancanza, determinata dalla Protezione civile regionale.

Quali sono le eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario per chi entra dall’estero?

L’obbligo di isolamento fiduciario non si applica a:

  • equipaggio di mezzi di trasporto;
  • personale viaggiante;
  • chi entra per comprovati motivi di lavoro, se è cittadino o residente in uno dei seguenti Paesi: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord);
  • personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie;
  • lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa;
  • personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 72 ore (3 giorni), che, in presenza di valide motivazioni, possono essere prorogate fino a 120 ore (5 giorni);
  • movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano;
  • funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati;
  • alunni e studenti che frequentano corso di studi in Stato diverso da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana;
  • breve permanenza in Italia (72 ore, prorogabili per motivate ragioni fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza;
  • transito aeroportuale;
  • transito di durata non superiore alle 24 ore (prorogabili eccezionalmente fino a 36 ore totali) per raggiungere il proprio Paese di residenza (ad esempio entrata in Italia con un traghetto dalla Grecia per continuare in macchina fino alla propria abitazione in Germania).

Dal 3 giugno, oltre ai casi sopra elencati, l’obbligo di isolamento fiduciario non si applicherà più alle persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, l’isolamento fiduciario sarà ugualmente necessario. Ad esempio, una persona che il 14 giugno entra in Italia in provenienza dalla Francia sarà sottoposta a isolamento fiduciario se è entrata in Francia dagli Stati Uniti il 4 giugno, ma non sarà sottoposta a isolamento se lo spostamento dagli Stati Uniti alla Francia è avvenuto entro il 30 maggio o se tra il 31 maggio e il 13 giugno ha soggiornato in Germania.

Quando inizia l’isolamento fiduciario dopo l’ingresso in Italia?

Di regola, immediatamente dopo l’ingresso in Italia. È consentito solo fare, nel minore tempo possibile, il percorso per recarsi a casa o nella diversa dimora individuata come luogo dell’isolamento. In questo tragitto non è consentito usare mezzi di trasporto pubblico diversi da quello utilizzato per entrare in Italia (ad esempio, all’arrivo a Fiumicino con l’aereo non si può prendere il treno per recarsi in centro a Roma o in qualsiasi altra destinazione). È consentito il transito aeroportuale: chi entra in Italia per via aerea in Italia può prendere, senza uscire dall’aeroporto, un altro aereo per qualsiasi destinazione nazionale o internazionale. Inoltre, chi entra o rientra in Italia dall’estero per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza può rinviare l’inizio dell’isolamento fiduciario di 72 ore (o, in casi eccezionali, di 120 ore totali). Il rinvio deve essere motivato dalle esigenze lavorative che hanno giustificato l’ingresso in Italia.

Sono una persona residente all’estero, per raggiungere il Paese in cui vivo abitualmente devo passare per l’Italia. Come mi devo comportare?

Il transito attraverso l’Italia da un Paese estero ad un altro Paese estero, finalizzato a raggiungere – il più rapidamente possibile e senza soste intermedie non strettamente necessarie – la propria abitazione, è consentito, se vi sono ragioni di lavoro, salute o assoluta urgenza. Ad esempio:

  • è consentito il transito aeroportuale (ad esempio viaggio da Caracas a Francoforte con scalo a Fiumicino), purché non si esca dall’area aeroportuale;
  • è consentito ai croceristi che sbarcano in Italia per fine crociera di tornare nel proprio Paese (con spese a carico dell’armatore);
  • è consentito imbarcare il proprio mezzo privato su un traghetto (ad esempio dalla Tunisia o dalla Grecia per l’Italia) e proseguire verso la propria abitazione sullo stesso mezzo privato (ad esempio in Olanda o in Germania). In questo caso la permanenza in Italia non deve superare le 24 ore, prorogabili eccezionalmente di altre 12 ore.

All’imbarco su aereo/nave diretti in Italia è necessario compilare questa autodichiarazione (link modulo Esteri) indicando chiaramente che si tratta di un transito per raggiungere la propria abitazione sita in un Paese diverso dall’Italia. Durante il tragitto in Italia è necessario esibire alle forze di polizia che faranno i controlli questa autodichiarazione (link modulo Interno), indicando chiaramente la stessa ragione. Se insorgono sintomi di Covid-19, è necessario avvisare immediatamente l’autorità sanitaria competente per territorio tramite il numero di telefono appositamente dedicato ed attendere istruzioni. È inoltre importante che, prima di intraprendere il viaggio, ci si informi sulle restrizioni agli spostamenti introdotte non solo dall’Italia, ma anche dagli altri Paesi di inizio, di transito e di destinazione. Durante il transito per l’Italia si raccomanda inoltre di mantenersi in contatto con la rappresentanza diplomatica del proprio Paese competente per l’Italia. Dal 3 giugno, potranno liberamente transitare le persone che entrano o rientrano in Italia dai seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Se nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia c’è stata una permanenza di qualsiasi durata in Paesi diversi da quelli sopra elencati, il transito resta regolato dalle regole sopra indicate.

Sono in rientro con un volo proveniente dall’estero. Posso prendere un altro volo per altra destinazione nazionale o internazionale?

Sì, il transito in aeroporto è consentito, purché non si esca dall’area aeroportuale. Lo spostamento verso la destinazione finale deve essere sempre giustificato da esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, come tutti gli altri spostamenti.

Sono un cittadino straniero o un italiano residente all’estero e mi trovo attualmente in Italia, posso fare rientro nel Paese dove vivo?

Sì, il rientro nel proprio domicilio abitazione o residenza è sempre consentito. Per l’autocertificazione dei motivi degli spostamenti nel territorio nazionale necessari a raggiungere la frontiera si può usare il modulo pubblicato nel sito del Ministero dell’interno. Si raccomanda di verificare prima della partenza le misure previste nel Paese di destinazione per contrastare la diffusione del virus. Si consiglia inoltre di prendere contatto con l’ambasciata del proprio Paese in Italia.

Sono in rientro dall’estero. Posso chiedere ad una persona di venirmi a prendere in macchina all’aeroporto, alla stazione ferroviaria o al porto di arrivo?

Sì, ma è consentito ad una sola persona convivente o coabitante nello stesso domicilio del trasportato, possibilmente munita di dispositivo di protezione. Lo spostamento in questione rientra tra le fattispecie di “assoluta urgenza”, che dovrà essere autocertificato con il modulo messo a disposizione dal Ministero dell’interno, compilato in tutte le sue parti, indicando, in particolare, il tragitto percorso e il domicilio ove la persona si reca. Salvi i casi di esenzione resta fermo l’obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione, per la sottoposizione a sorveglianza sanitaria e a isolamento fiduciario, nonché l’obbligo di segnalare con tempestività l’eventuale insorgenza di sintomi da COVID-19 all’autorità sanitaria.

Cristina Montagni

L’ormone-sentinella? Il testosterone previene e cura il Covid-19 nel maschio

Uno studio dell’università Campus Bio-Medico di Roma e Sapienza università di Roma, pubblicato di recente nella rivista scientifica Metabolism, misurare l’ormone maschile può offrire utili informazioni per la prevenzione e il trattamento dell’infezione da coronavirus, sia nel caso lo si trovi ridotto sia nel caso in cui funzioni troppo.

Coronavirus

L’indagine ha dimostrato che il Covid-19 colpisce più gli uomini delle donne infatti si evidenzia che circa il 60% delle persone colpite dal virus è di sesso maschile e la risposta risiede in un particolare tipo di ormone: il testosterone.

Evidenze scientifiche dello studio

Paolo Pozzilli, professore di endocrinologia all’università Campus Bio-Medico di Roma ha spiegato che nell’ipotesi di lavoro è stato affrontato il problema del testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, che può essere più basso o più alto con un ampio range di variazione nella popolazione maschile. “In particolare” dice Pozzilli “sappiamo che i livelli di testosterone diminuiscono con l’età: per cui i soggetti anziani, quelli più colpiti dal Coronavirus, sono anche quelli con un più basso livello di testosterone”.  Dall’analisi si evince anche che bassi livelli di testosterone possono causare una riduzione dell’attività dei muscoli respiratori, della loro forza complessiva e della capacità di esercizio, mentre la normale circolazione di questo ormone maschile mostra un effetto migliorativo della respirazione. Con testosterone basso nel sangue si osserva un aumento dei processi infiammatori che sono associati con un aggravamento della prognosi dell’infezione da Covid-19. “D’altro canto, un eccesso di attività androgenica potrebbe essere nociva” ha dichiarato Andrea Lenzi professore di endocrinologia della Sapienza “in quei soggetti in cui il testosterone funziona troppo, dove esiste cioè una differente capacità del suo recettore di trasmettere il proprio segnale. Proprio perché una delle proteine che serve al virus per entrare nelle cellule, denominata TMPRSS2, è molto sensibile agli androgeni, oggi vi è grande attenzione per l’azione dell’ormone maschile nei meccanismi d’ingresso del virus. Infatti, questa proteina, regolata dal testosterone e per questo già studiata nella patologia neoplastica della prostata, potrebbe in futuro diventare un possibile target terapeutico nei maschi affetti da infezione Covid-19”.

Cristina Montagni

Intervista esclusiva all’Onorevole Elisa Siragusa

La deputata Elisa Siragusa è stata eletta all’estero ed è capogruppo della Commissione Lavoro alla Camera per il Movimento 5 Stelle. Le tematiche che segue nei lavori parlamentari sono legate agli italiani all’estero ma è anche impegnata per azzerare le differenze retributive e migliorare le condizioni dei lavoratori a contratto delle sedi diplomatiche. Per quanto riguarda il decreto Cura Italia, sta lavorando sul congedo parentale, bonus baby-sitter, ecc, oggetto di discussione alla Camera.
Siragusa - M5S

 

Onorevole Elisa Siragusa

 

Abbiamo iniziato la nostra interessante intervista chiedendo alla deputata dell’attuale emergenza sanitaria che sta traumatizzando il paese e approfondire come il Ministero degli Affari Esteri sta trattando i rimpatri dei nostri connazionali all’estero. Degne di nota le sue considerazioni sulla questione “Cura Italia”, i prossimi step parlamentari, del REM (Reddito di emergenza) per accennare agli strumenti di solidarietà e flessibilità che sono allo studio della Commissione Europea.

Leggiamo cosa ci ha detto per capire quali saranno le prossime tappe post trauma coronavirus.

L’Unità di crisi della Farnesina nell’emergenza Covid-19, quali strumenti di prevenzione e sensibilizzazione ha introdotto per aiutare i nostri connazionali all’estero?

L’Unità di crisi, nella sua attività di supporto e assistenza degli italiani all’estero, è attiva ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Proprio nel mese di febbraio, la Camera dei deputati ha votato una risoluzione volta a promuovere l’utilizzo di uno strumento oggi di grande utilità: l’applicazione dell’Unità di crisi, che integra i servizi offerti dai portali viaggiaresicuri.it e dovesiamonelmondo.it. Sin dall’inizio dell’emergenza, attraverso questi strumenti, la struttura del MAECI ha reso disponibile una sezione speciale dedicata al Coronavirus, insieme a schede paese costantemente aggiornate, con tutte le informazioni necessarie per i nostri connazionali bloccati all’estero.

Si conosce il numero esatto degli italiani che ancora non possono rientrare nel nostro paese e cosa si sta facendo sul fronte dei rimpatri?

Quantificare il numero degli italiani all’estero è da sempre una sfida per la Farnesina; proprio per questo nacque il sito dovesiamonelmondo.it, in cui i nostri connazionali possono – volontariamente – segnalare la propria presenza all’estero. Ad oggi già decine di migliaia di italiani sono riusciti a rimpatriare, ma ce ne sono ancora molti altri in attesa; ogni giorno riceviamo segnalazioni da ogni parte del globo, ma tutta la rete del Ministero degli Esteri è impegnata per permettere loro di rientrare – anche se avranno degli obblighi, come quello di mettersi in auto isolamento per quattordici giorni dal rientro in Italia. La Farnesina è impegnata ad organizzare voli speciali, ma è un processo non semplice, perché prevede di stipulare accordi con i vari paesi per l’autorizzazione delle partenze.

Secondo le ultime stime, l’80% delle persone che vivono in UK potrebbe contrarre il virus. Gli italiani che risiedono lì sono monitorati dalle nostre sedi consiliari per ottenere le cure necessarie?

Così come i nostri ospedali curano cittadini residenti in Italia, di ogni nazionalità, lo stesso avviene con il servizio sanitario inglese. Chiunque ne abbia necessità, deve rivolgersi al servizio sanitario britannico (nhs). L’ambasciata ha tuttavia attivato anche un servizio di consulenza sanitaria per coloro che si trovano in condizioni mediche precari.

Con il Decreto “Cura Italia” quante risorse sono a disposizione per mettere in sicurezza il nostro Paese. Mi riferisco a sanità, scuola, università, lavoratori dipendenti e autonomi, imprese e famiglie?

Siragusa 10

 

Onorevole Elisa Siragusa

 

Il decreto CuraItalia è solo la prima risposta economica all’emergenza in corso, e vale 25 miliardi, dedicati a sanità, lavoratori, imprese, famiglie. Ma è solo un primo passo. Siamo sempre stati consapevoli del fatto che c’era l’assoluta necessità di ulteriori interventi. Non a caso, è appena stato approvato il decreto per dare liquidità a famiglie e imprese, che mobiliterà fino a 400 miliardi di credito per le imprese, e a breve sarà emanato un altro provvedimento governativo che consentirà di estendere e ampliare le misure che abbiamo introdotto con il decreto Cura Italia.

Secondo lei quali sono i prossimi step parlamentari per dare sollievo a famiglie, lavoratori e imprese colpiti dall’emergenza coronavirus?

Sicuramente bisognerà rinnovare tutte le misure per lavoratori e famiglie previste dal decreto CuraItalia. Ma si dovrà iniziare a lavorare anche sul lato imprese, aiutando il nostro tessuto economico a riprendersi appena finita l’emergenza. Il reddito di emergenza poi sarà altrettanto necessario per dare risposte immediate a tutte le famiglie che sono state messe in ginocchio dalla crisi.

Il REM (Reddito di emergenza) è sufficiente per aiutare le famiglie in difficoltà che non hanno accesso agli ammortizzatori fin qui previsti?

Nel decreto CuraItalia abbiamo cercato di non lasciare indietro nessuno, garantendo un sostegno a tutti i lavoratori. In uno Stato giusto, nessuno viene lasciato solo, e tutti contribuiscono, in proporzione alle proprie possibilità, alle sue spese (articolo 53 della Costituzione).  Il REM è uno strumento giusto in questo momento, ma una cosa è certa: lo Stato dovrà, finita l’emergenza, imporsi con forza per contrastare il lavoro nero. Secondo i dati Istat infatti, la parte di economia italiana non osservata vale oltre 210 miliardi di euro. Non è più accettabile che allo stato “sfuggano” centinaia di miliardi.

Il Covid19 ha cambiato qualsiasi priorità in Europa. Come si sta muovendo l’Europa sul fronte delle riforme e quali gli interventi per concedere margini di flessibilità che il momento storico richiede?

Abbiamo già votato lo scorso mese in parlamento lo scostamento dagli obiettivi di bilancio per finanziare le prime misure per famiglie e imprese e per fronteggiare a livello sanitario l’emergenza in corso. Per quello abbiamo già ottenuto flessibilità da parte dell’Europa. È al momento in corso una discussione articolata sugli altri strumenti europei da mettere in campo. I lavori dell’Eurogruppo vanno avanti e sono fiduciosa che si riuscirà con un atteggiamento costruttivo da parte di tutti ad arrivare a una soluzione condivisa.

La Presidente dell’UE von der Leyen ha dichiarato che metterà a disposizione 100 miliardi di € come strumento di solidarietà per i cittadini italiani. Il sostegno a chi viene destinato e la SURE può considerarsi una risposta soddisfacente?

Condivido le parole del premier Conte, l’Europa può fare molto di più; e questo è il momento di dimostrare il suo valore. Il piano SURE è un passo importante, ma non sufficiente. La risposta più efficace per uscire dalla crisi finanziaria ed economica sono gli eurobond.

Cristina Montagni

 

Coronavirus, il coro di 700 bambini uniti in “Nessun dorma”

Settecento bambini italiani ed europei hanno cantato dalle loro case ‘Nessun Dorma’, la famosa aria dell’opera Turandot di Giacomo Puccini. L’iniziativa, lanciata dall’orchestra Europa InCanto, vuole essere un messaggio di speranza e solidarietà rivolta al mondo intero più che mai importante in questo momento.

coro 700 bambini Nessun dorma

È con gli occhi dei bambini che possiamo scorgere un raggio di speranza e un futuro migliore!

 

coro 700 bambini Nessun Dorma

“Da questa prova terribile uscirà una generazione migliore e più forte della nostra”, così Dario Franceschini, ministro dei beni culturali, ha commento il video nel quale bambini e bambine d’Italia e d’Europa, guidati dalla bacchetta del Maestro Germano Neri, si sono uniti in un coro virtuale per eseguire la celebre aria di Puccini.

 

 

Cristina Montagni

 

CORONAVIRUS – Il mio nemico invisibile. L’esperta di Psicologi – Italia in prima linea per consulenze a distanza

Maria Zampiron - psicoterapeuta“In questa esperienza di isolamento, in questo distanziamento sociale, abbiamo la possibilità di sperimentare la forma più alta della libertà: sentirsi in connessione con l’altro, attraverso la solidarietà”.

La salute psicofisica, sociale e lavorativa degli italiani è messa oggi a dura prova di fronte ad un nemico che non si vede se non nelle sue azioni-conseguenze. Il Coronavirus, quel nemico invisibile che entra in possesso delle parti vitali del corpo umano è imprevedibile, non si sa “quando” si incontra, ma si sa “come” si incontra. Un nemico che si fa conoscere solo attraverso i suoi effetti: malattia, decessi ma anche guarigione. Nel nostro immaginario può essere vissuto come illusorio, irreale, inesistente oppure reale e vero nel suo “pericolo”, in grado di compromettere la salute psicofisica della persona.

“Il cervello umano” spiega la psicologa Maria Zampiron “possiede capacità di reazione innate ma complesse ai “pericoli” soprattutto se l’evento perdura nel tempo causando stress prolungato. Si reagisce affrontando il pericolo trovando le risoluzioni funzionali a ristabilire l’equilibrio interpersonale oppure la reazione di difesa si esprime con azioni aggressive per eliminare il pericolo o si disconferma il pericolo ignorandolo o si rimane immobili eliminando le emozioni negative che creano per difendersi dal pericolo stesso”. MacLean in “Il Cervello Tripartitico”, attribuisce al cervello umano una connotazione e un’entità sociale. La parte rettiliana è la più primitiva del cervello, responsabile delle funzioni di base (come la respirazione e il battito cardiaco), di reazioni agli impulsi istinti-innati (come la risposta ad un pericolo che compromette la vita) e si caratterizza nelle emozioni intense come la collera e l’intensa sensazione di paura. All’interno di questo contesto, gli studi riguardo al cervello umano dimostrano che l’emisfero sinistro è dominante per la parola, la logica, il pensiero lineare, le regole sociali, l’espressione delle emozioni, le modalità di comunicazione con gli altri e dà origine ad uno stato di avvicinamento verso l’esterno che porta l’individuo ad affrontare le difficoltà. Il lato destro invece, fonte primaria delle conoscenze autobiografiche, riceve i segnali emotivi dalle aree poste sotto la corteccia, in modo spontaneo ed intenso e sono presenti aree che attivano una risposta di “allontanamento” o “evitamento” di fronte alle “novità.

Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)

convegno ZampironLa Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) trentanni fa ha strutturato un modello di cura sulla base dell’interazione reciproca tra il comportamento, l’attività mentale, il sistema nervoso, il sistema endocrino e la risposta immunitaria degli esseri umani. Questa tecnica stabilisce che la salute e il benessere della persona si realizza sulla base dell’interazione degli aspetti psicologico, neuropsicologico ed emotivo con la sfera chimico-fisica e organica della biologia della vita. La PNEI diventa così la “forza della mente” all’interno della quale un sistema attivo e funzionante determina un’efficace prevenzione delle malattie ed è in grado di influenzare la cura delle malattie stesse. La PNEI dimostra che lo stato psico emotivo ed affettivo di una persona influenza e modifica il decorso di una malattia, cosi come la salute globale dell’individuo deriva da una positiva interazione tra il comportamento, l’attività mentale, il sistema nervoso, il sistema endocrino e la risposta immunitaria della persona stessa. Il benessere umano e la relazione sinergica tra individuo e ambiente è stato studiato da Abraham H. Maslow nel 1954. Maslow attribuisce il benessere umano alla soddisfazione dei bisogni fisiologici, quelli legati alla sicurezza, all’affetto e successivamente alla stima, all’autorealizzazione su una scala gerarchica dove gli ultimi non possono essere raggiunti se i primi non sono stati soddisfatti. Secondo Porgers e MacLean, il prolungamento dell’emergenza Covid–19 pone a dura prova il senso di resilienza dei cittadini italiani nell’esprimere comportamenti legati al rispetto delle regole per il bene proprio e altrui, ai veti imposti dalle autorità italiane che si traduce in un senso di appartenenza di fronte ad un nemico invisibile.

Nel contesto generale, per le incertezze esistenziali, viviamo sempre di più la rabbia per la mancanza di libertà, aumenta la frustrazione e il senso d’incapacità per affrontare e superare il pericolo della malattia, della morte e della solitudine. Si fa poi strada il senso di colpa per non curare ed incontrare genitori, familiari e amici. Sentiamo la mancanza del nostro lavoro ed insieme agli altri, si fa fatica a vivere il quotidiano, siamo continuamente sottoposti a stati ansiogeni ed emozioni negative che possono ostacolare il benessere psicofisico individuale e la stabilità relazionale nel futuro, compreso il desiderio di continuare ad avere cura di sé stessi. Vogliamo essere uniti di fronte ad un pericolo “invisibile” ma anche separati dagli altri per timore e paura di vivere il “pericolo” del contagio e della malattia. Se il benessere dell’uomo si trova principalmente nello stare e vivere con l’altro nel pieno delle reti sociali, la situazione confusa e paradossale del presente necessita di sostegno psicologico per molte persone.

Un sostegno psicologico che va orientato su due aspetti prioritari:

  1. riguarda il “desiderio” di incontrare l’altro, di dare fiducia a sé stessi e voler mantenere le manifestazioni affettive verso l’altro anche in questa difficile situazione di isolamento. In questa fase occorre riuscire a contenere l’angoscia, la tristezza della separazione e la perdita dello stile di vita, facendo emergere le risorse che ognuno di noi possiede.
  2. si riferisce al superamento della paura d’incontrare l’altro, di vedere l’altro in un’ottica di pericolo, con l’obiettivo di riprendere alla fine dell’emergenza le modalità più soddisfacenti per esprimere gli affetti, la fiducia e la vicinanza verso l’altro.

Supporto psicologico on line

In questo senso, un efficace supporto psicologico può essere realizzato anche on line.

Maria Zampiron, psicologa-psicoterapeuta (www.drssamariazampiron.it/) iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio, ha creato una pagina virtuale per il sostegno psicologico al coronavirus attraverso una piattaforma sicura proposta da psicologi-Italia (www.psicologi-italia.it).

Per usufruire del supporto psicologico è necessario inviare un SMS al 347-3535633 specificando il giorno e l’ora desiderati per l’incontro. Sarà cura della dottoressa chiamare per conferma, inviando il link da utilizzare nella connessione on line.

Cristina Montagni

Covid 19. Centri antiviolenza a fianco delle donne

1522 numero antistalkingPangea/Reama, Udi, Telefono Rosa per contrastare la violenza domestica con politiche integrate per il coordinamento della rete dei Centri Antiviolenza e per agevolare l’accesso alle strutture e i contatti.

Martedi, 24/03/2020 – Riceviamo e pubblichiamo
Le richieste di: Associazione Nazionale Telefono Rosa/Pangea-REAMA Network/ UDI-Unione Donne in Italia
Soprattutto in questo momento così difficile per il nostro paese e per tutta la società, servono politiche integrate per approfondire quale percorso le donne vittime di violenza debbano intraprendere per sfuggire agli uomini violenti.

La Ministra Bonetti rilancia il numero di pubblica utilità 1522 in vari articoli e nelle trasmissioni televisive, ma nonostante ciò riteniamo che non sia una risposta sufficiente alla luce del fatto che il 1522 lavora in rete con una parte dei centri antiviolenza d’Italia.

Ad oggi i centri antiviolenza, secondo la rilevazione del 2017 sono 366 in tutto il paese ma le telefonate sono diminuite. È opportuno chiarire e dare ulteriori informazioni perché i CAV – Centri Antiviolenza, che sono nella maggior parte dei casi chiusi, operano costantemente al telefono fornendo consulenza legale civile e penale e soprattutto sostegno psicologico. La consulenza legale è necessaria alle donne per avere consigli, per preparare una denuncia e per il percorso successivo da intraprendere. Sono invece funzionanti le Case Rifugio, ma molte di esse sono già piene e non possono garantire ulteriori prese in carico e alloggiare donne ex novo.

Sarebbe utile, per gli addetti ai lavori, conoscere quali Case Rifugio abbiano ancora spazi disponibili e se sono attrezzate con spazi adeguati per far trascorrere la quarantena alle donne in situazioni di infezione. Dovrebbe altresì essere chiara la prassi sanitaria da seguire in tutta Italia prima di poter inserire le donne nelle Case e le operatrici dovrebbero essere munite di mascherine e guanti da parte della protezione civile per garantire anche la propria sicurezza sanitaria.

Se una donna è in pericolo ed esce di casa, incontrando le forze dell’ordine, più che compilare un modulo può chiedere aiuto per uscire dalla situazione di pericolo in cui si trova, dichiarando lo stato di necessità per la sua messa in sicurezza. Sarebbe soprattutto opportuno far uscire il violento di casa con misure immediate speciali, allontanandolo sino al periodo post COVID19 e assicurando tutte le condizioni sanitarie e di sicurezza necessarie anche per il violento. In ogni caso vanno assicurate alle donne tutte le condizioni necessarie sanitarie e di sicurezza per la donna e per i figli.

Per i finanziamenti stanziati con DPCM fino al 2020 a tutte le Regioni, chiediamo che siano erogati direttamente ai centri in funzione che sono riconosciuti dalle regioni e dal DPO con massima urgenza, entro e non oltre 15 gg.
Speriamo che le nostre richieste vengano accolte in tempi brevi. Oggi più che mai dobbiamo assicurare alle donne e ai minori protezione e sicurezza.

Firmato
Associazione Nazionale Telefono Rosa
Pangea- REAMA Network
UDI-Unione Donne in Italia

https://www.1522.eu/

Cristina Montagni

COVID–19. OIL stima la perdita di 25 milioni di posti di lavoro nel mondo

La pandemia COVID-19 potrebbe avere ricadute devastasti a livello globale per la perdita di oltre 25 milioni di posti di lavoro. Le stime presentate il 19 marzo a Ginevra dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), evidenziano che gli effetti della pandemia avranno una portata a livello mondiale che causerà per milioni di persone la disoccupazione, sottoccupazione e povertà lavorativa.

disuguaglianzePer far fronte a questa crisi l’OIL propone strumenti e misure incisive immediate e coordinate su larga scala per proteggere i lavoratori sul luogo di lavoro, stimolare l’economia e l’occupazione e sostenere il lavoro ed il reddito.

Raccomandazioni OIL

Le raccomandazioni comprendono l’estensione della protezione sociale, il sostegno per mantenere il lavoro (lavoro di breve durata, ferie retribuite, altri sussidi) sgravi finanziari e fiscali per il sistema produttivo del Paese e per le micro, piccole e medie imprese. La nota propone inoltre misure di politica fiscale e monetaria e sostegno finanziario per specifici settori economici.

Scenari possibili

povertaSulla base dei possibili scenari dell’impatto del COVID-19 sulla crescita del Prodotto Interno Lordo globale, le previsioni OIL indicano un aumento della disoccupazione a livello globale variabile tra 5,3 milioni (scenario a basso impatto) e 24,7 milioni (scenario ad impatto medio-alto) che andrebbero ad aggiungersi ai già 188 milioni di disoccupati del 2019. Per dare una misura dell’impatto si ricorda che la crisi finanziaria globale del 2008-2009 aveva portato ad un incremento della disoccupazione nell’ordine di 22 milioni di persone nel mondo. Non è da sottovalutare la sottoccupazione che dovrebbe aumentare su larga scala, poiché le conseguenze economiche della pandemia si tradurranno in una riduzione di ore di lavoro e conseguentemente dei salari. Il lavoro autonomo nei paesi in via di sviluppo, che di fatto serve ad ammortizzare l’impatto del cambiamento, potrebbe subire un duro contraccolpo a causa delle restrizioni alla circolazione delle persone (fornitori di beni e servizi) e delle merci.  A seguito del calo dell’occupazione per causa della perdita di reddito dei lavoratori, il report stima perdite massicce, l’equivalente di circa 860 e 3.400 miliardi di dollari americani entro la fine del 2020.

Covid 19Tali condizioni si tradurrebbero in una sostanziale contrazione dei consumi di beni e servizi che impatterebbero sulle imprese e sulle economie nel mondo. Da qui la povertà lavorativa dovrebbe aumentare significativamente, perché “l’impatto sui redditi derivante dal declino dell’attività economica avrà effetti devastanti per lavoratori e lavoratrici che hanno un reddito inferiore alla soglia di povertà”. Per questo l’Organizzazione stima che tra gli 8,8 e 35 milioni di persone si troveranno in condizioni di povertà lavorativa in tutto il mondo rispetto a stime di inizio anno che prevedevano una contrazione di 14 milioni nel 2020. “Questa non è più solo una crisi sanitaria globale, è una grave crisi economica e del mercato del lavoro che sta avendo un enorme impatto sulle persone”, ha dichiarato Guy Ryder, direttore generale dell’OIL. “Nel 2008” ha aggiunto “il mondo ha affrontato in modo unito le conseguenze della crisi economica e finanziaria mondiale e grazie a questo fronte comune, è stato possibile evitare peggiori conseguenze. Anche ora abbiamo bisogno di questo tipo di leadership e di azioni immediate”.

Aumento delle disuguaglianze tra i giovani e lavoratori

L’OIL avverte che specifici gruppi saranno travolti in modo sproporzionato dalla crisi del lavoro con un conseguente aumento delle disuguaglianze. All’interno di questi gruppi rientrano le persone che svolgono lavori poco protetti e scarsamente retribuiti, in particolare colpiranno giovani e lavoratori anziani senza contare le lavoratrici e i lavoratori migranti. coronavirusA proposito dei migranti, l’analisi sostiene che saranno proprio loro le categorie più vulnerabili a causa della mancanza di protezione e diritti sociali, mentre le donne tendono ad essere sottorappresentate nei lavori a basso reddito e nei settori interessati. “In tempi di crisi come quello attuale” ha sostenuto Guy Ryder “abbiamo due strumenti che possono aiutare a mitigare i danni e ripristinare la fiducia della gente. Il primo sostenere il dialogo sociale e l’interazione costante tra lavoratori, lavoratrici, datori di lavoro e i loro rappresentanti per sostenere le misure di cui hanno bisogno per superare questa crisi. In secondo luogo, le norme internazionali del lavoro forniscono una base solida per adottare risposte attraverso politiche centrate su una ripresa sostenibile ed equa. Queste misure dovrebbero essere adottate per ridurre al minimo l’impatto di questo difficile momento sulle persone”.

Cristina Montagni

 

Covid-19, nuove restrizioni per l’Italia. Dichiarazioni Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

GovernoDichiarazioni del 21 marzo da Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulle nuove misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19.

In Italia ad oggi sono 53.578 i contagi totali, di cui 6.072 guariti e 4.825 morti. Dobbiamo registrare un bollettino di “guerra” non solo nel nostro Paese ma il contagio continua ad allargarsi anche in Europa: sempre più casi e più decessi in Spagna, Germania e Regno Unito. Nel mondo sono superati i 270 mila contagi e le 11 mila morti.

Il nostro Governo da oggi ha deciso di chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile a garantirci beni e servizi essenziali. Questa è l’ultima stretta annunciata dal premier Giuseppe Conte in un messaggio a reti unificate, che ha così annunciato nuovi provvedimenti restrittivi per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus. Il premier Conte in diretta ha dichiarato: “È il momento più difficile dai tempi del dopoguerra: chiuse le fabbriche e le attività non essenziali. L’economia rallenta, ma non si ferma. Dobbiamo continuare a rispettare tutte le regole, con pazienza e fiducia. Serve tempo prima che le misure diano effetti. Restare a casa è dura, ma dobbiamo resistere. Solo così riusciremo a tutelare noi stessi e le persone che amiamo”. “Era una misura necessaria da prendere. Perché è evidente a tutti che il governo deve avere una sola priorità: tutelare la salute di ogni singolo cittadino italiano. E va fatto con ogni strumento, ordinario e straordinario”, così ha commentato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. 

Vi lascio con la dichiarazione indiretta del Premier Conte

 

Italia

Cristina Montagni